lunedì 23 luglio 2012
Morti di fama.
Qualcuno, chissà chi tra produzione, sceneggiatori, autori, decidono che una puntata della serie dev'essere cantata, un pò come un musical.
Ed è così che scopri che il cast di Grey's Anatomy è composto da attori che recitano come recitano, e che però all'occorrenza cantano pure, e con delle voci SPAVENTOSE, e come se non bastasse, in alcune sequenze ballano.
Se qualcuno tra quelli che ho menzionato non avesse deciso che questa puntata dovesse essere un po particolare, probabilmente non avremmo mai sentito cantare questi signori che in fin dei conti sono attori, non cantanti.
Non riesco ad immaginare nessuno, sottolineo NESSUNO nell' alluvione di mezze calzette, sgallettate, sfigatoni abbronzati, bagascione da palazzo Grazioli, raccomandati, miracolate, nani e ballerine (che non ballano), riciclati, raccattati e incapaci di ogni risma che infestano la nostra tv, il nostro cinema, il mondo dell'entertainment italiano (che una volta aveva una sua nobiltà) avvicinarsi anche solo un qualche migliaio di anni luce a simili livelli.
Certo è la scuola italiana che non funziona, che è carente in questo senso: poi però c'è tutto un ingranaggio, un intero, colossale, impenetrabile apparato che non permette l'accesso se non a pochissimi eletti, che improvvisamente spalanca le porte a questi mentecatti, alle imbecilli semianalfabete, alle mignotte sgrammaticate, ai morti di fama, alle ballerine che non saprebbero ballarmi nemmeno sulla fava, nonostante mossette, boccucce e sculettamenti farebbero pensare l'esatto contrario, alle Arcuri, alle Canalis, ai Garko e tutto il resto della pittoresca, chiassosa, sguaiata, tamarra compagnia bella. Chi cazzo ha ridotto il paese di Delia Scala e Anna Magnani in queste condizioni?
sabato 21 luglio 2012
Altro che circo: per gli eqilibristi rivolgersi al PD..
gli sgaboli e gli slalom deI papaveri del Pd per tener tutti buoni (Casini e gli ayatollah da una parte, Vendola e area laica del partito dall'altra) sulla faccenda delle unioni civili se non fossero tragici sarebbero francamente ESILARANTI. E' la vera politica STRONZA: quella dell'opportunismo, del MA-ANCHISMO e del MA-NEANCHISMO. Semplicemente patetico: di tutto sto sudiciume non vorrò sentire mai più parlare finchè campo. Questi per me sò morti, sepolti e putrefatti. E caro Vendola, ti teniamo d'occhio: vediamo di quali equilibrismi sarai capace te, in mezzo a sta roba. Ma non illuderti: un accrocchio alla Dico stavolta lo sconta chi lo prende anche solo in considerazione.
martedì 3 luglio 2012
professione self control. Sic.
Le immagini del video dei due poliziotti 24enni che pestano il pensionato non si sopportano. Fanno male e fanno rabbia. L'uomo aveva preso le difese di alcune ragazze che i due poliziotti (in borghese e fuori servizio) stavano approcciando in modo piuttosto pesante, per usare un eufemismo. Forse, da galantuomo di altri tempi, persino con un atteggiamento di sfida (si è tolto la giacca) come dire: fatelo con me i furbi, anzichè con delle ragazze. Niente di più. Perlomeno niente che giustifichi un'alluvione di cazzotti e calci in faccia e in testa (fracassamento del volto, il termine usato dai medici) da uomini che per professione dovrebbero essere addestrati al massimo autocontrollo. Sia chiaro, niente di ideologico contro i poliziotti. Io penso anzi che quel video dovrebbe far incazzare proprio tutti i poliziotti. E far loro sperare e pretendere che pure stavolta non finisca a tarallucci e vino, com'è successo ai carnefici di quel povero ragazzo la mamma del quale, per non farsi mancare niente, ha pure dovuto subire gli sberleffi su facebook da parte degli assassini, naturalmente liberi E ANCORA IN SERVIZIO. Perchè questo ha a che fare con la stima che la gente ha per TUTTI i poliziotti. Anche e soprattutto quelli onesti e votati al sacrificio che sono, ne vogliamo essere certi, la stragrande maggioranza.
lunedì 2 luglio 2012
la Coop sei tu..(sic)
Sabato 31 luglio, h 13.45. Tredici casse tredici, E SOLO DUE APERTE con file chilometriche e donnine neghellesi ragionevolmente in sommossa.
Avete costruito st'abominio di cattedrale nel deserto che per fare la spesa ci vuole lo skateboard, e poi le casse quelle erano e quelle sono? No, anzi: non c'era neppure la cassa veloce, che se per disgrazia eri li per una bottiglia di vino ti toccava la fila dietro alle romane scassacazzo con carrelli che sembrano piramidi di Cheope. Mancanza di personale, cambio di turno, tempi fisiologici di riorganizzazione dopo il trasferimento nella nuova sede: NIENTE giustifica sta roba nel primo weekend di luglio (con ponte festivo per i romani annesso e connesso..). Niente.
Ps. una signorotta romana scicchissima s'è girata e m'ha sussurrato, con tono complice: " l'Antinori in offerta..". Le giuro signora che in questo preciso momento della mia vita non ho altri pensieri che l'Antinori in offerta.. Ma vada in culo.
martedì 19 giugno 2012
no, cari signori. Così proprio non va.
Ci piace
soffermarci una volta in più su un aspetto della vita orbetellana di cui non andiamo fierissimi. Divieti, divietucci, lagnanze dei commercianti perchè i cani pisciano, spiagge off limits, la Rama che non trasporta i cani neppure con la museruola etc.
Nonostante abbiano cercato di rifilarci in tutti i modi l'ipotesi contraria, che i ristoranti sono pieni e la crisi non c'è (sembra roba dei film anni 70 con Bombolo ma è storia recentissima..), la crisi c'è eccome. E forse, laddove non arrivano i criteri minimi di tolleranza, accoglienza e disponibilità che dovrebbero caratterizzare culturalmente un luogo turistico come noi siamo, sarà il caso di smobilitare un pò di sano e solido opportunismo. Io vedo (ma sicuramente non solo io) che la percentuale di turisti che passeggiano col cane al guinzaglio è alta. Molto alta. Non non siamo Riccione, qui non vengono frotte di ragazzi tatuati, surriscaldati e in fregola, ne i giapponesi armati di fotocamere. Qui vengono prevalentemente famiglie. Famiglie medio-giovani, spesso di target medio-alto (esclusi i camperisti, praticamente tutti) dato che le vacanze dalle nostre parti non sono nè economicissime nè all'insegna della trasgressione e della dolce vita. E molte di queste famiglie vengono col cane.
Buon senso vorrebbe che i cani fossero portati a far bisogni prima della passeggiata in centro, e che i gli accompagnatori girassero armati di paletta e sacchetto. Certo. Poi c'è sempre il cane che un po a sorpresa ripiscia comunque e l'accompagnatore idiota che non raccatta nulla.
Se è per questo, il sabato sera ci sono molti ragazzi ubriachi che pisciano e a volte vomitano persino: chiediamo il coprifuoco? I bar e le pizzerie non sarebbero affatto contenti. Loro con i bagordi dei ragazzi, pure quelli che non sanno fermarsi per tempo, pure quelli che la fanno fuori dal vasino, per restare in tema, ci campano. E questo è il punto. Molti commercianti rompicoglioni (comincerei intanto col chiamare le cose col loro nome), quelli che stampano volantini e mortificano i miei amici che passeggiano col cane con sparate inconsulte, sembrano volere la botte piena e la moglie ubriaca, assai spesso. Cioè strizzando tutto quello che c'è da strizzare, con prezzi da Tokyo dei quartieri alti, lamentele di ogni tipo per eventi, mercati, manifestazioni, e vere e proprie insurrezioni per un paio di pisciate. Benissimo, tutto sacrosanto. Cioè: venite pure a spaccarvi le balle, a farvi depredare, però il canino adorato lasciatelo alla suocera, in qualche canile-pensione, abbandonatelo, fate quello che minchia vi pare, ma non portatelo a pisciare qui. Not in my yard.
In spiaggia i cani non vanno, nei parchetti preposti non c'è un po d'ombra neppure a pagarla, e c'è il rischio del coccolone, in centro è un'alluvione di divieti e di rompicoglioni: così, se tanto mi dà tanto, potrebber subentrare la voglia di portarli in vacanza altrove, sti cani: dove possono entrare nei locali pubblici, dove gli alberghi e i campeggi sono attrezzati a
riceverli, dove i ristoranti preparano il doggy -bag, dove i negozi tengono in bella vista il kit-refrigerio sull'uscio: cioè ormai quasi ovunque tranne che qui. E francamente con l'aria che tira non so quanto convenga. A tutti. Qui fra poco toccherà andarli a prendere a casa e stendergli il tappeto, a sti italiani, per fargli spendere quei pochi soldi che gli rimangono da spendere, altro che asfissiarli con divieti, ciclostile e sparate isteriche.
Chi di dovere si premuri di pulire e disinfettare le strade del centro, nei periodi clou, e i commercianti (generalizziamo per comodità. Sappiamo benissimo che non tutti sono così..) sfoderino un pò di disponibilità. Che da quest'anno in poi "te si e te no" non funziona più. Da quest'anno in poi tocca tener buon conto di chi ci sceglie per le vacanze e i loro pet. Facendoli stare comodi, sereni e ben serviti. Ce ne siamo accorti con quei 4 annetti di ritardo, ma la crisi c'è ed è pesante. E su un'unica cosa sembrano essere tutti d'accordo: non finirà domani. Allora che vogliamo fare: ci attreziamo?
originariamente pubblicato su ORBETELLOVE
sabato 9 giugno 2012
Rama: una "cippalippa" d'accoglienza..
Un post Facebook di Daniela Innocenti, impiegata Trenitalia presso la biglietteria di Orbetello Scalo, che reputiamo meriti una qualche riflessione.
"..VENERDI' SCORSO ,ALL'ARRIVO DI UN TRENO DA ROMA ALLE 18.OO,E' DISCESA MOLTISSIMA GENTE TRA CUI UN SIGNORE CON UN BELLISSIMO CANE AL GUINZAGLIO. IO L'HO NOTATO PROPRIO PER LA BELLEZZA DI QUESTO CANE,UN SIMIL HUSKY PULITO,LUCIDO,TRANQUILLO,HO PENSATO "..MADONNA CHE BELLEZZA,GLIELO RUBEREI..".NON L'HO PIU' VISTO PER UN PO',MA VERSO LE 2O.OO,A SPORTELLO GIA' CHIUSO,HO SENTITO BUSSARE AL VETRO,ERA QUESTO SIGNORE CON IL SUO BELLISSIMO E PULITISSIMO CANE,MI HA DETTO CHE AL SUO ARRIVO DA ROMA,DUE ORE PRIMA, AVREBBE DOVUTO PRENDERE IL PULMAN RAMA PER PORTO ERCOLE MA L'AUTISTA SI E' RIFUTATO DI FARLO SALIRE PERCHE',HA SOSTENUTO,SUI PULMAN RAMA I CANI NON SONO AMMESSI SALVO QUELLI DI PICCOLA TAGLIA NEL CONTENITORE O IN BRACCIO AL PADRONE.QUESTO SIGNORE ERA ARRABBIATISSMO,AVEVA UNA PRENOTAZIONE PER UN WEEK-END A PORTO ERCOLE,MI HA CHIESTO SE SAPESSI NIENTE DEI REGOLAMENTI RAMA E SE CORRISPONDESSE AL VERO QUELLO CHE L'AUTISTA AVEVA SOSTENUTO.HO VERIFICATO IN SEGUITO CHE IL NUOVO CONTRATTO DI SERVIZIO DELLA SOCIETA' RAMA CON LA REGIONE TOSCANA IN EFFETTI NON CONSENTE LA SALITA DI CANI DI MEDIA-GROSSA TAGLIA NEMMENO CON MUSERUOLA(IL CANE DI QUESTO SIGNORE L'AVEVA,AL COLLARE,PRONTA PER ESSERE INDOSSATA) PER QUESTIONI DI IGIENE E PERCHE',PAROLE TESTUALI DI UN AUTISTA," MOLTI HANNO PAURA". CON TUTTO IL RISPETTO PER I REGOLAMENTI RAMA..MI VIENE SPONTANEO FARE ALCUNE CONSIDERAZIONI.LA NOSTRA E' UNA TERRA BELLISSIMA,IL NOSTRO MARE E' PULITO,LA NOSTRA ARIA E' RESPIRABILE MA...DICIAMOCI LE COSE COME STANNO,PIU' DI QUESTO COSA OFFRIAMO AI TURISTI?..NIENTE,..NON OFFRIAMO UNA BELLA CIPPALIPPA DI NIENTE. E INFATTI..I RISULTATI SI VEDONO: FINO AD AGOSTO C'E' MOVIMENTO SOLO NEI FINE SETTIMANA,AD AGOSTO IN DIECI GG ABBIAMO GIA' LIQUIDATO LA PRATICA DEL TURISMO. IL POSTO E' BELLO MA QUI,..ME LO SONO SENTITA DIRE TANTE VOLTE ALLO SPORTELLO FACENDO BIGLIETTI DI RITORNO A MILANESI,TORINESI ECC, LA GENTE SI ANNOIA E OLTRE A FARSI MANGIARE DALLE ZANZARE E FARSI TURLUPINARE DA NEGOZIANTI ASSATANATI COME VAMPIRI NON HA ALTRO DA FARE.
ALLORA, DAVVERO CI POSSIAMO PERMETTERE DI FRAPPORRE OSTACOLI A CHI, ANCHE SOLO PER UN WEEK-END,DECIDE DI VENIRE A SPENDERE I SOLDI DA NOI IN COMPAGNIA DEL SUO AMATISSIMO CANE?..ED E' PROPRIO QUESTO,NELLA NOSTRA CIVILISSIMA REGIONE,IL MODO MIGLIORE PER DISINCENTIVARE L'USO DELL'AUTOMOBILE, O SCORAGGIARE L'ABBANDONO DEI CANI IN ESTATE ?..E' QUESTO IL MODO DI FARE ACCOGLIENZA, CREARE I PRESUPPOSTI PER UNA STAGIONE TURISTICA LUNGA QUANTO LE NOSTRE BELLEZZE E IL NOSTRO CLIMA RICHIEDEREBBERO? ORBETELLO E' PIENA DI CARTELLI "DIVIETO DI PASSAGGIO CANI", LA RAMA NON LI FA SALIRE, NELLE SPIAGGE, A PARTE PICCOLI RIDICOLI RECINTI CREATI SOLO NEGLI ULTIMISSIMI ANNI, NON POSSONO ANDARE,..IO SUI PULMAN,SUI TRENI,OVUNQUE, VEDO GENTE SPORCA,INDECENTE, PROBABILMENTE IN MOLTI CASI PERICOLOSA, PER LE NOSTRE STRADE CIRCOLA DI TUTTO ORMAI E ALTRO CHE IGIENE, ALTRO CHE PAURA,...DAVVERO NON SI POTEVA FARE A MENO DI INSERIRE QUESTA STRONZATA NEL CONTRATTO DI SERVIZIO TRA RAMA E REGIONE ? IO AL POSTO DI QUEL SIGNORE QUELLA STESSA SERA AVREI RIPRESO UN TRENO PER ROMA E ME NE SAREI TORNATA A CASA, TIRANDO UN BEL CROCIONE SULL'ARGENTARIO E SULLE SUE "CIVILISSIME" REGOLE DI IGIENE E SICUREZZA PUBBLICA. LUI INVECE HA PRESO UN TAXI (E CHISSA' CHE MAZZATA GLI HANNO DATO) ED E' ANDATO A PORTO ERCOLE. SPERO VIVAMENTE CHE NON TORNI MAI PIU', E CHE PER LE SUE VACANZE, D'ORA IN POI SCELGA POSTI CIVILI DAVVERO
"..VENERDI' SCORSO ,ALL'ARRIVO DI UN TRENO DA ROMA ALLE 18.OO,E' DISCESA MOLTISSIMA GENTE TRA CUI UN SIGNORE CON UN BELLISSIMO CANE AL GUINZAGLIO. IO L'HO NOTATO PROPRIO PER LA BELLEZZA DI QUESTO CANE,UN SIMIL HUSKY PULITO,LUCIDO,TRANQUILLO,HO PENSATO "..MADONNA CHE BELLEZZA,GLIELO RUBEREI..".NON L'HO PIU' VISTO PER UN PO',MA VERSO LE 2O.OO,A SPORTELLO GIA' CHIUSO,HO SENTITO BUSSARE AL VETRO,ERA QUESTO SIGNORE CON IL SUO BELLISSIMO E PULITISSIMO CANE,MI HA DETTO CHE AL SUO ARRIVO DA ROMA,DUE ORE PRIMA, AVREBBE DOVUTO PRENDERE IL PULMAN RAMA PER PORTO ERCOLE MA L'AUTISTA SI E' RIFUTATO DI FARLO SALIRE PERCHE',HA SOSTENUTO,SUI PULMAN RAMA I CANI NON SONO AMMESSI SALVO QUELLI DI PICCOLA TAGLIA NEL CONTENITORE O IN BRACCIO AL PADRONE.QUESTO SIGNORE ERA ARRABBIATISSMO,AVEVA UNA PRENOTAZIONE PER UN WEEK-END A PORTO ERCOLE,MI HA CHIESTO SE SAPESSI NIENTE DEI REGOLAMENTI RAMA E SE CORRISPONDESSE AL VERO QUELLO CHE L'AUTISTA AVEVA SOSTENUTO.HO VERIFICATO IN SEGUITO CHE IL NUOVO CONTRATTO DI SERVIZIO DELLA SOCIETA' RAMA CON LA REGIONE TOSCANA IN EFFETTI NON CONSENTE LA SALITA DI CANI DI MEDIA-GROSSA TAGLIA NEMMENO CON MUSERUOLA(IL CANE DI QUESTO SIGNORE L'AVEVA,AL COLLARE,PRONTA PER ESSERE INDOSSATA) PER QUESTIONI DI IGIENE E PERCHE',PAROLE TESTUALI DI UN AUTISTA," MOLTI HANNO PAURA". CON TUTTO IL RISPETTO PER I REGOLAMENTI RAMA..MI VIENE SPONTANEO FARE ALCUNE CONSIDERAZIONI.LA NOSTRA E' UNA TERRA BELLISSIMA,IL NOSTRO MARE E' PULITO,LA NOSTRA ARIA E' RESPIRABILE MA...DICIAMOCI LE COSE COME STANNO,PIU' DI QUESTO COSA OFFRIAMO AI TURISTI?..NIENTE,..NON OFFRIAMO UNA BELLA CIPPALIPPA DI NIENTE. E INFATTI..I RISULTATI SI VEDONO: FINO AD AGOSTO C'E' MOVIMENTO SOLO NEI FINE SETTIMANA,AD AGOSTO IN DIECI GG ABBIAMO GIA' LIQUIDATO LA PRATICA DEL TURISMO. IL POSTO E' BELLO MA QUI,..ME LO SONO SENTITA DIRE TANTE VOLTE ALLO SPORTELLO FACENDO BIGLIETTI DI RITORNO A MILANESI,TORINESI ECC, LA GENTE SI ANNOIA E OLTRE A FARSI MANGIARE DALLE ZANZARE E FARSI TURLUPINARE DA NEGOZIANTI ASSATANATI COME VAMPIRI NON HA ALTRO DA FARE.
ALLORA, DAVVERO CI POSSIAMO PERMETTERE DI FRAPPORRE OSTACOLI A CHI, ANCHE SOLO PER UN WEEK-END,DECIDE DI VENIRE A SPENDERE I SOLDI DA NOI IN COMPAGNIA DEL SUO AMATISSIMO CANE?..ED E' PROPRIO QUESTO,NELLA NOSTRA CIVILISSIMA REGIONE,IL MODO MIGLIORE PER DISINCENTIVARE L'USO DELL'AUTOMOBILE, O SCORAGGIARE L'ABBANDONO DEI CANI IN ESTATE ?..E' QUESTO IL MODO DI FARE ACCOGLIENZA, CREARE I PRESUPPOSTI PER UNA STAGIONE TURISTICA LUNGA QUANTO LE NOSTRE BELLEZZE E IL NOSTRO CLIMA RICHIEDEREBBERO? ORBETELLO E' PIENA DI CARTELLI "DIVIETO DI PASSAGGIO CANI", LA RAMA NON LI FA SALIRE, NELLE SPIAGGE, A PARTE PICCOLI RIDICOLI RECINTI CREATI SOLO NEGLI ULTIMISSIMI ANNI, NON POSSONO ANDARE,..IO SUI PULMAN,SUI TRENI,OVUNQUE, VEDO GENTE SPORCA,INDECENTE, PROBABILMENTE IN MOLTI CASI PERICOLOSA, PER LE NOSTRE STRADE CIRCOLA DI TUTTO ORMAI E ALTRO CHE IGIENE, ALTRO CHE PAURA,...DAVVERO NON SI POTEVA FARE A MENO DI INSERIRE QUESTA STRONZATA NEL CONTRATTO DI SERVIZIO TRA RAMA E REGIONE ? IO AL POSTO DI QUEL SIGNORE QUELLA STESSA SERA AVREI RIPRESO UN TRENO PER ROMA E ME NE SAREI TORNATA A CASA, TIRANDO UN BEL CROCIONE SULL'ARGENTARIO E SULLE SUE "CIVILISSIME" REGOLE DI IGIENE E SICUREZZA PUBBLICA. LUI INVECE HA PRESO UN TAXI (E CHISSA' CHE MAZZATA GLI HANNO DATO) ED E' ANDATO A PORTO ERCOLE. SPERO VIVAMENTE CHE NON TORNI MAI PIU', E CHE PER LE SUE VACANZE, D'ORA IN POI SCELGA POSTI CIVILI DAVVERO
venerdì 1 giugno 2012
mi scusi Bianchetti: padre di chi?
Per quanto mi sforzi di essere aperto e tollerante, e in genere lo sono, proprio non capisco perchè la conduttrice di un contenitore sulla tv pubblica (perciò di tutti e pagata da tutti) di uno stato laico, continui a menzionare il papa chiamandolo Santo Padre. Santo per chi, signorina Bianchetti? Per lei? Padre di chi: suo? E allora lo chiami cosi a casa sua. Sulla tv pubblica si limiti al nome, che è Benedetto XVI, grazie mille. Sappiamo tutti benissimo da quali "spintarelle" lei stata catapultata dov'è. Ma il suo leccaculismo di riconoscenza lo eserciti in privato. Con noi spettatori paganti linguaggio e terminologia giornalistici andranno benissimo. Grazie.
giovedì 31 maggio 2012
Pride 2012: pacatamente e serenamente..
Premetto subito che la soluzione adottata dal Comitato Bologna Pride mi è sembrata un capolavoro di ipocrisia veramente fenomenale. Un pride senza carri (e perciò senza musica) ma con la banda e i prodotti tipici delle belle terre colpite dal terremoto mi sembra una roba che se non fosse per la tragicità del contesto sarebbe comica. Surreale. Manca solo l'invito alle trans ad indossare il tailleur.
Ed averla definita una mega-cagata italica seconda solo ai socialisti di destra (ma senza allontanarci troppo con la memoria, anche alla parata "sobria" di Napolitano e accoliti) ha suscitato le ire di Aurelio Mancuso di Equality Italia che se sbirciasse tra i miei post vedrebbe che il termine "cagata" non lo lesino, magari però ironicamente, non irrispettosamente, e che invece mi ha definito "inutilmente offensivo e irriguardoso" nei confronti degli organizzatori del Pride bolognese.
Ma per carità. Nessuno vuole mancare di rispetto al lavoro di nessuno. E chi sarei io per farlo. Vorrei anzi poter dare una mano, ma sono logisticamente lontanissimo e trattenuto qui da un irrispettosissimo impegno quotidiano full-time di volontariato col randagismo felino.
Mancuso controbatte che i carri ("sono storia recente") non sono necessari per manifestare quanto siamo incazzati (ma io continuo a sospettare che i gay italiani non lo siano poi così tanto, visto e considerato che un'enorme quantità di loro continua a votare per il partito dei Letta e delle Bindi, e fermiamoci qui..). Ma non si sarebbe semplicemente potuto spostare data o luogo, anzichè inventarci st'ibrido?
A parte che sui "carri storia recente" invece qualcosina da dire l'avrei. Forse Mancuso è, beato lui, più giovane di me e non sa che i carri ai Pride ci sono da sempre, dalla mitologica automobile dello Stonewall, come pure tutto il resto: la musica (disco prima, house dopo), le bandiere multicolori, i bear cuoiati e i culi all'aria delle drag. E credo che comunque abbia capito perfettamente che il problema non è quello dei carri di per se: ma la fisionomia stessa del Pride. Un pò come ammettere che questi elementi siano irrispettosi come più o meno da sempre va starnazzando la Santanchè, che il Pride sia una manifestazione irrispettosa, talmente irrispettosa da dover essere completamente snaturata e remixata in un momento di tale solennità. E giù con i commentoni ampollosi tipo "bisogna FARE non MANIFESTARE" (con le maiuscole..) come se una cosa escludesse l'altra. E poi: chi cazzo l'ha detto poi che non bisogna manifestare? E cosa minchia fanno allora in questo mese milioni di gay in ogni latitudine del globo? E cosa fanno da sempre gli studenti, gli operai, tutti gli incazzati dell'universo? Si uniscono e manifestano: e ogni manifestazione è un mix di riflessione, proposta, e festa, musica, cori, canti, schiamazzi, visi imbrattati e bandiere sventolanti. E perchè questo, se fatto da noi, diventa irrispettoso nei confronti delle povere vittime del terremoto? Per caso il 9 giugno lo sport si ferma o tacciono i cori sugli spalti? Le discoteche chiudono o organizzano raduni new-age? Le radio si zittano o tramsettono adagi? No: niente di tutto questo. Il mondo, anche quello a due passi dalle macerie dei nostri connazionali, continua a girare. E grazie al cielo, aggiungerei. Ma secondo le decisioni di "buon senso" (solo il termine mi fa drizzare i peli) del Comitato bolognese, solo il Pride deve essere modificato, liofilizzato, attutito, mortificato.
Perchè noi, come comunità, non abbiamo morti, torturati, pestati, carcerati da recriminare. Perchè da sempre, da quel lontano 69, il Pride evidentemente è la festa del "tutto va bene madama la marchesa", e in caso di attentati, tragedie e calamità si rettifica, si sottopone a re-styling. Perchè al Pride non si è ballato e fatto chiasso anche nei tremendi anni post-boom dell'aids, quando di gay ne morivano a frotte. I movimenti gay (alcuni, non tutti certo) italiani hanno in molte occasioni dimostrato memoria corta sulla nostre battaglie, sulla nostra cultura, sulle nostre recriminazioni e la loro stessa fisionomia. E bene che andava, soventemente arrivavano tardi. Esattamente come adesso, quando siamo gli unici stronzi a non avere una legislazione che ci tutela, e per i diritti civili, e per i crimini d'odio ma ugualmente ci si chiede di "abbassare il volume", solo noi, per il lutto che ci ha (esatto, Mancuso, CI HA: ivi compreso questo irrispettoso connazionale delle vittime) colpiti.
Ps: twit del "rispettoso" Mancuso solo qualche istante dopo:
Aurelio Mancuso @aureliomancuso
Ed averla definita una mega-cagata italica seconda solo ai socialisti di destra (ma senza allontanarci troppo con la memoria, anche alla parata "sobria" di Napolitano e accoliti) ha suscitato le ire di Aurelio Mancuso di Equality Italia che se sbirciasse tra i miei post vedrebbe che il termine "cagata" non lo lesino, magari però ironicamente, non irrispettosamente, e che invece mi ha definito "inutilmente offensivo e irriguardoso" nei confronti degli organizzatori del Pride bolognese.
Ma per carità. Nessuno vuole mancare di rispetto al lavoro di nessuno. E chi sarei io per farlo. Vorrei anzi poter dare una mano, ma sono logisticamente lontanissimo e trattenuto qui da un irrispettosissimo impegno quotidiano full-time di volontariato col randagismo felino.
Mancuso controbatte che i carri ("sono storia recente") non sono necessari per manifestare quanto siamo incazzati (ma io continuo a sospettare che i gay italiani non lo siano poi così tanto, visto e considerato che un'enorme quantità di loro continua a votare per il partito dei Letta e delle Bindi, e fermiamoci qui..). Ma non si sarebbe semplicemente potuto spostare data o luogo, anzichè inventarci st'ibrido?
A parte che sui "carri storia recente" invece qualcosina da dire l'avrei. Forse Mancuso è, beato lui, più giovane di me e non sa che i carri ai Pride ci sono da sempre, dalla mitologica automobile dello Stonewall, come pure tutto il resto: la musica (disco prima, house dopo), le bandiere multicolori, i bear cuoiati e i culi all'aria delle drag. E credo che comunque abbia capito perfettamente che il problema non è quello dei carri di per se: ma la fisionomia stessa del Pride. Un pò come ammettere che questi elementi siano irrispettosi come più o meno da sempre va starnazzando la Santanchè, che il Pride sia una manifestazione irrispettosa, talmente irrispettosa da dover essere completamente snaturata e remixata in un momento di tale solennità. E giù con i commentoni ampollosi tipo "bisogna FARE non MANIFESTARE" (con le maiuscole..) come se una cosa escludesse l'altra. E poi: chi cazzo l'ha detto poi che non bisogna manifestare? E cosa minchia fanno allora in questo mese milioni di gay in ogni latitudine del globo? E cosa fanno da sempre gli studenti, gli operai, tutti gli incazzati dell'universo? Si uniscono e manifestano: e ogni manifestazione è un mix di riflessione, proposta, e festa, musica, cori, canti, schiamazzi, visi imbrattati e bandiere sventolanti. E perchè questo, se fatto da noi, diventa irrispettoso nei confronti delle povere vittime del terremoto? Per caso il 9 giugno lo sport si ferma o tacciono i cori sugli spalti? Le discoteche chiudono o organizzano raduni new-age? Le radio si zittano o tramsettono adagi? No: niente di tutto questo. Il mondo, anche quello a due passi dalle macerie dei nostri connazionali, continua a girare. E grazie al cielo, aggiungerei. Ma secondo le decisioni di "buon senso" (solo il termine mi fa drizzare i peli) del Comitato bolognese, solo il Pride deve essere modificato, liofilizzato, attutito, mortificato.
Perchè noi, come comunità, non abbiamo morti, torturati, pestati, carcerati da recriminare. Perchè da sempre, da quel lontano 69, il Pride evidentemente è la festa del "tutto va bene madama la marchesa", e in caso di attentati, tragedie e calamità si rettifica, si sottopone a re-styling. Perchè al Pride non si è ballato e fatto chiasso anche nei tremendi anni post-boom dell'aids, quando di gay ne morivano a frotte. I movimenti gay (alcuni, non tutti certo) italiani hanno in molte occasioni dimostrato memoria corta sulla nostre battaglie, sulla nostra cultura, sulle nostre recriminazioni e la loro stessa fisionomia. E bene che andava, soventemente arrivavano tardi. Esattamente come adesso, quando siamo gli unici stronzi a non avere una legislazione che ci tutela, e per i diritti civili, e per i crimini d'odio ma ugualmente ci si chiede di "abbassare il volume", solo noi, per il lutto che ci ha (esatto, Mancuso, CI HA: ivi compreso questo irrispettoso connazionale delle vittime) colpiti.
Ps: twit del "rispettoso" Mancuso solo qualche istante dopo:
Aurelio Mancuso
E' evidente che Riccardi non ne capisce nulla, e spara le solite tiritere demagogiche, per questo Vespa lo ha invitato?
Ed eccolo il Pride 84, silenzioso e senza carri nel momento in cui la triste contabilità delle vittime dell'Aids all'interno della comunità gay internazionale raggiungeva il suo picco massimo..
La mitica Stonewall car.
mercoledì 30 maggio 2012
UN'ALLUVIONE DI FISCHI
Il presidente Napolitano rappresenta lo Stato in tutti i suoi apparati, compreso quello militare. Un suo gesto simbolico basta e avanza: è, cioè, lo Stato che onora una data importantissima.
Ma quegli spiegamenti muscolari (le parate) oltre che vetuste e vagamente coreane, sono dispendiosissime e francamente in un momento come questo mi sembrano fuori luogo. Mi rendo conto che adesso è facile soffiare su questa fiamma. Ma a me la parata farà venire in mente soprattutto il fatto che ancora foraggiamo con una baraccata di quattrini delle cagate di "missioni di pace" all'estero che sarebbe veramente ora di interrompere.
In quanto ai terremotati e al fatto che la parata sarà dedicata a loro, per quanto mi sforzi di non essere cinico, mi sembra un tale esercizio di iprocrisia da lasciare senza fiato, signor Presidente. Se a tutti i pagliaccioni della nostra favolosa classe politica che non rappresenta più un cazzo di nessuno, che immagino saranno tutti in bella mostra in prima fila alla parata, spareremo un'alluvione di fischi, allora si che faremo una cosa graditissima alle popolazioni terremotate.
Mi prendo la responsabilità di interpretare il loro pensiero..
martedì 29 maggio 2012
Lasciate stare le ragazze.
Se c'è una cosa che veramente mi disturba è vedere postate sui social network le foto di ragazzi gay che si sperticano in effusioni da fotoromanzo Lancio con delle ragazze. Mi chiedo se questi mostriciattoli pavidi si randano conto di quanto stiano offendendo non solo i sentimenti ma anche l'intelligenza di queste giovani donne alle quali possiamo tutt'al più imputare la colpa di essere un pò ingenuotte (un pò troppino, belle: sveglia!). Se ne dibatte da una vita: è una faccenda privata o no? E doveroso dichiararsi o no? A parte che, qualsiasi opinione si possa avere a riguardo, un conto è far credere che Cristo è morto di sonno e usare tutti i mezzucci per riuscirci, tutt'altra fregna è quando per perseguire questo fine si calpestano, si mortificano i sentimenti altrui. Ragazze giovani che nel periodo dell'adolescenza e dintorni avendo un disperato bisogno di conferme, di dimostrazioni di affetto, si rendono a questo modo particolarmente vulnerabili alle mire di questi volponi che mandano in avanscoperta proprio una maggiore gentilezza, empatia, complicità con le femmine, per accalappiare le loro prede da utilizzare per quella roba brutta già nel nome, la copertura sociale.
La scusa è sempre quella: problemi in famiglia, mio padre non capirebbe e bla bla bla. A parte che quì nessuno è figlio di David e Angela Bowie. Abbiamo tutti avuto questo problema: tutti. Noi più grandi siamo figli di genitori che non hanno proprio disposto degli strumenti socio-culturali per affrontare la cosa. Eppure eccoci qua: vivi e vegeti. A molti è costato tantissimo, però. Allora va da se che qui c'è un problema: qualcuno è più pavido, più vigliacco, più cagasotto di altri. Bene o male, siamo ormai decenni di distanza da quando il problema era serissimo a livelli di sistema: adesso, a parte gli imbecilli (ma non penso che il passare del tempo, i cambiamenti della società e delle leggi, saranno un grande rimedio per questa piaga pluri-secolare..) è tutto immensamente più facile di una volta, è tutto enormemente più facile che in altri paesi del mondo: ma proprio non vogliamo portargliene un pò di rispetto ai milioni di ragazzi che in altri luoghi e latitudini rischiano le botte, le torture, il carcere se non la pena di morte solo per essere ciò che sono? Davvero non riusciamo a pagargli questo piccolo prezzo di riconoscenza alle generazioni che ci hanno lasciato in eredità un mondo dove certe battaglie c'è chi le ha combattute per noi? Siamo ancora qui a mettere di mezzo ragazze ingenue, mogli frustrate, donne vulnerabili solo perchè non siamo capaci di tirare fuori le palle? Le donne non hanno già sufficienti motivi di giramento di coglioni senza che ci affanniamo pure noi ad aggiungere il carico?
Se il gay paranoico che si fa prete perchè così usufruisce del celibato imposto "dall'alto" (che ci sono più gay nei seminari che al Mucca Assassina..) è semplicemente patetico, quelli che usano le donne come scudo umano per le proprie strategie sono stronzi, non patetici: stronzi. Eppure il coraggio di girare per strada addobbate come baldracche da film di Tinto Brass ce l'avete, che al confronto io a volte mi sento Primo Carnera, e per carità: ne avete il diritto sacrosanto. Però poi, oops, non avete il coraggio di dire a vostro padre: 'io sono gay, fattene una ragione' e assumervi la responsabilità delle conseguenze. Ora, non so di quali campioni di perspicacia siate figli: ma il vostro desiderio vigliacchetto di non imporre scossoni al quieto vivere vostro e dei vostri cari non può costare questo affronto all'affettività di una donna e all'intelligenza dei vostri amici. Giratela come vi pare, tromboni del "è una faccenda privata": non lo è affatto. Fino a quando i primi a pensare che nei gay c'è qualcosa di storto saranno proprio i gay, non vedo proprio come poterla rifilare al resto dell'umanità sta patacca. Perchè penso che il problema sia che questi non si piacciono. Questi non si piacciono proprio. Questi sono cresciuti coi tronisti e le corteggatrici, gli spot del Mulino Bianco e le canzoni di Alessandra Amoroso, e tutto ciò che non somiglia a sta merda ha qualcosa che non va. Perchè altrimenti io non riesco a spiegarmelo. Io non stavo lì col pallottoliere a quantificare i pro e i contro; io la contabilità benefici-rotture di coglioni non l'ho proprio considerata. Io non potevo fare altrimenti perchè io ero così e a questo non c'era alternativa da considerare neppure remotamente plausibile. Stop. E poi succedesse ciò che doveva succedere: io non potevo fare altrimenti. E, oplà, eccomi qua. Sopravvissuto, scampato, reduce. Rotture di cazzo? Si, tante. Tantissime. Enormi. Ma che ci vuoi fare: è andata così, sono gay, e se esserlo comporta ancora dei costi alti, talvolta altissimi, bene: paghiamo. Ma di certo non mi abbasso al "vieni quà bella sorca che ti sbatto come un cencio molle". Il cielo ce ne scampi: sono dei tali pagliacci i maschioni che poi t'assediano di notte fino allo sfinimento, che figuriamoci se muoio dalla voglia di fare io la stessa sfigatissima recita.
Non si può proprio vedere: girano per il Corso con la borsetta al polso e il ciuffo cotonato che nemmeno le damine del 700 veneziano, poi però hanno bisogno dell'amore naif di una ragazza per pararsi il culo. No, bellini: non si fa. Fatevi preti, gonzi buddisti, santoni new-age inventatevi quello che cazzo vi pare se volete prendere per il culo il mondo (bu bu..) ma per l'amor del cielo, qui e ora: lasciate stare le ragazze.
Ps: non ho corredato questo post con QUELLE foto solo per non infierire sulle ragazze, non per portare rispetto a voi. Da sempre sono favorevolissimo all'outing o, diciamolo in italiano, sputtanamento coatto.
Ps: non ho corredato questo post con QUELLE foto solo per non infierire sulle ragazze, non per portare rispetto a voi. Da sempre sono favorevolissimo all'outing o, diciamolo in italiano, sputtanamento coatto.
venerdì 25 maggio 2012
PRESENTATORE A CHI?..
Ieri sera Sergio, un amico e saltuariamente collaboratore di Laguna Trend per ciò che concerne l'impianto scenografico, mi ha chiesto: "che ne pensi di quel presentatore.."?
Penso, caro Sergio, quello che penseresti te se domattina arrivassi io e cominciassi a fare il tuo lavoro senza avere la più pallida idea di come cazzo si fa.
Penso quello che penseresti te di chiunque si improvvisi a fare il lavoro che tu hai imparato a fare con tempo, tenacia, sacrificio e pazienza, che hai affinato con l'esperienza, che hai dovuto fare, specie agli inizi, per due soldi, come spesso succede nella fase di apprendistato o come si dice nel caso di quelli che fanno il mio lavoro, durante il periodo della "gavetta".
Penso inoltre, a rischio di risultare spocchioso (ma la mia storia mi fa fede) che il mio lavoro sia uno di quelli che hanno a che fare con l'intrattenimento, la comunicazione, lo spettacolo, e che perciò richiedano quel quid, quel qualcosa di speciale che ampollosamente chiamiameremo talento. Uno di quei lavori, perciò, che non tutti possono fare. Uno di quei lavori che dovrebbero essere lasciati fare a chi ha il talento per farlo, meglio se abbinato a tecnica e esperienza.
Certo, di presentatori sprovvisti del benchè minimo talento ve ne sono a bizzeffe anche in situazioni ultra-professionali (nei giorni scorsi da ste parti girava la Danieli: ecco, quella è una conduttrice/presentatrice clamorosamente sprovvista di qualsiasi cosa che al talento somigli pure solo remotamente). E ci può stare.
Ma il mestiere no, non deve mai mancare: almeno il mestiere, la tecnica, l'esperienza, quelli che si accumulano con gli studi, con gli anni, con le serate sfigate in cui devi fare il buffone davanti a 4 disperati, di serate a alto tasso alcolico (discoteche, per esempio) dove ti insultano e ti fischiano a prescindere, magari solo perchè è stata fermata la musica, di giornate in cui devi fare l'intrattenitore due giorni dopo la morte di tua madre perchè non ci sono sostituti e il pubblico non ha colpa delle tue croci, di serate con un impianto audio da sagra di paese ma meno male che tu sai usare il diaframma e se poi sai pure parlare italiano correttamente certo non guasta etc etc., ecco: quel mestiere non deve MAI mancare. Per rispetto del pubblico. Pure di quei quattro gatti o degli ubriaconi fracichi di cui sopra. Mai.
Ricordiamo tutti (non con particolare piacere) della mia piccola, sgradevole querelle un anno fà con l'allora neo-insediata giunta, o parte di essa, per gli appunti che mi si mossero sulla cifra stilistica degli eventi da me ideati e organizzati. Capisci caro Sergio che ora io avrei voglia di dilungarmi su qualche improvvisazione di troppo, su qualche arraffazzonamento di troppo di cui ho preso visione in questi ultimi mesi, con la speranza che non fosse davvero quella la cifra stilistica che mi si consigliava (grazie no. Io a quei livelli di allegra festicciola da campeggio comunale credo di non esserci arrivato mai neppure quando ero un pivello, un novellino). Ma non mi dilungherò su quello: non ve n'è bisogno: parlano i fatti, e se non ti dispiace, parla il pubblico.
Ora: se vogliamo buttare tutto in vacca, se vogliamo accontentarci della festa strapaesana, se ci piaccioni i raccattati che una mattina si svegliano e s'inventano di essere intrattenitori, presentatori, animatori e volemose tutti bene, va benone: ci stò. Magari mi diverto pure io. A patto che non mi si acciacchi i coglioni con la cifra stilistica dei miei eventi. Perchè con umiltà mi sento di dirti, caro Sergio, e pure senza tema di smentita, che su quel palco in piazza c'è Maurizio Amadio, o c'è Alessandro Innocenti, o ci sono io, o semplicemente su quel palco non ci sono presentatori. Perciò riformula la tua domanda usando un termine più appropriato e io volentieri ti rispondo.
Penso, caro Sergio, quello che penseresti te se domattina arrivassi io e cominciassi a fare il tuo lavoro senza avere la più pallida idea di come cazzo si fa.
Penso quello che penseresti te di chiunque si improvvisi a fare il lavoro che tu hai imparato a fare con tempo, tenacia, sacrificio e pazienza, che hai affinato con l'esperienza, che hai dovuto fare, specie agli inizi, per due soldi, come spesso succede nella fase di apprendistato o come si dice nel caso di quelli che fanno il mio lavoro, durante il periodo della "gavetta".
Penso inoltre, a rischio di risultare spocchioso (ma la mia storia mi fa fede) che il mio lavoro sia uno di quelli che hanno a che fare con l'intrattenimento, la comunicazione, lo spettacolo, e che perciò richiedano quel quid, quel qualcosa di speciale che ampollosamente chiamiameremo talento. Uno di quei lavori, perciò, che non tutti possono fare. Uno di quei lavori che dovrebbero essere lasciati fare a chi ha il talento per farlo, meglio se abbinato a tecnica e esperienza.
Certo, di presentatori sprovvisti del benchè minimo talento ve ne sono a bizzeffe anche in situazioni ultra-professionali (nei giorni scorsi da ste parti girava la Danieli: ecco, quella è una conduttrice/presentatrice clamorosamente sprovvista di qualsiasi cosa che al talento somigli pure solo remotamente). E ci può stare.
Ma il mestiere no, non deve mai mancare: almeno il mestiere, la tecnica, l'esperienza, quelli che si accumulano con gli studi, con gli anni, con le serate sfigate in cui devi fare il buffone davanti a 4 disperati, di serate a alto tasso alcolico (discoteche, per esempio) dove ti insultano e ti fischiano a prescindere, magari solo perchè è stata fermata la musica, di giornate in cui devi fare l'intrattenitore due giorni dopo la morte di tua madre perchè non ci sono sostituti e il pubblico non ha colpa delle tue croci, di serate con un impianto audio da sagra di paese ma meno male che tu sai usare il diaframma e se poi sai pure parlare italiano correttamente certo non guasta etc etc., ecco: quel mestiere non deve MAI mancare. Per rispetto del pubblico. Pure di quei quattro gatti o degli ubriaconi fracichi di cui sopra. Mai.
Ricordiamo tutti (non con particolare piacere) della mia piccola, sgradevole querelle un anno fà con l'allora neo-insediata giunta, o parte di essa, per gli appunti che mi si mossero sulla cifra stilistica degli eventi da me ideati e organizzati. Capisci caro Sergio che ora io avrei voglia di dilungarmi su qualche improvvisazione di troppo, su qualche arraffazzonamento di troppo di cui ho preso visione in questi ultimi mesi, con la speranza che non fosse davvero quella la cifra stilistica che mi si consigliava (grazie no. Io a quei livelli di allegra festicciola da campeggio comunale credo di non esserci arrivato mai neppure quando ero un pivello, un novellino). Ma non mi dilungherò su quello: non ve n'è bisogno: parlano i fatti, e se non ti dispiace, parla il pubblico.
Ora: se vogliamo buttare tutto in vacca, se vogliamo accontentarci della festa strapaesana, se ci piaccioni i raccattati che una mattina si svegliano e s'inventano di essere intrattenitori, presentatori, animatori e volemose tutti bene, va benone: ci stò. Magari mi diverto pure io. A patto che non mi si acciacchi i coglioni con la cifra stilistica dei miei eventi. Perchè con umiltà mi sento di dirti, caro Sergio, e pure senza tema di smentita, che su quel palco in piazza c'è Maurizio Amadio, o c'è Alessandro Innocenti, o ci sono io, o semplicemente su quel palco non ci sono presentatori. Perciò riformula la tua domanda usando un termine più appropriato e io volentieri ti rispondo.
lunedì 7 maggio 2012
parola di scout..
martedì 20 marzo 2012
CARA FORNERO: ANCHE LEI OSTAGGIO DI QUELLA VECCHIA SCORREGGIA DI GIOVANARDI?
Cara Fornero, #nocoppiediserieB. L’appello per i diritti dei gay di Vanity Fair
Forse dopo la sentenza della Corte di Cassazione la politica italiana si accorgerà finalmente di essere ormai oltre la soglia del ridicolo e sempre più lontana dalla vita reale. Una situazione grottesca, quella della carenza di legislazione in tema di diritti civili delle coppie gay (ma non solo!), che non può più essere più beatamente relegata alla voce "verranno tempi migliori". Stufi: siamo tutti veramente stufi di vedere la questione che ci vede nella favolosa posizione di fanalino di coda rispetto all'Europa civile e l'intero mondo occidentale, con ogni probabilità ostaggi di un Clero ormai scatenato nel contrastare (molto più subdolamente di quanto si pensi) qualsiasi richiesta e legittima sollecitazione da parte della comunità gay italiana e a esercitare ogni tipo di pressione su una classe politica la cui inutilità e tronfia onerosità sono sotto gli occhi di tutti, più di quanto non lo sia, per esempio, nel portare alla luce la valanga di scandali e scandaletti di pedofilia che lo vedono coinvolto ormai in ogni angolo e latitudine del globo terreste e permettere senza inciuci e tentativi (spesso riusciti!) di insabbiamento, ai sistemi giuridici di mezzo mondo di poter intervenire legalmente contro i suoi rappresentanti che ormai pare abbiano assurto la pratica della molestia sessuale a danno di minori a ruolo di sport nazionale, siamo stufi, dicevamo, di vedere la questione ridotta agli imbarazzanti vis-a-vis Giovanardi-Concia nei soliti salotti televisivi: il primo ormai quasi completamente in preda ai propri deliri mistico-punitivi e la seconda che sbraita in modo scomposto senza però, oops, mai accennare al fatto che metà di quel pachiderma dormiente del proprio partito su questo tema se ne sta comodo comodo dieci passi indietro pure allo stesso Giovanardi e a tutti i Buttiglione e Binetti del pianeta. Una situazione discriminatoria così platealmente malsana, quella italiana, dove te puoi fare una cosa e io no solo ed esclusiamene per le mie attitudini sessuali e affettive, da aver appunto messo la Corte in uno stato di tale pesantissimo imbarazzo da dover emettere una sentenza che praticanente dice: qui non torna un cazzo ma noi abbiamo le mani legate rispetto a sti incapaci richiamati più volte e da più parti (per esempio l'Europa..) a porre fine a sta schifezza, cessando qui e ora di sottostare ai ricatti di cui sopra in nome di un fantomatico elettorato cattolico (ma la sonora inculata dei referendum su aborto e divorzio i lungimirantissimi colossi della nostra politica se li sono già dimenticati, fra un'orgetta a trans e una pippata di coca?) che poi sarebbero quelli che divorziano a livelli da Guinnes dei Primati, tanto per dirne una, tanto sono cattolici e devoti al concetto di sacra famiglia, seguendo, si può presupporre, l'esempio proprio dei pluridivorziati ministri, sottosegretari, parlamentari e onorevolissimi onorevoli e capi-popolo puttanieri. E allora ecco uno dei tanti, tantissimi appelli e prese di posizione del mondo civile, quello di Vanity Fair (che vi invitiamo assolutamente a sottoscrivere, link sotto la foto) per chiedere alla ministra delle Pari Opportunità di smascarsi da tanto predecessore e 1) risparmiarci i suoi pareri a riguardo di cui peraltro non importa una beatissima minchia a nessuno e 2) di comportarsi da ministro tecnico di uno Stato laico (pure questo dice la Costituzione, caso mai quella vecchia scorreggia di Giovanardi se ne fosse dimenticato) e porre fine a sta vergogna dell'assenza di legislazione in tema di diritti delle coppie gay e di lotta all'omofobia, che ci vede a braccetto di statarelli ex-sovietici e Repubbliche delle Banane dell'Africa sub-sahariana, e di farlo in modo celere e deciso, con la stessa celerità e decisione con cui il governo di cui fa parte sta saccheggiando le tasche dei suoi cittadini omosessuali che, caso mai alla ministra fosse sfuggito, pagano le tasse e contribuiscono alla vita sociale di questo Stato esattamente come chiunque altro, a prescindere dal fatto se poi la sera, tornati a casa dal lavoro, pomicino con qualcuno del proprio sesso o chi cazzo preferiscano. Ps: l'Europa che ci chiede di porre fine a sto bruttume offensivo per la dignità umana è un'Europa governata in maggioranza da forze moderate, conservatrici e di centro-destra. Nella stragrande maggioranza dei paesi che hanno regolamentato (ahimè anni fa) questa questione, a farlo sono stati governi di centro-destra. Evidentemente più progressisti però della esangue sinistra italiana. Quella del cilicio, per dirne una.
mercoledì 7 marzo 2012
speciale OTTOMARZO2012: ma le orbetellane sono davvero così?..
Una donna attiva, che si tiene in forma, che frequenta le palestre in gran quantità e con grande slancio ma che ama mangiare, bisbocciare di quando in quando, la sagra, la cena con gli amici, lo sghiozzo di pizza sul Corso mezz'ora prima di cena. Animale sociale a dosaggio controllato, la donna di Orbetello esce volentieri, non si chiude, sta in piazza a chiacchera e passeggia volentieri tra le bancarelle del mercatino: ma francamente non è la donna da festa patronale col ballo liscio in piazza e cofana cotonata di fresco per l'occasione. Si ferma a guardare lo spettacolo, magari ne parla per giorni e spettegola con le amiche, ma lì per lì si scalda il giusto, applaude il giusto, e soprattutto assiste: non partecipa. Pubblico, niente ribalta. Ma ama ballare, quando può và, frequenta corsi di ballo e finalmente esce un'oretta la sera proprio per la lezione di social-dance (sic), cosa assolutamente impensabile fino a una quindicina d'anni fà, e caparbissima nel coinvolgere in questo il marito che dall'alto della propria leggiadria in pista se ne rimarrebbe volentieri a casa a guardare le farfalline di Belen in tv ma "se non vieni te vado da sola" e allora vai col tarascone alla Bocciofila. Religiosa, non bigotta: si alla processione quasi come statement sociale, segno di disponibilità e cuore, mai di devozione cieca e senza interrogativi: madonne umanissime che a volte sbuffano un pò, non Madonnine del Petrolio che piangono, sanguinano, appaiono, scompaiono e ne fanno di ogni. Queste attitudini sono assai più facilmente riscontrabili in posti e luoghi contigui al nostro, ma niente nomi nè indicazioni nemmeno sotto tortura. La reliquia da conservare in casa una settimana ciascuno con relativo pellegrinaggio di pettegolezzo e preghiera a casa di questa e quell'altra da queste parti hanno la stessa aderenza alla realtà che può avere Star Trek negli episodi più gagliardi. Altrove, invece, queste cose acchiappano e come. Una mamma che cresce i figli consapevole di farlo in un luogo tutto sommato salubre e non particolarmente a rischio, anche se poi il colpo di merda del figlio dibosciato ti tocca a Neghelli come a La Cruz se la sfiga ti perseguita, e che perciò non eccede in paranoie e morbosità su sesso disinvolto e canne a go-go perchè sa che tanto l'adolescenza dei figli non è mai una passeggiata di salute, e le esperienze i figli se le fanno che a noi e a Giovanardi piaccia o no. Ma il sapere che il tutto avvenga praticamene sotto casa in un paese che dimostra una certa ostilità e non solidarietà verso gli stili di vita un minimo estremi, la tranquillizza in parte e la rende una mamma più tollerante e comprensiva che altrove. Poi però ti fermi un attimo, rileggi quello che hai scritto e capisci che se avessi descritto la donna di, che so, Orvieto anzichè Orbetello, ne sarebbe venuto fuori un ritratto assolutamente somigliante se non identico. Perchè questa di cui sopra è forse più in gererale la donna italiana dei nostri giorni e la donna orbetellana lo è: la donna italiana dei nostri giorni, con la dolcezza e gli spigoli, gli slanci e i limiti, i sussulti e le arrese che non cambiano da città a città, di regione in regione. Ma avendola frequentata per tanti tanti anni, ormai, e facendomi per un attimo drammaticamente serio, una caratteristica che invece è veramente tipica della donna di qua, di cui ho sempre fieramente riferito e raccontato nei miei periodi di migrazione a chi la donna orbetellana non l'ha conosciuta personalmente, che comprende una gamma di nomi, età, condizioni e realtà che vanno da mia madre, passando per le amiche, arrivando alla ragazza giovane con la quale condivido l'esperienza Laguna Trend, è quella caratteristica che è speciale proprio perchè noi siamo nati e cresciuti in un piccolo centro, in una terra, quella di Maremma, dove la gente ha fama di essere dura e poco ospitale, dove di stimoli esterni ne arrivano col contagocce e dove non sempre è possibile andarseli a cercare fuori: l'apertura mentale. Questa si congenita, ambientale, di specie, antropologica o chissà cosa, che le caratterizza tutte con poche, rarissime eccezioni. L'apertura mentale: che non te la garantisce il vivere a New York nè il laurearti alla Bocconi, non te la garantisce il talento da artista nè un credo religioso a-la-page. La donna orbetellana decide di esserlo, aperta, perchè qui è cosi che va e non ci sono altre opzioni. Altro che provincia, altro che paesino di mare, altro che Maremma. La donna orbetellana è di mente così aperta da renderle agevole e sopportabile doversi confrontare con mentalità e stili di vita, come quelli di chi scrive, che non potrebbero essere più distanti da lei, e trovarlo pure utile e gradevole. Rispetto.
lunedì 5 marzo 2012
In risposta a Angela Vitaliano sul Fatto Quotidiano blog
Sottolineare che a un eterosessuale non sia richiesto "sventolare" è furbetto e fuorviante, a conferma di una beatitudine, quella di Dalla, che già gli avete conferito ma che sotto questo particolare aspetto a mio avviso è tutt'altro che meritata. Non mi sembra esattamente la stessa cosa la posizione di un gay potente, talentuoso e ossequiato rispetto alla vita privata di "qualsiasi" altro eterosessuale. Di sicuro non per gli adolescenti gay, non per la situazione dei conviventi gay, non per l'omofobia. Cause alle quali Dalla si è guardato dall'immolarsi. E per carità, chi lo obbligava.
Lucio Dalla non ha fatto outing perchè non poteva farlo, perchè noi per noi caso mai facciamo coming out. L'outing per Dalla e tutto il conclave dei pavidi dello showbusiness avremmo dovuto farlo noi, possibilmente con più chiasso di quanto in Italia non ci siamo mai presi il disturbo di fare. Perchè a prescindere da tutte le chiacchere di voi anime belle su riservatezza e "esibizionismo" (sic) chi tace e fa l'indiano avvelena anche te. Digli di smettere.
Ps: "..non affermando ne negando..". Ma vai via..
Lucio Dalla non ha fatto outing perchè non poteva farlo, perchè noi per noi caso mai facciamo coming out. L'outing per Dalla e tutto il conclave dei pavidi dello showbusiness avremmo dovuto farlo noi, possibilmente con più chiasso di quanto in Italia non ci siamo mai presi il disturbo di fare. Perchè a prescindere da tutte le chiacchere di voi anime belle su riservatezza e "esibizionismo" (sic) chi tace e fa l'indiano avvelena anche te. Digli di smettere.
Ps: "..non affermando ne negando..". Ma vai via..
mercoledì 29 febbraio 2012
lunedì 27 febbraio 2012
" WIDG – LA TV CHE VORREI. PERCHÉ SÌ" Nel nostro piccolo anche noi di Talk!
PER ADESSO ADERIAMO! E pian pianino cominciamo a organizzarci. Anche e soprattutto per lei: la divina dell'Etere Katerina Kazzo Kollovati (scherzo. Facciamo i seri una volta..)
venerdì 24 febbraio 2012
sabato 18 febbraio 2012
La strafattona.
Mentre si svolge il rito funebre per Whitney, mi viene in mente un episodio di alcuni anni fa. Arrivò come una mega star, fra gli ospiti d'onore. Eppure aveva registrato un solo album. Il successo del quale però fu tale da sbaragliare ogni precedente record di vendita per un album di esordio. A San Remo cantò e cantò dal vivo: il successo fu tanto e tale che Pippo Baudo, da grande intrattenitore qual'è, prese una decisione senza precedenti. Chiese a Whitney un bis: lì, su due piedi. Lei sorrise, e da grande professionista, ricantò di nuovo la canzone. L'Italia intera (l'unico paese che ancora non era capitolato alla nuova star) quella sera s'innamorò di quella giovane, bellissima diva americana dal talento immenso. Quel momento fa indelebilmente parte della storia del festival. Io credo che in questo festival ci sia stato un attimo di silenzio assordante, sfuggito ai più: il mancato tributo a quella signora. I dirigenti mezze calzette Rai hanno forse ritenuto opportuno non omaggiare una strafattona. Senza considerare che quel festival è una manifestazione MUSICALE. E, parlando di musica, se prendessimo TUTTI quelli che sono passati da quel palco in queste sere e li mettessimo dentro un contenitore e scecherassimo ben bene, non otterremmo un centesimo del talento della strafattona. Dolcecazzonera docet. RIP Whitney
Grazie Ale.
giovedì 16 febbraio 2012
Twitter? Rimandati a settembre..
@Innocenteventi orbetellove
Iscriviti a:
Post (Atom)
























.jpg)