LABELS

ALTROVE (766) UN ALTRO GIORNO (253) QUI E ORA (106) NOTE (8)

lunedì 8 giugno 2015

global

di quasi tutte le cose fantastiche che esistono al mondo 
esiste una versione italiana che fa cagare.

giovedì 4 giugno 2015

le madri badesse della riconversione..

voglio iscrivermi anch'io al corso "Adamo ed Eva dove siete?" (si chiama così, giuro) ovvero sta roba di cui è letteralmente impestato il web proprio oggi (ovunque: ogni sito, ogni blog, ogni testata e stasera anche la Innocenzi a Anno Uno) e che dovrebbe risultarmi utile per cessare di essere un checcone da combattimento e tramutarmi finalmente in un bel pezzetto d'omo ruspante, etero, un po' puttaniere e timorato di Dio. Alla modica cifra di 185 €, con un corso di 5 giorni e una full immersion di messe, canti, preghiere, invocazioni dello spirito santo, confessioni, meditazioni con luci soft e lezioni del tipo "I meccanismi della confusione sessuale" (ma magari con un piccolo extra ci facciamo scappare pure un esorcismino) et voilà: via la frocia che sogna di ravanare nel pacco di Christopher Meloini e vai con un Daniele nuovo di zecca: che va a troie (tutt'al più a trans toh, volendo proprio fare l'etero..), rutta guardando le partite e ascolta i cd di Povia. E basta co' sta Diana Ross che fa tanto San Francisco anni 70. Giammai. Il tutto sotto la caritatevole guida spirituale di questo Luca di Tolve (esatto, quel Luca, quello della fantastica canzone di Povia) che dopo aver fatto la matta, e intendo matta in tutte le sue declinazioni, al Plastic di Milano che io al confronto sò il capo dei boyscout, è stato fulminato (purtroppo solo metaforicamente) sulla via di Damasco e ora è lì che fa il convertitore, affiancato da un francescano e un passionista (lo so che automaticamente vi vengono in mente festini sesso-e-coca, marchettari minorenni, casalinghe pingui e disperate svanite nel nulla, suorine in fregola in pose ginecologiche e pc stracolmi di ogni ben di Dio (oops) di porno di quart'ordine se non di veri e propri arsenali di foto e video di prepubescenti imberbi, ma provate a far finta di no), fatti conto una specie di Destiny's Child delle riconversioni mistico-sessuali.
Ora: io so che c'è pure qualche poveraccio in preda a un tale soprassalto di autostima da andare a farsi prendere per il culo e pelare i soldi da sti tre disadattati, talmente in pace con se stesso e le proprie inclinazioni affettive. Ma di grazia: la notizia dov'è?
Se è per questo c'è pure qualche svalvolato che paga per farsi mettere il guinzaglio e trascinare per tutta la stanza scodinzolando e alzando la zampina per fare pipì da qualche baldraccone pluridecorato. Intendo, uno se vuole è libero di togliersi la sete pure col prosciutto. Ma davvero è necessario dedicargli articoli a vagonate? Ma davvero mentre questo povero paese esala i suoi ultimi respiri sepolto dall'ennesimo scandalo di corruzione, mazzette e mafia in ogni dove nei meandri della nostra topografia istituzionale (problema che noi ci apprestiamo a risolvere premiando con scrosci di voti Lady-Mastella e tutto il resto del cucuzzaro degli impresentabili) a voi non viene in mente niente di più interessante da scrivere?
Mettete le figlie sottochiave, belle signore: sto arrivando..

mercoledì 3 giugno 2015

schif-parade

finalmente ce l'abbiamo fatta ad essere primi in qualcosa.
 Abituati come siamo ad essere il fanalino di coda in praticamente tutto, una volta tanto ce l'abbiamo fatta a svettare al top of the pops. Secondo una ricerca del Pew Research Center sullo stato di salute dell'Unione Europea, gli italiani sono primi per.. razzismo.
La ricerca si focalizzava sulla percezione nei confronti di tre minoranze in particolare: rom, ebrei e islamici. Purtroppo non ci è riuscito il colpaccio, l'en plein: la Polonia ci supera in odio verso gli ebrei, ma per il resto siamo primatisti assoluti con ampio margine di scarto rispetto ai secondi classificati.
Finalmente siamo il Texas d'Europa. Finalmente siamo i più cafoni, ottusi, trogloditi (un po' lo sospettavamo, diciamocelo..) del vecchio continente.
 Il fatto è che si è lavorato talmente tanto, negli ultimi 20 anni, per arrivare a questo agognato traguardo. Per tramutarci in una massa di tarri ignoranti, disinformati e imbottiti di pregiudizi (ma col Suv sotto il culo) si è mobilitata una tale quantità di risorse umane, economiche e mediatiche che non hanno eguali al mondo, e perciò vuoi o non vuoi fa solo che piacere che tanto sforzo sia ripagato da questo onorevole primato.
 Ora non ci resta che proclamare Adriano Celentano senatore a vita. E il più è fatto.

i passaggi della vita..

non si finisce mai di imparare.
Per esempio ho appena appreso che oggi è la giornata mondiale dei passaggi a livello.
Passaggi a livello?!? E chi cazzo l'avrebbe proclamata? L'Onu? L'Unesco? Amnesty Interregional? Ma scherzate o fate sul serio?

in questo mondo di poracci..

lo scontro in tv tra Salvini e Venditti è stato uno dei momenti più bui della già non luminosissima storia della televisione italiana.
L'uomo che ha scritto le canzoni più brutte e scopiazzate della storia, invitato non si sa a quale titolo a Ballarò con la sua raggelante pettinatura alla Karl Lagerfeld con in più l'aggravante della tinta da scaffale Lidl, è riuscito a sparare persino più favate demagogiche del suo interlocutore dal faccione ovale, quello che sta recitando diligentemente l'esilarante ruolo di colui che negli ultimi 20 anni viveva su Plutone e non praticamente in tutti i posti di strapotere possibili e immaginabili, con l'unico risultato di far salire alle stelle l'esaltazione della claque del padano desnudo che non si è peritato di prodigarsi nel suo solito comizio elettorale pure a elezioni se dio vuole concluse, con le solite quattro cazzate sempre le stesse sempre quelle ("c'è l'intera Africa che vuole venire da noi", ma chi cazzo gliel'ha detto che l'intera Africa vuole venire da noi? La maggior parte per fortuna sta benissimo dove sta, "e allora dobbiamo aiutarli a casa loro": tipo i diamanti della Tanzania, tesò?..) con in più una chicca nuova di zecca "i matrimoni gay non sono una priorità. Il lavoro è una priorità: i gay e le lesbiche vogliono lavorare e pagare meno tasse, non sposarsi". Grazie del pensiero, bel vitellone lumbard, ma quali sono le nostre priorità se non ti dispiace lo decidiamo noi, e quali siano le priorità di un'Italia che ormai è la vergogna del mondo civile in quanto a legislazione in materia lo decidono gli italiani, la stragrandissima maggioranza dei quali per fortuna continua a non votare te.
Ciò nonostante era semplicemente umano trovarsi a tifare per il capopopolo dei cafoni razzisti avvinazzati, tale la contagiosa simpatia dell'incartapecorito del pop che ieri sera era persino più lugubre e urticante della sua canzone Lilly, per avere un'idea. Tutto questo senza che Giannini, l'uomo che sa condurre un talk show come io so pilotare una Ferrari XX K, proferisse verbo salvo cominciare un istante dopo l'uscita di scena dei due paladini del tera-tera ad acciaccare il cazzo a qualsiasi altro ospite infarcendo con i suoi nevrastenici "lo dica in una battuta, concludiamo che dobbiamo chiudere, concluda che passiamo ad altro" una diarrea di programma interminabile che inizia all'ora di cena e finisce a notte fonda e non si capisce perchè uno dovrebbe guardarselo con l'asma da fiato corto perchè questo sistematicamente mette il pepe al culo a chi parla e l'apnea ansiogena a chi ascolta.
Dio ci scampi e liberi. Se non fosse per sti quattro zingheri pulciosi con cui ho preso un impegno, in Africa ci andrei io. E di corsa, pure. Questo paese di merda ricomincia ad andarmi stretto stretto stretto. E so' pure dimagrito..


martedì 2 giugno 2015

the same old story..




Prima si sarebbe trattato di giocarsela coi Beatles in quanto a record di vendite polverizzati uno via l'altro (questo fu il primo di 12 numeri uno certificati Bilboard) poi sarebbe stata leggenda.
 Ma mentre adesso fa pure un po' di tenerezza vedere Diana Mary & Flo ondeggiare graziosamente sulle note di un ultra-classico di Holland-Dozier-Holland (che loro non amavano particolarmente, avremmo saputo in seguito) con quella specie di betoniere sulla testa, si tratterebbe di non dimenticare che questo fu il primo caso di divismo, di mega-stardom che l'america razzista, bigotta e sessuofoba concesse a qualcuno che non aveva la pelle bianca. Una rivoluzione. E non per modo di dire.
Le Supremes andavano negli show dove andavano i bianchi, venivano suonate dalle radio che i bianchi ascoltavano, indossavano i vestiti che stavolta sarebbero stati copiati dalle ragazze bianche. E che per questo motivo adesso vengono esposti nei più importanti musei del mondo.
 Proprio come quella dei Beatles, anche la loro parabola durò solo una manciata di anni, sino al 70 per la precisione, quando la Ross lasciò il gruppo per diventare "l'entertainer femmina di maggior successo di tutti i tempi" (titolo in seguito usurpatole da Madonna), non prima di essersi prese il disturbo di cambiare connotati alla storia della musica moderna e, appunto, al costume dell'intera America e buona parte del mondo occidentale.
Le triste vicenda senza lieto fine di Florence (espulsa dal gruppo nel 67 e morta in povertà 9 anni dopo) avrebbe ispirato il musical Dreamgirls (da cui l'omonimo film), mentre Mary, l'eterna rivale di Diana, la "mangiatrice di uomini", si sarebbe proprio per quella rivalità attirata un tale odio da parte dell'oceano di fans della Ross paragonabile solo a quello per Yoko da parte dei fans dei Beatles, e che è tutt'oggi testimoniato dallo scroscio di insulti e minacce al limite del reato penale, a commento di ogni suo video su You Tube. Anche perchè proprio a lei si attribuirebbe la responsabilità dell'agognata reunion (naturalmente con Cindy, che subentrò a Flo) che nei fatti non è mai avvenuta. Io, che pure sono un condannato a vita alla venerazione incondizionata per la Ross, non la odio. Anzi. Ogni volta che guardo un video di Diana Mary & Flo insieme sudo freddo. E puntualmente ho voglia di raccontare di nuovo questa storia..

lunedì 1 giugno 2015

welcome to Maremma Padana

questa bellaToscana invasa da zingari e scappati di casa di ogni ordine e grado ha pensato bene di regalare un secondo posto nella hit parade elettorale a Matteo Salvini. Eravamo abitutati a considerarci la "culla della civiltà", ma stai a guardare il pelo. A proposito del quale, apprendiamo dai soliti bene informati che il mandingo italiano ha brindato a dorso nudo sul balcone bevendo nocino e chiamando Radio Padania per farsi suonare Disco Samba (giuro che non sto parlando di un film con Alvaro Vitali).
Ora: non so chi del suo pittoresco entourage abbia suggerito al non esattamente infaticabile giovanotto che a tutt'oggi fatichiamo a ritenere papabile per il Cavalierato al Lavoro, di insistere su questa reiterata esposizione pubblica di adipe, peluria e ascella selvatica, e se questo faccia parte della complessa strategia mediatica che assieme al non parlare MAI di sanità, per esempio, MAI di scuola, per esempio, ma solo di questa nazione di 60 milioni di coglioni presi in ostaggio da qualche centinaio di trucidoni Rom, pare comprendere fatalmente pure questa non richiesta propensione al siparietto Full Monty. Il fatto è che se siamo arrivati a essere 60 milioni di pirla, non significa necessariamente che siamo arrivati pure ad essere 60 milioni di Isoardi, e grazie al cielo la maggior parte di noi continua a ritenere quello spettacolino di virilità pingue e sospettabilmente maleodorante, una schifezza di visione.
Io non so quale tipo di perversione affligga la diva della tv, non so di quali demoni sia prigioniera nella privatissima inquietudine dei suoi sogni erotico-splatter, e per carità ognuno pensi ai suoi, ma mi spiazza un pò scendere a patti col fatto che questo signore sia convinto che stiamo tutti qui ad attendere che egli ci bei con la visione della sua virile nudità padana che, ahimè, tradisce pure qualche grappino di troppo, opzione peraltro non completamente astrusa se collocata in quel preciso contesto geo-antropologico.
In attesa di vedere la nostra giunta regionale dibattere animatamente su leggi e normative futuristiche tipo la caccia con la fionda e l'accesso ai mezzi pubblici regolato da criteri cromatici, o investire i nostri soldi in stock di mutande verdi (ma siamo disposti a chiudere un occhio purchè l'esuberante Chippendale de noantri non si tolga pure quelle), non ci rimane che prenderne atto ed iniziare questa nuova settimana, questo nuovo mese e questo nuovo ciclo con negli occhi quella soave immagine e nelle orecchie quella deliziosa musichetta.
Pe pe peppè peppè..

venerdì 29 maggio 2015

così parlò adrianovitocatozzocenlentano

Adriano Celentano, rinchiuso, barricato da tempo immemore nel suo blindatissimo eremo dorato (con quell'altra rompicoglioni della Mori, pover'uomo, a volte ci sarebbe pure da capirlo) riuscirà ad avere una mezza idea di quanto non gliene freghi assolutamente un cazzo a nessuno delle sue farneticanti divagazioni socio-antropologiche, rozze, populiste e demagogiche stavolta a favore di Salvini e quei quattro raccattati beoni e sgrammaticati che si porta appresso?
 Il guru della democristianità ciellina poi ambientalista-viva-la-foca poi di sinistra-tardo-crepuscolare poi neo-grillino infervorato e infine (acc)catto-leghista riesce ancora ad avere quel minimo indispensabile contatto con la realtà, con la vita vera, oppure ne è ormai completamente alienato, circondato dai recinti, dalle muraglie, dai guardaspalle e dalla valanga di quattrini che si ritrova? Ottenebrato com'è dall'asfissiante sproloquio no-stop di quella scavecciapalle e dalle pittoresche vicissitudini di quel conclave di freak di figli che gli sono toccati in dotazione, è mai riuscito a sapere della quantità industriale di pirati della strada, spesso ubriachi fracichi, spesso strafatti di coca, spesso col culo parcheggiato su Mercedes o Suv d'ordinanza, spesso (per non dire sempre) italianissimi che un giorno si e l'altro pure sdraiano come birilli degli ignari malcapitati che hanno la sfiga di trovarsi sulla loro via e di cui nessuno parla perchè non c'è uno sciacallo ad alta risonanza mediatica a specularci e sbavarci sopra avendo pure tutto il tempo per farlo, pluri-stipendiato e poi come per non fare praticamente un cazzo all'europarlamento? Se n'è accorto solo adesso e proprio adesso che la vita di noi poveri comuni mortali è una mega-chiavica disseminata di insidie e pericoli, per giunta senza neppure uno straccio di plotoncino di guardie del corpo e conto in banca da nababbo arabo a pararci il culo?  Buonasera dottore..

giovedì 28 maggio 2015

Questo è il migliore? Immagino gli altri..

Non mi sono mai neppure sognato di seguirlo vista la concomitanza con un programma che amo molto, perciò diligentemente vado sul tubo a cercarmi sto vincitore di The Voice. E ci trovo la versione maschile delle replicanti di Anastacia (che fa già sufficientemente cagare lei, figuriamoci i cloni) che infestano ogni talent show possibile e immaginabile. Il ragazzo ha sicuramente un avvenire. Nel coro di Ballando con le Stelle, forse: l'impianto vocale è esattamente quello. 
Non mi aspettavo molto altro, in verità, trattandosi del risultato del lavoro di un gruppo di mentors che se mai nella vita avessero avuto una mezza idea di come cazzo si canta forse avrebbero provato a farlo loro stessi (con la sola eccezione di Facchinetti Papi che però è antico come lo spot della cedrata Tassoni e lo era già quando cantava 'dio delle CITTUA' figuriamoci ora). 
Ma nel rutilante mondo del pop anche l'immagine ha il suo bel perché, e pure in questo stiamo sistemati: l'altr'anno la suorina, quest'anno il fraticello (a proposito: la suorina che fine ha fatto, pora stella: defunta?). 
Più passa il tempo più mi convinco che l'Italia sta al pop come io alla pincia di Sara Tommasi.


mercoledì 27 maggio 2015

legalità ta ta..

"Noi del PD non prendiamo lezioni di legalità da nessuno!". 
Me ne rendo conto. Ora però qualcuno gli spieghi (a Renzi) che anche solo l'ipotesi di una commissione antimafia che stila la lista dei candidati "impresentabili" a pochi giorni da una tornata elettorale è una cosa che farebbe scompisciare dalle risate chiunque in un mondo appena civile. Tranne noi italiani che lo riteniamo quasi normale. E che il 31 torneremo a votare PD (e tutto il resto dell'impresentabile cucuzzaro).


sterilizzazione sempre.

Chiedo scusa, mi sembra di capire che il mio post (su Facebook, riportato sotto) si presterebbe a fraintendimenti. Sarò più chiaro: non è mai il mio giorno preferito perché non amo catturare e ingabbiare, anche se solo per una mezza giornata, delle bestioline che sono abituate alla massima libertà. Ma è solo questo, davvero.
Lo faccio, lo faccio da anni e da anni mi batto affinché tutti facciano sterilizzare i gatti. Oltre ai benefici per il loro benessere (tanti!), la sterilizzazione è l'unico sistema a prova di bomba per contrastare un fenomeno odioso come il randagismo. E se lo dico io che è odioso potete credermi sulla parola.
Detesto privarli di quella mezza giornata di libertà proprio perché la libertà è l'unica cosa bella che quegli animali hanno nella loro vita. Perciò non mettetemi in bocca cose che non ho detto: sterilizzate, sterilizzate sempre, sterilizzate subito. Senza prestare la minima attenzione alle tante favate scientificamente infondate che da sempre si dicono su questa pratica.
E se a dirvelo è uno che il benessere dei gatti lo ha messo al primo posto nella propria scala delle priorità, potete crederci.

ecco il post: 
"Il giorno delle sterilizzazioni dei randagini. E' una cosa utile e importantissima. Ma non è mai il mio giorno preferito".

martedì 26 maggio 2015

l'umanità si era distratta..

il segretario di Stato vaticano Parolin: "il si alle nozze gay è una sconfitta per l'umanità".
 Sa cosa, Don Parolin? L'umanità mi sa che non si è proprio accorta di sta sconfitta. Anzi, non si è accorta proprio di aver giocato la partita. Temo avesse altro di cui occuparsi, differentemente da voi che avete una vera e propria ossessione che ormai rasenta il patologico per sta roba.
Ps: a proposito, anche oggi in Sardegna un parroco è stato ingabbiato per pedofilia, e la curia fatta oggetto di pesanti minacce e intimidazioni, accusata di aver cercato di coprirne le malefatte (tanto per cambiare). Sicuro di non avere anche lei altro di cui occuparsi, Parolin caro?

sabato 23 maggio 2015

over the rainbow..

e a proposito, ho saputo che la Regione Toscana insiste con questa "Festa dell'Arcobaleno" (Orbetello aderisce e ci mancherebbe) ignorando di fatto il piccolo trascurabile dettaglio che ormai da decenni quella raimbow è l'iconografia ufficiale di una grande, immensa comunità planetaria: quella LGTB, che proprio negli stessi giorni sventola le proprie bandiere nelle piazze del mondo intero in occasione del Pride. 
Evidentemente in regione si preferisce eclissarla sta cosa (come tante altre che riguardano proprio quella comunità) procedendo con l'esproprio iconografico coatto, e anzi paraculamente giustificandolo col fatto che questa è l'occasione in cui tutti i "colori" si uniscono e si incontrano (poi nei fatti, nelle leggi e nei regolamenti assai di meno, ma stai a guardare..). 
Rimane il fatto che queste foto parlano da sole, che quello è l'unico arcobaleno che io intendo festeggiare, e che la regione può continuare a ignorarlo quanto vuole: ma noi ci siamo. 
 E sai cosa, Rossi? Non siamo nemmeno pochi..



il cielo d'Irlanda..

..si tinge dei colori dell'arcobaleno. 
 Un giorno bello e storico, soprattutto considerato che stiamo parlando di un paese ultra-cattolico. 
E bada bene, in Irlanda le convivenze tra persone dello stesso sesso erano già perfettamente legali ed equiparate a tutti gli effetti a quelle etero (non puoi sbagliarti, solo noi e Cipro, o qualcosa del genere, non le abbiamo) ma si è voluto ricorrere ad un referendum, con la mobilitazione, le spese e le divisioni che comporta, perchè si è ritenuto non procrastinabile il diritto di chiunque di avere una legislazione perfettamente identica a chiunque altro, su ogni tema. Nessuno escluso. 
 In Italia non riusciamo neppure a mandare in cantiere una delle due cose, quella tutto sommato più innoqua e meno urticante per tutto il cucuzzaro clericale, che tra un'orgetta con prostituti minorenni e l'altra, sembra innervosirsi solo davanti a questa ecatombe dei diritti civili equiparati. Niente di niente. Buio assoluto. 
E questo per me significa una cosa sola: che quel minchione di Renzi, il podestà della sinistra che vince (sic) che in questi giorni sta asfissiando i media con i suoi proclami populisti di quarta lega, è solo un'altro, ahimè l'ennesimo, buffone democristiano parolaio e baciapile.

venerdì 22 maggio 2015

e vissero felici e vincenti..

oggi in Irlanda si svolge il referendum sui matrimoni gay. E una volta tanto non sono così favorevole all'uso del democraticissimo strumento referendario.
Semplicemente perchè credo che non debbano essere gli eterosessuali a decidere su una questione che non li riguarda. In genere, ad esempio, non sono minimamente interessato al parere degli uomini sull'aborto. Non mi interessa l'approvazione di chi col matrimonio gay non deve avere in alcun modo a che fare come spero che agli eterosessuali non interessi il mio parere sulle loro, di nozze (e me lo auguro per loro). Non me ne frega una benemerita mazza della loro opinione su un diritto che la Costituzione già dovrebbe garantirmi, dato che è proprio la Costituzione a stabilire che la legge è uguale per tutti (tranne quella che regolamenta lo stato civile dei cittadini?).
Questo tipo di consultazioni popolari riescono a raccattarsi tutta la merda prodotta in quantità industriale dal furore mistico-ideologico degli integralismi religiosi, in questo caso soprattutto cattolici, visto che da sta roba i cattolici sembrano letteralmente ossessionati, come se io e mio marito dovessimo andare a scopare a casa loro, nel loro misticissimo talamo.
Io credo invece che su certi temi a legiferare debba semplicemente essere lo Stato. Uno Stato maturo e laico, che possiede (o dovrebbe possedere) gli strumenti per bypassare gli incubi notturni di tutte le infervorate sentinelle in piedi (o in ginocchio) di questo mondo.
Detto ciò, c'è da rilevare che se non altro la cattolicissima Irlanda (devaticanizzata, però), paese che sino al '93 riteneva l'omosessualità un reato, la questione l'ha almeno messa sul piatto. Noi continuiamo a non prenderla neppure remotamente in considerazione. E, se e quandolo lo si farà, lo si farà col divieto assoluto di pronunciare la parola "matrimonio".
Strano per un paese governato dalla "sinistra che vince". Che vince facendo capannello con malviventi, corrotti, mafiosi e fascisti, ma vince.
E allora perchè a decidere continua a essere la destra talebana che perde?

giovedì 14 maggio 2015

"Silvio non c'è, è andato via.."

continua la tragicomica escalation dello strombazzatissimo ritorno in campo di quel trafficone di Burlesconi. Appuntamento elettorale previsto per oggi a Bari: ad attenderlo 6 persone e tre bandiere (e per davvero, non così per dire) e un poveraccio che suonava al pianoforte "Meno male che Silvio c'è". Una roba per pochi intimi ancor più delle leggendarie cenette eleganti.
Peccato solo che, vista la malparata, il vecchio pervy si sia dato malato e non si sia proprio fatto vedere.
Meno male che Silvio c'è. Ma mica sempre.

mercoledì 6 maggio 2015

condono mistico..

Monsignor Fisichella ci informa che durante il prossimo Giubileo, i missionari della misericordia (una speciale task force a giro per le diocesi, mi sembra di capire) avranno la facoltà di assolvere le donne dal peccato dell'aborto. Un condono mistico, o qualcosa del genere.
Le donne che hanno abortito non hanno bisogno dell'assoluzione di nessuno.
Perché invece non provare più semplicemente a smettere di trattare come merde coloro che nella vita si sono trovate a dover prendere una decisione cosi penosa (comprese quelle ingravidate dai parroci, o perlomeno quelle che quest'ultimi non hanno gia' provveduto a far sparire)?..

martedì 5 maggio 2015

Vale un cazzo.

Rende persino più bello questo mio compleanno la concomitanza con la mobilitazione del mondo della scuola nelle piazze italiane. Anche solo l'idea del preside-manager-mega-galattico mi fa inorridire (ti immagini se specie al sud non toccherebbe a tutti bei personaggini intrallazioni e collusi ricoprire il prestigioso incarico. E sai che banchetti per pochi intimi..). Va bene riformare (bah, se proprio si deve), ma mica a tutti i costi. E soprattutto non a dispetto di coloro che dovresti rappresentare. E mi sembra lampante che in questo caso proprio di questo si tratti: di una riforma che il mondo della scuola semplicemente ha bocciato, per stare in tema. E qualcosa mi dice che non si tratta esattamente di un arroccamento di una categoria a difesa dei proprio privilegi (privilegi? Yup. Dopo una riforma Gelmini cos'altro devono sopportare sti pori cristi?)
Questo PD, che già nella sua genesi originale era un accrocchio inverecondo di ex salsicciari da festa dell'Unità e baciapile armati di cilicio in preda a delirio mistico, è diventata una mega-cloaca tardo-democristiana improponibile: certo che parliamo di personaggi abili, Renzi and the Renzettes, ma abili a tramutare quell'unverso politico e sociale erede del caro vecchio Partito Comunista Italiano nella cosa più lontana dall'idea di sinistra che pure con tutta l'elasticità e estro psichedelico del mondo un essere umano possa avere.
Nel volantino elettorale di una candidata PD alla presidenza della nostra regione troneggia il raggelante slogan "valorizzare la Toscana con professionalità..". Professionalità?
Ma voi parole come amore, passione, solidarietà, non le conoscete proprio? La Toscana è una terra e un popolo. Non un cazzo di beauty-farm. La professionalità puoi tuffartela in culo, Vale darling.


venerdì 1 maggio 2015

porci (arrosto) con le ali

probabilmente sono io che sono un po' "Porci con le ali", ma quella specie di Disneyland per cinesi arraffoni che è Expo non è proprio la mia tazza di tè.
Quel mix di paese dei balocchi di cartapesta e scaffalature Ikea da area fieristica di periferia non mi appassiona. Non pagherei 35 centesimi, non 35 euro, per inciampare un passo si e l'altro pure nella oleosa esuberanza pubblicitaria di quel sudiciumaio planetario di Mc Donald's di cui è impestata questa mega kermesse dedicata al buon cibo italiano che, per rimanere in tema, si è già pappata un buco nero cosmico di quattrini, finiti della panza dei soliti noti per vie un po' traverse e non esattamente ortodosse, diciamo così. E, ahimè, temo che non resisterei alla tentazione di prendere a ceffoni il primo guru dell'alimentazione che pronuncia la parola "food" in mia presenza.
E il fatto che il tutto sia stato suggellato da un galà con il solito Bocelli e la solita "Nessun dorma" casomai acuisce, non allevia, la mia orticaria (anche se visto e considerato che per tutti gli Expo prossimi venturi ci sono già quei tre nerd de Il Volo che scaldano i motori, la tentazione di tenersi Bocelli e farselo bastare è un'opzione).
Sappiamo benissimo che, a prescindere dalle patinate immagini che la Rai trasmette a tambur battente, una consistente parte di Expò è ancora un cantiere a cielo aperto (rapidissimi nel mettere in moto i meccanismi corruttivi mangia-quattrini, decisamente più flemmatici nel terminare le opere), e che se non fosse per il commovente volontariato (in realtà lavoro gratis estorto con un espediente o l'altro) di tanti bei giovani saremmo ancor più a caro zio di quanto non siamo, soprattutto in termini di costi stratosferici, attendiamo fiduciosi i miracolosi effetti benefici sul nostro povero PIL in male arnese e sulle tasche degli italiani, che ci sono stati trionfalmente enunciati, anche se in realtà c'è più di un sospetto che non si tratti di tutti gli italiani ma di alcuni italiani, sempre loro, sempre quelli. Nonostante ciò, c'è una cosa che mi disturba pure di più (e non è poco) della grande fiera di quel Made in Italy che finisce più spesso in cronaca giudiziaria che sui depliant turistici del pianeta, di quella Milano da bere (e da mangiare e rutto libero) ovvero il mitico concertone del primo maggio che accade giusto in contemporanea, e che in nome dei lavoratori (che non ho capito quante altre croci devono accollarsi) ci delizia con una sfiancante nonstop che alterna pseudo-beniamini dei "ggiovani" come Emis Killa, chiunque cazzo sia un dissociato che decide di farsi chiamare così, a una tale rimpatriata di vecchie cariatidi (Paola Turci, Enrico Ruggeri e PFM tra gli altri) da far sembrare San Remo il nuovo santuario dei techno-punk.
E qui, onestamente, già mi sento un po' meno Porci con le ali. Fatto salvo per  la leggendaria riga di apertura: "cazzo, cazzo, cazzo".