Mi dispiace che per un soffio non ce l'abbia fatta. Dario Fo sarebbe stato felicissimo di condividere l'onore del Nobel per la letteratura con Bob Dylan.
Ne sono sicuro.
giovedì 13 ottobre 2016
mercoledì 12 ottobre 2016
cazzo cazzo cazzo
bensì forma dell'espressività letteraria e popolare e non propriamente sinonimo del termine anatomico pene, pur con significato ugualmente riferito all'organo genitale maschile, cazzo è a tutti gli effetti una parola della lingua italiana. Di registro colloquiale basso, ma pur sempre una parola. Non (o almeno non più) una "parolaccia".
Perciò non mi scassate il cazzo, appunto, co sta cosa delle parolacce.
Perciò non mi scassate il cazzo, appunto, co sta cosa delle parolacce.
lunedì 10 ottobre 2016
c'è ben altro..
Alain Elkann a Coffee Break: "dibattiti in cui si parla di sesso, di cose private anziché di politica e programmi.." (cito a memoria, parola più parola meno).
Vede gentile signore, l'opinione di chi le donne è abituato a comprarsele coi soldi o comunque crede che farlo sia la cosa più normale del mondo, è politicamente rilevantissima. Specie se a pensarlo sono uomini che occupano o si candidano ad occupare posizioni di enorme potere. E io, ma per fortuna mica solo io, penso che a qualcuno con una simile mentalità non farei presiedere neppure una gara cinofila, figuriamoci un paese.
Ps: il fatto che nei paraggi di casa sua le donne si acquistino a prescindere se siano vere o presunte non cambia di molto il concetto. Ma questa è solo una battuta. Pure brutta. Non ho saputo resistere.
Vede gentile signore, l'opinione di chi le donne è abituato a comprarsele coi soldi o comunque crede che farlo sia la cosa più normale del mondo, è politicamente rilevantissima. Specie se a pensarlo sono uomini che occupano o si candidano ad occupare posizioni di enorme potere. E io, ma per fortuna mica solo io, penso che a qualcuno con una simile mentalità non farei presiedere neppure una gara cinofila, figuriamoci un paese.
Ps: il fatto che nei paraggi di casa sua le donne si acquistino a prescindere se siano vere o presunte non cambia di molto il concetto. Ma questa è solo una battuta. Pure brutta. Non ho saputo resistere.
sabato 8 ottobre 2016
loro si che valgono.
Mi capita spesso di buttare un occhio su "Tu si que vales" (e ancora prima "Italia's got Talent"). Quello che vedo è una serie praticamente infinita di talenti, di atleti, di artisti che sinceramente non è difficile immaginare in un contesto circense.
Devo dire che non è arduo lasciarsi sedurre: tante, tantissime esibizioni di livello elevatissimo, che poggiano, oltre che sulle strabilianti abilità dei protagonisti, su idee diverse: originalissime o di stampo più tradizionale, alcune divertenti, spasso allo stato puro, alcune più contemplative, altre romantiche, altre ancora di grande suspance (tipo uno che fa il giocoliere con i fulmini, e intendo veri fulmini, prodotti da apposite apparecchiature, in un contesto sceno-coreografico mozzafiato). Danza che sfiora il contorsionismo, equilibrismi che sfiorano il teatro-danza, costumi, luci, effettistica, tutto molto ricercato e soprattutto originalissimo, ognuno con la propria idea, con la propria creazione, che spesso rasenta il geniale. E mi risulta che ci sia un vero e proprio network a giro per l'Italia e per il mondo di questo tipo di artisti, che tra l'altro è possibile vedere esibirsi in format gemelli appunto un po ovunque e che io definirei i nipotini (talentuosi) di Momix o Cirque de Soleil, per intenderci.
Quello che voglio dire è che questi programmi vengono trasmessi solo dalle reti tv più importanti nelle fasce di maggiore ascolto e che sono perciò reputati (e gli ascolti non smentiscono) papabili per un pubblico vasto, di ogni genere e ogni età, compresi i bambini. Ogni nuovo numero, ogni altra esibizione che vedo mi convince un po di più di quanto non ci sia veramente più bisogno di quell'immondezzaio di circo come lo conosciamo noi, nella fattispecie quello con gli animali imprigionati, torturatati, ridotti alla schiavitù. Per una vita intera.
Perchè spesso l'alibi di alcuni, ma permettetemi soprattutto di molti genitori facilotti e temo non troppo attrezzati per quel difficile mestiere, è proprio che piace ai bambini. Evidentemente ai bambini piacciono tantissime altre cose, che non richiedono la sofferenza perpetua e la schiavitù di nessuno, ma solo il talento, l'impegno, la sfida, l'estro, il genio che tra l'altro sono valori che se fossi un genitore considererei obbligatorio, non opzionale, trasmettere ai miei figli.
Specie quando il compito di farlo è reso più semplice e gradevole dall'incanto e dalla bellezza di quelle performance.
Devo dire che non è arduo lasciarsi sedurre: tante, tantissime esibizioni di livello elevatissimo, che poggiano, oltre che sulle strabilianti abilità dei protagonisti, su idee diverse: originalissime o di stampo più tradizionale, alcune divertenti, spasso allo stato puro, alcune più contemplative, altre romantiche, altre ancora di grande suspance (tipo uno che fa il giocoliere con i fulmini, e intendo veri fulmini, prodotti da apposite apparecchiature, in un contesto sceno-coreografico mozzafiato). Danza che sfiora il contorsionismo, equilibrismi che sfiorano il teatro-danza, costumi, luci, effettistica, tutto molto ricercato e soprattutto originalissimo, ognuno con la propria idea, con la propria creazione, che spesso rasenta il geniale. E mi risulta che ci sia un vero e proprio network a giro per l'Italia e per il mondo di questo tipo di artisti, che tra l'altro è possibile vedere esibirsi in format gemelli appunto un po ovunque e che io definirei i nipotini (talentuosi) di Momix o Cirque de Soleil, per intenderci.
Quello che voglio dire è che questi programmi vengono trasmessi solo dalle reti tv più importanti nelle fasce di maggiore ascolto e che sono perciò reputati (e gli ascolti non smentiscono) papabili per un pubblico vasto, di ogni genere e ogni età, compresi i bambini. Ogni nuovo numero, ogni altra esibizione che vedo mi convince un po di più di quanto non ci sia veramente più bisogno di quell'immondezzaio di circo come lo conosciamo noi, nella fattispecie quello con gli animali imprigionati, torturatati, ridotti alla schiavitù. Per una vita intera.
Perchè spesso l'alibi di alcuni, ma permettetemi soprattutto di molti genitori facilotti e temo non troppo attrezzati per quel difficile mestiere, è proprio che piace ai bambini. Evidentemente ai bambini piacciono tantissime altre cose, che non richiedono la sofferenza perpetua e la schiavitù di nessuno, ma solo il talento, l'impegno, la sfida, l'estro, il genio che tra l'altro sono valori che se fossi un genitore considererei obbligatorio, non opzionale, trasmettere ai miei figli.
Specie quando il compito di farlo è reso più semplice e gradevole dall'incanto e dalla bellezza di quelle performance.
mal comune un cazzo.
premetto che non credo che verrà eletto presidente. Resta il fatto che il mondo civile, e io pure, si chiede allibito come quel buffone puttaniere bugiardo patologico maxi-evasore omofobo e misogino col nido di quaglia in testa possa comunque essere arrivato al punto in cui è arrivato. E l'unica risposta che mi viene in mente è che fatalmente i cari amici americani, dall'alto del loro senso di superiorità planetario (che a sto punto mi chiedo da dove cazzo gli sia piovuto) non perdano occasione per dimostrare al mondo che razza di retrogradi ignoranti trogloditi riescano ad essere. Non tutti, parentesi politically correct: ma evidentemente una considerevole parte. Assai considerevole. Troppo, temo.
E volendo essere fiscali, io aggiungerei pure che questi milioni di pirla smaniano di tuffarsi tra le braccia di questo poveraccio giusto dopo che un presidente (che passerà alla storia perchè è stato uno dei migliori presidenti ever, non certo e comunque non solo perchè il primo afroamericano) che otto anni fa ha raccattato l'america in condizioni pietose, riuscendo a compiere un vero e proprio miracolo economico e occupazionale, arrivando tra le altre cosucce a garantire la copertura sanitaria a decine di milioni di cittadini in un paese dove se hai i soldi ti curi altrimenti te la pigli ar culo e schiatti (e davvero, non per modo di dire), tra i tiri incrociati di lobby di ogni genere: quella delle armi, quella delle industrie farmaceutiche, quella petrolifera, e quelle che fanno testa a razzisti e fanatici religiosi di ogni ordine e grado.
Pensavamo davvero che il fondo del barile l'avessero raspato con le varie Sara Palin e i tea-party. Ma evidentemente anche da quelle parti, e qui un pochino verrebbe da dire mal comune mezzo gaudio, non c'è mai fine al peggio. E con peggio intendo la peggio gente, la peggio ignoranza, la peggio arretratezza, la peggio miseria culturale. Del mondo.
E visto l'influenza che sul mondo riescono comunque ad esercitare, gaudio un cazzo.
E volendo essere fiscali, io aggiungerei pure che questi milioni di pirla smaniano di tuffarsi tra le braccia di questo poveraccio giusto dopo che un presidente (che passerà alla storia perchè è stato uno dei migliori presidenti ever, non certo e comunque non solo perchè il primo afroamericano) che otto anni fa ha raccattato l'america in condizioni pietose, riuscendo a compiere un vero e proprio miracolo economico e occupazionale, arrivando tra le altre cosucce a garantire la copertura sanitaria a decine di milioni di cittadini in un paese dove se hai i soldi ti curi altrimenti te la pigli ar culo e schiatti (e davvero, non per modo di dire), tra i tiri incrociati di lobby di ogni genere: quella delle armi, quella delle industrie farmaceutiche, quella petrolifera, e quelle che fanno testa a razzisti e fanatici religiosi di ogni ordine e grado.
Pensavamo davvero che il fondo del barile l'avessero raspato con le varie Sara Palin e i tea-party. Ma evidentemente anche da quelle parti, e qui un pochino verrebbe da dire mal comune mezzo gaudio, non c'è mai fine al peggio. E con peggio intendo la peggio gente, la peggio ignoranza, la peggio arretratezza, la peggio miseria culturale. Del mondo.
E visto l'influenza che sul mondo riescono comunque ad esercitare, gaudio un cazzo.
martedì 4 ottobre 2016
cerume di martedì
povero Floris, che per un paio di punti di share è costretto a dedicare metà programma al terrorismo batteriologico (ma quello delle massaie armate di Lysoform, non quello dei terroristi) e a cerume, merda di gabbiano (che a sentire i suoi esperti ci manca che contenga scorie atomiche) topi che sbucano a frotte dai water, alitosi, spazzolino del water, zecche, per giunta facendolo con lo stessa espressione schifata, appena camuffata dal quel bel sorriso finto che ha già abbondantemente perfezionato con anni di interventi di Crozza, il secondo più divertente dopo il presidente Mattarella.
Una volta faceva programmi di approfondimento politico.
Very Imbecil People
nelle pause pubblicitarie di solito, se ci riesco da sotto la massa informe di gatti sotto la quale finisco sepolto ogni volta che piazzo il culo su una poltrona, sfruzzico un po sui social. Come fanno molti, del resto. E stasera soprattutto su Facebook e Twitter era tutto un florilegio di commenti sul Grande Fratello Vip (vi prego, solo il nome. Per vip credo si intenda quella combriccola di reduci o aspiranti non si sa cosa, probabilmente nulla, il vero pezzo grosso (molto grosso) dei quali essendo Valeria Marini, ovvero colei che sospetto essere l'unico personaggio al mondo che non solo si è ritrovata catapultata nello show business nazional-popolare per nessun altro motivo se non un paio di palpate di culo ben piazzate di Pingitore senza saper fare un cazzo che è un cazzo, ma che oltretutto non è neppure riuscita a imparare a fare un cazzo che alla fine, intendo, picchia e mena, col passare degli anni, qualche prodezza riesci a farla fare pure ai barboncini nani, ma evidentemente non a lei che nonostante le decennali frequentazioni, persevera nel non saper fare beatamente uno stracazzo di niente esattamente come e possibilmente pure meno di quando esordì, ai bei tempi in cui se non altro non sembrava un mascherone del carro di Viareggio).
Alcuni dei commenti erano assolutamente entusiasti; molti che si azzuffavano sul dilemma sociologico-antropologico Ilary o Alessia? (potevate chiedere a me che sono un po del mestiere: bel derby, vi avrei risposto), e poi i commenti dei soliti detrattori sarcastico-ironico-caustico e un sacco di altre robe che finiscono per ico, che poi più qua con calma ci spiegheranno perchè stanno lì paralitici a ciucciarsi i San Remi, i Grandi Fratelli, le madri-nature di Ciao Darwin (ciaone..), se li trovano tanto orribili.
Intendo, puntate e puntate di commenti sui social, giuro (guarda che vi tengo d'occhio. Non ci provate con me) per dire che è brutto, tutto brutto, tutti brutti, tutto. E quante cazzi di ore ti ci vogliono per arrivare a questa algebrica conclusione, dato che per tutti noi altri poveri mortali anche solo un paio di fotogrammi statici e muti apparsi a sorpresa tra le pagine di una rivista o su un sito di notizie, si sono rivelati più che eloquenti per capire l'esatta misurazione dei metraggio calcolabile in piani di merda che seppelliscono una parte dell'Italia per 4 ore e passa il lunedì sera e, per i tossici all'ultimo stadio che proprio non possono fare a meno della dose quotidiana di Costantino e del pugile scemo neppure per un nano-secondo, perfino non stop su qualche altro canale che non stacca mai da Laa Casaaa, pronunciata sempre con le vocali spasmodicamente aperte come se si fosse affetti da stomatite.
Ma mi allungo sempre un po troppo nel preambolo, perchè in realtà quello che volevo dire è piccolo e semplice, e cioè che questo è veramente too much. Decisamente too much. Questa è una cosa che, non fatemi essere più sgradevole di quanto vorrei tantissimo essere, credo abbia a che fare con quanto rispetto abbiamo di noi stessi, della nostra intelligenza, della nostra dignità. E di quali siano con esattezza scientifica i disturbi neuro-vegetativi che ti spingono a volertici immergere in quei piani di morbidezza si, ma morbidezza perchè è merda, non carta igienica a quattro veli. Io non ho problemi col trash, per tirare in ballo un termine un pizzichino abusato, usato a sproposito e usato a cazzo, per capirci. Sono un fan di veri e propri monumenti del trash. E del termine "volgare" poi non sono addirittura proprio riuscito a capirne il significato nonostante in questi tanti lunghi anni io con i significati pur reconditi della mia amata madrelingua ci ho flirtato al punto da farne una professione. Ma quel volgare là credo che significhi più o meno "ho argomenti così di merda, così imbecilli che dico volgare e non dico un cazzo ma tutti sono d'accordo", ed è tutto un "oh signora mia: ha visto che volgarità?"..".
Ma sta zozzeria è una roba che dovrebbe offenderti. Offenderti se sei donna per come le donne sono rappresentate. Offenderti se sei uomo, dato che in quella cloaca maxima sei impersonato da Bettarini (e facciamo che per pietà cristiana mi fermo qui: ok?), se sei gay, se sei transessuale, se sei gemello siamese, se sei una clausuranda o un troione da Grande Raccordo Anulare.
Qualsiasi variante della natura umana, per il semplice motivo di essere umani, appunto, con un'intelligenza e una dignità, che quella schifezza offende indistintamente nel ruolo che ci sforziamo di ricoprire di persone adulte e consapevoli. Altro che Ilary o Alessia.
Aridatece Protestantesimo.
Alcuni dei commenti erano assolutamente entusiasti; molti che si azzuffavano sul dilemma sociologico-antropologico Ilary o Alessia? (potevate chiedere a me che sono un po del mestiere: bel derby, vi avrei risposto), e poi i commenti dei soliti detrattori sarcastico-ironico-caustico e un sacco di altre robe che finiscono per ico, che poi più qua con calma ci spiegheranno perchè stanno lì paralitici a ciucciarsi i San Remi, i Grandi Fratelli, le madri-nature di Ciao Darwin (ciaone..), se li trovano tanto orribili.
Intendo, puntate e puntate di commenti sui social, giuro (guarda che vi tengo d'occhio. Non ci provate con me) per dire che è brutto, tutto brutto, tutti brutti, tutto. E quante cazzi di ore ti ci vogliono per arrivare a questa algebrica conclusione, dato che per tutti noi altri poveri mortali anche solo un paio di fotogrammi statici e muti apparsi a sorpresa tra le pagine di una rivista o su un sito di notizie, si sono rivelati più che eloquenti per capire l'esatta misurazione dei metraggio calcolabile in piani di merda che seppelliscono una parte dell'Italia per 4 ore e passa il lunedì sera e, per i tossici all'ultimo stadio che proprio non possono fare a meno della dose quotidiana di Costantino e del pugile scemo neppure per un nano-secondo, perfino non stop su qualche altro canale che non stacca mai da Laa Casaaa, pronunciata sempre con le vocali spasmodicamente aperte come se si fosse affetti da stomatite.
Ma mi allungo sempre un po troppo nel preambolo, perchè in realtà quello che volevo dire è piccolo e semplice, e cioè che questo è veramente too much. Decisamente too much. Questa è una cosa che, non fatemi essere più sgradevole di quanto vorrei tantissimo essere, credo abbia a che fare con quanto rispetto abbiamo di noi stessi, della nostra intelligenza, della nostra dignità. E di quali siano con esattezza scientifica i disturbi neuro-vegetativi che ti spingono a volertici immergere in quei piani di morbidezza si, ma morbidezza perchè è merda, non carta igienica a quattro veli. Io non ho problemi col trash, per tirare in ballo un termine un pizzichino abusato, usato a sproposito e usato a cazzo, per capirci. Sono un fan di veri e propri monumenti del trash. E del termine "volgare" poi non sono addirittura proprio riuscito a capirne il significato nonostante in questi tanti lunghi anni io con i significati pur reconditi della mia amata madrelingua ci ho flirtato al punto da farne una professione. Ma quel volgare là credo che significhi più o meno "ho argomenti così di merda, così imbecilli che dico volgare e non dico un cazzo ma tutti sono d'accordo", ed è tutto un "oh signora mia: ha visto che volgarità?"..".
Ma sta zozzeria è una roba che dovrebbe offenderti. Offenderti se sei donna per come le donne sono rappresentate. Offenderti se sei uomo, dato che in quella cloaca maxima sei impersonato da Bettarini (e facciamo che per pietà cristiana mi fermo qui: ok?), se sei gay, se sei transessuale, se sei gemello siamese, se sei una clausuranda o un troione da Grande Raccordo Anulare.
Qualsiasi variante della natura umana, per il semplice motivo di essere umani, appunto, con un'intelligenza e una dignità, che quella schifezza offende indistintamente nel ruolo che ci sforziamo di ricoprire di persone adulte e consapevoli. Altro che Ilary o Alessia.
Aridatece Protestantesimo.
giovedì 29 settembre 2016
tanti auguri a chi tante amanti ha..
Che delizia tutta l'ironia pungente ed il sarcasmo caustico che oggi impesta il web riguardo gli 80 anni di Burlesconi. Peccato solo che se per un ventennio suonato abbiamo fatto ridere il mondo di sicuro non è perché il festeggiato ha preso il potere con un colpo di stato. Lo avete votato è rivotato. Lui e tutto il pittoresco caravanserraglio di nani e ballerine (diciamo ballerine) con le prodezze dei quali ancora oggi stiamo deliziando il pianeta, vedi Lorenzin, Half-ano è affini. Cosa ci sia di tanto ironico a me sfugge.
L'unica cosa che mi auguro di cuore è che, proprio in occasioni come questa, abbiate la decenza di metter mano a tutto il senso di vergogna di cui riuscite a disporre. Altro che sarcasmo.
L'unica cosa che mi auguro di cuore è che, proprio in occasioni come questa, abbiate la decenza di metter mano a tutto il senso di vergogna di cui riuscite a disporre. Altro che sarcasmo.
mercoledì 28 settembre 2016
canzoni in chiave di vita. La mia.
solo qualche dato: primo album di un artista americano ad esordire direttamente al numero uno delle charts USA (nonostante fosse un album doppio, perciò in vendita a doppio costo) dove ha sostato per 14 settimane consecutive (20 nelle classifiche r'n'b) e 80 nel complesso. I primi due singoli (I wish e Sir Duke) entrambi numero uno a loro volta, con una impressionante quantità di altre tracce reinterpretate (e campionate) da artisti ovunque nel mondo (Michael Jackson, Prince e George Michael lo hanno menzionato come loro preferito di tutti i tempi). Una delle canzoni di questo album, Isnt' she lovely, è considerata la canzone mai pubblicata su singolo di maggior successo in assoluto (Stevie si rifiutò di tagliarla per il single-edit dato che il lungo finale strumentale conteneva la registrazione dei primi vagiti di sua figlia Aisha a cui è dedicata). Nel 2005 è stato insignito della certificazione Diamante per il raggiungimento dei 10 milioni di copie vendute (solo negli USA). E proprio oggi 28 settembre, il mio disco preferito di tutti i tempi, Songs In The Key of Life di Stevie Wonder, compie 40 anni. E a me personalmente canzoni come quella contenuta in questo video fanno ancora gelare la schiena, nonostante le ascolti ormai da decenni e le conosca nota per nota, respiro per respiro.
Auguri meraviglia.
Auguri meraviglia.
martedì 27 settembre 2016
look who's talking
Che spasso i seguaci della Scientology de noantri che inveiscono contro i giornalisti "asserviti".
Ci mancano le frustate nella pubblica piazza per chi scantona anche solo di una virgola dal verbo del guru ereditario e poi l'avete fatte tutte. Pagliacci.
Ci mancano le frustate nella pubblica piazza per chi scantona anche solo di una virgola dal verbo del guru ereditario e poi l'avete fatte tutte. Pagliacci.
anti-social(e)?
una volta per tutte e sperando di non tornarci più su (stavolta mi dilungo un attimo, e se non ti piace vaffanculo).
Perchè comincio ad avere le palle un po piene di coloro che mi dicono che sono "sempre incazzato" e che questo è ciò che traspare dall'uso che faccio di questo specifico social.
Spiacente di deludervi. Io sono una delle persone più allegre che conosca. Io giro in macchina ascoltando musica allegra, cantando e ahimè a volte ballando pure (al volante). Tutti i giorni, sole o pioggia, incondizionatamente. In pubblico è raro, direi molto raro, che non abbia il sorriso stampato in bocca e temo che ad essere un po incazzati e frustrati siate proprio voi che non disponete neppure di quel po di senso dell'ironia da captare che quasi niente di quello che scrivo e pubblico non sia, appunto, ironico, sarcastico, divertito. Solo che per comunicare ciò gradirei non essere costretto ad infiorettare con faccine, sorrisini, cuoricini, canini e favine. Ritenete che sia una cosa da fare, da adulti? Prego, accomodatevi. Io ritengo di no. E preferisco che siano il tono, le parole, persino la punteggiatura a far capire che aria tira anche se mi sembra di intuire che molti fatichino a interpretare. E mica mi sorprende più di tanto, dato che alcuni di questi hanno persino delle serissime difficoltà a scrivere a livelli di terza elementare (oggi ci diciamo tutto, ok fratè?) e perciò, deduco, a leggere.
Innanzi tutto la quantità: a differenza di molti di voi scrivo e pubblico al massimo uno, due post al giorno e alcuni giorni (molti, in realtà) nemmeno quelli. Credo perciò che abbiate seri problemi di intolleranza nevrastenica se reputate questo faticoso da sopportare. Perchè i post sono hanno una data, e basta dare una controllatina per vedere che è esattamente così.
Ma sono un blogger. E ho tutto il diritto di volerlo essere. E un blogger scrive per gli stessi motivi per cui un pittore dipinge e un fotografo fotografa: per puro piacere. Mio, personale. Non di chi legge, dato che nessuno è obbligato a farlo. Ma "blogging" è la prima parola che appare nelle note di ogni mio account. Difficile non notarla. Se non vi piaceva la prospettiva, bè, rimaneva sempre l'opzione di andare affanculo altrove perchè un altro dettaglio non esattamente trascurabile sta nel fatto che io sistematicamente non chiedo amicizie. Chi ho tra gli "amici" mi ha chiesto l'amicizia. Se questa "amicizia" si è poi rivelata urticante, ariandate affanculo. Io il "contatore" degli amici credo di non averlo mai degnato neppure di un singolo sguardo da quando ho un account Facebook. Nella realtà ho degli amici così fantastici, che quando ho avuto bisogno non hanno lesinato assolutamente nulla in termini di tempo ed energie, da considerarlo veramente e propriamente uno dei privilegi che ho ricevuto nella vita, secondo me neppure meritatissimo, o meritato per motivi che a me rimangono oscuri. Ma è così, ed è così da decenni. Evidentemente non sono questo mastino rabbioso che qualcuno vuol far credere. Va da se che le amicizie vere, reali, carne e ossa a me bastino e avanzino. Quelle social sono carine e simpatiche. Ma se a un certo punto decidono di abbandonarmi al mio destino di povera piccola fiammiferaia del micro-blogging sedotta e abbandonata, ops, vedrò di sopravvivere. Ne ho superate di peggiori, temo.
Ma, come ho avuto occasione di scrivere giusto qualche giorno fa, io sono nato libero. E intendo li-be-ro. E se non vi dispiace, intendo schiattare libero. Io non sono tenuto a sperticarmi in elogi nei confronti di un'amministrazione, di un politico o di un governo: se lavorano bene fanno semplicemente quello che sono tenuti a fare, niente di più e niente di meno. Se invece a mio parere lavorano male allora io mi sento in dovere, e intendo dovere civico, di dissentire e soprattutto di manifestare il mio dissenso nel mio piccolo e con i mezzi che ho a disposizione. Perchè sai cosa? Io sono realmente convinto che chi non lo fa sia una pecora. E che dovrebbe mettersi un bel campanaccio al collo e din-dolon.
Alla fine della fiera io il mio debito con il sistema in cui vivo, che innegabilmente qualcosa mi da, come a tutti, credo di ripagarlo (a differenza di molti altri): faccio volontariato, quantificabile in ore ogni singolo giorno. Per carità, niente che mi debba valere la beatificazione: cerco sempre di non dimenticare che c'è chi il volontariato lo fa nei posti più difficili e inospitali della terra, a rischio della propria vita, che ci sono medici e fior di primari che hanno mollato tutto per andare a svolgere la loro opera per Medici Senza Frontiere. Però lo faccio a sufficienza da sentirmi in pari, lo faccio abbastanza da ritenere il mio debito con la comunità in cui vivo estinto. E questo è uno dei motivi che mi la sera mi manda a letto sereno e beato come un bambino. Altro che incazzato.
Un altro dei motivi è che io nella vita faccio quasi esclusivamente cose che mi piace fare o che perlomeno ho scelto di fare, accollandomi tutte le conseguenze di questa scelta. Ma proprio tutte. So che per molti non è così. E questo può essere il motivo delle vostre frustrazioni, della vostra insoddisfazione, della vostra rabbia. Non della mia.
Cosa vuoi che ti dica, che mi piace tutto quello che invece voi postate? Che mi piacciono quelle favate di aforismi da discount? O le citazioni pseudo-colte che nella stragrande maggioranza i poveri nominati-invano non si sono neppure mai sognati di dire o scrivere, vedi la pora Alda Merini, al numero uno nella classifica dei più tirati per la giacchetta a cazzo di cane?. Vorrei solo dare un'occhiatina alla biblioteca personale di tutti questi fans della compianta, per vedere quanti suoi libri di poesie ci trovo.
Vuoi che ti dica che mi piacciono le miserabilissime catene di Sant'Antonio, quelle del "copia e incolla sul tuo profilo"? No. Affatto. E anzi, penso che chi abbocca sia un luccio. O la quantità industriale di bufale sugli immigrati, sulla Boldrini, sui "buonisti", fabbricati ad arte da siti che sullo spessore culturale di grana grossa dei boccaloni (tanti) ci guadagnano e nemmeno poco? Che per paradosso sti furboni spesso non sono neppure lontanamente fascisti e razzisti come la merda che diffondono, ma semplicemente scaltri a sufficienza da approfittare dell'imbecillità dei suddetti.
O magari i selfie con le bocchine? Che, diciamocelo una volta per tutte, io reputo una delle più palesi manifestazioni dell'imbecillità che ammorba l'umanità. No. Non mi piace niente di tutto questo. E qualche volta commento, e commento con un pizzico di senso critico. Ma se questo vi da fastidio, allora organizzate dei bei pomeriggi di ricamo, te' e pasticcini con poche persone fidate che vi assecondano e non contraddicono. Perchè i social sono un'altra fregna. Facebook, come altri network, mette a disposizione una funzione che si chiama "commenti", non "elogi e basta, prego". E se si gioca si sta alle regole. Altrimenti dedicatevi agli adorabili test su quale animale saresti e quale tra le tue amicizie è quella con cui condividi il maggior numero di peticelli sul culo.
Sia chiaro: io credo che questo social in particolare sia una delle più portentose invenzioni dei nostri tempi. E utilissima, oltre che moderatamente divertente. Tutto sta ad usarlo con un pizzico di consapevolezza e di spirito analitico. Intendo, se condividi una citazione di Tolstoj c'è il rischio concreto di fare una figura di merda con chi Tolstoj l'ha letto davvero, che magari ti fa notare che Tolstoj quella favata non l'ha mai scritta. N'est ce pa?
Quando ci si espone, quando ci si apre, quando ci manifestiamo, può starci che ci sia un plauso. Come pure un rinculo però. Meglio aspettarselo.
Piuttosto, temo putroppo che questo social, e l'intero web in generale, sia infestato di odiatori. Anzi, ne sono certo. E sai cosa, cari odiatori? Io ho molti più motivi per farmi odiare da voi di quanto possiate anche solo lontanamente immaginare. E questo mi fa godere come una lorda. Perchè io ringrazio non so chi ogni giorno per essere diventato un uomo aperto, tollerante, progressista, ambientalista, animalista, femminista, pacifista e un sacco di altri ista. Altro che incazzato.
Ma, grazie al cielo, anche in perenne, aperto conflitto con i patetici razzisti, bigotti, trogloditi e fanatici religiosi da operetta di questo mondo. Che se adesso, in questo preciso istante, si scapicollano nel mio profilo a togliermi l'amicizia, fanno solo e nient'altro che la cosa giusta.
Voi siete incazzati con l'umanità, tesorini. Non io.
Spiacente di deludervi. Io sono una delle persone più allegre che conosca. Io giro in macchina ascoltando musica allegra, cantando e ahimè a volte ballando pure (al volante). Tutti i giorni, sole o pioggia, incondizionatamente. In pubblico è raro, direi molto raro, che non abbia il sorriso stampato in bocca e temo che ad essere un po incazzati e frustrati siate proprio voi che non disponete neppure di quel po di senso dell'ironia da captare che quasi niente di quello che scrivo e pubblico non sia, appunto, ironico, sarcastico, divertito. Solo che per comunicare ciò gradirei non essere costretto ad infiorettare con faccine, sorrisini, cuoricini, canini e favine. Ritenete che sia una cosa da fare, da adulti? Prego, accomodatevi. Io ritengo di no. E preferisco che siano il tono, le parole, persino la punteggiatura a far capire che aria tira anche se mi sembra di intuire che molti fatichino a interpretare. E mica mi sorprende più di tanto, dato che alcuni di questi hanno persino delle serissime difficoltà a scrivere a livelli di terza elementare (oggi ci diciamo tutto, ok fratè?) e perciò, deduco, a leggere.
Innanzi tutto la quantità: a differenza di molti di voi scrivo e pubblico al massimo uno, due post al giorno e alcuni giorni (molti, in realtà) nemmeno quelli. Credo perciò che abbiate seri problemi di intolleranza nevrastenica se reputate questo faticoso da sopportare. Perchè i post sono hanno una data, e basta dare una controllatina per vedere che è esattamente così.
Ma sono un blogger. E ho tutto il diritto di volerlo essere. E un blogger scrive per gli stessi motivi per cui un pittore dipinge e un fotografo fotografa: per puro piacere. Mio, personale. Non di chi legge, dato che nessuno è obbligato a farlo. Ma "blogging" è la prima parola che appare nelle note di ogni mio account. Difficile non notarla. Se non vi piaceva la prospettiva, bè, rimaneva sempre l'opzione di andare affanculo altrove perchè un altro dettaglio non esattamente trascurabile sta nel fatto che io sistematicamente non chiedo amicizie. Chi ho tra gli "amici" mi ha chiesto l'amicizia. Se questa "amicizia" si è poi rivelata urticante, ariandate affanculo. Io il "contatore" degli amici credo di non averlo mai degnato neppure di un singolo sguardo da quando ho un account Facebook. Nella realtà ho degli amici così fantastici, che quando ho avuto bisogno non hanno lesinato assolutamente nulla in termini di tempo ed energie, da considerarlo veramente e propriamente uno dei privilegi che ho ricevuto nella vita, secondo me neppure meritatissimo, o meritato per motivi che a me rimangono oscuri. Ma è così, ed è così da decenni. Evidentemente non sono questo mastino rabbioso che qualcuno vuol far credere. Va da se che le amicizie vere, reali, carne e ossa a me bastino e avanzino. Quelle social sono carine e simpatiche. Ma se a un certo punto decidono di abbandonarmi al mio destino di povera piccola fiammiferaia del micro-blogging sedotta e abbandonata, ops, vedrò di sopravvivere. Ne ho superate di peggiori, temo.
Ma, come ho avuto occasione di scrivere giusto qualche giorno fa, io sono nato libero. E intendo li-be-ro. E se non vi dispiace, intendo schiattare libero. Io non sono tenuto a sperticarmi in elogi nei confronti di un'amministrazione, di un politico o di un governo: se lavorano bene fanno semplicemente quello che sono tenuti a fare, niente di più e niente di meno. Se invece a mio parere lavorano male allora io mi sento in dovere, e intendo dovere civico, di dissentire e soprattutto di manifestare il mio dissenso nel mio piccolo e con i mezzi che ho a disposizione. Perchè sai cosa? Io sono realmente convinto che chi non lo fa sia una pecora. E che dovrebbe mettersi un bel campanaccio al collo e din-dolon.
Alla fine della fiera io il mio debito con il sistema in cui vivo, che innegabilmente qualcosa mi da, come a tutti, credo di ripagarlo (a differenza di molti altri): faccio volontariato, quantificabile in ore ogni singolo giorno. Per carità, niente che mi debba valere la beatificazione: cerco sempre di non dimenticare che c'è chi il volontariato lo fa nei posti più difficili e inospitali della terra, a rischio della propria vita, che ci sono medici e fior di primari che hanno mollato tutto per andare a svolgere la loro opera per Medici Senza Frontiere. Però lo faccio a sufficienza da sentirmi in pari, lo faccio abbastanza da ritenere il mio debito con la comunità in cui vivo estinto. E questo è uno dei motivi che mi la sera mi manda a letto sereno e beato come un bambino. Altro che incazzato.
Un altro dei motivi è che io nella vita faccio quasi esclusivamente cose che mi piace fare o che perlomeno ho scelto di fare, accollandomi tutte le conseguenze di questa scelta. Ma proprio tutte. So che per molti non è così. E questo può essere il motivo delle vostre frustrazioni, della vostra insoddisfazione, della vostra rabbia. Non della mia.
Cosa vuoi che ti dica, che mi piace tutto quello che invece voi postate? Che mi piacciono quelle favate di aforismi da discount? O le citazioni pseudo-colte che nella stragrande maggioranza i poveri nominati-invano non si sono neppure mai sognati di dire o scrivere, vedi la pora Alda Merini, al numero uno nella classifica dei più tirati per la giacchetta a cazzo di cane?. Vorrei solo dare un'occhiatina alla biblioteca personale di tutti questi fans della compianta, per vedere quanti suoi libri di poesie ci trovo.
Vuoi che ti dica che mi piacciono le miserabilissime catene di Sant'Antonio, quelle del "copia e incolla sul tuo profilo"? No. Affatto. E anzi, penso che chi abbocca sia un luccio. O la quantità industriale di bufale sugli immigrati, sulla Boldrini, sui "buonisti", fabbricati ad arte da siti che sullo spessore culturale di grana grossa dei boccaloni (tanti) ci guadagnano e nemmeno poco? Che per paradosso sti furboni spesso non sono neppure lontanamente fascisti e razzisti come la merda che diffondono, ma semplicemente scaltri a sufficienza da approfittare dell'imbecillità dei suddetti.
O magari i selfie con le bocchine? Che, diciamocelo una volta per tutte, io reputo una delle più palesi manifestazioni dell'imbecillità che ammorba l'umanità. No. Non mi piace niente di tutto questo. E qualche volta commento, e commento con un pizzico di senso critico. Ma se questo vi da fastidio, allora organizzate dei bei pomeriggi di ricamo, te' e pasticcini con poche persone fidate che vi assecondano e non contraddicono. Perchè i social sono un'altra fregna. Facebook, come altri network, mette a disposizione una funzione che si chiama "commenti", non "elogi e basta, prego". E se si gioca si sta alle regole. Altrimenti dedicatevi agli adorabili test su quale animale saresti e quale tra le tue amicizie è quella con cui condividi il maggior numero di peticelli sul culo.
Sia chiaro: io credo che questo social in particolare sia una delle più portentose invenzioni dei nostri tempi. E utilissima, oltre che moderatamente divertente. Tutto sta ad usarlo con un pizzico di consapevolezza e di spirito analitico. Intendo, se condividi una citazione di Tolstoj c'è il rischio concreto di fare una figura di merda con chi Tolstoj l'ha letto davvero, che magari ti fa notare che Tolstoj quella favata non l'ha mai scritta. N'est ce pa?
Quando ci si espone, quando ci si apre, quando ci manifestiamo, può starci che ci sia un plauso. Come pure un rinculo però. Meglio aspettarselo.
Piuttosto, temo putroppo che questo social, e l'intero web in generale, sia infestato di odiatori. Anzi, ne sono certo. E sai cosa, cari odiatori? Io ho molti più motivi per farmi odiare da voi di quanto possiate anche solo lontanamente immaginare. E questo mi fa godere come una lorda. Perchè io ringrazio non so chi ogni giorno per essere diventato un uomo aperto, tollerante, progressista, ambientalista, animalista, femminista, pacifista e un sacco di altri ista. Altro che incazzato.
Ma, grazie al cielo, anche in perenne, aperto conflitto con i patetici razzisti, bigotti, trogloditi e fanatici religiosi da operetta di questo mondo. Che se adesso, in questo preciso istante, si scapicollano nel mio profilo a togliermi l'amicizia, fanno solo e nient'altro che la cosa giusta.
Voi siete incazzati con l'umanità, tesorini. Non io.
venerdì 23 settembre 2016
la tv all'amatriciana
la bellissima puntata di #Gazebo appena andata in onda, con Diego Bianchi che si aggira tra le rovine di Amatrice e le frazioni adiacenti con la telecamera in mano a poche ore dalla scossa della distruzione mi ha devastato.
Arrivando letteralmente a "rubare" una bici (è dovuto ricorrere ad un appello proprio stasera per poterla restituire) nell'ultimo tratto per giungere sui luoghi del disastro negli attimi in cui ancora non c'era praticamente nessuno se non pochi abitanti del posto intenti a scavare con le mani per cercare di capire chi c'era sotto quelle vere e proprie montagne di detriti, e facendolo in assoluto silenzio, per ore e ore, semplicemente osservando, documentando, man mano che tutto attorno si accendeva un imponente circo mediatico (internazionale), con l'arrivo del premier e dei ministri ma anche, finalmente, di un'impressionante mole di mezzi di soccorso e volontari. Credo che ore e ore di diretta tv di praticamente tutte le emittenti nazionali e internazionali non mi avevano fatto vedere, quasi respirare quella realtà com'è riuscito a fare Bianchi da solo con la sua telecamera e il suo silenzio. Quella spaventosa sensazione negli occhi della gente quando in pochi istanti tutto è cambiato per sempre, se non addirittura finito, finalmente senza l'idiota di turno che letteralmente molesta gli scampati con domande tipo "cosa si prova". Come se esistesse anima viva in grado di spiegare "cosa si prova" in circostanze come quelle.
Perchè è evidente che quella roba non si può descrivere ma semplicemente, appunto, provare, ringraziando ognuno il proprio padreterno se si è stati così fortunati da non doverlo fare, come ho fatto io praticamente per tutta la durata della puntata del bel programma di Rai Tre andata in onda poche ore dalla ricorrenza del primo mese dalla sciagura e conclusa con il solito piccolo immenso capolavoro figurativo di quel talento mostruoso che è Makkox che ha invertito il gioco del prima e dopo facendo apparire le immagini di Amatrice distrutta nel prima e di una Amatrice bella, normale, quella di tutti i giorni, nel dopo. Con una scritta che diceva pressappoco "non ci inventiamo cazzate tipo le new-town. Il piano per Amatrice già c'è: è Amatrice".
Arrivando letteralmente a "rubare" una bici (è dovuto ricorrere ad un appello proprio stasera per poterla restituire) nell'ultimo tratto per giungere sui luoghi del disastro negli attimi in cui ancora non c'era praticamente nessuno se non pochi abitanti del posto intenti a scavare con le mani per cercare di capire chi c'era sotto quelle vere e proprie montagne di detriti, e facendolo in assoluto silenzio, per ore e ore, semplicemente osservando, documentando, man mano che tutto attorno si accendeva un imponente circo mediatico (internazionale), con l'arrivo del premier e dei ministri ma anche, finalmente, di un'impressionante mole di mezzi di soccorso e volontari. Credo che ore e ore di diretta tv di praticamente tutte le emittenti nazionali e internazionali non mi avevano fatto vedere, quasi respirare quella realtà com'è riuscito a fare Bianchi da solo con la sua telecamera e il suo silenzio. Quella spaventosa sensazione negli occhi della gente quando in pochi istanti tutto è cambiato per sempre, se non addirittura finito, finalmente senza l'idiota di turno che letteralmente molesta gli scampati con domande tipo "cosa si prova". Come se esistesse anima viva in grado di spiegare "cosa si prova" in circostanze come quelle.
Perchè è evidente che quella roba non si può descrivere ma semplicemente, appunto, provare, ringraziando ognuno il proprio padreterno se si è stati così fortunati da non doverlo fare, come ho fatto io praticamente per tutta la durata della puntata del bel programma di Rai Tre andata in onda poche ore dalla ricorrenza del primo mese dalla sciagura e conclusa con il solito piccolo immenso capolavoro figurativo di quel talento mostruoso che è Makkox che ha invertito il gioco del prima e dopo facendo apparire le immagini di Amatrice distrutta nel prima e di una Amatrice bella, normale, quella di tutti i giorni, nel dopo. Con una scritta che diceva pressappoco "non ci inventiamo cazzate tipo le new-town. Il piano per Amatrice già c'è: è Amatrice".
giovedì 22 settembre 2016
buonanotte fiorellini..
vi auguro una notte di riposo. La meritate.
Lo dico con affetto ai difensori d'ufficio della bella Virginia Raggi (esatto, quella che è piantata come un semaforo da tre mesi nel municipio di Roma a non fare praticamente un cazzo se non piazzare ex amici e collaboratori, meglio se un po imparentati col Alemanno, su poltroncione imgombranti).
Il free-climbing, le arrampicate sono uno sport estremamente faticoso già di per se. Praticarlo sugli specchi poi dev'essere veramente una roba da temerari. Perciò rispetto.
E appunto, buon riposo. Ne avete bisogno. Domani vi aspetta un'altra lunga giornata di spericolati trapezismi nell'impavido tentativo di difendere una delle più grosse montature (e montate) politiche degli ultimi decenni..
Lo dico con affetto ai difensori d'ufficio della bella Virginia Raggi (esatto, quella che è piantata come un semaforo da tre mesi nel municipio di Roma a non fare praticamente un cazzo se non piazzare ex amici e collaboratori, meglio se un po imparentati col Alemanno, su poltroncione imgombranti).
Il free-climbing, le arrampicate sono uno sport estremamente faticoso già di per se. Praticarlo sugli specchi poi dev'essere veramente una roba da temerari. Perciò rispetto.
E appunto, buon riposo. Ne avete bisogno. Domani vi aspetta un'altra lunga giornata di spericolati trapezismi nell'impavido tentativo di difendere una delle più grosse montature (e montate) politiche degli ultimi decenni..
boia chi molla la Raggi
Il fatto che tutti i fascistoni che conosco si siano entusiasticamente iscritti al fan club di Virginia-la-seconda-più-telecomandata-dopo-Ambra-Angiolini a me dice un sacco.
Dio ci scampi e liberi.
Dio ci scampi e liberi.
mercoledì 21 settembre 2016
c'è chi dice (sempre) no
i grillini hanno votato contro le norme a contrasto del bullismo alla Camera.
La motivazione sarebbe che un simile provvedimento lederebbe la libertà d'espressione.
Cioè, secondo sti scienziati-scientology dovremmo continuare ad essere liberi di "esprimere" valanghe di merda e mettere alla gogna chi cazzo ci pare soprattutto sul web e soprattutto gli ultra-minorenni, quelli che poi si suicidano, portati allo stremo dai baby-deficienti che quei bottini dei loro genitori sono troppo impegnati per anche solo provare a capire che cazzo frulla nella testine di social-cazzo dei loro pargoli scemi. O sono troppo scemi loro a loro volta per riuscire ad andare anche solo un po più in là di due sfruzzicate su Facebook.
Ora: cosa c'azzecchi un fenomeno odioso come il bullismo, che ha modalità e caratteristiche ben precise e facilmente distinguibili, con la libertà di espressione non è dato sapere. E come questo problema dovrebbe essere affrontato, idem con patate. Ma non importa.
Cio' che importa (e l'unica cosa che sanno fare, a quello che vedo) è dire no. Senza nessunissimo cazzo di proposta alternativa.
Ambra Raggi docet.
La motivazione sarebbe che un simile provvedimento lederebbe la libertà d'espressione.
Cioè, secondo sti scienziati-scientology dovremmo continuare ad essere liberi di "esprimere" valanghe di merda e mettere alla gogna chi cazzo ci pare soprattutto sul web e soprattutto gli ultra-minorenni, quelli che poi si suicidano, portati allo stremo dai baby-deficienti che quei bottini dei loro genitori sono troppo impegnati per anche solo provare a capire che cazzo frulla nella testine di social-cazzo dei loro pargoli scemi. O sono troppo scemi loro a loro volta per riuscire ad andare anche solo un po più in là di due sfruzzicate su Facebook.
Ora: cosa c'azzecchi un fenomeno odioso come il bullismo, che ha modalità e caratteristiche ben precise e facilmente distinguibili, con la libertà di espressione non è dato sapere. E come questo problema dovrebbe essere affrontato, idem con patate. Ma non importa.
Cio' che importa (e l'unica cosa che sanno fare, a quello che vedo) è dire no. Senza nessunissimo cazzo di proposta alternativa.
Ambra Raggi docet.
sabato 17 settembre 2016
fuori, sciacalli.
Uscite da quella stanza, vecchi stronzi. Non ne avete accesso e non c'è motivo al mondo per cui cui dovreste averne. Questa è la storia privata di un amore immenso: quello di due genitori già prostrati da una malattia che ha ridotto il loro figlio a dover implorare la morte proprio negli anni in cui alla morte a malapena si riesce a pensare. Anzi. Non ad implorarla, ma solo ad anticiparla, dato che non sarebbe stata prevista nessun'altra soluzione, nessun altro esito.
Per quanto ancora bisognerà assistere allo spettacolo ignobile di questi sciacalli che col culo ben piazzato su una vera e propria torre di Babele di ricchezza, lusso, privilegi, ostentazione e doppia morale si permettono di giudicare e inveire contro chi è già stato così orrendamente provato da una vita che col cazzo che è sempre sacra ma che sacra lo è solo se sufficientemente dignitosa e non devastata da un dolore e una sofferenza costanti, insopportabili e senza possibilità di soluzione?
Per quanto ancora dovremo sopportare i tg di uno Stato laico e civile infarciti del parere assolutamente non richiesto di questi faraoni del nulla ancor più che della notizia stessa?
Uscite dalla stanza privata di quel diciassettenne che ha dovuto chiedere a chi gli ha dato la vita di togliergliela, e di quei due genitori che hanno dovuto acconsentire a togliergliela dopo avergliela data. Fuori. Non vi riguarda. E a noi non riguardano le vostre vecchie, stanche, surreali filippiche sullo spessore morale di gente che proprio in quanto a spessore morale potrebbe seppellirvi sotto una cattedrale di merda.
Per quanto ancora bisognerà assistere allo spettacolo ignobile di questi sciacalli che col culo ben piazzato su una vera e propria torre di Babele di ricchezza, lusso, privilegi, ostentazione e doppia morale si permettono di giudicare e inveire contro chi è già stato così orrendamente provato da una vita che col cazzo che è sempre sacra ma che sacra lo è solo se sufficientemente dignitosa e non devastata da un dolore e una sofferenza costanti, insopportabili e senza possibilità di soluzione?
Per quanto ancora dovremo sopportare i tg di uno Stato laico e civile infarciti del parere assolutamente non richiesto di questi faraoni del nulla ancor più che della notizia stessa?
Uscite dalla stanza privata di quel diciassettenne che ha dovuto chiedere a chi gli ha dato la vita di togliergliela, e di quei due genitori che hanno dovuto acconsentire a togliergliela dopo avergliela data. Fuori. Non vi riguarda. E a noi non riguardano le vostre vecchie, stanche, surreali filippiche sullo spessore morale di gente che proprio in quanto a spessore morale potrebbe seppellirvi sotto una cattedrale di merda.
una donna di peso
Ho scoperto solo per caso che Assunta Legnante, la campionessa di getto del peso non vedente che qualche giorno fa ha regalato un oro alla nostra compagine paraolimpica, non è cieca dalla nascita ma lo è diventata nell'arco di un anno dopo che le è stato diagnosticato un glaucoma piuttosto aggressivo (poi rivelatosi molto aggressivo), cioè più o meno la stessa cosa che è stata diagnosticata a me qualche mese fa, e per cui sono già stato sottoposto a un intervento chirurgico urgente.
Io però tutto sommato sto bene e i medici che mi hanno in cura confermano un effettivo rallentamento dei danni che il glaucoma inevitabilmente causa senza possibilità di soluzioni definitive.
A parte l'aver iniziato la giornata con un brivido, pensavo che a volte consideriamo troppo frettolosamente e con superficialità la forza d'animo di certe persone. Io davvero non credo che mi sarei messo a testa bassa a cercare di diventare campione di qualsiasi cosa. So di essere una persona tutt'altro che debole caratterialmente. Ma credo proprio che se il mio glaucoma avesse avuto conseguenze gravissime in tempi così rapidi, penso proprio che la mia reazione sarebbe stata un altra.
Perciò rispetto.
Io però tutto sommato sto bene e i medici che mi hanno in cura confermano un effettivo rallentamento dei danni che il glaucoma inevitabilmente causa senza possibilità di soluzioni definitive.
A parte l'aver iniziato la giornata con un brivido, pensavo che a volte consideriamo troppo frettolosamente e con superficialità la forza d'animo di certe persone. Io davvero non credo che mi sarei messo a testa bassa a cercare di diventare campione di qualsiasi cosa. So di essere una persona tutt'altro che debole caratterialmente. Ma credo proprio che se il mio glaucoma avesse avuto conseguenze gravissime in tempi così rapidi, penso proprio che la mia reazione sarebbe stata un altra.
Perciò rispetto.
giovedì 15 settembre 2016
codice che più nero non si può
è mezzanotte e mezzo e, agevolato dalla mia secolare insonnia, sto aspettando che, tra un un rantolo di Mannoni e l'altro, Rai 3 si decida a mandare in onda Code Black, la fantastica serie di Seitzman ambientata in un pronto soccorso di Los Angeles, che per motivi oscuri viene trasmessa proprio in questo favolosissimo orario afterhour.
Probabilmente per poter trasmettere in prime time cagate invereconde tipo "Agente 007 Vendetta Privata" che non si è inculato anima viva al mondo ma che per la rete diretta dalla seconda più simpatica dopo Yoko Ono (Daria Bignardi) evidentemente ha meritato di essere trasmesso, in barba a qualsiasi pur remoto senso del ridicolo, in prima serata proprio stasera.
Yup.
Probabilmente per poter trasmettere in prime time cagate invereconde tipo "Agente 007 Vendetta Privata" che non si è inculato anima viva al mondo ma che per la rete diretta dalla seconda più simpatica dopo Yoko Ono (Daria Bignardi) evidentemente ha meritato di essere trasmesso, in barba a qualsiasi pur remoto senso del ridicolo, in prima serata proprio stasera.
Yup.
Iscriviti a:
Post (Atom)
















