LABELS

ALTROVE (766) UN ALTRO GIORNO (253) QUI E ORA (106) NOTE (8)

mercoledì 9 novembre 2016

yup..

un uomo rozzo, incolto, profondamente ignorante. E a proposito di ignoranza, sospetto che i solerti esultatori odierni siano quelli che hanno qualche problemino con l'inglese e non abbiano mai capito un cazzo delle scempiaggini che quella parodia di sceriffo da Casa della Prateria riesce a vomitare. 
E nel frattempo, questa specie di brutto mostro a due teste che è diventata l'America, grazie a dei referendum resuscita l'obbrobrio della pena di morte in Nebraska e liberalizza la marijuana ad uso ricreativo (perciò per trastullo) in California.


martedì 8 novembre 2016

Tequila sunrise..

è risaputo che praticamente l'intero firmamento di star di cinema, musica e tv si è dato un gran da fare per l'elezione della Clinton: Beyoncè e Stevie Wonder, Barbra Streisand e Cher, Springsteen e John Bonjovi, Madonna e Robert de Niro, stavolta scatenato non come toro ma come furibondo portabandiera dell'antitrumpismo. Ma questo è solo per nominarne alcuni.
E al trafficone parruccato niente? Non ci sono vip diposti a spendersi per lui? Certo che si.
 Si va da un paio di rapper coatti, quelli col pelliccione e i denti metallizzati per capirci, al Kiss col linguone; da quei luminari di Lou Ferrigno e Hunk Logan alla mummia country Loretta Lynn, da quello squilibrato di Dennis Rodman a quel baldraccone inutile di Tila Tequila, e naturalmente la solita vecchia carcassa guerrafondaia Clint Eastwood. 
Wow. Quasi quasi cambio idea e tifo Trump. Ho sempre avuto un debole per il trash monnezza.


domenica 6 novembre 2016

Cit.

Co gli aforismi non ce la posso fa'.
Falsi, retorici, banali, moralisti. Ma una frasettina vostra non ce l'avete? Proprio non vi viene? Magari sfigatella e scombussolata, ma vostra, vera? Su, se vi applicate ci sta che qualcosa alla fine esce fuori. Si può utilizzare un mezzo potente e importante come, che so, Facebook solo ed esclusivamente come gigantesca macchina divulgastronzate?
Ps: quel "Cit" che spesso leggo alla fine sta per Citrosodina? Risparmiatevelo. Le vostre perle di filosofia riciclabili fanno già cagare a sufficienza.

ciao bel figaccione.

nel giorno in cui ricorre il suo primo insediamento voglio porgere un saluto ad un uomo che ha fatto la storia. Anche solo per essere un po meno avvinazzato di molti suoi predecessori, a dire il vero. Ma di sicuro non solo per questo. 
A parte essere bello come un modello deliziosamente agè, charming, sexy, terribilmente cool, che ama Kanye West Marvin Gaye e Will.i.am piuttosto che le mortifere tristezze di Loretta Lynn, per me personalmente rimarrà soprattutto il presidente che ha tramutato i matrimoni same-sex in legge dello Stato e ha dichiarato Stonewall monumento di rilevanza storica con tanto di ufficializzazione della data della ricorrenza, e lo ha fatto in uno paese che definire bigotto, sessuofobo e in balia di deliranti fanatismi religiosi è un eufemismo. Questo per me personalmente. 
Ma più in generale l'uomo che ha raccolto un paese ridotto in ginocchio da una spaventosa crisi economica e lo riconsegna gagliardamente in salute, con i dati occupazionali soprattutto che fanno gridare al miracolo. L'uomo della riforma della famigerata sanità americana, di sicuro non come lui l'avrebbe voluta, ma che all'ombra delle terribili potentissime lobby che la contrastano, resta insindacabilmente un impresa titanica, che ridendo e scherzando ha comunque garantito l'accesso alle cure a qualche milionata di poveracci (già, sembra fantascienza ma in America può succedere, anzi è la norma, che se non hai i soldi non ti curi e semplicemente t'attacchi e tiri). 
L'uomo degli enormi passi avanti in quanto a salvaguardia dell'ambiente, per non parlare del forsennato contrasto a quella che noi occidentali civili possiamo solo considerare follia allo stato puro, ovvero le armi in mano a praticamente qualsiasi svalvolato sfigato frustrato, casalinghe sull'orlo di una crisi di nervi, giustizieri della notte da operetta, teenagers peticellosi smaniosi di furoreggiare sui social sparando random su intere scolaresche, e chi più ne ha più ne metta . L'uomo del Nobel mentre è ancora in carica (Nobel un po spericolato, ma di sicuro non meno spericolato di quello a Fo, diciamo), dei raduni oceanici, degli speech da brivido, del carisma killer. 
E soprattutto che deve avere delle palle così mostruosamente tante, perchè diventare presidente pure se nero, là dove è buona norma per i poliziotti allenarsi col tiro al negro anzichè al poligono, suona come un miracolo. 
Ora: il perchè moltissimi americani vogliano sostituire tutto questo col buffone puttaniere trafficone evasore dal riportino fluorescente, che considera le donne merce da scaffale di Walmart, e che ogni singola cazzo di volta che apre bocca spara gaffe e stronzate come se piovesse, non è dato sapere, anche se a noi suona sinistramente familiare. Un vero enigma, oltre che motivo di grande consolazione, appunto, per il fatto che se molti italiani sono insindacabilmente imbecilli, molti americani sembrano esserlo persino di più. E si che è dura. 
Ciao bel figaccione. Goditi la gloria di essere già parte della storia. Te la sei meritata. 
Fosse solo per la superba classe di quel ballo.


mercoledì 26 ottobre 2016

tutti in vacanza a Gorino, il posto più schifoso d'italia

"una è incinta? Non mi frega un cazzo". 
Ora che siete conosciuti come il posto più schifoso d'Italia il turismo, in nome del quale accampate qualche patetico tentativo di giustificare il vostro razzismo da epoca dei cotonifici, registrerà senz'altro un incremento boom.. 
 Qui sul web vedo un sacco di gente, ma veramente tanta, prenderla alla larghissima per dire quello che invece il cuore suggerirebbe di dire chiaro e tondo: siete la feccia assoluta.


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sabato 22 ottobre 2016

in ginocchio da te..

Madonna, ormai discretamente alla frutta, promette pompini a tutti coloro che voteranno Hillary Clinton, più che altro direi ai patiti del gusto forte (categoria You Porn: "old slut", vecchia baldracca), e il solito Adinolfi interviene e non ci priva della sua ennesima non richiesta perla di saggezza: secondo il pingue paladino della famiglia tradizionale e della trombata al solo scopo procreativo alle donne non piacerebbe spompinare, trattandosi in realtà di vera e propria sottomissione al fine di compiacere il maschio. 
Adinolfuccio, tesoro: parla per te. Persino la più fervente paladina (o paladino) della pompa selvaggia ha un moto di orrore splatter all'idea di farlo a te, un soffocone. Ma altrimenti, mediamente, è una cosa che la donna (ma non solo) fa anche per proprio piacere, dato che abbiamo già stabilito secoli fa che il contatto, qualsivoglia, con i genitali del partner sia appunto un appagamento e non proprio una pratica catastale da sbrigare. 
Capisco che l'immagine di Madonna che ciuccia una bottiglia, che sui siti del mondo correda la notizia della sua delirante promessa (di cui deduco saranno contentissimi i figli), peraltro non priva di dettagli tipo l'happy ending con ingoio, suggerirebbe di consigliarle di posarla in tutti i sensi la bottiglia. Ma se alla tua fortunata consorte non piace genuflettersi al tuo cospetto, diciamo così (sto per vomitare), questo non significa che lo stizzimento nei confronti del soufflè sia sentimento generale e diffuso. Ma solo che, appunto, te fai schifo al cazzo.


mercoledì 19 ottobre 2016

obietta sto cazzo.

se vivessimo in un paese anche solo remotamente normale questi delinquenti sarebbero invitati ad andare a fare in culo e obiezione di coscienza nelle cliniche private, e al posto loro negli ospedali pubblici ci sarebbero medici che intendono attenersi alle leggi di questo Stato grazie, se non è troppo disturbo, specie se scaturite da un vero e proprio plebiscito popolare. 
Questa cosa dell'obiezione sull'aborto, ennesimo tra gli ennesimi regalini a quelle anime candide del Vaticano, sarebbe una burletta da repubblica delle banane se non fosse uno sfregio e un'offesa costante, quotidiana, reiterata alle donne e al loro insindacabile diritto di scegliere.
Polacche a chi?


giovedì 13 ottobre 2016

un soffio nel vento

Mi dispiace che per un soffio non ce l'abbia fatta. Dario Fo sarebbe stato felicissimo di condividere l'onore del Nobel per la letteratura con Bob Dylan. 
Ne sono sicuro.


mercoledì 12 ottobre 2016

cazzo cazzo cazzo

bensì forma dell'espressività letteraria e popolare e non propriamente sinonimo del termine anatomico pene, pur con significato ugualmente riferito all'organo genitale maschile, cazzo è a tutti gli effetti una parola della lingua italiana. Di registro colloquiale basso, ma pur sempre una parola. Non (o almeno non più) una "parolaccia". 
 Perciò non mi scassate il cazzo, appunto, co sta cosa delle parolacce.


lunedì 10 ottobre 2016

c'è ben altro..

Alain Elkann a Coffee Break: "dibattiti in cui si parla di sesso, di cose private anziché di politica e programmi.." (cito a memoria, parola più parola meno). 
Vede gentile signore, l'opinione di chi le donne è abituato a comprarsele coi soldi o comunque crede che farlo sia la cosa più normale del mondo, è politicamente rilevantissima. Specie se a pensarlo sono uomini che occupano o si candidano ad occupare posizioni di enorme potere. E io, ma per fortuna mica solo io, penso che a qualcuno con una simile mentalità non farei presiedere neppure una gara cinofila, figuriamoci un paese. 
 Ps: il fatto che nei paraggi di casa sua le donne si acquistino a prescindere se siano vere o presunte non cambia di molto il concetto. Ma questa è solo una battuta. Pure brutta. Non ho saputo resistere.


sabato 8 ottobre 2016

loro si che valgono.

Mi capita spesso di buttare un occhio su "Tu si que vales" (e ancora prima "Italia's got Talent"). Quello che vedo è una serie praticamente infinita di talenti, di atleti, di artisti che sinceramente non è difficile immaginare in un contesto circense.
 Devo dire che non è arduo lasciarsi sedurre: tante, tantissime esibizioni di livello elevatissimo, che poggiano, oltre che sulle strabilianti abilità dei protagonisti, su idee diverse: originalissime o di stampo più tradizionale, alcune divertenti, spasso allo stato puro, alcune più contemplative, altre romantiche, altre ancora di grande suspance (tipo uno che fa il giocoliere con i fulmini, e intendo veri fulmini, prodotti da apposite apparecchiature, in un contesto sceno-coreografico mozzafiato). Danza che sfiora il contorsionismo, equilibrismi che sfiorano il teatro-danza, costumi, luci, effettistica, tutto molto ricercato e soprattutto originalissimo, ognuno con la propria idea, con la propria creazione, che spesso rasenta il geniale. E mi risulta che ci sia un vero e proprio network a giro per l'Italia e per il mondo di questo tipo di artisti, che tra l'altro è possibile vedere esibirsi in format gemelli appunto un po ovunque e che io definirei i nipotini (talentuosi) di Momix o Cirque de Soleil, per intenderci. 
Quello che voglio dire è che questi programmi vengono trasmessi solo dalle reti tv più importanti nelle fasce di maggiore ascolto e che sono perciò reputati (e gli ascolti non smentiscono) papabili per un pubblico vasto, di ogni genere e ogni età, compresi i bambini. Ogni nuovo numero, ogni altra esibizione che vedo mi convince un po di più di quanto non ci sia veramente più bisogno di quell'immondezzaio di circo come lo conosciamo noi, nella fattispecie quello con gli animali imprigionati, torturatati, ridotti alla schiavitù. Per una vita intera. 
Perchè spesso l'alibi di alcuni, ma permettetemi soprattutto di molti genitori facilotti e temo non troppo attrezzati per quel difficile mestiere, è proprio che piace ai bambini. Evidentemente ai bambini piacciono tantissime altre cose, che non richiedono la sofferenza perpetua e la schiavitù di nessuno, ma solo il talento, l'impegno, la sfida, l'estro, il genio che tra l'altro sono valori che se fossi un genitore considererei obbligatorio, non opzionale, trasmettere ai miei figli. 
Specie quando il compito di farlo è reso più semplice e gradevole dall'incanto e dalla bellezza di quelle performance.



mal comune un cazzo.

premetto che non credo che verrà eletto presidente. Resta il fatto che il mondo civile, e io pure, si chiede allibito come quel buffone puttaniere bugiardo patologico maxi-evasore omofobo e misogino col nido di quaglia in testa possa comunque essere arrivato al punto in cui è arrivato. E l'unica risposta che mi viene in mente è che fatalmente i cari amici americani, dall'alto del loro senso di superiorità planetario (che a sto punto mi chiedo da dove cazzo gli sia piovuto) non perdano occasione per dimostrare al mondo che razza di retrogradi ignoranti trogloditi riescano ad essere. Non tutti, parentesi politically correct: ma evidentemente una considerevole parte. Assai considerevole. Troppo, temo. 
E volendo essere fiscali, io aggiungerei pure che questi milioni di pirla smaniano di tuffarsi tra le braccia di questo poveraccio giusto dopo che un presidente (che passerà alla storia perchè è stato uno dei migliori presidenti ever, non certo e comunque non solo perchè il primo afroamericano) che otto anni fa ha raccattato l'america in condizioni pietose, riuscendo a compiere un vero e proprio miracolo economico e occupazionale, arrivando tra le altre cosucce a garantire la copertura sanitaria a decine di milioni di cittadini in un paese dove se hai i soldi ti curi altrimenti te la pigli ar culo e schiatti (e davvero, non per modo di dire), tra i tiri incrociati di lobby di ogni genere: quella delle armi, quella delle industrie farmaceutiche, quella petrolifera, e quelle che fanno testa a razzisti e fanatici religiosi di ogni ordine e grado. 
Pensavamo davvero che il fondo del barile l'avessero raspato con le varie Sara Palin e i tea-party. Ma evidentemente anche da quelle parti, e qui un pochino verrebbe da dire mal comune mezzo gaudio, non c'è mai fine al peggio. E con peggio intendo la peggio gente, la peggio ignoranza, la peggio arretratezza, la peggio miseria culturale. Del mondo. 
E visto l'influenza che sul mondo riescono comunque ad esercitare, gaudio un cazzo.


martedì 4 ottobre 2016

si impara sempre qualcosa di nuovo..

Stefano Cucchi è morto di epilessia.
E  io frequento regolarmente le troie del night.

cerume di martedì

povero Floris, che per un paio di punti di share è costretto a dedicare metà programma al terrorismo batteriologico (ma quello delle massaie armate di Lysoform, non quello dei terroristi) e a cerume, merda di gabbiano (che a sentire i suoi esperti ci manca che contenga scorie atomiche) topi che sbucano a frotte dai water, alitosi, spazzolino del water, zecche, per giunta facendolo con lo stessa espressione schifata, appena camuffata dal quel bel sorriso finto che ha già abbondantemente perfezionato con anni di interventi di Crozza, il secondo più divertente dopo il presidente Mattarella. Una volta faceva programmi di approfondimento politico.


Very Imbecil People

nelle pause pubblicitarie di solito, se ci riesco da sotto la massa informe di gatti sotto la quale finisco sepolto ogni volta che piazzo il culo su una poltrona, sfruzzico un po sui social. Come fanno molti, del resto. E stasera soprattutto su Facebook e Twitter era tutto un florilegio di commenti sul Grande Fratello Vip (vi prego, solo il nome. Per vip credo si intenda quella combriccola di reduci o aspiranti non si sa cosa, probabilmente nulla, il vero pezzo grosso (molto grosso) dei quali essendo Valeria Marini, ovvero colei che sospetto essere l'unico personaggio al mondo che non solo si è ritrovata catapultata nello show business nazional-popolare per nessun altro motivo se non un paio di palpate di culo ben piazzate di Pingitore senza saper fare un cazzo che è un cazzo, ma che oltretutto non è neppure riuscita a imparare a fare un cazzo che alla fine, intendo, picchia e mena, col passare degli anni, qualche prodezza riesci a farla fare pure ai barboncini nani, ma evidentemente non a lei che nonostante le decennali frequentazioni, persevera nel non saper fare beatamente uno stracazzo di niente esattamente come e possibilmente pure meno di quando esordì, ai bei tempi in cui se non altro non sembrava un mascherone del carro di Viareggio). 
Alcuni dei commenti erano assolutamente entusiasti; molti che si azzuffavano sul dilemma sociologico-antropologico Ilary o Alessia? (potevate chiedere a me che sono un po del mestiere: bel derby, vi avrei risposto), e poi i commenti dei soliti detrattori sarcastico-ironico-caustico e un sacco di altre robe che finiscono per ico, che poi più qua con calma ci spiegheranno perchè stanno lì paralitici a ciucciarsi i San Remi, i Grandi Fratelli, le madri-nature di Ciao Darwin (ciaone..), se li trovano tanto orribili. 
Intendo, puntate e puntate di commenti sui social, giuro (guarda che vi tengo d'occhio. Non ci provate con me) per dire che è brutto, tutto brutto, tutti brutti, tutto. E quante cazzi di ore ti ci vogliono per arrivare a questa algebrica conclusione, dato che per tutti noi altri poveri mortali anche solo un paio di fotogrammi statici e muti apparsi a sorpresa tra le pagine di una rivista o su un sito di notizie, si sono rivelati più che eloquenti per capire l'esatta misurazione dei metraggio calcolabile in piani di merda che seppelliscono una parte dell'Italia per 4 ore e passa il lunedì sera e, per i tossici all'ultimo stadio che proprio non possono fare a meno della dose quotidiana di Costantino e del pugile scemo neppure per un nano-secondo, perfino non stop su qualche altro canale che non stacca mai da Laa Casaaa, pronunciata sempre con le vocali spasmodicamente aperte come se si fosse affetti da stomatite. 
Ma mi allungo sempre un po troppo nel preambolo, perchè in realtà quello che volevo dire è piccolo e semplice, e cioè che questo è veramente too much. Decisamente too much. Questa è una cosa che, non fatemi essere più sgradevole di quanto vorrei tantissimo essere, credo abbia a che fare con quanto rispetto abbiamo di noi stessi, della nostra intelligenza, della nostra dignità. E di quali siano con esattezza scientifica i disturbi neuro-vegetativi che ti spingono a volertici immergere in quei piani di morbidezza si, ma morbidezza perchè è merda, non carta igienica a quattro veli. Io non ho problemi col trash, per tirare in ballo un termine un pizzichino abusato, usato a sproposito e usato a cazzo, per capirci. Sono un fan di veri e propri monumenti del trash. E del termine "volgare" poi non sono addirittura proprio riuscito a capirne il significato nonostante in questi tanti lunghi anni io con i significati pur reconditi della mia amata madrelingua ci ho flirtato al punto da farne una professione. Ma quel volgare là credo che significhi più o meno "ho argomenti così di merda, così imbecilli che dico volgare e non dico un cazzo ma tutti sono d'accordo", ed è tutto un "oh signora mia: ha visto che volgarità?"..". 
Ma sta zozzeria è una roba che dovrebbe offenderti. Offenderti se sei donna per come le donne sono rappresentate. Offenderti se sei uomo, dato che in quella cloaca maxima sei impersonato da Bettarini (e facciamo che per pietà cristiana mi fermo qui: ok?), se sei gay, se sei transessuale, se sei gemello siamese, se sei una clausuranda o un troione da Grande Raccordo Anulare. 
Qualsiasi variante della natura umana, per il semplice motivo di essere umani, appunto, con un'intelligenza e una dignità, che quella schifezza offende indistintamente nel ruolo che ci sforziamo di ricoprire di persone adulte e consapevoli. Altro che Ilary o Alessia. 
 Aridatece Protestantesimo.


giovedì 29 settembre 2016

tanti auguri a chi tante amanti ha..

Che delizia tutta l'ironia pungente ed il sarcasmo caustico che oggi impesta il web riguardo gli 80 anni di Burlesconi. Peccato solo che se per un ventennio suonato abbiamo fatto ridere il mondo di sicuro non è perché il festeggiato ha preso il potere con un colpo di stato. Lo avete votato è rivotato. Lui e tutto il pittoresco caravanserraglio di nani e ballerine (diciamo ballerine) con le prodezze dei quali ancora oggi stiamo deliziando il pianeta, vedi Lorenzin, Half-ano è affini. Cosa ci sia di tanto ironico a me sfugge. 
L'unica cosa che mi auguro di cuore è che, proprio in occasioni come questa, abbiate la decenza di metter mano a tutto il senso di vergogna di cui riuscite a disporre. Altro che sarcasmo.


mercoledì 28 settembre 2016

canzoni in chiave di vita. La mia.

solo qualche dato: primo album di un artista americano ad esordire  direttamente al numero uno delle charts USA (nonostante fosse un album doppio, perciò in vendita a doppio costo) dove ha sostato per 14 settimane consecutive (20 nelle classifiche r'n'b) e 80 nel complesso. I primi due singoli (I wish e Sir Duke) entrambi numero uno a loro volta, con una impressionante quantità di altre tracce reinterpretate (e campionate) da artisti ovunque nel mondo (Michael Jackson, Prince e George Michael lo hanno menzionato come loro preferito di tutti i tempi). Una delle canzoni di questo album, Isnt' she lovely, è considerata la canzone mai pubblicata su singolo di maggior successo in assoluto (Stevie si rifiutò di tagliarla per il single-edit dato che il lungo finale strumentale conteneva la registrazione dei primi vagiti di sua figlia Aisha a cui è dedicata). Nel 2005 è stato insignito della certificazione Diamante per il raggiungimento dei 10 milioni di copie vendute (solo negli USA). E proprio oggi 28 settembre, il mio disco preferito di tutti i tempi, Songs In The Key of Life di Stevie Wonder, compie 40 anni. E a me personalmente canzoni come quella contenuta in questo video fanno ancora gelare la schiena, nonostante le ascolti ormai da decenni e le conosca nota per nota, respiro per respiro.
 Auguri meraviglia.

martedì 27 settembre 2016

look who's talking

Che spasso i seguaci della Scientology de noantri che inveiscono contro i giornalisti "asserviti". 
Ci mancano le frustate nella pubblica piazza per chi scantona anche solo di una virgola dal verbo del guru ereditario e poi l'avete fatte tutte. Pagliacci.


anti-social(e)?

una volta per tutte e sperando di non tornarci più su (stavolta mi dilungo un attimo, e se non ti piace vaffanculo). Perchè comincio ad avere le palle un po piene di coloro che mi dicono che sono "sempre incazzato" e che questo è ciò che traspare dall'uso che faccio di questo specifico social. 
Spiacente di deludervi. Io sono una delle persone più allegre che conosca. Io giro in macchina ascoltando musica allegra, cantando e ahimè a volte ballando pure (al volante). Tutti i giorni, sole o pioggia, incondizionatamente. In pubblico è raro, direi molto raro, che non abbia il sorriso stampato in bocca e temo che ad essere un po incazzati e frustrati siate proprio voi che non disponete neppure di quel po di senso dell'ironia da captare che quasi niente di quello che scrivo e pubblico non sia, appunto, ironico, sarcastico, divertito. Solo che per comunicare ciò gradirei non essere costretto ad infiorettare con faccine, sorrisini, cuoricini, canini e favine. Ritenete che sia una cosa da fare, da adulti? Prego, accomodatevi. Io ritengo di no. E preferisco che siano il tono, le parole, persino la punteggiatura a far capire che aria tira anche se mi sembra di intuire che molti fatichino a interpretare. E mica mi sorprende più di tanto, dato che alcuni di questi hanno persino delle serissime difficoltà a scrivere a livelli di terza elementare (oggi ci diciamo tutto, ok fratè?) e perciò, deduco, a leggere. 
Innanzi tutto la quantità: a differenza di molti di voi scrivo e pubblico al massimo uno, due post al giorno e alcuni giorni (molti, in realtà) nemmeno quelli. Credo perciò che abbiate seri problemi di intolleranza nevrastenica se reputate questo faticoso da sopportare. Perchè i post sono hanno una data, e basta dare una controllatina per vedere che è esattamente così. 
Ma sono un blogger. E ho tutto il diritto di volerlo essere. E un blogger scrive per gli stessi motivi per cui un pittore dipinge e un fotografo fotografa: per puro piacere. Mio, personale. Non di chi legge, dato che nessuno è obbligato a farlo. Ma "blogging" è la prima parola che appare nelle note di ogni mio account. Difficile non notarla. Se non vi piaceva la prospettiva, bè, rimaneva sempre l'opzione di andare affanculo altrove perchè un altro dettaglio non esattamente trascurabile sta nel fatto che io sistematicamente non chiedo amicizie. Chi ho tra gli "amici" mi ha chiesto l'amicizia. Se questa "amicizia" si è poi rivelata urticante, ariandate affanculo. Io il "contatore" degli amici credo di non averlo mai degnato neppure di un singolo sguardo da quando ho un account Facebook. Nella realtà ho degli amici così fantastici, che quando ho avuto bisogno non hanno lesinato assolutamente nulla in termini di tempo ed energie, da considerarlo veramente e propriamente uno dei privilegi che ho ricevuto nella vita, secondo me neppure meritatissimo, o meritato per motivi che a me rimangono oscuri. Ma è così, ed è così da decenni. Evidentemente non sono questo mastino rabbioso che qualcuno vuol far credere. Va da se che le amicizie vere, reali, carne e ossa a me bastino e avanzino. Quelle social sono carine e simpatiche. Ma se a un certo punto decidono di abbandonarmi al mio destino di povera piccola fiammiferaia del micro-blogging sedotta e abbandonata, ops, vedrò di sopravvivere. Ne ho superate di peggiori, temo. 
Ma, come ho avuto occasione di scrivere giusto qualche giorno fa, io sono nato libero. E intendo li-be-ro. E se non vi dispiace, intendo schiattare libero. Io non sono tenuto a sperticarmi in elogi nei confronti di un'amministrazione, di un politico o di un governo: se lavorano bene fanno semplicemente quello che sono tenuti a fare, niente di più e niente di meno. Se invece a mio parere lavorano male allora io mi sento in dovere, e intendo dovere civico, di dissentire e soprattutto di manifestare il mio dissenso nel mio piccolo e con i mezzi che ho a disposizione. Perchè sai cosa? Io sono realmente convinto che chi non lo fa sia una pecora. E che dovrebbe mettersi un bel campanaccio al collo e din-dolon. 
Alla fine della fiera io il mio debito con il sistema in cui vivo, che innegabilmente qualcosa mi da, come a tutti, credo di ripagarlo (a differenza di molti altri): faccio volontariato, quantificabile in ore ogni singolo giorno. Per carità, niente che mi debba valere la beatificazione: cerco sempre di non dimenticare che c'è chi il volontariato lo fa nei posti più difficili e inospitali della terra, a rischio della propria vita, che ci sono medici e fior di primari che hanno mollato tutto per andare a svolgere la loro opera per Medici Senza Frontiere. Però lo faccio a sufficienza da sentirmi in pari, lo faccio abbastanza da ritenere il mio debito con la comunità in cui vivo estinto. E questo è uno dei motivi che mi la sera mi manda a letto sereno e beato come un bambino. Altro che incazzato. 
Un altro dei motivi è che io nella vita faccio quasi esclusivamente cose che mi piace fare o che perlomeno ho scelto di fare, accollandomi tutte le conseguenze di questa scelta. Ma proprio tutte. So che per molti non è così. E questo può essere il motivo delle vostre frustrazioni, della vostra insoddisfazione, della vostra rabbia. Non della mia. 
Cosa vuoi che ti dica, che mi piace tutto quello che invece voi postate? Che mi piacciono quelle favate di aforismi da discount? O le citazioni pseudo-colte che nella stragrande maggioranza i poveri nominati-invano non si sono neppure mai sognati di dire o scrivere, vedi la pora Alda Merini, al numero uno nella classifica dei più tirati per la giacchetta a cazzo di cane?. Vorrei solo dare un'occhiatina alla biblioteca personale di tutti questi fans della compianta, per vedere quanti suoi libri di poesie ci trovo. 
Vuoi che ti dica che mi piacciono le miserabilissime catene di Sant'Antonio, quelle del "copia e incolla sul tuo profilo"? No. Affatto. E anzi, penso che chi abbocca sia un luccio. O la quantità industriale di bufale sugli immigrati, sulla Boldrini, sui "buonisti", fabbricati ad arte da siti che sullo spessore culturale di grana grossa dei boccaloni (tanti) ci guadagnano e nemmeno poco? Che per paradosso sti furboni spesso non sono neppure lontanamente fascisti e razzisti come la merda che diffondono, ma semplicemente scaltri a sufficienza da approfittare dell'imbecillità dei suddetti. 
O magari i selfie con le bocchine? Che, diciamocelo una volta per tutte, io reputo una delle più palesi manifestazioni dell'imbecillità che ammorba l'umanità. No. Non mi piace niente di tutto questo. E qualche volta commento, e commento con un pizzico di senso critico. Ma se questo vi da fastidio, allora organizzate dei bei pomeriggi di ricamo, te' e pasticcini con poche persone fidate che vi assecondano e non contraddicono. Perchè i social sono un'altra fregna. Facebook, come altri network, mette a disposizione una funzione che si chiama "commenti", non "elogi e basta, prego". E se si gioca si sta alle regole. Altrimenti dedicatevi agli adorabili test su quale animale saresti e quale tra le tue amicizie è quella con cui condividi il maggior numero di peticelli sul culo. 
Sia chiaro: io credo che questo social in particolare sia una delle più portentose invenzioni dei nostri tempi. E utilissima, oltre che moderatamente divertente. Tutto sta ad usarlo con un pizzico di consapevolezza e di spirito analitico. Intendo, se condividi una citazione di Tolstoj c'è il rischio concreto di fare una figura di merda con chi Tolstoj l'ha letto davvero, che magari ti fa notare che Tolstoj quella favata non l'ha mai scritta. N'est ce pa? 
Quando ci si espone, quando ci si apre, quando ci manifestiamo, può starci che ci sia un plauso. Come pure un rinculo però. Meglio aspettarselo.
Piuttosto, temo putroppo che questo social, e l'intero web in generale, sia infestato di odiatori. Anzi, ne sono certo. E sai cosa, cari odiatori? Io ho molti più motivi per farmi odiare da voi di quanto possiate anche solo lontanamente immaginare. E questo mi fa godere come una lorda. Perchè io ringrazio non so chi ogni giorno per essere diventato un uomo aperto, tollerante, progressista, ambientalista, animalista, femminista, pacifista e un sacco di altri ista. Altro che incazzato.
 Ma, grazie al cielo, anche in perenne, aperto conflitto con i patetici razzisti, bigotti, trogloditi e fanatici religiosi da operetta di questo mondo. Che se adesso, in questo preciso istante, si scapicollano nel mio profilo a togliermi l'amicizia, fanno solo e nient'altro che la cosa giusta. 
Voi siete incazzati con l'umanità, tesorini. Non io.



venerdì 23 settembre 2016

la tv all'amatriciana

la bellissima puntata di #Gazebo appena andata in onda, con Diego Bianchi che si aggira tra le rovine di Amatrice e le frazioni adiacenti con la telecamera in mano a poche ore dalla scossa della distruzione mi ha devastato. 
Arrivando letteralmente a "rubare" una bici (è dovuto ricorrere ad un appello proprio stasera per poterla restituire) nell'ultimo tratto per giungere sui luoghi del disastro negli attimi in cui ancora non c'era praticamente nessuno se non pochi abitanti del posto intenti a scavare con le mani per cercare di capire chi c'era sotto quelle vere e proprie montagne di detriti, e facendolo in assoluto silenzio, per ore e ore, semplicemente osservando, documentando, man mano che tutto attorno si accendeva un imponente circo mediatico (internazionale), con l'arrivo del premier e dei ministri ma anche, finalmente, di un'impressionante mole di mezzi di soccorso e volontari. Credo che ore e ore di diretta tv di praticamente tutte le emittenti nazionali e internazionali non mi avevano fatto vedere, quasi respirare quella realtà com'è riuscito a fare Bianchi da solo con la sua telecamera e il suo silenzio. Quella spaventosa sensazione negli occhi della gente quando in pochi istanti tutto è cambiato per sempre, se non addirittura finito, finalmente senza l'idiota di turno che letteralmente molesta gli scampati con domande tipo "cosa si prova". Come se esistesse anima viva in grado di spiegare "cosa si prova" in circostanze come quelle. 
Perchè è evidente che quella roba non si può descrivere ma semplicemente, appunto, provare, ringraziando ognuno il proprio padreterno se si è stati così fortunati da non doverlo fare, come ho fatto io praticamente per tutta la durata della puntata del bel programma di Rai Tre andata in onda poche ore dalla ricorrenza del primo mese dalla sciagura e conclusa con il solito piccolo immenso capolavoro figurativo di quel talento mostruoso che è Makkox che ha invertito il gioco del prima e dopo facendo apparire le immagini di Amatrice distrutta nel prima e di una Amatrice bella, normale, quella di tutti i giorni, nel dopo. Con una scritta che diceva pressappoco "non ci inventiamo cazzate tipo le new-town. Il piano per Amatrice già c'è: è Amatrice".