LABELS

ALTROVE (766) UN ALTRO GIORNO (253) QUI E ORA (106) NOTE (8)

lunedì 5 marzo 2018

nero di seppia

intanto parliamo un attimo di sta barzelletta di "onda nera" che dall'importanza che gli si da sui media e sui social, sembrava che domattina toccava mettere la divisa da giovane balilla e andare a marciare su Roma, quando in realtà, stando così le cose, le percentuali sono così patetiche che probabilmente avrebbe fatto di meglio il Club Italiano Uncinetto Creativo. 
Prego non dimenticare che in altri paesi questi hanno portato a casa risultati importantissimi. 
Qui siamo a numeri da termometro di Campo Felice a inizio gennaio. Cioè, una mezza farsa. Una burletta. La Lorenzin al confronto è Golda Meir.
Ora, io mi auguro per loro che con l'evolversi della situazione le cose cambino. Perchè altrimenti sarà urgentissimo che cominciamo tutti a dare a sti quattro raccattati l'importanza che gli italiani gli hanno dato nelle urne. Cioè alcuna.
 ps: qui abita un antifascista. Ma evidentemente non solo qui.


sabato 3 marzo 2018

Ma grazie no.

in inglese si dice better the devil you know, ovvero, se proprio deve toccarti un diavolo, allora meglio un diavolo che già conosci. Ma grazie no. Stavolta no.
Non ho mai perso una singola occasione per manifestare la mia sconfinata simpatia per il movimento degli scappati di casa senza arte ne parte telecomandati da una Srl di grido per bocca di quel monumento nazionale allo squallore che è l'ex gieffino Rocco Casalino, quel maschione che all'interno della casa si prodigava in racconti erotici su improbabili partouze con orde di giapponesine infoiate, giusto un attimo prima di diventare la reginetta delle notti al Mucca (questo più o meno il livello di credibilità), e modalità che a me ricordano tanto cose bruttissime come Scientology. 
Ovviamente voto altro, e quello che voto io non interessa a nessuno. 
Ma se proprio dovessimo fare il giochino della cacca che puzza meno, non ho la più pallida ombra di dubbio. Meglio gli scappati di casa della grottesca armata Brancaleone grazie alla quale abbiamo già abbondantemente fatto ridere il mondo e rischiato la bancarotta di Stato, oltre ad un imbarbarimento culturale che ci ha riportato indietro di decenni. 
Meglio il democristianuccio piccolo piccolo col completino della Rinascente che inciampa sui congiuntivi e fatica a cimentarsi nelle giravolte spericolate che gli vengono suggerite in cuffietta dalla regia, come a Ambra dei tempi d'oro, del trucidume che va col piattino in mano in quel buco di culo nero dell'Europa che è l'Ungheria, dove il problema principale è ancora riuscire capire i più elementari rudimenti della moderna democrazia, figuriamoci progresso e benessere. 
 Ovviamente darò il mio contributo perchè il risultato elettorale indichi altro. Ma nella peggiore (e per me davvero peggiore) delle ipotesi, better the devil you know un beatissimo cazzo.


4 marzo: vai col casting..

più d'uno ha male interpretato un mio post Facebook di un paio di giorni fa in cui parlavo del malumore di dover andare a votare senza neppure la possibilità di avere poi un premier come Justin Trudeau. 
Temo che a volte mi si prenda un po troppo sul serio. 
I canadesi sono sufficientemente fortunati da avere un premier giovane e bello, oltre che assolutamente gagliardo, e beati loro. Ma ovviamente la mia era solo una battuta. 
 Certo che vado a votare. L'ho sempre fatto. E di sicuro non in base a canoni estetici (in base ai quali, per giocare un po, l'unico che voterei è Fratoianni, o magari anche Furfaro, e chissà, forse neppure per soli criteri estetici). 
E anzi, a dirla tutta, trovo l'astensione una cosa di cui doversi vergognare. Sia chiaro, non trovo vergognoso non avere individuato qualcuno in cui riporre la propria fiducia. Dopo una campagna elettorale repellente come questa, la possibilità è tutt'altro che remota. Ma pure in quel caso a votare ci si va, semplicemente annullando la scheda, che è sempre una cosa più onesta da farsi che votare a cazzo, senza essersi sufficientemente informati, o essendosi informati solo con le miserabili favate che mulinellano quotidianamente su Facebook, o in base a qualche pulsione farlocca che somiglia più alla tifoseria che a una vera convinzione politica. 
Ma ci si va. Troppo alta la posta in palio, bellini. Troppo alta. 
Troppo alto il prezzo che è stato pagato perchè noi ci si trovi anche domenica prossima con una scheda spiattellata sotto il naso, pur farcita di merda. 
Perciò io ho scherzato sulle mie crisi d'astinenza da premier bonazzo, ma è l'unica cosa su cui sono disposto a scherzare parlando di elezioni, di diritto al voto, di dovere di voto. 
Chi non vota non c'è. Non conta. Non sussiste. 
E chi cazzo vuole essere così?


venerdì 2 marzo 2018

vecchia sudiciona di un'Elsa

Salvini ha impiegato un po del tempo di un suo comizio a spiegarci che non va bene che Elsa di Frozen (giuro, non scherzo) nel sequel previsto per il 2019 abbia una specie di relazione gay (capirai, un film Disney: immaginati il tasso di furore erotico); cioè in poche parole, che la protagonista di un cartoon abbia caratteristiche che la fanno somigliare alla vita vera e non ai vaccari avvinazzati e semianalfabeti che affollano i suoi comizi.
 Questo dal leader del partito la cui iniziativa culturale di maggior spessore a tutt'oggi risulta essere l'elezione di Miss Padania alla sagra dello spezzatino in umido di Belluno.

lunedì 26 febbraio 2018

"come questo saluto che il cuore sa dar.."

gli spin doctors di Salvini devono averlo riportato a più miti consigli, magari ricordandogli che in questa Italia che democristiana lo è dai tempi di Tito Flavio Domiziano, non di De Gasperi, non è igienico spingere troppo sull'accelleratore nel rush finale dI campagna elettorale.
E allora è tutto un florilegio di toni sommessi, voce pacata, vangeli, costituzioni, manuali delle Giovani Marmotte e comizi che sembrano il raduno dei testimoni di Geova al palazzetto dello sport.
 Per il gran finale mi aspetto il lancio dei tulipani circondato dai boys di Wanda Osiris.
La peggiore spazzatura politica mai vista in Italia. E si che non ce ne siamo fatta mancare neanche un po.

domenica 25 febbraio 2018

gli scemi del Vangelo secondo Matteo

avete rotto il cazzo co sti immigrati, razzisti di merda. Se siete così scemi da farvi prendere per il culo da qualche sfaticato che da vent'anni non fa altro che piazzare le chiappe flaccide da un posto di potere all'altro ciucciando voragini di quattrini pubblici senza cavare un solo cazzo di ragno dal buco che è uno, e credere che sono poche centinaia di migliaia di disperati il problema di un paese ricco e potente come l'Italia dice di essere, e lo fa col vangelo in mano che secondo me a Bergoglio, per quanto non me ne intenda granchè di cristianesimo, è venuto uno scroscio di diarrea nello stesso preciso nano-secondo, allora siete troppo scemi per non essere proprio voi la feccia di questa nazione. 
State seppellendo la culla mondiale della cultura, del bello, dell'eccellenza sotto badilate di merda al cui confronto persino l'Ungheria impallidisce. 
Vi vedo! Leggo quello che scrivete! E soprattutto come lo scrivete! Rozzi, sgrammaticati, analfabeti funzionali, boccaloni spappardella-bufale che ormai non riuscite più a imbastire un solo cazzo di ragionamento senza tirare in mezzo poracci più poracci di voi. Feccia trucida che crede che la sorella della Boldrini guadagni patrimoni faraonici grazie a chissà quale raccomandazione, mentre in realtà è semplicemente morta da anni. Questo è il vostro livello, questo è il massimo della capacità di analisi che sapete raffazzonare. 
 E questo paese non ha bisogno di essere raccontato agli occhi del mondo come un simposio di mezzi scemi che intravedono riti vodoo in un semplicissimo cazzo di fatto di merdosa cronaca nera di cui noi italiani in genere siamo primatisti mondiali che nemmeno La Triade. 
Siete troppo ignoranti per esser veri. Abbiate uno scatto d'orgoglio: miglioratevi, educatevi, smette di scorreggiare sulla vostra compiaciuta ignoranza: non vi è concessa. E' essa stessa la vera tragedia, la vera emergenza che sta tramutando questo paese in una maxi cloaca con livello culturale da provincia rurale dell'Afghanistan. 
Via, fuori dal cazzo, fuori dalla mia vista: un solo accenno alla poraccitudine analfabeta nella quale sguazzate felici e beati come mosche nella merda, e d'ora in avanti click: polverizzati. 
 Per fortuna a questo punto della mia vita posso scegliere di non dover più smerdarla, sporcarla, abbassarla a sti livelli neppure per un solo cazzo di secondo.

venerdì 16 febbraio 2018

cani di razza

volevo dire ai razzisti con la deliziosa mascherina da animalisti della domenica che giusto in queste ore con grande slancio stanno condividendo sui social quel pattume di articolo da quel pattume di giornale riguardo il nigeriano che ha arrostito il cane, che di questa merda ad opera di italiani ne è infarcita la cronaca di tutti i giorni. 
Ora, pur con il dolore che quella notizia mi provoca, mi sfugge il motivo per cui questo cane meriti tanta attenzione: era un cane volante? Aveva 5 zampe? Sapeva battere a macchina? Perchè altrimenti vi informo che chi come ama gli animali e fa qualcosa (nel mio caso piccolissima) per alleviarne la sofferenze sa che queste sofferenze quasi sempre derivano proprio dalla crudeltà di poveri psicopatici italiani anche molto in erba (con tanto di amorevoli arringhe difensive da parte di quei grandissimi bottini delle loro mamme evidentemente troppo indaffarate ad annaspare alla disperata ricerca di qualche nerchia meno fetida di quella dei mariti per riuscire tenerli un minimo a bada) ogni singolo cazzo di giorno. 
La verità è che più che animalisti siete e rimanete razzisti di merda e come tali, a mio modestissimo parere, sterco vetusto da cotonificio del Tennessee di qualche secolo fa. 
Perchè se foste roba di questo secolo, allora forse vi avrei visto condividere qualche post sulla mostruosa strage di cani randagi che sta avvendendo in Russia con modalità che per carità cristiana vi risparmio, e che il nigeriano Putin ha messo in atto giusto per dare una rinfrescatina primaverile in vista dei prossimi mondiali di calcio. 
 Feccia. Siete feccia peggio di quel nigeriano.


giovedì 8 febbraio 2018

too much

l'Italia devastata dall'abusivismo e perennemente condonata non è una promessa elettorale. E' una promessa criminale che non fa neppure ridere come le dentiere gratis, i ponti di Brooklyn, la pappa gratis per Bubu e tutte le altre stronzate precedenti. L'incartapecorito è fuori controllo.
Italiani troppo scemi per esser veri.


domenica 4 febbraio 2018

il terrore viene dalla galassia (fascio-leghista)

ma certo che è terrorismo.  
E certo che Salvini e tutto il resto del merdaio fascio-leghista ne sono i responsabili morali. Io non ho dubbio alcuno sul fatto che uno che gira con un tatuaggio nazista sulla chiorba rapata sia uno svalvolato. 
Il fatto è che non ho dubbio alcuno sul fatto che anche i cani sciolti che nelle capitali europee hanno fatto stragi fossero svalvolati. Quale cazzo di persona sana di mente farebbe quella roba? 
Però, se ben ricordo (e ben ricordo) era perfettamente pacifico che quegli svalvolati avessero agito non su mandato diretto dell'Isis, bensì ispirati dall'Isis e dalla loro delirante merdosissima propaganda. Ecco perchè di quei morti l'Isis era complice, mandante e responsabile morale. Alla stessa identica maniera in cui Salvini e tutto il merdaio fascio-leghista che incessantemente semina odio (la "razza", pietà) è senza alcun dubbio complice, mandante e responsabile morale di ciò che è avvenuto a Macerata. 
 E' veramente così semplice. 
Perciò, certo che è terrorismo. Per la precisione, come saggiamente recita un meme che vedo girare sui social, l'unico attentato di stampo terroristico in Italia, ad opera non degli stranieri ma ops, di quelli che dicono che gli stranieri sono terroristi. 
 A parte le mani insanguinate, anche la figura di merda non è male.


Italia first. O qualcosa del genere.

stamani a La7 c'era questo signore di colore (di origini senegalesi, credo), tale Paolo Diop, che si sperticava a favore delle forze politiche del "prima gli italiani" (fa parte lui stesso di Movimento Nazionale, una specie di succursale di Casa Pound), che sosteneva che con l'immigrazione sono arrivati in Italia i terroristi (tipo i suoi genitori?), che il sovranismo non è fascismo (ma gli somiglia molto, gentile signor Diop: o forse lei era a letto con l'infuenza quando a scuola sono arrivati al capitolo "anni 20" del libro di storia? Peccato: avrebbe capito che gli somiglia eccome, esattamente come il leader del suo movimento, Storace, somiglia vistosamente a un fascista) e sfoggiava argomenti giustificativi su quanto successo nella sua città (già: proprio Macerata), sorvolando sul piccolo dettaglio che se si fosse trovato nei paraggi, un bel pallottolone se lo sarebbe beccato pure lui, visti i criteri di selezione del fervente Rambo leghista. Io pensavo che il peggio del peggio fossero i gay cattolici. Ma evidentemente in Italia a quel peggio non c'è mai fine, e una volta raspato il fondo del barile, si comincia volentieri a ravanare nella merda su cui il barile è graziosamente appoggiato. 
Ps: per l'influenza provi col vaccino, signor Diop. Prevenire è sempre meglio che curare. Per il masochismo invece mi contatti in privato. Posso darle un sacco di suggerimenti sfiziosi.


giovedì 1 febbraio 2018

italiani brava gente

più passa il tempo e più questo paese mi fa schifo al cazzo. Oggi più di ieri e meno di domani, volendo essere romantici. La patria del Rinascimento è diventata la patria delle cascate del Niagara di merda e dell'ignoranza da terzo mondo, anzi da buco di culo del mondo. 
Ora eccoli tutti lì (a partire dallo sciacallo bighellone Salvinuccio) che vomitano fiele su questo psicopatico nigeriano che ha fatto a pezzi quella povera ragazza (fra l'altro nelle fantasie malate di sti poracci sarebbero già diventati tre: sociopatico uno e trino) perchè forse, tutti indaffarati come sono a guardare quei bei tg dei servetti di Berlusconi, che le notiziette di nera da Cronaca Vera dei bei tempi andati le alternano allegramente al centoventunmilesimo servizio sul culo di Belen, dev'essere ops sfuggito che senza neppure un timidissimo aiutino da parte di nessun extracomunitario l'Italia se la cava benissimo da sola ad essere il paese dei bambini sciolti nell'acido, delle donne trucidate dalla lupara bianca, dei femminicidi con cifre da primato planetario, con punte di puro splatter tipo quando finiscono solo devastate dall'acido, di tredicenni bruciate vive perchè si rifiutano di battere, di povere maestrine attempate ritrovate al macero in qualche pozzo, di intere famiglie sterminate per nessun motivo, di mamme che sfondano il cranio ai figli piccolissimi per nessun motivo, di plotoni di ultraminorenni che, in branco e con la bava alla bocca come nelle peggio periferie guatemalteche, accoltellano e massacrano coetanei per un motivo urgentissimo: la noia, e potrei agevolmente continuare fino a sabato mattina, con in più piccolo dettaglio che pur essendo questi ultimi fatti in particolare avvenuti in vie centralissime in piena ora di punta, non salta fuori mai un cazzo di testimone che è uno, mentre sto malato nigeriano in preda dei suoi deliri è già stato prontamente assicurato alla giustizia grazie alla testimonianza senza tentennamenti di uno straniero.
Dov'è un buon psicopatico nigeriano quando davvero ne serve uno?


domenica 28 gennaio 2018

i shot the sheriff..

il poro Salvini ormai è in pieno delirio transfert. Si è messo in testa di essere.. lui. 
 Ogni giorno lo scemo col riportino spara una stronzata (più di una in realtà. Non ci fa mancare niente) e il giorno dopo il cowboy Salvy la ripete come un pappagallino tropicale. 
Oggi è toccato alla scemenza dei dazi. Che l'Italia ovviamente non può imporre (l'Europa può). 
 Esilarante quasi quanto questa fantastica riproduzione dei bravissimi maestri carristi orbetellani. 
 ps: a proposito, complimenti a tutti.


amnesia

Tutti noi italiani nasciamo con un peccato originale, una colpa congenita. E cioè di essere stati complici di quella immensa discarica morale dell'umanità che è stata la Shoa. Ecco cosa non dovremmo dimenticare. Tutti noi italiani. 
Compreso chi è nato stamani.


venerdì 26 gennaio 2018

caccia alle radici (sic)

un segnale orribile, uno smarchettone elettorale che batte cassa servito da un raccapricciante spiegone dell'assessore Covitto che farnetica di orbetellani che "vedono la caccia in laguna non come lo sparare agli animali" (ah no? E come cosa?) sorvolando però su chi si sarebbe invece preso il disturbo di contare e interpellare gli orbetellani che considerano la caccia un abominio fuori dai tempi, menzionando non meglio precisate "radici di Orbetello" (prego? La caccia?) tirando in ballo, immagino con un sospiro commosso, quell'orrore delle tese alle folaghe che personalmente fatico a rimuovere dai miei incubi d'infanzia, non mancando di sottolineare le passeggiatine con zaccandrella gentilmente offerte dai cacciatori per farci innamorare ancora di più dell'habitat che ospita gli animali che poi loro il giorno dopo trucidano per trastullo, come se esistesse qualche beota con l'anello al naso che abbocca alle operazioncine di make-up che i benefattori dal grilletto facile ultimamente imbastiscono infaticabilmente nel patetico tentativo di convincere qualcuno che i veri paladini dell'ambiente sono proprio loro (previo smerdamento dello stesso con piombo e cartucce). Casomai la pesca è nelle radici di questo paese, come ormai da decenni lo è il riservismo faunistico, questo si un fiore all'occhiello della nostra bella terra finchè non è stata amministrata da mezze cartucce capaci di farsi tenere per le palle dalle associazioni venatorie che i loro voti li sanno mettere all'asta con innegabile maestria, specie quando gli interlocutori sono colossi della politica del calibro di tutti gli Enrico Rossi di questo mondo (che naturalmente è il mentore di questa bella novità delle aziende faunistiche venatorie) e il suo (ex) partito sponsor che il baciaculo ai cacciatori ce l'ha nel patrimonio genetico comunista del quale evidentemente conserva solo gli aspetti degeneri, e che da qualche anno vede anche la Lega come pericoloso contester a chi se la gioca meglio con l'appecoramento ai cacciatori e i loro voti. 
Qui da noi possiamo vantare un mix dei due, oltre a un Wwf (facciamo a capirci: questo Wwf, quello locale) sul quale non mi dilungo perchè a me invece non piace sparare. Neppure sull'ambulanza. 
ps: identico motivo per cui mi astengo dal ricordare che lo schieramento politico di riferimento dell'assessore sensibile alle "radici" è quello che fa paraculamente capannello con il Movimento Animalista. Beata coerenza.

articolo qui

lunedì 22 gennaio 2018

Pierino alla riscossa

Dopo il contrordine (l'ennesimo) paracadutato (sondaggi alla mano) dagli alti piani aziendali, non bisogna più dire di essere contrari ai vaccini, né che fanno male, né che fanno venire l'autismo, né che servono solo ad arricchire le lobby (sic) farmaceutiche e tutte le altre stronzate del repertorio grillino-no vax. Ora la parola d'ordine è "non sono contrario, i miei figli sono vaccinati, ma sono contrario all'obbligatorietà". 
Ma allora, se non sei contrario e se i tuoi figli sono vaccinati, che cazzo di problema hai con l'obbligo? Di che si tratta: sindrome di Pierino? 
Ed è per quello che dovremmo mettere a rischio la vita dei bambini e nostra? Perché voi non aver risolto la vostra insofferenza post-puberale all'autorità?


entrino i clown

sei (e sei sempre stata) la tirapiedi del più glorioso puttaniere (e, giusto per rinfrescarci la memoria) corruttore pluri-inquisito pregiudicato del pianeta, buffona. 
Pensa un po: esistono persino famiglie non "tradizionali" che non contemplano mega-orge quotidiane stile baccanale antico-romano con troie minorenni e spacciatrici sudamericane avanzi di galera col pallino del ricatto. 
Ci credo che tifate per la famiglia tradizionale: ne avete due o tre a testa, pagliaccia.  
ps: devo essermi distratto: quand'è che ti sei sposata?


giovedì 18 gennaio 2018

ma che freddo fa

per Orbetellove, 18 gennaio.
Una cantilena sentita e risentita. Un disco rotto. Ciclicamente si ritorna a parlare di freddo nelle scuole, di ineguatezza climatica negli istituti della nostra città (e, magra consolazione, mica solo). E ogni volta è urticante. Davvero urticacnte. Ma. 
C'è un ma. E' toccato a tutti. Un brutto pedaggio. Una leva obbligatoria. Un'epidemia influenzale. Lo sciopero per i riscaldamenti spenti a scuola è toccato proprio a tutti. E ci risiamo. 
Stiamo parlando di edifici in cui si svolgono mansioni pubbliche. Ma mica sentiamo mai dire che fa freddo negli ospedali. O negli uffici municipaili. Mai. E vivaddio. Ma questa peste bubbonica del freddo nelle scuole è incurabile, un'ineluttabilità del fato, un fine pena mai. 
Ma, e qui sta il ma, se urticante lo è, e lo è sempre stato, e senza voler necessariamente risultare facilotti a tutti i costi (o populisti, per usare un termine a la page, o qualunquisti, optando invece per una soluzione più vintage), in tempi in cui veniamo asfissiati da promesse elettorali che ci limiteremo a definire fantasiose, di ogni tipo, da ogni dove, beh, proprio in questi momenti ritrovarsi faccia a faccia con il semplice fatto, ahinoi assai più realistico, dell'inospitalità dei luoghi in cui i nostri ragazzi si formano, si istruiscono, si educano, non si può veramente più sentire. Non nel 2018. 
Ci siamo seduti per puro caso, un paio di giorni prima della notizia strillata sulla plancia da questo quotidiano, accanto ad un tavolo al quale tre belle adolescenti discutevano molto animatamente di questo problema, dello sciopero, dei soliti tre stronzi che rifiutano di aderire, di stufette (non è uno scherzo: di sfufette a scuola), di sollecito di intervento a chicchessia, carabinieri compresi, e di una lettera al ministero competente con richiesta urgente di interessamento (che dovrebbe anzi essere la prima cosa da fare, auspicabilmente senza risposta a primavera inoltrata) il tutto inframezzato dal solito rifrullo convulso di messaggini vocali Whats App, non sempre dai toni conciliantissimi. Circostanza che ci ha fatto percepire una reale esasperazione, un disagio concreto e prolungato, non certo un capriccio o una scusa per marinare la scuola. 
Chi scrive non ha figli. Ma se ne avesse, a questo punto della storia sarebbe incazzato furibondo. 
 Con i sacrifici che comporta mandare i figli a scuola, saperli affidati a chi non è capace neppure di garantir loro un'adeguatezza climatica, è davvero una cosa che fa pulsare la giugulare. 
Altro che "chiù pilo pe tutti".


Helter Skelter

a sindaca di Cascina è una voragine di buco di culo che sta risucchiando il senso di dignità di questo paese. 
 E' raggiungere un livello abissale di ignoranza e miseria culturale e andarne fieri. 
Sentirla parlare di John Lennon è un'offesa al senso stesso di civiltà. Dov'è un Mark David Chapman quando ne serve uno?


martedì 16 gennaio 2018

"se ti do il pelo tu che mi dai?.."

Tenendo fede a queĺlo che dev'essere un vecchio pallino della destra cioè le troie, Salvini, nel goffo tentativo di camuffare tutto il clamore suscitato dalle miserabili cazzate sparate dal candidato leghista alla presidenza della regione Lombardia, ha trionfalmente annunciato che in caso di vittoria alle politiche del 4 marzo si occuperà di casini. Cioè, non quelli onerosissimi che la lega ha già combinato spesso e volentieri quando era forza di governo (a proposito, caccia i soldi, abbello de casa) e neppure quelli con la C maiuscola che adesso, ops, con un bel triplo carpiato sono finiti in dotazione al PD. 
Intendo proprio i casini, quelli cioè dove le troie trombano a pagamento, che non siano le numerose e transitatissime abitazioni personali di Berlusconi, dove di casini ne sono già successi pure troppi, come qualcuno potrebbe suggerire. 
 E niente paura perché visto l'esilarante livello delle promesse elettorali del ruspante Matteo (e un po di tutti, a dire il vero) ci aspettiamo presto l'annuncio che le modalità di queste case chiuse siano quelle dell'open bar. Cioè gratis. Cioè, finalmente, il fatidico "chiu' pilo pe tutti". 
 Visto che, gira e rigira, ci siamo arrivati?

giovedì 11 gennaio 2018

in and out of love..

E' sera. La giornata è finita. E ancora Di Maio non c'ha detto se oggi si esce dall'euro o si resta. 
Comincio a stare in pensiero. Starà mica poco bene?