quello che vi è stato regalato il 25 aprile di tanti anni fa è la libertà di scrivere scemenze su una giornata come questa.
Spero ve la siate gustata.
mercoledì 25 aprile 2018
pretini di campagna
ah, questi pretini di campagna che si "inquietano" davanti all'amore;
che di un meraviglioso momento di accoglienza e comunione, come solo un battesimo può essere, fanno argomento di divisione, di distinzione, di risentimento, di livore;
che vorrebbero poter decidere quale amore merita una patente, una classificazione di serie a, un rating di tollerabilità;
che non si parano quasi fisicamente davanti all'incomprensione, la repulsione, il pregiudizio, facendosi essi stessi scudo, come il loro credo suggerirebbe, a prescindere e persino a dispetto delle proprie convinzioni personali;
che giudicano sdegnosamente le scelte di vita di persone di fede dalla cui generosità economica traggono la loro unica fonte di sostentamento;
che smaniano di porsi al di sopra e al di fuori delle leggi dell'uomo, salvo spingere come forsennati affinchè quelle leggi gli garantiscano privilegi e copertura nelle malefatte;
che disquisiscono di famiglia senza essere loro stessi capaci di crearne una, per latitanza spirituale, perchè in altre faccende affaccendati su commissione extra-terrena, per presuntuoso benaltrismo missionario;
che non perdono occasione per assurgere al ruolo di capipopolo degli intolleranti, dei bigotti, degli odiatori compulsivi;
che vomitano fiele nei confronti di chi ha accolto un bambino nella propria casa e nella propria vita per crescerlo, amarlo, proteggerlo, e non abusarlo, sfregiarlo, umiliarlo come invece fanno proprio tanti di quei pretini "inquieti" che, con un rivoltante andazzo che sembra non avere mai fine, lordano nei secoli dei secoli pagine e pagine di cronaca nera con gesti che con l'amore per i bambini non hanno veramente un cazzo a che spartire.
che di un meraviglioso momento di accoglienza e comunione, come solo un battesimo può essere, fanno argomento di divisione, di distinzione, di risentimento, di livore;
che vorrebbero poter decidere quale amore merita una patente, una classificazione di serie a, un rating di tollerabilità;
che non si parano quasi fisicamente davanti all'incomprensione, la repulsione, il pregiudizio, facendosi essi stessi scudo, come il loro credo suggerirebbe, a prescindere e persino a dispetto delle proprie convinzioni personali;
che giudicano sdegnosamente le scelte di vita di persone di fede dalla cui generosità economica traggono la loro unica fonte di sostentamento;
che smaniano di porsi al di sopra e al di fuori delle leggi dell'uomo, salvo spingere come forsennati affinchè quelle leggi gli garantiscano privilegi e copertura nelle malefatte;
che disquisiscono di famiglia senza essere loro stessi capaci di crearne una, per latitanza spirituale, perchè in altre faccende affaccendati su commissione extra-terrena, per presuntuoso benaltrismo missionario;
che non perdono occasione per assurgere al ruolo di capipopolo degli intolleranti, dei bigotti, degli odiatori compulsivi;
che vomitano fiele nei confronti di chi ha accolto un bambino nella propria casa e nella propria vita per crescerlo, amarlo, proteggerlo, e non abusarlo, sfregiarlo, umiliarlo come invece fanno proprio tanti di quei pretini "inquieti" che, con un rivoltante andazzo che sembra non avere mai fine, lordano nei secoli dei secoli pagine e pagine di cronaca nera con gesti che con l'amore per i bambini non hanno veramente un cazzo a che spartire.
lunedì 23 aprile 2018
non lesinatene.
Questa foto è recentissima. Georgia, scorso weekend.
Insisto. Gli americani hanno bisogno di aiuto. A casa loro.
Insisto. Gli americani hanno bisogno di aiuto. A casa loro.
fate basta, imbecilli.
Smettetela stronzi.
Smettete di pubblicare merda raffigurante animali maltrattati che non può servire a un cazzo se non a solleticare altri psicopatici e scucire un "mi piace" (sic) a quattro stronzi più stronzi di voi. Io spero che siate solo troppo scemi per capire la gravità di quello che fate, cosa che sospetto fortissimamente.
A me personalmente fate talmente schifo al cazzo che mi limito non tanto a togliervi dai contatti ma proprio dalla cerchia di chi reputo meritevole anche solo di uno sputo di considerazione, non prima di aver invitato chi ha a realmente a cuore gli animali a fare assolutamente altrettanto.
Sia chiaro: oltre a essere troppo scemi per essere veri, siete complici di quelle schifezze e chi le fa.
Imbecilli, cazzo.
Smettete di pubblicare merda raffigurante animali maltrattati che non può servire a un cazzo se non a solleticare altri psicopatici e scucire un "mi piace" (sic) a quattro stronzi più stronzi di voi. Io spero che siate solo troppo scemi per capire la gravità di quello che fate, cosa che sospetto fortissimamente.
A me personalmente fate talmente schifo al cazzo che mi limito non tanto a togliervi dai contatti ma proprio dalla cerchia di chi reputo meritevole anche solo di uno sputo di considerazione, non prima di aver invitato chi ha a realmente a cuore gli animali a fare assolutamente altrettanto.
Sia chiaro: oltre a essere troppo scemi per essere veri, siete complici di quelle schifezze e chi le fa.
Imbecilli, cazzo.
domenica 22 aprile 2018
Terra
anche solo tagliare un albero quando non è strettamente necessario è un affronto.
Perchè è sintomo di una mentalità merdosa che nei secoli, di giorno in giorno, di luogo in luogo, ha portato allo sfacelo a cui oggi si cerca goffamente di porre rimedio.
La terra va rispettata sempre, ogni momento, in ogni sua più piccola manifestazione di vitalità.
Il problema non è il singolo albero. Ce ne sono tanti. Il problema è il singolo uomo stupido. Purtroppo ce ne sono tanti anche di quelli.
La terra va rispettata sempre, ogni momento, in ogni sua più piccola manifestazione di vitalità.
Il problema non è il singolo albero. Ce ne sono tanti. Il problema è il singolo uomo stupido. Purtroppo ce ne sono tanti anche di quelli.
martedì 17 aprile 2018
il Grande Flagello
apprendo che è bastata una replica de "Il commissario Montalbano" per battere in ascolti la finale dell'Isola dei Famosi. Certo un episodio extralusso, impreziosito dal guest-starring di Belen Rodriguez, ma pur sempre una replica.
E tanto è bastato per far cappotto ad un'Isola dei Famosi sovraffollata di poveracci che famosi non lo sono nemmeno per errore: un non meglio identificato Jonathan, un tale signor Amaurys Perez (prego?) e avanti così, un morto di fama via l'altro. Gente che credo risulti "famosa" solo per quell'elite che che si delizia con quei baccanali di programmi della D'Urso, che cioè guarda la tv con la stessa curiosità intellettuale con cui ci si sofferma a guardare un gatto spiaccicato invece di girarsi dall'altra parte con un conato di vomito che impelle.
Ma a proposito della D'Urso, stiano tranquilli i feticisti del trash pecoreccio: neppure il tempo di smaltire il surmenage di adrenalina per la memorabile vittoria del riciclato Nino Formicola, ed è già tempo di Grande Fratello, stavolta affidato proprio alle amorevoli cure di Nostra Signora delle Discariche Catodiche. E mica da sola: affiancata da cotanti opinionisti, ovvero quella carampana stravisata della Izzo, indigesta come le anguille sfumate a colazione, e dal secondo più urticante dopo la lana di vetro, l'immarcescibile Cristiano Malgioglio. E chi sennò?
Povera Italia. Anzi, poveraccia.
E tanto è bastato per far cappotto ad un'Isola dei Famosi sovraffollata di poveracci che famosi non lo sono nemmeno per errore: un non meglio identificato Jonathan, un tale signor Amaurys Perez (prego?) e avanti così, un morto di fama via l'altro. Gente che credo risulti "famosa" solo per quell'elite che che si delizia con quei baccanali di programmi della D'Urso, che cioè guarda la tv con la stessa curiosità intellettuale con cui ci si sofferma a guardare un gatto spiaccicato invece di girarsi dall'altra parte con un conato di vomito che impelle.
Ma a proposito della D'Urso, stiano tranquilli i feticisti del trash pecoreccio: neppure il tempo di smaltire il surmenage di adrenalina per la memorabile vittoria del riciclato Nino Formicola, ed è già tempo di Grande Fratello, stavolta affidato proprio alle amorevoli cure di Nostra Signora delle Discariche Catodiche. E mica da sola: affiancata da cotanti opinionisti, ovvero quella carampana stravisata della Izzo, indigesta come le anguille sfumate a colazione, e dal secondo più urticante dopo la lana di vetro, l'immarcescibile Cristiano Malgioglio. E chi sennò?
Povera Italia. Anzi, poveraccia.
domenica 15 aprile 2018
tanti auguri Claudia. E scusa.
Credo che chiedere a Claudia Cardinale che festeggia gli 80 anni "se pensa al suo futuro cosa vede?" mi sembra una roba alla quale io personalmente avrei risposto con una manata.
La signora è stata sin troppo elegante limitandosi a un "boh?" un po' imbarazzato.
Mi chiedo se i requisiti per diventare giornalisti Rai non continuino a risultare un tantino psichedelici. Diciamo così.
La signora è stata sin troppo elegante limitandosi a un "boh?" un po' imbarazzato.
Mi chiedo se i requisiti per diventare giornalisti Rai non continuino a risultare un tantino psichedelici. Diciamo così.
martedì 10 aprile 2018
proposta indecente
allora cocchi, è solo il mio parere. O-pi-nio-ne, se il concetto non vi rimane troppo difficile. Solo una visione personale.
Che non vuol dire che io pontifichi, che faccia la morale o peggio ancora che giudichi, visto l'oceanica vastità del cazzo che me ne frega in genere di quello che fanno gli altri.
Io non sono romantico. Non lo sono mai stato. Provo repulsione per ogni manifestazione di romanticismo, devo addirittura cambiare canale quando ne vedo in tv (giuro: quando ci sono delle riprese aeree, quando ci sono serpenti, e quando c'è qualche smanceria romantica), e ovviamente non fa differenza alcuna che si tratti di uomo e donna, uomo e uomo, o cosa.
Ma a prescindere da questa già eloquente premessa, trovo che lo strabordamento finale della melensaggine cafona, ovviamente importata da quell'America lì, quella patetica delle reginette del ballo e della torta ai mirtilli per i nuovi vicini di casa, cioè la merda ultra-trash al quadrato, il provincialottismo malato da Jerry Springer Show, siano le proposte di matrimonio con sorpresa, balletti, scenette, recitine da quattro spicci, flash-mob, contorno di pubblico ululante, fotocamere azionate e, orrore finale, l'inginocchiata del pirla (o di uno dei due pirla) di turno.
Premettendo anche che il concetto di matrimonio è quanto di più sideralmente distante dalla mia indole, che molto terrenamente è quella che mi fa piombare in uno stato catatonico profondo già alla quarta volta che vedo senza mutande la stessa persona, giusto per quantificare a cosa ammonta il mio senso della monogamia, penso però che la mia proposta avrebbe altre modalità.
Un momento privatissimo. Un attimo in cui piuttosto che quella mezza scemenza dell'amore eterno chiederei e prometterei affetto, fiducia, concretezza, rispetto. E tanto per cominciare non chiedo rispetto inginocchiandomi. Niente inchini ne genuflessioni. Quello è un qualcosa che si chiede e promette ad eguale altezza, guardandosi negli occhi, riservando le inginocchiate ad altri scopi benefici, diciamo così.
Sotto il portone prima della buonanotte o faccia a faccia seduti sul bordo del divano dopo un film, o da soli davanti a una quattro stagioni in pizzeria, quando ormai è chiaro che non si sta più improvvisando, navigando a vista, esplorando. Ecco, quello sarebbe il momento. Non coreografie, non sculettamenti, non lacrimoni a comando, non avventori di un Mc Donald sopraffatti da romantico stuporone.
In due, da soli, in un momento qualsiasi della vita che si è cominciato a percorrere assieme.
Che si fa, ci si sposa? Per me potrebbe bastare.
Riservando il circo Barnum a stelle e strisce ad altre occasioni.
Che non vuol dire che io pontifichi, che faccia la morale o peggio ancora che giudichi, visto l'oceanica vastità del cazzo che me ne frega in genere di quello che fanno gli altri.
Io non sono romantico. Non lo sono mai stato. Provo repulsione per ogni manifestazione di romanticismo, devo addirittura cambiare canale quando ne vedo in tv (giuro: quando ci sono delle riprese aeree, quando ci sono serpenti, e quando c'è qualche smanceria romantica), e ovviamente non fa differenza alcuna che si tratti di uomo e donna, uomo e uomo, o cosa.
Ma a prescindere da questa già eloquente premessa, trovo che lo strabordamento finale della melensaggine cafona, ovviamente importata da quell'America lì, quella patetica delle reginette del ballo e della torta ai mirtilli per i nuovi vicini di casa, cioè la merda ultra-trash al quadrato, il provincialottismo malato da Jerry Springer Show, siano le proposte di matrimonio con sorpresa, balletti, scenette, recitine da quattro spicci, flash-mob, contorno di pubblico ululante, fotocamere azionate e, orrore finale, l'inginocchiata del pirla (o di uno dei due pirla) di turno.
Premettendo anche che il concetto di matrimonio è quanto di più sideralmente distante dalla mia indole, che molto terrenamente è quella che mi fa piombare in uno stato catatonico profondo già alla quarta volta che vedo senza mutande la stessa persona, giusto per quantificare a cosa ammonta il mio senso della monogamia, penso però che la mia proposta avrebbe altre modalità.
Un momento privatissimo. Un attimo in cui piuttosto che quella mezza scemenza dell'amore eterno chiederei e prometterei affetto, fiducia, concretezza, rispetto. E tanto per cominciare non chiedo rispetto inginocchiandomi. Niente inchini ne genuflessioni. Quello è un qualcosa che si chiede e promette ad eguale altezza, guardandosi negli occhi, riservando le inginocchiate ad altri scopi benefici, diciamo così.
Sotto il portone prima della buonanotte o faccia a faccia seduti sul bordo del divano dopo un film, o da soli davanti a una quattro stagioni in pizzeria, quando ormai è chiaro che non si sta più improvvisando, navigando a vista, esplorando. Ecco, quello sarebbe il momento. Non coreografie, non sculettamenti, non lacrimoni a comando, non avventori di un Mc Donald sopraffatti da romantico stuporone.
In due, da soli, in un momento qualsiasi della vita che si è cominciato a percorrere assieme.
Che si fa, ci si sposa? Per me potrebbe bastare.
Riservando il circo Barnum a stelle e strisce ad altre occasioni.
sabato 24 marzo 2018
mammina carissima
non appena posò le blasonate terga su una poltrona ne approfittò per piazzare la figlia (che non era morta come la sorella della Boldrini ma viva e vegeta) a capo di una segreteria.
Quando la legge dello Stato dichiarò colpevole Berlusconi, lei con grande rispetto per le istituzioni parlò di golpe.
E a proposito di legge, è stata infaticabile nel sostenere e promuovere tutte quelle leggi merdose passate tristemente alla storia come "ad personam", con cui abbiamo fatto scompisciare dalle risate l'intero pianeta.
La vecchia stronza ponfa di botox ha pure contrastato in ogni modo possibile e immaginabile la legge sulle unioni civili, spingendo invece per un bel triplo carpiato avvitato verso il terzo mondo.
Ora questa grande statista ricopre la seconda più alta carica dello Stato.
Ma andate affanculo, imbecilli. Voi sta spazzatura ve la meritate.
Quando la legge dello Stato dichiarò colpevole Berlusconi, lei con grande rispetto per le istituzioni parlò di golpe.
E a proposito di legge, è stata infaticabile nel sostenere e promuovere tutte quelle leggi merdose passate tristemente alla storia come "ad personam", con cui abbiamo fatto scompisciare dalle risate l'intero pianeta.
La vecchia stronza ponfa di botox ha pure contrastato in ogni modo possibile e immaginabile la legge sulle unioni civili, spingendo invece per un bel triplo carpiato avvitato verso il terzo mondo.
Ora questa grande statista ricopre la seconda più alta carica dello Stato.
Ma andate affanculo, imbecilli. Voi sta spazzatura ve la meritate.
mercoledì 14 marzo 2018
non restare chiuso qui, pensiero..
il web è letteralmente inondato dal cordoglio per Stephen Hawking. Ovunque. Su ogni sito, in ogni social. Lo Zenith suTwitter.
Tutti, da la creme de la creme della cultura e dello spettacolo all'ultimo dei nerd pipparoli, a dedicargli una riflessione, un pensiero, un semplice rest in peace o qualche bella frase. Una particolarmente bella, che qui in Italia credo assuma pure una lieve sfumatura politica: uno non vale uno.
C'è solo un piccolo problema.
Fino all'istante in cui ieri sera Mentana ha dato grande risalto alla notizia nel suo tg, io non avevo la più pallida idea di chi cazzo fosse. Dall'alto della mia abissale ignoranza, non ne sono mai venuto a conoscenza. Mai. E di sicuro non ne vado fiero.
Io, a differenza di tantissimi atri che sventolano la propria troglotitudine come una bandiera, non ne vado affatto fiero. Vorrei aver saputo di più, avrei voluto saper fare di più quello che ho saputo fare.
Per l'ignoranza, l'indulgenza deve essere al minimo sindacale. Anche la propria. O soprattutto.
Il rischio è quello di non venire a sapere di una mente sublime come questa, di non osservarla, di non spiarla, di non trovare in essa lo stimolo a fare un po meglio nella nostra esistenza, a pretendere di più da noi stessi, a valere di più.
Il rischio è di non rinfrancarsi dalla certezza che grazie al cielo la razza umana ha ancora qualche scusante, perchè ci sono gli Stephen Hawking.
Che mentre io ero tutto indaffarato ad ignorare, era invece tutto indaffarato a non permettere a un destino infame di impedirgli di essere un gigante della scienza e del pensiero.
Tutti, da la creme de la creme della cultura e dello spettacolo all'ultimo dei nerd pipparoli, a dedicargli una riflessione, un pensiero, un semplice rest in peace o qualche bella frase. Una particolarmente bella, che qui in Italia credo assuma pure una lieve sfumatura politica: uno non vale uno.
C'è solo un piccolo problema.
Fino all'istante in cui ieri sera Mentana ha dato grande risalto alla notizia nel suo tg, io non avevo la più pallida idea di chi cazzo fosse. Dall'alto della mia abissale ignoranza, non ne sono mai venuto a conoscenza. Mai. E di sicuro non ne vado fiero.
Io, a differenza di tantissimi atri che sventolano la propria troglotitudine come una bandiera, non ne vado affatto fiero. Vorrei aver saputo di più, avrei voluto saper fare di più quello che ho saputo fare.
Per l'ignoranza, l'indulgenza deve essere al minimo sindacale. Anche la propria. O soprattutto.
Il rischio è quello di non venire a sapere di una mente sublime come questa, di non osservarla, di non spiarla, di non trovare in essa lo stimolo a fare un po meglio nella nostra esistenza, a pretendere di più da noi stessi, a valere di più.
Il rischio è di non rinfrancarsi dalla certezza che grazie al cielo la razza umana ha ancora qualche scusante, perchè ci sono gli Stephen Hawking.
Che mentre io ero tutto indaffarato ad ignorare, era invece tutto indaffarato a non permettere a un destino infame di impedirgli di essere un gigante della scienza e del pensiero.
foto pubblicata da Nile Rodgers nel suo Twitter
lunedì 12 marzo 2018
vai avanti tu che mi vien da ridere
Quello che invece secondo me traspare anche dalle parole del rottamabilissimo rottamatore Renzi di stamani al Corriere, ma un po' di tutta la sua corte dei miracoli fresca di contrizione fuori tempo massimo, è lo spingere fortissimamente in direzione di un accordo Cinque Stelle-Lega per quella che sembra una missione insidiosissima vista la situazione, perciò per motivazioni un po' meno immacolate di quelle sventolate, con la stuzzicante prevedibile ipotesi delle due primedonne Di Maio e Salvini indaffaratissime a scannarsi sotto i riflettori nel tentativo di barcamenarsi in questo casino, con l'inevitabile ritorno di consensi che in genere tocca a chi sta alla finestra a ciabare sulle comari che si accapigliano nell'aia, sport peraltro praticato proprio da Lega e Cinque Stelle con risultati da medagliere olimpico.
Cioè il caro vecchio "tanto peggio tanto meglio" (per loro, non per noi).
Però boh. Forse è questo tempo di merda a oltranza che mi rende maliziosetto. No?
Cioè il caro vecchio "tanto peggio tanto meglio" (per loro, non per noi).
Però boh. Forse è questo tempo di merda a oltranza che mi rende maliziosetto. No?
domenica 11 marzo 2018
mille giorni di Xi e di te
Con un colpetto di emendamento alla costituzione il parlamento cinese ha tolto il vincolo dei due mandati, proclamando di fatto imperatore a vita l'attuale presidente.
E se oggi sei alle prese con l'ennesima giornata di merda, per giunta domenica, e il tuo grado di serenità e buonumore oggi è da accerchiamento da forze aliene fresche di sbarco, ricorda che ci sono due membri (su 3000) del parlamento cinese che quell'emendamento non l'hanno votato.
Voglio dire, c'è chi sta peggio.
E se oggi sei alle prese con l'ennesima giornata di merda, per giunta domenica, e il tuo grado di serenità e buonumore oggi è da accerchiamento da forze aliene fresche di sbarco, ricorda che ci sono due membri (su 3000) del parlamento cinese che quell'emendamento non l'hanno votato.
Voglio dire, c'è chi sta peggio.
agenti maledetti
Con la prima parte dell'intervista fiume a Sabrina Misseri (ma anche alla madre Cosima) la Leosini arzigogola, sovrastruttura delle semplici domande tecniche facendo loro intraprendere voli pindarici che sfiorano la nevrastenia, sferra dei fendenti improvvisi con quella espressione distante e paracula al contempo, e sostanzialmente conferma se stessa: stucchevole, accuratissima e pertinentissima, molto, e sottolineo molto brava; iconica.
E a sua volta Rai Tre si conferma fuoriclasse nell'imbastire raffinatissimi programmi su fatti di cronaca noir e dintorni che non di rado rasentano, nel loro genere, la perfezione. Ed essendo questo "Storie Maledette" realizzato esclusivamente da risorse in squadra Rai, rende non solo superflue e petulanti tante delle cazzate e dei cliché che riguardo la Rai si vomitano spesso e volentieri, che a me fanno invece sospirare all'idea di cosa sarebbe la nostra televisione pubblica se fosse ancora più pubblica, con meno format ultratrash esterni che fanno il gioco (e il conto in banca) di gruppi e gruppetti, lobby e lobbyne (politica compresa) e quella vera peste bubbonica dei potentissimi "agenti dei vip" che in cambio delle prestazioni di un fuoriclasse che hanno in scuderia, ti impongono di piazzare in programmi creati quasi esclusivamente alla bisogna l'imbarazzante caravanserraglio dei morti di fama raccomandati, incapaci, famosi solo per essere famosi in quei programmi. Peccato.
Fantastica Franca. Fantastica Federica. Fantastica Veronica. Fantastico Pino. Fantastico Ezio. Fantastica Rai.
Questa Rai che sa fare da se. E lo fa come pochi altri.
E a sua volta Rai Tre si conferma fuoriclasse nell'imbastire raffinatissimi programmi su fatti di cronaca noir e dintorni che non di rado rasentano, nel loro genere, la perfezione. Ed essendo questo "Storie Maledette" realizzato esclusivamente da risorse in squadra Rai, rende non solo superflue e petulanti tante delle cazzate e dei cliché che riguardo la Rai si vomitano spesso e volentieri, che a me fanno invece sospirare all'idea di cosa sarebbe la nostra televisione pubblica se fosse ancora più pubblica, con meno format ultratrash esterni che fanno il gioco (e il conto in banca) di gruppi e gruppetti, lobby e lobbyne (politica compresa) e quella vera peste bubbonica dei potentissimi "agenti dei vip" che in cambio delle prestazioni di un fuoriclasse che hanno in scuderia, ti impongono di piazzare in programmi creati quasi esclusivamente alla bisogna l'imbarazzante caravanserraglio dei morti di fama raccomandati, incapaci, famosi solo per essere famosi in quei programmi. Peccato.
Fantastica Franca. Fantastica Federica. Fantastica Veronica. Fantastico Pino. Fantastico Ezio. Fantastica Rai.
Questa Rai che sa fare da se. E lo fa come pochi altri.
mercoledì 7 marzo 2018
Così imparano.
l'ultimo capolavoro che è lecito aspettarsi da questo PD Waterloo Edition è che per puro bellafighismo (o peggio angora per smania di vendetta del rancoroso piccolo podestà della catastrofe) consegni il paese a M5s e destra in un sol colpo.
Dopodichè le ha fatte tutte.
Dopodichè le ha fatte tutte.
lunedì 5 marzo 2018
forza Chicco
c'è pure qualcosa che non mi piace. Tipo il modo sgarbato, quasi vessatorio, con cui tratta i collaboratori (e questa impressione la traggo da quello che vediamo. Non oso pensare a quello che non vediamo), e un certo snobismo nei confronti di alcuni tipi di notizie.
Ma ho stima di Enrico Mentana. Lo considero preparatissimo e cazzuto. Ho stima della passione professionale che trasuda da ogni parola che pronuncia. E non ho la più pallida ombra di dubbio sulla sua onestà intelletuale.
Da quest'uomo acquisterei una macchina usata.
Ma ho stima di Enrico Mentana. Lo considero preparatissimo e cazzuto. Ho stima della passione professionale che trasuda da ogni parola che pronuncia. E non ho la più pallida ombra di dubbio sulla sua onestà intelletuale.
Da quest'uomo acquisterei una macchina usata.
nero di seppia
intanto parliamo un attimo di sta barzelletta di "onda nera" che dall'importanza che gli si da sui media e sui social, sembrava che domattina toccava mettere la divisa da giovane balilla e andare a marciare su Roma, quando in realtà, stando così le cose, le percentuali sono così patetiche che probabilmente avrebbe fatto di meglio il Club Italiano Uncinetto Creativo.
Prego non dimenticare che in altri paesi questi hanno portato a casa risultati importantissimi.
Qui siamo a numeri da termometro di Campo Felice a inizio gennaio. Cioè, una mezza farsa. Una burletta. La Lorenzin al confronto è Golda Meir.
Ora, io mi auguro per loro che con l'evolversi della situazione le cose cambino. Perchè altrimenti sarà urgentissimo che cominciamo tutti a dare a sti quattro raccattati l'importanza che gli italiani gli hanno dato nelle urne. Cioè alcuna.
ps: qui abita un antifascista. Ma evidentemente non solo qui.
Prego non dimenticare che in altri paesi questi hanno portato a casa risultati importantissimi.
Qui siamo a numeri da termometro di Campo Felice a inizio gennaio. Cioè, una mezza farsa. Una burletta. La Lorenzin al confronto è Golda Meir.
Ora, io mi auguro per loro che con l'evolversi della situazione le cose cambino. Perchè altrimenti sarà urgentissimo che cominciamo tutti a dare a sti quattro raccattati l'importanza che gli italiani gli hanno dato nelle urne. Cioè alcuna.
ps: qui abita un antifascista. Ma evidentemente non solo qui.
sabato 3 marzo 2018
Ma grazie no.
in inglese si dice better the devil you know, ovvero, se proprio deve toccarti un diavolo, allora meglio un diavolo che già conosci. Ma grazie no. Stavolta no.
Non ho mai perso una singola occasione per manifestare la mia sconfinata simpatia per il movimento degli scappati di casa senza arte ne parte telecomandati da una Srl di grido per bocca di quel monumento nazionale allo squallore che è l'ex gieffino Rocco Casalino, quel maschione che all'interno della casa si prodigava in racconti erotici su improbabili partouze con orde di giapponesine infoiate, giusto un attimo prima di diventare la reginetta delle notti al Mucca (questo più o meno il livello di credibilità), e modalità che a me ricordano tanto cose bruttissime come Scientology.
Ovviamente voto altro, e quello che voto io non interessa a nessuno.
Ma se proprio dovessimo fare il giochino della cacca che puzza meno, non ho la più pallida ombra di dubbio. Meglio gli scappati di casa della grottesca armata Brancaleone grazie alla quale abbiamo già abbondantemente fatto ridere il mondo e rischiato la bancarotta di Stato, oltre ad un imbarbarimento culturale che ci ha riportato indietro di decenni.
Meglio il democristianuccio piccolo piccolo col completino della Rinascente che inciampa sui congiuntivi e fatica a cimentarsi nelle giravolte spericolate che gli vengono suggerite in cuffietta dalla regia, come a Ambra dei tempi d'oro, del trucidume che va col piattino in mano in quel buco di culo nero dell'Europa che è l'Ungheria, dove il problema principale è ancora riuscire capire i più elementari rudimenti della moderna democrazia, figuriamoci progresso e benessere.
Ovviamente darò il mio contributo perchè il risultato elettorale indichi altro. Ma nella peggiore (e per me davvero peggiore) delle ipotesi, better the devil you know un beatissimo cazzo.
Non ho mai perso una singola occasione per manifestare la mia sconfinata simpatia per il movimento degli scappati di casa senza arte ne parte telecomandati da una Srl di grido per bocca di quel monumento nazionale allo squallore che è l'ex gieffino Rocco Casalino, quel maschione che all'interno della casa si prodigava in racconti erotici su improbabili partouze con orde di giapponesine infoiate, giusto un attimo prima di diventare la reginetta delle notti al Mucca (questo più o meno il livello di credibilità), e modalità che a me ricordano tanto cose bruttissime come Scientology.
Ovviamente voto altro, e quello che voto io non interessa a nessuno.
Ma se proprio dovessimo fare il giochino della cacca che puzza meno, non ho la più pallida ombra di dubbio. Meglio gli scappati di casa della grottesca armata Brancaleone grazie alla quale abbiamo già abbondantemente fatto ridere il mondo e rischiato la bancarotta di Stato, oltre ad un imbarbarimento culturale che ci ha riportato indietro di decenni.
Meglio il democristianuccio piccolo piccolo col completino della Rinascente che inciampa sui congiuntivi e fatica a cimentarsi nelle giravolte spericolate che gli vengono suggerite in cuffietta dalla regia, come a Ambra dei tempi d'oro, del trucidume che va col piattino in mano in quel buco di culo nero dell'Europa che è l'Ungheria, dove il problema principale è ancora riuscire capire i più elementari rudimenti della moderna democrazia, figuriamoci progresso e benessere.
Ovviamente darò il mio contributo perchè il risultato elettorale indichi altro. Ma nella peggiore (e per me davvero peggiore) delle ipotesi, better the devil you know un beatissimo cazzo.
4 marzo: vai col casting..
più d'uno ha male interpretato un mio post Facebook di un paio di giorni fa in cui parlavo del malumore di dover andare a votare senza neppure la possibilità di avere poi un premier come Justin Trudeau.
Temo che a volte mi si prenda un po troppo sul serio.
I canadesi sono sufficientemente fortunati da avere un premier giovane e bello, oltre che assolutamente gagliardo, e beati loro. Ma ovviamente la mia era solo una battuta.
Certo che vado a votare. L'ho sempre fatto. E di sicuro non in base a canoni estetici (in base ai quali, per giocare un po, l'unico che voterei è Fratoianni, o magari anche Furfaro, e chissà, forse neppure per soli criteri estetici).
E anzi, a dirla tutta, trovo l'astensione una cosa di cui doversi vergognare. Sia chiaro, non trovo vergognoso non avere individuato qualcuno in cui riporre la propria fiducia. Dopo una campagna elettorale repellente come questa, la possibilità è tutt'altro che remota. Ma pure in quel caso a votare ci si va, semplicemente annullando la scheda, che è sempre una cosa più onesta da farsi che votare a cazzo, senza essersi sufficientemente informati, o essendosi informati solo con le miserabili favate che mulinellano quotidianamente su Facebook, o in base a qualche pulsione farlocca che somiglia più alla tifoseria che a una vera convinzione politica.
Ma ci si va. Troppo alta la posta in palio, bellini. Troppo alta.
Troppo alto il prezzo che è stato pagato perchè noi ci si trovi anche domenica prossima con una scheda spiattellata sotto il naso, pur farcita di merda.
Perciò io ho scherzato sulle mie crisi d'astinenza da premier bonazzo, ma è l'unica cosa su cui sono disposto a scherzare parlando di elezioni, di diritto al voto, di dovere di voto.
Chi non vota non c'è. Non conta. Non sussiste.
E chi cazzo vuole essere così?
Temo che a volte mi si prenda un po troppo sul serio.
I canadesi sono sufficientemente fortunati da avere un premier giovane e bello, oltre che assolutamente gagliardo, e beati loro. Ma ovviamente la mia era solo una battuta.
Certo che vado a votare. L'ho sempre fatto. E di sicuro non in base a canoni estetici (in base ai quali, per giocare un po, l'unico che voterei è Fratoianni, o magari anche Furfaro, e chissà, forse neppure per soli criteri estetici).
E anzi, a dirla tutta, trovo l'astensione una cosa di cui doversi vergognare. Sia chiaro, non trovo vergognoso non avere individuato qualcuno in cui riporre la propria fiducia. Dopo una campagna elettorale repellente come questa, la possibilità è tutt'altro che remota. Ma pure in quel caso a votare ci si va, semplicemente annullando la scheda, che è sempre una cosa più onesta da farsi che votare a cazzo, senza essersi sufficientemente informati, o essendosi informati solo con le miserabili favate che mulinellano quotidianamente su Facebook, o in base a qualche pulsione farlocca che somiglia più alla tifoseria che a una vera convinzione politica.
Ma ci si va. Troppo alta la posta in palio, bellini. Troppo alta.
Troppo alto il prezzo che è stato pagato perchè noi ci si trovi anche domenica prossima con una scheda spiattellata sotto il naso, pur farcita di merda.
Perciò io ho scherzato sulle mie crisi d'astinenza da premier bonazzo, ma è l'unica cosa su cui sono disposto a scherzare parlando di elezioni, di diritto al voto, di dovere di voto.
Chi non vota non c'è. Non conta. Non sussiste.
E chi cazzo vuole essere così?
venerdì 2 marzo 2018
vecchia sudiciona di un'Elsa
Salvini ha impiegato un po del tempo di un suo comizio a spiegarci che non va bene che Elsa di Frozen (giuro, non scherzo) nel sequel previsto per il 2019 abbia una specie di relazione gay (capirai, un film Disney: immaginati il tasso di furore erotico); cioè in poche parole, che la protagonista di un cartoon abbia caratteristiche che la fanno somigliare alla vita vera e non ai vaccari avvinazzati e semianalfabeti che affollano i suoi comizi.
Questo dal leader del partito la cui iniziativa culturale di maggior spessore a tutt'oggi risulta essere l'elezione di Miss Padania alla sagra dello spezzatino in umido di Belluno.
Questo dal leader del partito la cui iniziativa culturale di maggior spessore a tutt'oggi risulta essere l'elezione di Miss Padania alla sagra dello spezzatino in umido di Belluno.
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