LABELS

ALTROVE (766) UN ALTRO GIORNO (253) QUI E ORA (106) NOTE (8)

domenica 8 luglio 2018

i commossi a targhe alterne

E che non lo sapevo che ora erano tutti lì a fingersi commossi per i poveri "cinghialetti" thailandesi che escono dalle grotte?
Merde vomitevoli. Avete votato per chi vuole che chissà quanti bambini finiscano a galleggiare nel Mediterraneo come stronzi. Solo ieri irridevate coloro che indossavano magliette dello stesso colore di quelle che quei bambini indossano quando finiscono in pasto ai pesci. Avete preteso che questo paese resti indifferente ai chissà quanti minori che affrontano odissee al cui confronto quella dei thailandesini è una scampagnata domenicale, e ora siete tutti lì a fingere apprensione.
Anche perché i bambini thailandesi qui non ci vengono. Anzi, siamo noi italiani che con percentuali da primato mondiale andiamo là a trombarceli quei bambini e quele bambine.
Fate ribrezzo. Avete tramutato questo paese in una gigantesca cloaca che trabocca merda.

sabato 7 luglio 2018

ops

Salvini ha detto che oggi non ha indossato la maglietta rossa perchè in casa non l'ha trovata. Sparita pure quella. 
Insieme ai 49 milioni.


rosso antico

Forse è vero che questa cosa delle magliette rosse non serve a un cazzo.
Però istintivamente mi fido più dell'A.N.P.I. che degli snob insofferenti.
Ps. intanto ricordo ai mattacchioni dei "crocifissi nelle aule" che anche oggi il Papa a Bari si è sgargalozzato sul popolo di merda che siete diventati, qualsivoglia colore di maglietta indossiate. Ma tanto a voi che cazzo ve ne frega. Tutti cristiani col culo degli altri.

da adesso chi tace è complice

solo contro tutti nel villaggio dei gay..

carino il filmato (piuttosto raro) dei Village People trasmesso in uno speciale dedicato alla disco da Rai Uno (meglio tardi che mai, la Rai non li trasmetteva nemmeno allora). Un po di trivia? Per servirla: 
erano tutti gay compreso il loro creatore (un produttore/autore francese, Jaques Morali, che ha ideato il progetto Village People e scritto tutti i loro hits) tranne il cantante solista. Il loro nome fa riferimento proprio al Greenwich Village, un'area di New York City ad altissima concentrazione gay; tutti i loro hit si riferiscono nei titoli e nei testi a luoghi e situazioni "istituzionali" della vita nella grande comunità gay americana, ed i loro celeberrimi outfit altro non erano che i più consueti dress code per l'accesso ai gay clubs delle metropoli USA (a quei tempi tutti rigorosamente per soli uomini) anche se con il loro ciclopico successo mainstream le spiegazioni fornite dall'ufficio stampa a riguardo si fecero via via sempre più edulcorate (e più idiote). 
C'è una leggenda metropolitana che gira da molto tempo su queste icone della disco, e cioè che siano praticamente stati sterminati dall'AIDS. Niente di più falso. I componenti originali sono tutti vivi vegeti e perfettamente in salute tranne il leather-man che però è morto per un banalissimo (si fa per dire) cancro al fegato. L'unica vittima dell'Aids è proprio il loro pigmalione francesce, morto nel '91 a 44 anni per complicazioni correlate al virus. 
Il cantante solista Victor Willis lasciò il gruppo all'apice del loro clamoroso successo mondiale, letteralmente divorato da uno spropositato uso di cocaina e cosucce del genere che lo hanno portato per un periodo ad entrare e uscire dalle patrie galere per crimini correlati a quel problema, compreso l'aver dato violentemente in escandescenze in più occasioni e per rapina a mano armata. Gli altri non si sono mai ufficialmente separati e anzi tutt'oggi appaiono dal vivo soprattutto in occasione di grandi festival o eventi dedicati espressamente al fenomeno disco. Anche il cantante solista è tutt'ora in attività (dopo essersi sposato ed aver messo la testa a posto, terminati gli eccessi di cui sopra) e ovviamente nei concerti saccheggia a piene mani il repertorio classico del gruppo di cui però tra l'altro è l'unico del gruppo ad essere co-autore. Non si è mai, e sottolineo mai, voluto riunire agli altri. Probabilmente dopo tre gloriosi anni gomito a gomito con quel conclave di starlettes nevrasteniche ne avrà avuto più che a sufficienza. Mai più e mai poi..  Può bastare? 
(ps: ho consultato Wikipedia solo per l'anno della morte di Morali che non ricordavo. Tiè, nnate affanculo..)


piccoli segaioli crescono

intendiamoci: a me il porno va benissimo. Purchè sia tra (e per) adulti consenzienti e non ci sia sfruttamento o coercizione, specie per le donne. E quasi trenta miliardi di visite alla piattaforma Porn Hub in un solo anno mi fanno sospettare che non vada benissimo solo a me. Detto questo però, che il 73% dei minori a partire dagli 8 anni, (rilevamenti DoxaKids per Telefono Azzurro) ha visitato siti porno (sorvolando pietosamente sui contenuti inter nos di Snapchat) mi fa sospettare anche che invece di stare tanto a sfrantumare i coglioni coi figli delle coppie gay, forse non sarebbe malaccio se un po di tutta questa attenzione la prestaste ai vostri.


sabato 23 giugno 2018

la ruota di scorta

Cari poveri patetici grillini costretti ormai a fare a tempo pieno gli avvocati d'ufficio del cattivista Salvini che per distrarci dalle magagne legali da decine di milioni di euro allegramente inchiappettati dal suo partito (honestà honestà la maiala di tu ma) ormai non fa altro che spararne una più grossa di quella prima. Ma in che cazzo di paese pensate di vivere, beoti? Lo Stato italiano protegge tutti coloro che sono fatti oggetto di minacce ritenute attendibili. 
Quei quattro buffoni al governo, che tanto per non correre rischi la mafia non la rammentano mai nemmeno quando vanno a fare comizi al sud, probabilmente non hanno mai provato il brivido di essere nel mirino del clan dei Casalesi. Saviano si.  
Saviano scrivendo (non baloccandosi con lo smercio di bufale sui social come molti di voi) ha guadagnato soldi a sufficienza da comprarseli metà di quei pagliacci che farneticano nei loro comizietti arringapopolo e usarli come attaccapanni, altro che come scorta. 
Il fatto è che non decide lui. E' lo stato che interviene, e lo fa ad esempio con testimoni in processi a rischio, con chi denuncia il racket delle estorsioni, con donne che collaborano per lo smascheramento dei megapapponi del racket della schiavitù sessuale, con giornalisti le cui inchieste hanno reso potenziali bersagli della malavita organizzata (come Federica Angeli ad esempio: quella che a Ostia ha dichiarato guerra al clan Spada mentre la Raggi era impegnata a fare niente altrove, che da tre anni non può uscire neppure sul balcone coi suoi bambini) non è difficile, provate a sforzarvi e vedrete che ci arrivate anche voi: lo Stato protegge i cittadini a rischio.  Deve farlo. Non è facoltativo. Non può lasciarli da soli a combattere la potentissima malavita organizzata. Succede in tutti i paesi civili del mondo. Tutto sommato non è neanche troppo difficile da capire, tra una scia chimica e uno sbarco sulla luna, no? 
 Sembrava che doveste cambiare il mondo e siete ridotti a dover arrampicarvi sugli specchi dalla mattina alla sera per rattoppare le cazze di quella patetica controfigura di Orban che vi ha annientato, eclissato, asfaltato. E peccato che "Chi l'ha visto" è finito mercoledì scorso, perchè ormai ci sarebbe da chiederlo alla Sciarelli se per caso sa che cazzo di fine hanno fatto i grillini e il loro premier feticcio, visto che ormai non se ne sa praticamente più niente. O almeno non nel governo Salvini


lunedì 28 maggio 2018

la Firenze da bere che fa ruttare

e ora il PD lavori per coalizzare le forze di sinistra e si liberi una volta per tutte del democristiano di merda che la sinistra italiana si è preso il disturbo di asfaltarla. Torni tra la gente con la gente, riporti subito la sinistra dalla parte degli italiani umili e per bene a cui non batacchia un cazzo dei dibattiti nelle piazzette di Capalbio, della Taranta, degli aperitivi con presentazione, dei salotti poco radical e molto chic, delle Leopolde e di tutto questo orpellume vetusto che ha la capacità magica di repellere chi lavora, chi è disoccupato, chi combatte con la malasanità, chi deve vivere con pensioni da fame e chi una pensione può solo sognarsela, cioè la gente normale che ha già dimostrato in tutti i modi possibili e immaginabili di non voler essere rappresentata da un partito di yuppie fuori tempo massimo, dalla Firenze da bere.
 E lo faccia non per vincere le elezioni, ma per provare a ridare dignità a questa sottospecie di Ungheria 2.0 che siamo stati capaci di diventare. Un paese ignorante e credulone, razzista e intollerante, a partire da un meridione che ormai è la vera calamità, la vera emergenza, la vera voragine ciuccia-quattrini di questa povera Italia. Altro che qualche migliaio di disperati. 
Potete pure continuare a battibeccare come comari mestruate: questo contro quello, tutti contro tutti, e ognuno a capo di un favoloso partitino che raccatta meno voti di Asia Argento a Ballando con le Stelle. Ma non fatevi illusioni, non vaneggiate idiozie auto-assolutrici. Se questo stato delle cose non cambia, i responsabili di questa decadenza indecorosa e di certo non facilmente reversibile che il nostro paese sta vivendo siete voi. 
 Non qualcun altro. Voi.


il vecchietto dove lo metto

Avete scassato il cazzo per anni coi governi non eletti dal popolo (e sorvoliamo pietosamente sull'analfabetismo costituzionale) e poi dall'alto della vostra strabiliante vittoria elettorale (uno dei due è un partiticchio del 17%) tentate di rifilarci come premier un signor nessuno col curriculum tarocco (honesta' honesta' trallallero trallalla') eletto da nessuno, perché vi odiate talmente tanto che mai concedereste all'altro di esprimere un premier. 
E ora cercate di raccontarci che il destino del paese, il "governo del cambiamento" dipenda da un ottuagenario esaltato che a sua volta non si era mai inculato anima viva al mondo fino a solo un istante prima, mentre il Quirinale suggeriva un ministro politico, per l'appunto eletto dal popolo, e per essere precisi il numero due della Lega, non Laura Boldrini, e pretendete di dare lezioncine di Costituzione a un uomo che ha, lui si, un curriculum spaventoso o peggio ancora pensate di intimidire uno che ha delle palle talmente tante da non essersi fatto intimidire dalla mafia che gli ha ammazzato un fratello, e che figuriamoci se si fa intimidire da uno che fino a poco tempo fa vendeva popcorn allo stadio o zompettava da uno studio televisivo all'altro a spese degli italiani che lo foraggiavano extra-lusso per fare il record-man dell'assenteismo, o da qualche trucida che farnetica di impeachment. 
 Buffoni analfabeti.  Buffoni principianti. Buffoni scappati di casa. Buffoni sfaccendati.

giovedì 10 maggio 2018

puttanesimo

Non ho mai prestato un solo secondo di considerazione all'opera di "normalizzazione" di Salvini da parte dei 5 Stelle per puro puttanesimo politico. Per me Salvini continua a stare alla politica come "Fiorina la vacca" alla cinematografia internazionale.


giovedì 26 aprile 2018

Laguna Trend: ecco perchè.

Quello che io devo registrare con riferimento specifico a Laguna Trend, che mi fregio di dirigere dall'estate di 21 anni fa in partnership con Pro Loco Lagunare, al netto di questa fantomatica "mancanza di fondi" (capirai che cifre da capogiro) di cui si farnetica, è una (dichiarata) fortissima e pressochè unanime ostilità da parte dell'attuale giunta comunale nei confronti della manifestazione per motivi, ci riferiscono, che niente hanno a che fare con la stessa, e mi vedo costretto a sottolineare "ci riferiscono", visto che quando si interagisce con Daniele Innocenti sui social per qualsivoglia motivo e su qualsivoglia argomento si tira in ballo, persino con troppa disinvoltura, persino un po a sproposito, persino con toni un filino intimidatori, proprio Laguna Trend (neanche fosse il mio party di compleanno) ma quando poi c'è da parlare di Laguna Trend, ops, si dimentica di interagire proprio con Daniele Innocenti stesso. 
Vincoli, divieti, steccati, condizioni talmente irricevibili da avere l'impressione di essere stati creati ad hoc proprio per farmi alzare le mani, senza perciò avere le palle di dire (e dirmi) "non te la facciamo fare", vuoi mai sapere il rinculo da parte dei tanti che a Laguna Trend hanno sempre garantito un affettuoso sostegno popolare (di cui ovviamente sono e siamo lusingati); irricevibili al punto da dover concludere che piuttosto che affogare un evento, le cui ultime edizioni mi concederete di non reputare esattamente catastrofiche, sotto divieti, divietucci, dispetti e dispettucci, tramutandolo in una mega cazzata, preferisco abbuiare, e neppure per la prima volta, visto un precedente stop di tre anni che per un gioco di coincidenze corrisponde ad un periodo in cui l'attuale sindaco occupava un ruolo di rilievo nell'amministrazione comunale. Ma magari, appunto, coincidenze. 
Tengo a ricordare anche che, fra l'altro, Laguna Trend è nata e cresciuta sotto un'amministrazione di centro-destra (quella dell'ex sindaco Di Vincenzo), e che anzi suscitò un acceso dibattito quando fu ritenuta in qualche modo sgradita, da sopprimere o almeno ridimensionare proprio perchè eccessivamente imparentata con le precedenti amministrazioni di destra, dalla giunta di fronte opposto del sindaco Monica Paffetti (con grande sdegno per queste posizioni anche da parte di chi oggi esprime "ostilità") catapultandomi mio malgrado (o a mia insaputa, come si dice adesso) nell'inconsueto ruolo di suffragetta della destra orbetellana. Così, tanto per rinfrescarci la memoria. 
Se mi permettete, mi vedo anche in obbligo di ricordare che Laguna Trend per me (e per qualche altro professionista con cui collaboriamo) costituisce un'occasione professionale e lavorativa (non una festa di compleanno!), una di quelle che in qualche modo sei costretto a inventarti dopo che, al ritorno da alcune esperienze professionali fuori da Orbetello, prendi atto che non ci siano esattamente le corse per offrirti un lavoro, magari per questioni anagrafiche o chissà cosa (Quelo di Guzzanti direbbe "la seconda che hai detto"). 
 A me piace pensare ad un'amministrazione comunale come un'istituzione che, finchè può, tutela i suoi cittadini (tutti i suoi cittadini, compresi quelli con opinioni politiche diverse) anche (e soprattutto?) nei percorsi lavorativi e professionali, specie in questo momento, specie quando questi cittadini sono in una posizione anagraficamente vulnerabile da un punto di vista lavorativo. O di sicuro, che perlomeno non li ostacoli. Ma evidentemente mi piace pensare a cose che non esistono. 
 Però, e me lo concederete, questo per me è ovviamente un fattore tutt'altro che trascurabile, e di cui sarò costretto a tener conto, senza nulla togliere all'aspetto "pubblico" della manifestazione, cioè l'importanza per alcuni settori del nostro commercio di una vetrina di quella efficacia in un determinato momento dell'anno, il coinvolgimento di un grande numero di risorse (tutte rigorosamente locali) in ambito artistico, sportivo, creativo, tecnico; l'occasione per molti bambini (e le loro famiglie) di confrontarsi con un'esperienza unica e aggregante, l'occasione per molti orbetellani di concedersi una serata di intrattenimento e cultura finalmente gratuita, finalmente assieme, finalmente nella pubblica piazza. Prerogative che tutti conosciamo sin troppo bene, compreso gli "ostili" a orologeria, che evidentemente, facendosi due conti, trovano prioritario il contrasto puerilmente autoesaltatorio alle opinioni sgradite rispetto a tutti i fattori che ho appena elencato.
Capiamoci: con Laguna Trend, nel corso di tutti questi anni, non ci siamo fatti mancare assolutamente niente in quanto a problemi, ostacoli, inghippi, ivi compresi quelli di natura economica, vista l'esiguità dei contributi pubblici che stiamo tirando in ballo a mio avviso totalmente a sproposito, che ci hanno reso specialisti in "nozze coi fichi secchi". Ma quando c'è la volontà di garantire continuità ad un evento che, piaccia o no agli "ostili", ormai fa parte della fisionomia stessa dell'estate orbetellana, i problemi si affrontano e risolvono. Quando c'è la volontà. Che in questo caso, garantisco, non c'è. 
Almeno che non la si esprima con l'eccentrico metodo dei divieti, delle condizioni, dei dinieghi. 
Laguna Trend è sicuramente una cosa che moltissimi orbetellani, bontà loro, considerano bella. Ma ovviamente non indispensabile. Sopravviveranno senza. 
E io pure. Spero.


mercoledì 25 aprile 2018

25 aprile

quello che vi è stato regalato il 25 aprile di tanti anni fa è la libertà di scrivere scemenze su una giornata come questa. 
Spero ve la siate gustata.


pretini di campagna

ah, questi pretini di campagna che si "inquietano" davanti all'amore; 
 che di un meraviglioso momento di accoglienza e comunione, come solo un battesimo può essere, fanno argomento di divisione, di distinzione, di risentimento, di livore; 
 che vorrebbero poter decidere quale amore merita una patente, una classificazione di serie a, un rating di tollerabilità; 
che non si parano quasi fisicamente davanti all'incomprensione, la repulsione, il pregiudizio, facendosi essi stessi scudo, come il loro credo suggerirebbe, a prescindere e persino a dispetto delle proprie convinzioni personali; 
che giudicano sdegnosamente le scelte di vita di persone di fede dalla cui generosità economica traggono la loro unica fonte di sostentamento; 
che smaniano di porsi al di sopra e al di fuori delle leggi dell'uomo, salvo spingere come forsennati affinchè quelle leggi gli garantiscano privilegi e copertura nelle malefatte; 
che disquisiscono di famiglia senza essere loro stessi capaci di crearne una, per latitanza spirituale, perchè in altre faccende affaccendati su commissione extra-terrena, per presuntuoso benaltrismo missionario; 
che non perdono occasione per assurgere al ruolo di capipopolo degli intolleranti, dei bigotti, degli odiatori compulsivi; 
che vomitano fiele nei confronti di chi ha accolto un bambino nella propria casa e nella propria vita per crescerlo, amarlo, proteggerlo, e non abusarlo, sfregiarlo, umiliarlo come invece fanno proprio tanti di quei pretini "inquieti" che, con un rivoltante andazzo che sembra non avere mai fine, lordano nei secoli dei secoli pagine e pagine di cronaca nera con gesti che con l'amore per i bambini non hanno veramente un cazzo a che spartire.


lunedì 23 aprile 2018

non lesinatene.

Questa foto è recentissima. Georgia, scorso weekend.
Insisto. Gli americani hanno bisogno di aiuto. A casa loro.

invece

Io invece per essere radical lo sono. E' sullo chic che sono rimasto un po' indietro.

fate basta, imbecilli.

Smettetela stronzi. 
Smettete di pubblicare merda raffigurante animali maltrattati che non può servire a un cazzo se non a solleticare altri psicopatici e scucire un "mi piace" (sic) a quattro stronzi più stronzi di voi. Io spero che siate solo troppo scemi per capire la gravità di quello che fate, cosa che sospetto fortissimamente. 
A me personalmente fate talmente schifo al cazzo che mi limito non tanto a togliervi dai contatti ma proprio dalla cerchia di chi reputo meritevole anche solo di uno sputo di considerazione, non prima di aver invitato chi ha a realmente a cuore gli animali a fare assolutamente altrettanto. 
Sia chiaro: oltre a essere troppo scemi per essere veri, siete complici di quelle schifezze e chi le fa. 
Imbecilli, cazzo.


domenica 22 aprile 2018

Terra

anche solo tagliare un albero quando non è strettamente necessario è un affronto. Perchè è sintomo di una mentalità merdosa che nei secoli, di giorno in giorno, di luogo in luogo, ha portato allo sfacelo a cui oggi si cerca goffamente di porre rimedio. 
La terra va rispettata sempre, ogni momento, in ogni sua più piccola manifestazione di vitalità. 
 Il problema non è il singolo albero. Ce ne sono tanti. Il problema è il singolo uomo stupido. Purtroppo ce ne sono tanti anche di quelli.


martedì 17 aprile 2018

il Grande Flagello

apprendo che è bastata una replica de "Il commissario Montalbano" per battere in ascolti la finale dell'Isola dei Famosi. Certo un episodio extralusso, impreziosito dal guest-starring di Belen Rodriguez, ma pur sempre una replica. 
E tanto è bastato per far cappotto ad un'Isola dei Famosi sovraffollata di poveracci che famosi non lo sono nemmeno per errore: un non meglio identificato Jonathan, un tale signor Amaurys Perez (prego?) e avanti così, un morto di fama via l'altro. Gente che credo risulti "famosa" solo per quell'elite che che si delizia con quei baccanali di programmi della D'Urso, che cioè guarda la tv con la stessa curiosità intellettuale con cui ci si sofferma a guardare un gatto spiaccicato invece di girarsi dall'altra parte con un conato di vomito che impelle. 
Ma a proposito della D'Urso, stiano tranquilli i feticisti del trash pecoreccio: neppure il tempo di smaltire il surmenage di adrenalina per la memorabile vittoria del riciclato Nino Formicola, ed è già tempo di Grande Fratello, stavolta affidato proprio alle amorevoli cure di Nostra Signora delle Discariche Catodiche. E mica da sola: affiancata da cotanti opinionisti, ovvero quella carampana stravisata della Izzo, indigesta come le anguille sfumate a colazione, e dal secondo più urticante dopo la lana di vetro, l'immarcescibile Cristiano Malgioglio. E chi sennò? 
Povera Italia. Anzi, poveraccia.


domenica 15 aprile 2018

tanti auguri Claudia. E scusa.

Credo che chiedere a Claudia Cardinale che festeggia gli 80 anni "se pensa al suo futuro cosa vede?" mi sembra una roba alla quale io personalmente avrei risposto con una manata. 
La signora è stata sin troppo elegante limitandosi a un "boh?" un po' imbarazzato. 
Mi chiedo se i requisiti per diventare giornalisti Rai non continuino a risultare un tantino psichedelici. Diciamo così.


martedì 10 aprile 2018

proposta indecente

allora cocchi, è solo il mio parere. O-pi-nio-ne, se il concetto non vi rimane troppo difficile. Solo una visione personale. 
 Che non vuol dire che io pontifichi, che faccia la morale o peggio ancora che giudichi, visto l'oceanica vastità del cazzo che me ne frega in genere di quello che fanno gli altri. 
 Io non sono romantico. Non lo sono mai stato. Provo repulsione per ogni manifestazione di romanticismo, devo addirittura cambiare canale quando ne vedo in tv (giuro: quando ci sono delle riprese aeree, quando ci sono serpenti, e quando c'è qualche smanceria romantica), e ovviamente non fa differenza alcuna che si tratti di uomo e donna, uomo e uomo, o cosa. 
 Ma a prescindere da questa già eloquente premessa, trovo che lo strabordamento finale della melensaggine cafona, ovviamente importata da quell'America lì, quella patetica delle reginette del ballo e della torta ai mirtilli per i nuovi vicini di casa, cioè la merda ultra-trash al quadrato, il provincialottismo malato da Jerry Springer Show, siano le proposte di matrimonio con sorpresa, balletti, scenette, recitine da quattro spicci, flash-mob, contorno di pubblico ululante, fotocamere azionate e, orrore finale, l'inginocchiata del pirla (o di uno dei due pirla) di turno. 
Premettendo anche che il concetto di matrimonio è quanto di più sideralmente distante dalla mia indole, che molto terrenamente è quella che mi fa piombare in uno stato catatonico profondo già alla quarta volta che vedo senza mutande la stessa persona, giusto per quantificare a cosa ammonta il mio senso della monogamia, penso però che la mia proposta avrebbe altre modalità. 
Un momento privatissimo. Un attimo in cui piuttosto che quella mezza scemenza dell'amore eterno chiederei e prometterei affetto, fiducia, concretezza, rispetto. E tanto per cominciare non chiedo rispetto inginocchiandomi. Niente inchini ne genuflessioni. Quello è un qualcosa che si chiede e promette ad eguale altezza, guardandosi negli occhi, riservando le inginocchiate ad altri scopi benefici, diciamo così. 
 Sotto il portone prima della buonanotte o faccia a faccia seduti sul bordo del divano dopo un film, o da soli davanti a una quattro stagioni in pizzeria, quando ormai è chiaro che non si sta più improvvisando, navigando a vista, esplorando. Ecco, quello sarebbe il momento. Non coreografie, non sculettamenti, non lacrimoni a comando, non avventori di un Mc Donald sopraffatti da romantico stuporone. 
In due, da soli, in un momento qualsiasi della vita che si è cominciato a percorrere assieme. 
Che si fa, ci si sposa? Per me potrebbe bastare. 
Riservando il circo Barnum a stelle e strisce ad altre occasioni.