LABELS

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mercoledì 18 settembre 2013

che pezzo d'uomo quell'Epifani..

Al delirio ceralaccato del videomessaggio di Burlesconi ha puntualmente fatto seguito l'incendiario commento del segretario del PD Epif..zzzzzzzzzzz....



lunedì 16 settembre 2013

big mouth strikes again..

Con un paio di amiche mi sono concesso quasi un'ora suonata di sano, assoluto, totale pettegolezzo. Scientemente e senza neppure una punta di ritegno. Essendo io stesso uno degli ingredienti indispensabili al banchetto delle linguacce di mezza provincia devo confessare che, al momento giusto e con la compagnia giusta, ricambio volentieri il favore. Ma che dico volentieri: volentierissimo, con una goduria sfrenata. E francamente, quando quel "momento giusto" arriva e quando quella "giusta compagnia" è a disposizione, non vorrei davvero essere nei panni di chi mi finisce nel mirino.


fatti e fattacci..

"cercheremo di capire qual'è l'obbiettivo del Fatto Quotidiano con questa feroce campagna contro Amato". Campagna? Quale campagna, signora Merlino? Il Fatto non ha sibilato, non ha insinuato: ha posto all'attenzione di tutti la documentazione di magheggi, di giochesse, di intrallazzi dei quali avremmo tutti le palle strapiene e da secoli di quel monumento vivente all'indecenza delle prebende milionarie . Si ricorda fino al giorno prima dell'elezioni? Era tutto un coro di "tutti a casa! Rottamiamo tutti!". E si ricorda com'è finita, signora Merlino? Che a casa non c'è andato un cazzo di nessuno. Anzi: prima era consuetudine che ce ne andasse una per volta di sti caravanserragli di coalizioni di grandi statisti, al governo. Ora da un paio di stagioni (politiche) ci sono tutti. E intendo proprio tutti, cioè l'esatto contrario del "nessuno" che la maggior parte degli italiani auspicava, tranne quel Grillo che se ne rimane comodo comodo nel suo personalissimo Nirvana del No, sulla sua nuvoletta del Rompicoglionismo che un pittoresco guru del marketing gli ha confezionato amorevolmente con le sue manine, in attesa del bel giorno in cui avrà la maggioranza assoluta dei voti degli italiani (aspetta e spera) per attuare la sua rivoluzione a suon di "decrescite felici". Nel frattempo i (Fatti) quotidiani  dovrebbero sorvolare sulla bulimia di cariche e incarichi dei soliti vecchi maneggioni che fingono di non saperlo ma hanno tutta la responsabilità delle condizioni in cui versa questo paese ormai da tempi immemori in balia dei deliri di onnipotenza di un trafficone pregiudicato che con una mano governava (vabbè..) e con l'altra saccheggiava questo paese (chi evade RUBA, punto.)? Lei la chiama campagna? Le campagne sono quelle dei calzini celesti dei PM, gentile signora Mirta.  Io quella del Fatto la chiamerei "fatto". E mi perdonerà la cacofonia..


domenica 8 settembre 2013

School's out. For ever.

Ho odiato profondamente ogni singolo minuto trascorso sui banchi di scuola. Penso di essere l'unico al mondo a non conservare neppure un ricordo positivo di quei giorni. Qualsiasi cosa anche remotamente carina mi causava orticaria per il semplice fatto di essermi successa lì. Per lo stesso motivo non ho mai continuato a frequentare neppure una persona con la quale ho condiviso quell'esperienza. Non che non ve ne fossero di adorabili: è che detestavo l'idea di non averle scelte ma di essermele ritrovate in dotazione coatta assieme a righello e pennarelli.
Ricordo come veri e propri traumi i soprassalti di sclero o le esplosioni di isteria premestruale di alcune insegnanti, soprattutto nei primi anni; detestavo tutto quello che avrebbero dovuto insegnarmi, mi facevano orrore i colori delle aule, e il puzzo delle palestre mi intossicava. 
Un paio di volte ho provato con le gite scolastiche, trovandomi a condividere la camera d'albergo con degli alienati per niente interessati ai dischi dei Vibrators che io adoravo, e che anche solo per questo per me risultavano essere dei tali sfigati infrequentabili che se la gita fosse durata anche solo un'istante di più avrei chiamato la polizia per farmi riportare a casa, altro che condividere la camera. 
Una volta che mi hanno beccato a fare zozzerie nel bagno, in uno dei rari momenti realmente ispirati di tutta la mia intera carriera studentesca, fui convocato da metà dirigenza trasversale all'intero corpo docente della provincia tra cui brillava sta preside, riposi in pace, che si affannava a tranquillizzare mia madre sul fatto che certi "errori giovanili" (adeguatissima al ruolo, la signora) un giorno sarebbero stati solo un ricordo e alla quale mi premurai di replicare di badare a tenermi alla larga suo marito che non si sa mai. 
Ero diventato un tale asociale ingestibile (ma solo in quell'ambito, grazie al cielo) che i nuovi insegnanti arrivavano in classe letteralmente terrorizzati dopo aver evidentemente ricevuto istruzioni cautelative preventive, tanto che una poveretta, dopo aver buttato un'occhiata finto-distratta al registro, inquisì trionfante: "vediamo. Chi è Daniele Innocenti?". Peccato che quell'anno fossi l'unico maschio in una classe con 26 femmine. E perciò  alzandomi flemmaticamente in piedi risposi: "indovina".
Perchè queste considerazioni tutto sommato personalissime di cui evindentemente non può importare una beatissima minchia a nessuno? Perchè inizia un nuovo anno scolastico. E pur nella consolante consapevolezza che non esista un solo studente in tutta l'Italia centro-peninsulare che detesti la scuola quanto io la detestassi, mi esce dal cuore un sincerissimo "buona fortuna".
Ps. tranquilli ragazzi: neppure lo scrivere tre scemenze in un italiano appena indispensabilmente corretto l'ho imparato a scuola. Vada come vada vi consiglio di ricordare che un modo per essere delle persone migliori, fuori da quelle quattro mura, lo si trova comunque quasi sempre. 










tutti alla "mostra canina"..

E' veramente commovente vedere i cani e i loro amorevoli padroncini sculettare alla "mostra canina" all'interno di una di queste manifestazioni in cui non è esattamente un'impresa incappare in uccelli legati, trappole e cortesi elucubrazioni su come usarle (benvenuti in pieno medioevo) con cui i cacciatori, quelli che gli animali li massacrano per trastullo,  battono cassa e provano a rifarsi il trucco in un momento in cui l'impopolarità della caccia ha raggiunto livelli siderali. Possibile che non riusciate mai e poi mai a dimostrare un cazzo di coerenza nella vita, gente triste? E complimenti vivissimi anche al Comune di Orbetello che sfoggia orgogliosamente il logo sul materiale divulgativo di ste zozzerie (ma dalle amministrazioni di centro-sinistra siamo ormai abituati ad aspettarci pure di peggio,  vero signori Marras e Rossi?), cosa che in altre occasioni fà con assai maggiore cautela. Ps: dentro la gabbia della foto (scattata pochi minuti fa), nel vano posteriore di un SUV parcheggiato al sole c'è un cane rintanato in un angolo, terrorizzato. 
Il padroncino è probabilmente indaffarato ad organizzare la "mostra canina". 



mercoledì 4 settembre 2013

veri nani e vere ballerine..

Che piacere fare le cose con Gasparri in sottofondo che sbraita "l'IMU non si paga. E' stata abolita. Almeno che nel frattempo al governo non ci vadano quelli che vogliono mettere le tasse..". Esatto: ora siamo uno dei CINQUE paesi al mondo (Mongolia, Congo e gli altri non li ricordo) che non hanno nessuna tassa sulla casa. E ciò non vuol dire che voi avete tolto una tassa, bensì che l'avete tolta agli sboroni che hanno case da favola, e l'avete rifilata a tutti gli altri stronzi con le pezze al culo frantumandola in un altra miriade di gabelle (Service tax in arrivo sul secondo binario, signore e signori..), e l'avete tolta ai comuni che con quei soldi non ci vanno a puttane (perlomeno non tutti) ma ci pagano SERVIZI INDISPENSABILI: trasporti, scuole, etc. Tutto questo perchè quell'ameba di Letta ritiene vitale prolungare l'agonia di questo governo monster dove non si muove pallino perchè Burlesconi ricatta e minaccia di far saltare tutto un giorno si e l'altro pure se non arriva l'aiutino per sbrigare le sue grane di maxi-truffatore fiscale pregiudicato e pluri-inquisito, e perchè una quantità industriale di italiani sono ancora così poveracci da farsi prendere per il culo da quel trafficone e il suo allegro caravanserraglio di nani e ballerine (e stavolta non è neppure un eufemismo, ahimè). Tutto qua, brutto freak.


lunedì 2 settembre 2013

culi e paradisi

Nonostante ne abbiano fatte di ogni per sbarrargli la strada, ora che l'ascesa di Renzi sembra veramente inarrestabile con sondaggi personali che suonano come veri e propri plebisciti, i vecchi paraculi democristiani alla Franceschini cominciano uno ad uno a saltare sul carro del vincitore. Fanno talmente schifo al cazzo che uno si ritrova per forza di cose e turandosi il naso a fare il tifo per quel fenomeno che se non altro ti auguri abbia la decenza di fare subito e senza esitazioni quello per cui sta sbraitando da anni, e cioè spedirli tutti tre passi dai coglioni con un bel calcio in culo. 
Gli stessi sondaggi dicono pure che il pregiudicato pluri-inquisito maxi-frodatore fiscale Silvio Burlesconi è di nuovo in testa negli altri sondaggi, quelli per la coalizione più forte, dopo appunto essere stato condannato con sentenza definitiva proprio per quello, e dopo aver tolto ai ricconi una tassa patrimoniale che verrà inflitta, spezzettata in mille briciole,  sempre ai soliti coglioni che a malapena arrivano alla fine del mese con la miseria di stipendio o pensione che prendono. Se a questo aggiungiamo un Grillo che continua a sproloquiare completamente in balia dei propri deliri a favore del Porcellum e contro qualsiasi altra cosa si muova o respiri, ce n'è a sufficienza da desiderare di portarci non i capitali, in qualche remoto e soleggiato paradiso tropicale, bensì questo vecchio chiaccheratissimo culo tout cour..


domenica 18 agosto 2013

il clan dei maneggioni

Fino a che il gotha della politica ialiana e le più alte cariche dello Stato continueranno a mobilitarsi militarmente per il meeting di quel potentissimo clan di trafficoni maneggioni (Comunione e Liberazione) dove per intenderci Formigoni è regolarmente accolto come una star, in questo paese ci sarà sempre qualcosa di losco, di poco trasparente, di torbido, di sudicio. Facciamocene una ragione.


lunedì 12 agosto 2013

14 anni

E' sempre una brutta giornata per ognuno di noi (intendo noi) quella che si chiude con la consapevolezza che un altro non è riuscito a superare quella fase un pò bellissima e un pò terribile che è l'adolescenza, e che bella e terribile lo è sempre, per chiunque, figuriamoci se sei gay e per giunta circondato da imbecilli.
E' sempre traumatico prendere confidenza con quella cosa strana che diventiamo giorno dopo giorno subito dopo essere stati bambini. E' troppo rapido, forse, il passaggio dal correre a cercare la mano della mamma per stringerla, al trovarsi da soli là fuori a combattere con chi non ci ama come ci hanno amato e coccolato le poche persone che abbiamo frequentato sin lì, e che magari poi ci deridono perchè troppo magri, troppo grassi, troppo peticellosi, troppo rosci, troppo tettone, troppo un sacchissimo di cose di cui fino a un attimo prima sembrava non interessare assolutamente nulla a coloro che ti amavano e ti coccolavano, che poi però non sempre riescono a loro volta a capire la persona completamente nuova che stai diventando, tipo un papà che ti vuole a tutti i costi l'ometto che tu non hai fretta di diventare e una mamma che non riesce a smettere di considerarti il suo bambino sotto la sua ala protrettrice. In conflitto tra loro, in conflitto con loro e, oops, pure un problemino in più: le prime cotte, i primi turbamenti che però capisci di non riuscire a dirigere nella "giusta direzione" (fra virgolettissime).
 St'arrapamento costante, implacabile, che hai vergogna a mostrare alle persone con cui ancora vivi, fratelli sorelle genitori, ma che ogni giorno di più ti monta dentro e rischia di esplodere e schizzare in piena faccia a chi ti è vicino..
E' dura, durissima per chiunque ma di più per te che non riesci a distogliere il pensiero, di notte, da quei polpacci belli e già teneramente virili, già leggermente coperti di peli. Oddio: ti piacciono i ragazzi. E prima o poi se ne accorgeranno, e arriveranno gli insulti (che fanno male ogni volta, a cui non ti abitui mai), le botte, le figure di merda proprio davanti a lui che non può schierarsi dalla tua parte anche se lo vorrebbe da morire ma finisce pure lui un attimo dopo a sbeffeggiarti a sua volta e a chiamarti frocio, checca, finocchio perchè nel branco si fa così, quando magari l'unica cosa che vorrebbe dirti è "ciao: andiamo a fare due passi?" come invece  disse a me il biondino, dall'alto del suo coraggio veramente grande. E se a questo aggiungi gli sberleffi sui social network, le umiliazioni, le mortificazioni, e il giorno dopo a scuola le risatine, le gomitatine, gli sguardi pietosi, bè, si fa seria.
Io ero fortissimo. Tutto questo mi faceva male, mi devastava, ma io ero fortissimo. E figuriamoci se non lo sono stato ancora di più quando nella mia vita sono entrati gli amici, quelli veri, quelli aperti, quelli difronte ai quali non ti avrei consigliato anche solo di guardarmi storto. Forte io, forti loro. E ci siamo cresciuti assieme. E ci siamo estratti dall'involucro dell'adolescenza l'un l'altro, tirando io te e tu me. Ed eccoci qui.
Ma Andrea, il 14 enne che si è ucciso oggi (nome falso) evidentemente non era forte come me e sopratutto non lo erano gli sfigati che lo circondavano, che invece di adottarlo come amico un pizzico più vulnerabile a cui sussurrare "ehi" all'orecchio nei momenti di sconforto hanno a loro volta cominciato a escluderlo, a deriderlo, a chiamarlo con quei nomignoli che fanno male al cuore, che te lo scalfiscono per tutta la vita, talmente fanno male. E che si è fregato giù dalla finestra.
Che giorno triste. Non per la morte stessa di Andrea a 14 anni che pure fa male. Ma per aver di nuovo tutti noi sbattuto il muso contro questo pilone di merda cementificata, incancrenita nei secoli che proprio non riusciamo a sfondare, a oltrepassare. Il muro dell'ignoranza, della virilità da quattro soldi, da saldi di fine stagione, talmente miserabile da spingere qualcuno ai salti di fine vita.
 Io ce l'ho fatta, con quella mamma e quegli amici. Lui, da solo in una bella giornata d'agosto, no.




lunedì 5 agosto 2013

giovani si, giovani no..

Sono commosso quasi sino alle lacrime per i ringraziamenti ai "giovani" apparsi stamani sulla pagina del Comune di Orbetello. E so esattamente dove si volesse andare a parare. Capisco perfettamente il senso degli elogi a orologeria. Siamo tutto quello che volete, ma grazie al cielo non scemi. Ma non è un po da paraculi attribuirsi la paternità di situazioni vincenti (più o meno) e glissare sulle fetecchie?
E capirai se mi sposto di un millimetro dal sospettare che esistano eventi che godono di un credito (e chissà perchè) e altri che godono di tutt'altro credito (e chissà perchè). Tanto per cambiare gli unici a non essere stati onorati di tutti sti ringraziamenti sono, oops,  le centinaia di ragazzi che hanno partecipato a Laguna Trend. E non è sospetta sta dimenticanza visto che chi ha scritto il post il pro-memoria ce l'ha giusto in casa?
Facciamo a spiegarci e magari per l'ultima volta, spero. Delle due l'una: se il 5 agosto stiamo ancora aspettando l'autorizzazione per procedere con l'allestimento di Laguna Trend 2013, c'è da augurarselo che si tratti di ostracismo. Perchè se non è ostilità allora è incapacità pura e semplice. E allora stamo freschi.
Quello che si sta cercando di fare (per pura ritorsione) è mettere in giro la voce che io ce l'abbia con Park Fiction (qualcuno me l'ha pure sibilato con tono un po inquietante: "non farteli nemici". Sic): bersaglio mancato, belli. Io avevo le mani in pasta nell'organizzazione del primo rave (con morto) italiano. Io della vita notturna ne ho fatto non solo uno stile di vita, ma pure un mestiere, l'unico che abbia mai fatto in vita mia (e ancora quello indicano i miei documenti, alla voce "professione"). Figuriamoci se ci formalizziamo davanti ai ragazzini ubricachi. Quello che mi insospettisce è il reputare i "miei" ragazzini frivoli, inoppurtuni, diseducativi, e quelli che frequentano quel tipo di feste profondi e adeguati. C'è una tale discrepanza di parametri che spero salti agli occhi anche agli stessi ragazzi dell'Idroscalo. Non barate: io i complimenti e i ringraziamenti ai ragazzi di Albinia En Tour e alle loro strepitose capacità organizzative (le loro, non quelle di tutti gli altri) non gliel'ho fatti stamani, ma all'indomani di ogni loro festa. Pure quando appendersi al petto la coccardina di Albinia En Tour non era ancora lo sport nazionale.
Sai quanto mi faccio commuovere dal fatto che a questi eventi sia stato garantito il minimo sindacale in termini logistici (e ci mancherebbe) e di sicurezza (e ci mancherebbe). Fare il processo alle intenzioni non è carino: ma qualcosa mi dice che se non fosse per l'iniziativa di alcuni, saremmo ancora ai cori sardi nei rutilanti weekend di agosto. E basta. 
E già che entrate in tema: noi i carabinieri e l'ambulanza li abbiamo sempre invocati a gran voce, dato che si trattava  di un evento che radunava una grandissima quantità di gente (duecento seduti ma centinaia e centinaia  in piedi accalcati col caldo) in una piazza tutto sommato piccola e le cui vie d'accesso risultavano congestionatissime: qualcuno l'ha mai vista st'ambulanza? Io no.
Vorrei poter ringraziare anch'io forze dell'ordine e Croce Rossa. Ma temo che nessuno li abbia mai convocati per Laguna Trend. Perchè evidentemente sentirsi male nella calca di Laguna Trend è più frivolo che altrove.
Va tutto benissimo, e comprendo tutto. Ma se qui qualcuno ha voglia di farsi prendere per il culo dalla presidentessa di quella "gioiosa macchina da guerra" che è la Pro Loco Lagunare, si accomodi pure. Noi anche no. Dia retta a me, dottoressa, e glielo dico in modo che forse a lei risulterà ancora più chiaro: cà nisciun'è fess.

martedì 30 luglio 2013

Così parlò Buonanno il freak

Quella spazzatura umana di Buonanno (CHI?..) deputato della Lega Nord (CHI?..) in crisi d'astinenza da starnazzi pomeridiani in quel lerciumaio di casa D'Urso, nella improba impresa di tentare di far si che qualcuno se lo caghi e si accorga che esista, continua a vaneggiare sulla "lobby dei sodomiti" che deduco siano i milioni di gay italiani, tra i quali, ahimè,  pure io.
Ora: senza disquisire su quanto io e la mia lobby siamo in realtà sodomiti (un pochino si, ma vabbè), qual'è il problema, cosa brutta: tua moglie non ti da il culo? Perchè ti informo: della sovraffollata lobby dei sodomiti non facciamo parte solo noi, ma anche tante belle signore italiane e persino tanti italici gentiluomini. Non abbiamo l'esclusiva della sodomia: tutt'altro. E' un girone assai transitato, mi risulta.
Mi stupisce che tu non lo sappia, mostriciattolo. Perchè anzi io alla tua signora lo consiglierei molto: un favoloso espediente per sbrigare la pratica riuscendo persino a non guardarti nel muso. Piccolo freak.




complimenti per la trasmissione..

Indugiare sulle facce devastate dal dolore, le urla, i nasi schiacciati contro il vetro del carro funebre, i malori, non aggiunge veramente un cazzo alla notizia che è già sin troppo chiara in tutta la sua spaventosa drammaticità. Avvicinare il parente di una vittima e chiedere "il bus ha fatto un chilometro perdendo pezzi: cosa pensa?" non capisco che cazzo di giustificazione possa avere. Di sicuro non aspirare al Pulitzer. Passa se a farlo sono i tg Mediaset, che con le notizie di grana grossa e il modo di porgerle ancora più elegante hanno una qualche dimestichezza. Ma che a farlo siate voi, signora Berlinguer, in tutta franchezza mi lascia un pò perplesso. 



domenica 28 luglio 2013

freak mystique..

Rai News 24 sta infliggendo vere e proprie dirette-fiume dal Brasile in occasione della visita di Bergoglio in quel fantastico paese. Non tanto questo, che naturalmente ci sta, bensì le strabordanti telecronache dell'inviata Vania de Luca che sproloquia per ore, giorno e notte, in pieno rapimento mistico, in preda ad un delirio ascetico di comprensione assolutamente improba. Fantastica. Poi però  mandatela al mare. E' arrivata.



martedì 23 luglio 2013

faccine di cazzo

Adoro le faccine di cazzo dei cattolici della domenica. Se guardi un qualsiasi programma di approfondimento politico te le trovi davanti spesso, in questi giorni. Sono quelli che si scompongono quando Papa Bergoglio va a Lampedusa e che ritengono che un crimine d'odio (definito così da tutte le legislazioni del mondo occidentale) non debba essere punito. Gesù sarebbe fiero di voi, fratelli.


liberi liberi..

Non appena si discute dell'ipotetico (ahimè) reato di omofobia salta sempre fuori qualche imbecille che tira in ballo la libertà di espressione. 
Se quello che volete sentirvi liberi di esprimere è l'odio, allora ve lo andate a piglià in culo in Iraq. In un paese civile le parole e le azioni dettate dall'odio di genere devono essere un reato. E questo è quanto.

etico a chi?..

Tra le tante stronzate a cui quest'estate siamo costretti nostro malgrado ad assistere inermi, quella della moratoria sui temi etici ne batte diverse. L'ex ministra con l'inquietante sguardo psichedelico e una conventicola di altri colossi del suo partito mistico-vaginale, all'insegna di un benaltrismo d'accatto che lascia senza fiato (è da decenni che si occupano di BEN ALTRO rispetto alle cose che preoccupano gli italiani tipo parare il culo al loro sovrano semi-imbalsamato e alla corte di mafiosi, e non per modo di dire, e mignottone che lo strizzano come un limone) propongono di mollare la presa su leggi e normative su sti famosi temi etici (sic) reclamate ormai non solo a furor di popolo ma a suon di sanzioni miliardarie dall'Unione Europea, per occuparsi di ciò che veramente è urgente per gli italiani (tipo le intercettazioni?..). Ne prendiamo atto. 
In attesa delle guerre civili evocate dal guru dei poracci Casaleggio, o più verosimilmente del bellissimo giorno in cui la Carfagna se ne torni finalmente a fare ciò che le riesce meglio: i calendari (e non fate battute volgari).


venerdì 19 luglio 2013

il più bello del troiame

Un indisturbato viavai di kazaki nel nostro Ministero degli Interni che elargivano disposizioni, ammonivano, criticavano, davano istruzioni e manifestavano stizza e sarcasmo per la lentezza" dell'operazione e l'inefficienza della nostra polizia. 
 Tutto questo per giorni, e a due passi dall'ufficio dell'ignaro (ahahahah) Alfano. 
 Naturalmente nulla di questo ha a che vedere con gli intrallazzi di Berlusconi col dittatore kazaco per questioni economiche assolutamente private, con conseguente goliardico cameratismo maschio  tra chi è abituato a organizzare cenette a base di troie e champagne l'uno per l'altro, a turno. 
 Queste sono schifezze che nei polizieschi di cui vado matto sono ambientate in Colombia, o in qualche repubblichetta delle banane in pieno continente africano. 
Quello che mi consola è il moto di sdegno e  spernacchio (tanto per cambiare) rivoltoci coralmente sulle più importanti testate e siti del mondo. Mentre quel colosso di statista di Letta para il culo a quell'impunito di Perv-usconi, allo zietto, alle pitonesse, e a tutto il troiame che oggi a Milano ha fatto fioccare condanne come grandine. Comincio a avere orrore di questo paese.


quei piccoli burocrati

Sono molte le magagne che affliggono questo nostro bel paesino. Alcune ataviche, altre comunque di vecchia data, altre ancora fresche di stagione. La magagna contro cui sembra non la ci si possa proprio fare, però, è la fastidiosa, urticante presenza dei piccoli burocrati. Quelli inetti, incapaci, mai un guitto, mai un'iniziativa, un'idea, in progetto. Quelli di cui non vedi mai la faccia, di cui in genere non conosci il nome, che però per incantesimo ti ritrovi negli enti, nelle istituzioni, nelle associazioni (e pure in ruoli di prima importanza) come? Perchè? Grazie a chi, dato che non ci sono mai quando c'è da dare una mano e se ci sono non spostano una sedia: quelli che non sono proprio parte del tessuto sociale di questo posto, che non si rapportano con la gente, che non fanno volontariato, che non parlano con i giovani, che non si raffrontano con le istanze dei commercianti, a volte sacrosante altre assai meno, quelli a cui non interessa un fico secco di sapere se per gli anziani di questo paese c'è un'opportunità di svago, un posto dove incontrarsi, un modo per trascorrere qualche giornata al mare, per ballare o per fare una partitella, un'occasione per stare attivi, di ricevere anche solo un po di attenzione e sentirsi meno soli, oltre che squattrinati e con le pezze al culo, e idem con le patate per i bambini: sono in vacanza? Che fanno? Con chi e come trascorrono le loro giornate in un periodo in cui i genitori lavorano e lavorano pure più del solito, o magari invece non lavorano affatto e non possono regalare ai figli uno straccio di attimo di svago, l'attività ludica e fisica che è così profondamente giusta per la loro età, per il loro spirito di bambini. Quelli che gli importa una beata minchia se i ragazzini si drogano e si ubriacano come i peggio hooligans . Quelli che non hanno la benchè minima cognizione di causa di cosa si faccia ovunque, in ogni centro (turistico e non) per ottemperare a quello che è un preciso dovere (non una facoltà) di chi amministra, di chi dirige, di chi governa ovvero occuparsi della vita sociale e culturale dei cittadini, tutti i cittadini: grandi, piccini, amici e nemici, belli e brutti, simpatici e affatto simpatici: la comunità. La comunità nella sua interezza. E non ne hanno la minima cognizione perchè non interessati, perchè indifferenti, perchè costantemente in altre faccende (burocratiche) affaccendati, in genere a occupare più di una poltrona, più di una presidenza, più di una direzione, più di un direttivo se non altro per impedire a qualcun altro di farlo. Quelli che però, nonostante ciò, sono lì. A fare il bello e il cattivo tempo di quello che a Orbetello deve succedere. O più verosimilmente, che a Orbetello non deve succedere. Se vi facessi l'elenco di nomi che negli anni più recenti hanno ricoperto un ruolo di direzione di enti o associazioni trasecolereste: e chi cazzo sono?? Se vi raccontassi cosa ho visto e sentito partecipando (poco, pochissimo grazie al cielo) a riunioni, incontri, direttivi e convocazioni saremmo alla burla, tanta e tale l'approssimazione, il vuoto siderale di idee, l'incapacità organizzativa, l'assoluta inettitudine nel collezionare contatti, rapporti, collaborazioni e nel convogliare supporto e risorse, e magari ottimizzarli. E se tutto questo non bastasse, per non farci mancare proprio niente, se non fosse sufficiente questo sfoggio di assoluta mancanza di qualsivoglia talento o abilità, ecco il puntuale, sistematico, infaticabile impegno nell'acciaccare i coglioni a chi invece ha voglia di darsi un po da fare, di dare un piccolo contributo a tirar fuori questo piccolo centro dal blob maleodorante del nulla socio-culturale che lo ammanta, che lo ammorba. Un programma quasi scientifico per aggiungere zavorra, per rallentare, per abbuiare, affaticare se non proprio infastidire chi ci prova, sino ad arrivare a sfiancare, molestare chiunque con regole, regoline, firme e firmette, consigli e consiglietti, riunioni e riunioncine dove puntualmente la confraternita del nulla cosmico si materializza come per incantesimo (e questi chi cazzo sono? Da dove sbucano? E chi dovrebbero rappresentare? E che ruolo hanno? E chi li ha chiamati? A quale titolo? ) e comincia a porre paletti, ostacoli, obiezioni, insinuazioni e bassezze di una lega talmente infima, con un'arroganza verosimilmente parente della frustrazione del non saper fare un cazzo, del non avere idee, del non aver mai organizzato neppure la festicciola di compleanno del nipotino, del non contare un cazzo altrove, laddove invece si smanierebbe di essere e contare: parente della frustrazione del non esserci. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Un paese boccheggiante, un melting pot di orticelli litigiosi e rancorosi, un patrimonio inestimabile come l'intera attività di accoglienza turistica completamente delegata a pochi privati e intere categorie della popolazione gentilmente sollecitate a levarselo da soli, un dito dal culo. Parole un pò rancorose di chi forse ha qualche conticino personale in sospeso? Magari. Che vuoi sapere. Ma intanto sfido chiunque a smentirle.

                                                   originariamente pubblicato su Orbetellove

mercoledì 17 luglio 2013

Fiorello presenta Miss Italia. Ma su Canale 5, grazie.

Fiorello,il sopravvalutatissimo entertainer per famigliole del Mulino Bianco (lui si che fin'ora "non ha mai fatto male a nessuno..") in vecchiaia si diverte a fare il bastian contrario e si spertica nella difesa d'ufficio di quell'imbarazzante carrozzone vetusto e fuori dalla realtà che era diventato Miss Italia, ormai brutto e finto esattamente come quella simpaticona della sua patron Patrizia Mirigliani sostenendo, in risposta alle dichiarazioni della presidente della Camera Boldrin che si dice felice della decisione della Rai di non trasmetterlo più, che in realtà avrebbe sfornato tante brave showgirls per di più parlanti (purtroppo si..), forse riferendosi a qualcuno dei pacchettoni raccomandat(issim)i di Uno Mattina tipo quella fuoriclasse della Daniele, a quelle che fanno plin-plin o a grandi attrici (sic) come la Valle. Se è per questo, Fiorelluccio caro, Miss Italia ha sfornato pure qualche ministro. Appunto: se lo prenda pure chi le aspiranti miss le fa diventare ministre, in una delle sue fantastiche tv filo-brasiliane: sono sicuro che tra veline, meteorine, tettine (rifattine), culini, singnorine, Signorini e zozzerie di questa tacca, di sicuro non sfigureranno le favolose Mara Carfagna di domani.



martedì 16 luglio 2013

merdaio

Per quanto ancora dovremo pagare il canone per vedere sto merdaio di circo sulla rete liberal di sto cazzo della Rai con gli animali e per giunta le urticanti facciotte bolze dei sovrani dell'evasione fiscale?