LABELS

ALTROVE (766) UN ALTRO GIORNO (253) QUI E ORA (106) NOTE (8)

sabato 9 giugno 2012

Rama: una "cippalippa" d'accoglienza..

Un post Facebook di Daniela Innocenti, impiegata Trenitalia presso la biglietteria di Orbetello Scalo, che reputiamo meriti una qualche riflessione.

 "..VENERDI' SCORSO ,ALL'ARRIVO DI UN TRENO DA ROMA ALLE 18.OO,E' DISCESA MOLTISSIMA GENTE TRA CUI UN SIGNORE CON UN BELLISSIMO CANE AL GUINZAGLIO. IO L'HO NOTATO PROPRIO PER LA BELLEZZA DI QUESTO CANE,UN SIMIL HUSKY PULITO,LUCIDO,TRANQUILLO,HO PENSATO "..MADONNA CHE BELLEZZA,GLIELO RUBEREI..".NON L'HO PIU' VISTO PER UN PO',MA VERSO LE 2O.OO,A SPORTELLO GIA' CHIUSO,HO SENTITO BUSSARE AL VETRO,ERA QUESTO SIGNORE CON IL SUO BELLISSIMO E PULITISSIMO CANE,MI HA DETTO CHE AL SUO ARRIVO DA ROMA,DUE ORE PRIMA, AVREBBE DOVUTO PRENDERE IL PULMAN RAMA PER PORTO ERCOLE MA L'AUTISTA SI E' RIFUTATO DI FARLO SALIRE PERCHE',HA SOSTENUTO,SUI PULMAN RAMA I CANI NON SONO AMMESSI SALVO QUELLI DI PICCOLA TAGLIA NEL CONTENITORE O IN BRACCIO AL PADRONE.QUESTO SIGNORE ERA ARRABBIATISSMO,AVEVA UNA PRENOTAZIONE PER UN WEEK-END A PORTO ERCOLE,MI HA CHIESTO SE SAPESSI NIENTE DEI REGOLAMENTI RAMA E SE CORRISPONDESSE AL VERO QUELLO CHE L'AUTISTA AVEVA SOSTENUTO.HO VERIFICATO IN SEGUITO CHE IL NUOVO CONTRATTO DI SERVIZIO DELLA SOCIETA' RAMA CON LA REGIONE TOSCANA IN EFFETTI NON CONSENTE LA SALITA DI CANI DI MEDIA-GROSSA TAGLIA NEMMENO CON MUSERUOLA(IL CANE DI QUESTO SIGNORE L'AVEVA,AL COLLARE,PRONTA PER ESSERE INDOSSATA) PER QUESTIONI DI IGIENE E PERCHE',PAROLE TESTUALI DI UN AUTISTA," MOLTI HANNO PAURA". CON TUTTO IL RISPETTO PER I REGOLAMENTI RAMA..MI VIENE SPONTANEO FARE ALCUNE CONSIDERAZIONI.LA NOSTRA E' UNA TERRA BELLISSIMA,IL NOSTRO MARE E' PULITO,LA NOSTRA ARIA E' RESPIRABILE MA...DICIAMOCI LE COSE COME STANNO,PIU' DI QUESTO COSA OFFRIAMO AI TURISTI?..NIENTE,..NON OFFRIAMO UNA BELLA CIPPALIPPA DI NIENTE. E INFATTI..I RISULTATI SI VEDONO: FINO AD AGOSTO C'E' MOVIMENTO SOLO NEI FINE SETTIMANA,AD AGOSTO IN DIECI GG ABBIAMO GIA' LIQUIDATO LA PRATICA DEL TURISMO. IL POSTO E' BELLO MA QUI,..ME LO SONO SENTITA DIRE TANTE VOLTE ALLO SPORTELLO FACENDO BIGLIETTI DI RITORNO A MILANESI,TORINESI ECC, LA GENTE SI ANNOIA E OLTRE A FARSI MANGIARE DALLE ZANZARE E FARSI TURLUPINARE DA NEGOZIANTI ASSATANATI COME VAMPIRI NON HA ALTRO DA FARE.


ALLORA, DAVVERO CI POSSIAMO PERMETTERE DI FRAPPORRE OSTACOLI A CHI, ANCHE SOLO PER UN WEEK-END,DECIDE DI VENIRE A SPENDERE I SOLDI DA NOI IN COMPAGNIA DEL SUO AMATISSIMO CANE?..ED E' PROPRIO QUESTO,NELLA NOSTRA CIVILISSIMA REGIONE,IL MODO MIGLIORE PER DISINCENTIVARE L'USO DELL'AUTOMOBILE, O SCORAGGIARE L'ABBANDONO DEI CANI IN ESTATE ?..E' QUESTO IL MODO DI FARE ACCOGLIENZA, CREARE I PRESUPPOSTI PER UNA STAGIONE TURISTICA LUNGA QUANTO LE NOSTRE BELLEZZE E IL NOSTRO CLIMA RICHIEDEREBBERO? ORBETELLO E' PIENA DI CARTELLI "DIVIETO DI PASSAGGIO CANI", LA RAMA NON LI FA SALIRE, NELLE SPIAGGE, A PARTE PICCOLI RIDICOLI RECINTI CREATI SOLO NEGLI ULTIMISSIMI ANNI, NON POSSONO ANDARE,..IO SUI PULMAN,SUI TRENI,OVUNQUE, VEDO GENTE SPORCA,INDECENTE, PROBABILMENTE IN MOLTI CASI PERICOLOSA, PER LE NOSTRE STRADE CIRCOLA DI TUTTO ORMAI E ALTRO CHE IGIENE, ALTRO CHE PAURA,...DAVVERO NON SI POTEVA FARE A MENO DI INSERIRE QUESTA STRONZATA NEL CONTRATTO DI SERVIZIO TRA RAMA E REGIONE ? IO AL POSTO DI QUEL SIGNORE QUELLA STESSA SERA AVREI RIPRESO UN TRENO PER ROMA E ME NE SAREI TORNATA A CASA, TIRANDO UN BEL CROCIONE SULL'ARGENTARIO E SULLE SUE "CIVILISSIME" REGOLE DI IGIENE E SICUREZZA PUBBLICA. LUI INVECE HA PRESO UN TAXI (E CHISSA' CHE MAZZATA GLI HANNO DATO) ED E' ANDATO A PORTO ERCOLE. SPERO VIVAMENTE CHE NON TORNI MAI PIU', E CHE PER LE SUE VACANZE, D'ORA IN POI SCELGA POSTI CIVILI DAVVERO

venerdì 1 giugno 2012

mi scusi Bianchetti: padre di chi?

Per quanto mi sforzi di essere aperto e tollerante, e in genere lo sono, proprio non capisco perchè la conduttrice di un contenitore sulla tv pubblica (perciò di tutti e pagata da tutti) di uno stato laico, continui a menzionare il papa chiamandolo Santo Padre. Santo per chi, signorina Bianchetti? Per lei? Padre di chi: suo? E allora lo chiami cosi a casa sua. Sulla tv pubblica si limiti al nome, che è Benedetto XVI, grazie mille. Sappiamo tutti benissimo da quali "spintarelle" lei stata catapultata dov'è. Ma il suo leccaculismo di riconoscenza lo eserciti in privato. Con noi spettatori paganti linguaggio e terminologia giornalistici andranno benissimo. Grazie.

giovedì 31 maggio 2012

Pride 2012: pacatamente e serenamente..

Premetto subito che la soluzione adottata dal Comitato Bologna Pride mi è sembrata  un capolavoro di ipocrisia veramente fenomenale. Un pride senza carri (e perciò senza musica) ma con la banda e i prodotti tipici delle belle terre colpite dal terremoto mi sembra una roba che se non fosse per la tragicità del contesto sarebbe comica. Surreale. Manca solo l'invito alle trans ad indossare il tailleur.
Ed averla definita una mega-cagata italica seconda solo ai socialisti di destra (ma senza allontanarci troppo con la memoria,  anche alla parata "sobria" di Napolitano e accoliti) ha suscitato le ire di Aurelio Mancuso di Equality Italia che se sbirciasse tra i miei post vedrebbe che il termine "cagata" non lo lesino, magari però ironicamente, non irrispettosamente, e che invece  mi ha definito "inutilmente offensivo e irriguardoso" nei confronti degli organizzatori del Pride bolognese.
Ma per carità. Nessuno vuole mancare di rispetto al lavoro di nessuno. E chi sarei io per farlo. Vorrei anzi poter dare una mano, ma sono logisticamente lontanissimo e  trattenuto qui da un irrispettosissimo impegno quotidiano full-time di volontariato col randagismo felino.
Mancuso controbatte che i carri ("sono storia recente") non sono necessari per manifestare  quanto siamo incazzati (ma io continuo  a sospettare che i gay italiani non lo siano poi così tanto, visto e considerato che un'enorme quantità di loro continua a votare per il partito dei Letta e delle Bindi, e fermiamoci qui..).  Ma non si sarebbe semplicemente potuto spostare data o luogo, anzichè inventarci st'ibrido?
A parte che sui "carri storia recente" invece qualcosina da dire l'avrei. Forse Mancuso è, beato lui, più giovane di me e non sa che i carri ai Pride ci sono da sempre, dalla mitologica automobile dello Stonewall, come pure tutto il resto: la musica (disco prima, house dopo), le bandiere multicolori, i bear cuoiati e i culi all'aria delle drag.  E credo che  comunque abbia capito perfettamente che il problema non è quello dei carri di per se: ma la fisionomia stessa del Pride. Un pò come ammettere che questi elementi siano irrispettosi  come più o meno  da sempre va starnazzando la Santanchè, che il Pride sia una manifestazione irrispettosa, talmente irrispettosa da dover essere completamente snaturata e remixata in un momento di tale solennità. E giù con i commentoni ampollosi tipo "bisogna FARE non MANIFESTARE" (con le maiuscole..) come se una cosa escludesse l'altra. E poi: chi cazzo l'ha detto poi che non bisogna manifestare? E cosa minchia fanno allora in questo mese milioni di gay in ogni latitudine del globo? E cosa fanno da sempre gli studenti, gli operai, tutti gli incazzati dell'universo? Si uniscono e manifestano: e ogni manifestazione è un mix di riflessione, proposta, e festa, musica, cori, canti, schiamazzi, visi imbrattati e bandiere sventolanti. E perchè questo, se fatto da noi, diventa irrispettoso nei confronti delle povere vittime del terremoto? Per caso il 9 giugno lo sport si ferma o tacciono i cori sugli spalti? Le discoteche chiudono o organizzano raduni new-age? Le radio si zittano o tramsettono adagi? No: niente di tutto questo. Il mondo, anche quello a due passi dalle macerie dei nostri connazionali, continua a girare. E grazie al cielo, aggiungerei. Ma secondo le decisioni di "buon senso" (solo il termine mi fa drizzare i peli) del Comitato bolognese, solo il Pride deve essere modificato, liofilizzato, attutito, mortificato.
Perchè noi, come comunità, non abbiamo morti, torturati, pestati, carcerati da recriminare. Perchè da sempre, da quel lontano 69, il Pride evidentemente è la festa del "tutto va bene madama la marchesa", e in caso di attentati, tragedie e calamità si rettifica, si sottopone a re-styling. Perchè al Pride non si è ballato e fatto chiasso anche nei tremendi anni post-boom dell'aids, quando di gay ne morivano a frotte. I movimenti gay (alcuni, non tutti certo) italiani hanno in molte occasioni dimostrato memoria corta sulla nostre battaglie, sulla nostra cultura, sulle nostre recriminazioni e la loro stessa fisionomia. E bene che andava, soventemente arrivavano tardi. Esattamente come adesso, quando siamo gli unici stronzi a non avere una legislazione che ci tutela, e per i diritti civili, e per i crimini d'odio ma ugualmente ci si chiede di "abbassare il volume", solo noi, per il lutto che ci ha (esatto, Mancuso, CI HA: ivi compreso questo irrispettoso connazionale delle vittime) colpiti.

Ps: twit del "rispettoso" Mancuso solo qualche istante dopo:

E' evidente che Riccardi non ne capisce nulla, e spara le solite tiritere demagogiche, per questo Vespa lo ha invitato?


Ed eccolo il Pride 84, silenzioso e senza carri nel momento in cui la triste contabilità delle vittime dell'Aids all'interno della comunità gay internazionale  raggiungeva il suo picco massimo..



 La mitica Stonewall car.

mercoledì 30 maggio 2012

UN'ALLUVIONE DI FISCHI

Il presidente Napolitano rappresenta lo Stato in tutti i suoi apparati, compreso quello militare. Un suo gesto simbolico basta e avanza: è, cioè, lo Stato che onora una data importantissima. Ma quegli spiegamenti muscolari (le parate) oltre che vetuste e vagamente coreane, sono dispendiosissime e francamente in un momento come questo mi sembrano fuori luogo. Mi rendo conto che adesso è facile soffiare su questa fiamma. Ma a me la parata farà venire in mente soprattutto il fatto che ancora foraggiamo con una baraccata di quattrini delle cagate di "missioni di pace" all'estero che sarebbe veramente ora di interrompere. In quanto ai terremotati e al fatto che la parata sarà dedicata a loro, per quanto mi sforzi di non essere cinico, mi sembra un tale esercizio di iprocrisia da lasciare senza fiato, signor Presidente. Se a tutti i pagliaccioni della nostra favolosa classe politica che non rappresenta più un cazzo di nessuno, che immagino saranno tutti in bella mostra in prima fila alla parata, spareremo un'alluvione di fischi, allora si che faremo una cosa graditissima alle popolazioni terremotate. Mi prendo la responsabilità di interpretare il loro pensiero..

martedì 29 maggio 2012

Lasciate stare le ragazze.

Se c'è una cosa che veramente mi disturba è vedere postate sui social network le foto di ragazzi gay che si sperticano in effusioni da fotoromanzo Lancio con delle ragazze. Mi chiedo se questi mostriciattoli pavidi si randano conto di quanto stiano offendendo non solo i sentimenti ma anche l'intelligenza di queste giovani donne alle quali possiamo tutt'al più imputare la colpa di essere un pò ingenuotte (un pò troppino, belle: sveglia!). Se ne dibatte da una vita: è una faccenda privata o no? E doveroso dichiararsi o no? A parte che, qualsiasi opinione si possa avere a riguardo, un conto è far credere che Cristo è morto di sonno e usare tutti i mezzucci per riuscirci, tutt'altra fregna è quando per perseguire questo fine si calpestano, si mortificano i sentimenti altrui. Ragazze giovani che nel periodo dell'adolescenza e dintorni avendo un disperato bisogno di conferme, di dimostrazioni di affetto, si rendono a questo modo particolarmente vulnerabili alle mire di questi volponi che mandano in avanscoperta proprio una maggiore gentilezza, empatia, complicità con le femmine, per accalappiare le loro prede da utilizzare per quella roba brutta già nel nome, la copertura sociale. La scusa è sempre quella: problemi in famiglia, mio padre non capirebbe e bla bla bla. A parte che quì nessuno è figlio di David e Angela Bowie. Abbiamo tutti avuto questo problema: tutti. Noi più grandi siamo figli di genitori che non hanno proprio disposto degli strumenti socio-culturali per affrontare la cosa. Eppure eccoci qua: vivi e vegeti. A molti è costato tantissimo, però. Allora va da se che qui c'è un problema: qualcuno è più pavido, più vigliacco, più cagasotto di altri. Bene o male, siamo ormai decenni di distanza da quando il problema era serissimo a livelli di sistema: adesso, a parte gli imbecilli (ma non penso che il passare del tempo, i cambiamenti della società e delle leggi, saranno un grande rimedio per questa piaga pluri-secolare..) è tutto immensamente più facile di una volta, è tutto enormemente più facile che in altri paesi del mondo: ma proprio non vogliamo portargliene un pò di rispetto ai milioni di ragazzi che in altri luoghi e latitudini rischiano le botte, le torture, il carcere se non la pena di morte solo per essere ciò che sono? Davvero non riusciamo a pagargli questo piccolo prezzo di riconoscenza alle generazioni che ci hanno lasciato in eredità un mondo dove certe battaglie c'è chi le ha combattute per noi? Siamo ancora qui a mettere di mezzo ragazze ingenue, mogli frustrate, donne vulnerabili solo perchè non siamo capaci di tirare fuori le palle? Le donne non hanno già sufficienti motivi di giramento di coglioni senza che ci affanniamo pure noi ad aggiungere il carico? Se il gay paranoico che si fa prete perchè così usufruisce del celibato imposto "dall'alto" (che ci sono più gay nei seminari che al Mucca Assassina..) è semplicemente patetico, quelli che usano le donne come scudo umano per le proprie strategie sono stronzi, non patetici: stronzi. Eppure il coraggio di girare per strada addobbate come baldracche da film di Tinto Brass ce l'avete, che al confronto io a volte mi sento Primo Carnera, e per carità: ne avete il diritto sacrosanto. Però poi, oops, non avete il coraggio di dire a vostro padre: 'io sono gay, fattene una ragione' e assumervi la responsabilità delle conseguenze. Ora, non so di quali campioni di perspicacia siate figli: ma il vostro desiderio vigliacchetto di non imporre scossoni al quieto vivere vostro e dei vostri cari non può costare questo affronto all'affettività di una donna e all'intelligenza dei vostri amici. Giratela come vi pare, tromboni del "è una faccenda privata": non lo è affatto. Fino a quando i primi a pensare che nei gay c'è qualcosa di storto saranno proprio i gay, non vedo proprio come poterla rifilare al resto dell'umanità sta patacca. Perchè penso che il problema sia che questi non si piacciono. Questi non si piacciono proprio. Questi sono cresciuti coi tronisti e le corteggatrici, gli spot del Mulino Bianco e le canzoni di Alessandra Amoroso, e tutto ciò che non somiglia a sta merda ha qualcosa che non va. Perchè altrimenti io non riesco a spiegarmelo. Io non stavo lì col pallottoliere a quantificare i pro e i contro; io la contabilità benefici-rotture di coglioni non l'ho proprio considerata. Io non potevo fare altrimenti perchè io ero così e a questo non c'era alternativa da considerare neppure remotamente plausibile. Stop. E poi succedesse ciò che doveva succedere: io non potevo fare altrimenti. E, oplà, eccomi qua. Sopravvissuto, scampato, reduce. Rotture di cazzo? Si, tante. Tantissime. Enormi. Ma che ci vuoi fare: è andata così, sono gay, e se esserlo comporta ancora dei costi alti, talvolta altissimi, bene: paghiamo. Ma di certo non mi abbasso al "vieni quà bella sorca che ti sbatto come un cencio molle". Il cielo ce ne scampi: sono dei tali pagliacci i maschioni che poi t'assediano di notte fino allo sfinimento, che figuriamoci se muoio dalla voglia di fare io la stessa sfigatissima recita. Non si può proprio vedere: girano per il Corso con la borsetta al polso e il ciuffo cotonato che nemmeno le damine del 700 veneziano, poi però hanno bisogno dell'amore naif di una ragazza per pararsi il culo. No, bellini: non si fa. Fatevi preti, gonzi buddisti, santoni new-age inventatevi quello che cazzo vi pare se volete prendere per il culo il mondo (bu bu..) ma per l'amor del cielo, qui e ora: lasciate stare le ragazze.
 Ps: non ho corredato questo post con QUELLE foto solo per non infierire sulle ragazze, non per portare rispetto a voi. Da sempre sono favorevolissimo all'outing o, diciamolo in italiano, sputtanamento coatto.

venerdì 25 maggio 2012

PRESENTATORE A CHI?..

Ieri sera Sergio, un amico e saltuariamente collaboratore di Laguna Trend per ciò che concerne l'impianto scenografico, mi ha chiesto: "che ne pensi di quel presentatore.."?
 Penso, caro Sergio, quello che penseresti te se domattina arrivassi io e cominciassi a fare il tuo lavoro senza avere la più pallida idea di come cazzo si fa.
Penso quello che penseresti te di chiunque si improvvisi a fare il  lavoro  che tu hai imparato a fare con tempo, tenacia, sacrificio e pazienza, che hai affinato con l'esperienza, che hai dovuto fare, specie agli inizi, per due soldi, come spesso succede nella fase di apprendistato o come si dice nel caso di quelli che fanno il mio lavoro, durante il periodo della "gavetta".
Penso inoltre, a rischio di risultare spocchioso  (ma la mia storia mi fa fede) che il mio lavoro sia uno di quelli che hanno a che fare con l'intrattenimento, la comunicazione, lo spettacolo, e che perciò richiedano quel quid, quel qualcosa di speciale che ampollosamente chiamiameremo talento. Uno di quei lavori, perciò, che non tutti possono fare. Uno di quei lavori che dovrebbero essere lasciati fare a chi ha il talento per farlo, meglio se abbinato a tecnica e esperienza.
Certo, di presentatori sprovvisti del benchè minimo talento ve ne sono a bizzeffe anche in situazioni ultra-professionali (nei giorni scorsi da ste parti girava la Danieli: ecco, quella è una conduttrice/presentatrice clamorosamente sprovvista di qualsiasi cosa che al talento somigli pure solo remotamente). E ci può stare.
Ma il mestiere no, non deve mai mancare: almeno il mestiere, la tecnica, l'esperienza, quelli che si accumulano con gli studi, con gli anni, con le serate sfigate in cui devi fare il buffone davanti a 4 disperati, di serate a alto tasso alcolico (discoteche, per esempio) dove ti insultano e ti fischiano a prescindere, magari solo perchè è stata fermata la musica,  di giornate in cui devi fare l'intrattenitore due giorni dopo la morte di tua madre perchè non ci sono sostituti e il pubblico non ha colpa delle tue croci, di serate con un impianto audio da sagra di paese ma meno male che tu sai usare il diaframma e se poi sai pure parlare italiano correttamente certo non guasta etc etc., ecco: quel mestiere non deve MAI mancare. Per rispetto del pubblico. Pure di quei quattro gatti o degli ubriaconi fracichi di cui sopra. Mai.
Ricordiamo tutti (non con particolare piacere) della mia piccola, sgradevole querelle un anno fà con l'allora neo-insediata giunta, o parte di essa, per gli appunti che mi si mossero sulla cifra stilistica degli eventi da me ideati e organizzati. Capisci caro Sergio che ora io avrei voglia di dilungarmi su qualche improvvisazione di troppo, su qualche arraffazzonamento di troppo di cui ho preso visione in questi ultimi mesi, con la speranza che non fosse davvero quella la cifra stilistica che mi si consigliava (grazie no. Io a quei livelli di allegra festicciola da campeggio comunale credo di non esserci arrivato mai neppure quando ero un pivello, un novellino). Ma non mi dilungherò su quello: non ve n'è bisogno: parlano i fatti, e se non ti dispiace, parla il pubblico.
Ora: se vogliamo buttare tutto in vacca, se vogliamo accontentarci della festa strapaesana, se ci piaccioni i raccattati che una mattina si svegliano e s'inventano di essere intrattenitori, presentatori, animatori  e volemose tutti bene, va benone: ci stò. Magari mi diverto pure io. A patto che non mi si acciacchi i coglioni con la cifra stilistica dei miei eventi. Perchè con umiltà mi sento di dirti, caro Sergio, e pure senza tema di smentita, che su quel palco in piazza  c'è Maurizio Amadio, o c'è Alessandro Innocenti, o ci sono io, o semplicemente su quel palco non ci sono presentatori. Perciò riformula la tua domanda usando un termine più appropriato e io volentieri ti rispondo.

lunedì 7 maggio 2012

parola di scout..

Sono sndato per connettermi e sono stato accolto da una decina di pagine di pistolotto ad opera di Facebook che mi dicevano che un mio contenuto era stato rimosso perchè offensivo e bla bla bla. Stavo a sentì che cazzo avevo combinato, e alla fine appare la frase incriminata. Avevo commentato un articolo di un giornale che riportava della querelle tra quel comune sardo che non offirà piu dei locali ai boyscout per il loro atteggiamento discriminatorio verso i gay. Avevo commentato dicendo piu o meno che se le avessi chiesto di fare il boyscout, mamma m'avrebbe incatenato al letto mentre era piu possibilista sul figlio frocio. Ora, dov'è il contenuto offensivo: mamma che mi incatena al letto? (mi ha portato la colazione a letto sino a che se n'è andata,e avevo superato i 40, figuriamoci se non era una battuta..) o il "possiblista sul figlio frocio" (il termine è colorito, ma detto da me quanto potrà essere offensivo?...), o più semplicemente che sono andato a ravanare in un terreno (quello degli scouts..) che è naturalmente intoccabile? Vedete un po voi.. (ps. Se ora sparisco nel nulla sapete chi è stato, stavolta....aahahaha).

martedì 20 marzo 2012

CARA FORNERO: ANCHE LEI OSTAGGIO DI QUELLA VECCHIA SCORREGGIA DI GIOVANARDI?


Cara Fornero, #nocoppiediserieB. L’appello per i diritti dei gay di Vanity Fair


Forse dopo la sentenza della Corte di Cassazione la politica italiana si accorgerà finalmente di essere ormai oltre la soglia del ridicolo e sempre più lontana dalla vita reale. Una situazione grottesca, quella della carenza di legislazione in tema di diritti civili delle coppie gay (ma non solo!), che non può più essere più beatamente relegata alla voce "verranno tempi migliori". Stufi: siamo tutti veramente stufi di vedere la questione che ci vede nella favolosa posizione di fanalino di coda rispetto all'Europa civile e l'intero mondo occidentale, con ogni probabilità ostaggi di un Clero ormai scatenato nel contrastare (molto più subdolamente di quanto si pensi) qualsiasi richiesta e legittima sollecitazione da parte della comunità gay italiana e a esercitare ogni tipo di pressione su una classe politica la cui inutilità e tronfia onerosità sono sotto gli occhi di tutti, più di quanto non lo sia, per esempio, nel portare alla luce la valanga di scandali e scandaletti di pedofilia che lo vedono coinvolto ormai in ogni angolo e latitudine del globo terreste e permettere senza inciuci e tentativi (spesso riusciti!) di insabbiamento, ai sistemi giuridici di mezzo mondo di poter intervenire legalmente contro i suoi rappresentanti che ormai pare abbiano assurto la pratica della molestia sessuale a danno di minori a ruolo di sport nazionale, siamo stufi, dicevamo, di vedere la questione ridotta agli imbarazzanti vis-a-vis Giovanardi-Concia nei soliti salotti televisivi: il primo ormai quasi completamente in preda ai propri deliri mistico-punitivi e la seconda che sbraita in modo scomposto senza però, oops, mai accennare al fatto che metà di quel pachiderma dormiente del proprio partito su questo tema se ne sta comodo comodo dieci passi indietro pure allo stesso Giovanardi e a tutti i Buttiglione e Binetti del pianeta. Una situazione discriminatoria così platealmente malsana, quella italiana, dove te puoi fare una cosa e io no solo ed esclusiamene per le mie attitudini sessuali e affettive, da aver appunto messo la Corte in uno stato di tale pesantissimo imbarazzo da dover emettere una sentenza che praticanente dice: qui non torna un cazzo ma noi abbiamo le mani legate rispetto a sti incapaci richiamati più volte e da più parti (per esempio l'Europa..) a porre fine a sta schifezza, cessando qui e ora di sottostare ai ricatti di cui sopra in nome di un fantomatico elettorato cattolico (ma la sonora inculata dei referendum su aborto e divorzio i lungimirantissimi colossi della nostra politica se li sono già dimenticati, fra un'orgetta a trans e una pippata di coca?) che poi sarebbero quelli che divorziano a livelli da Guinnes dei Primati, tanto per dirne una, tanto sono cattolici e devoti al concetto di sacra famiglia, seguendo, si può presupporre, l'esempio proprio dei pluridivorziati ministri, sottosegretari, parlamentari e onorevolissimi onorevoli e capi-popolo puttanieri. E allora ecco uno dei tanti, tantissimi appelli e prese di posizione del mondo civile, quello di Vanity Fair (che vi invitiamo assolutamente a sottoscrivere, link sotto la foto) per chiedere alla ministra delle Pari Opportunità di smascarsi da tanto predecessore e 1) risparmiarci i suoi pareri a riguardo di cui peraltro non importa una beatissima minchia a nessuno e 2) di comportarsi da ministro tecnico di uno Stato laico (pure questo dice la Costituzione, caso mai quella vecchia scorreggia di Giovanardi se ne fosse dimenticato) e porre fine a sta vergogna dell'assenza di legislazione in tema di diritti delle coppie gay e di lotta all'omofobia, che ci vede a braccetto di statarelli ex-sovietici e Repubbliche delle Banane dell'Africa sub-sahariana, e di farlo in modo celere e deciso, con la stessa celerità e decisione con cui il governo di cui fa parte sta saccheggiando le tasche dei suoi cittadini omosessuali che, caso mai alla ministra fosse sfuggito, pagano le tasse e contribuiscono alla vita sociale di questo Stato esattamente come chiunque altro, a prescindere dal fatto se poi la sera, tornati a casa dal lavoro, pomicino con qualcuno del proprio sesso o chi cazzo preferiscano. Ps: l'Europa che ci chiede di porre fine a sto bruttume offensivo per la dignità umana è un'Europa governata in maggioranza da forze moderate, conservatrici e di centro-destra. Nella stragrande maggioranza dei paesi che hanno regolamentato (ahimè anni fa) questa questione, a farlo sono stati governi di centro-destra. Evidentemente più progressisti però della esangue sinistra italiana. Quella del cilicio, per dirne una.

mercoledì 7 marzo 2012

speciale OTTOMARZO2012: ma le orbetellane sono davvero così?..

Generalizzare è idiota, oltre che pericoloso. Vero però che esistono delle condizioni socio-cultural-ambientali che magari finiscono pure con l'avere il loro perchè nell'identikit di una popolazione piuttosto che un' altra. Crescere orbetellana, figlia di orbetellani e mamma di orbetellani, con le anguille sfumate, la sabbia della feniglia, lo struscio sul corso e tutto il resto nel DNA garantisce dei verosimili crismi di caratterizzazione? In soldoni: le donne orbetellane, le nostre donne, hanno o non hanno un profiling da definire con una qualche certezza? Sono o non sono fatte cosi e colà? Manteniamoci semi-seri, per l'amor del cielo, dato che qui nessuno è remotamente titolato a avventurarsi in tesi socio-antropologiche da villaggio-vacanze. Ma diciamocelo: sono le nostre mamme, le nostre amiche, le nostre mogli, le nostre ganze: le conosciamo! Una donna che si dà da fare, nonostante non sia esattamente questa la fama che precede noi orbetellani in generale. Anzi, io vivendo qua ho sempre avuto l'impressione che la capacità di cavare un ragno dal buco (o cavarsi un dito dal culo, come avrebbero detto le nonne) da queste parti sia sempre stata una prerogativa prevalentemente femminile (forse in generale?..) mentre l'orbetellano maschio è più ciambrano e ama trovarsi le cose bell'e scodellate. Una donna tutto sommato piuttosto moderna rispetto a ciò che si potrebbe pensare di chi vive in un piccolo centro di mare nel cuore della Maremma Toscana. A volte un pò sensibile al concetto di modernità che ti rifilano in tv, non esattamente cosmopolita. Ma tutto sommato si, moderna e pratica. Non ho amato il (lungo) periodo in cui sembravano tutte smaniare di smuovere il SUV per andare a prendere il bebè a scuola a 500 passi contati da casa o scapicollarsi in agenzia a prenotare vacanze ultra-cafonal a Sharm-el Sheik, finte come le Barbie da collezione. Ma quel periodo mi sembra tutto sommato passato e passè. Arrivano i tempi di crisi e la donna orbetellana si riplasma a loro immagine e somiglianza: pragmatica, più parsimoniosa, onesta nell'ammettere il momento durissimo e "basta co ste stronzate Hello Kitty che fra l'altro non s'affrontano..Di scarpe ti metti queste e non rompere i coglioni". Una donna soventemente conservatrice se è vero che proprio noi costituiamo sta specie di pecora nera nel sinistrorso panorama socio-politico toscano più in generale, ma non ottusa, non estremizzata nelle convinzioni, neppure remotamente razzista eccezion fatta per qualche raro esempio più ascrivibile a patologie di tipo psico-comportamentale che a ideologie vere e proprie.
Una donna attiva, che si tiene in forma, che frequenta le palestre in gran quantità e con grande slancio ma che ama mangiare, bisbocciare di quando in quando, la sagra, la cena con gli amici, lo sghiozzo di pizza sul Corso mezz'ora prima di cena. Animale sociale a dosaggio controllato, la donna di Orbetello esce volentieri, non si chiude, sta in piazza a chiacchera e passeggia volentieri tra le bancarelle del mercatino: ma francamente non è la donna da festa patronale col ballo liscio in piazza e cofana cotonata di fresco per l'occasione. Si ferma a guardare lo spettacolo, magari ne parla per giorni e spettegola con le amiche, ma lì per lì si scalda il giusto, applaude il giusto, e soprattutto assiste: non partecipa. Pubblico, niente ribalta. Ma ama ballare, quando può và, frequenta corsi di ballo e finalmente esce un'oretta la sera proprio per la lezione di social-dance (sic), cosa assolutamente impensabile fino a una quindicina d'anni fà, e caparbissima nel coinvolgere in questo il marito che dall'alto della propria leggiadria in pista se ne rimarrebbe volentieri a casa a guardare le farfalline di Belen in tv ma "se non vieni te vado da sola" e allora vai col tarascone alla Bocciofila. Religiosa, non bigotta: si alla processione quasi come statement sociale, segno di disponibilità e cuore, mai di devozione cieca e senza interrogativi: madonne umanissime che a volte sbuffano un pò, non Madonnine del Petrolio che piangono, sanguinano, appaiono, scompaiono e ne fanno di ogni. Queste attitudini sono assai più facilmente riscontrabili in posti e luoghi contigui al nostro, ma niente nomi nè indicazioni nemmeno sotto tortura. La reliquia da conservare in casa una settimana ciascuno con relativo pellegrinaggio di pettegolezzo e preghiera a casa di questa e quell'altra da queste parti hanno la stessa aderenza alla realtà che può avere Star Trek negli episodi più gagliardi. Altrove, invece, queste cose acchiappano e come. Una mamma che cresce i figli consapevole di farlo in un luogo tutto sommato salubre e non particolarmente a rischio, anche se poi il colpo di merda del figlio dibosciato ti tocca a Neghelli come a La Cruz se la sfiga ti perseguita, e che perciò non eccede in paranoie e morbosità su sesso disinvolto e canne a go-go perchè sa che tanto l'adolescenza dei figli non è mai una passeggiata di salute, e le esperienze i figli se le fanno che a noi e a Giovanardi piaccia o no. Ma il sapere che il tutto avvenga praticamene sotto casa in un paese che dimostra una certa ostilità e non solidarietà verso gli stili di vita un minimo estremi, la tranquillizza in parte e la rende una mamma più tollerante e comprensiva che altrove. Poi però ti fermi un attimo, rileggi quello che hai scritto e capisci che se avessi descritto la donna di, che so, Orvieto anzichè Orbetello, ne sarebbe venuto fuori un ritratto assolutamente somigliante se non identico. Perchè questa di cui sopra è forse più in gererale la donna italiana dei nostri giorni e la donna orbetellana lo è: la donna italiana dei nostri giorni, con la dolcezza e gli spigoli, gli slanci e i limiti, i sussulti e le arrese che non cambiano da città a città, di regione in regione. Ma avendola frequentata per tanti tanti anni, ormai, e facendomi per un attimo drammaticamente serio, una caratteristica che invece è veramente tipica della donna di qua, di cui ho sempre fieramente riferito e raccontato nei miei periodi di migrazione a chi la donna orbetellana non l'ha conosciuta personalmente, che comprende una gamma di nomi, età, condizioni e realtà che vanno da mia madre, passando per le amiche, arrivando alla ragazza giovane con la quale condivido l'esperienza Laguna Trend, è quella caratteristica che è speciale proprio perchè noi siamo nati e cresciuti in un piccolo centro, in una terra, quella di Maremma, dove la gente ha fama di essere dura e poco ospitale, dove di stimoli esterni ne arrivano col contagocce e dove non sempre è possibile andarseli a cercare fuori: l'apertura mentale. Questa si congenita, ambientale, di specie, antropologica o chissà cosa, che le caratterizza tutte con poche, rarissime eccezioni. L'apertura mentale: che non te la garantisce il vivere a New York nè il laurearti alla Bocconi, non te la garantisce il talento da artista nè un credo religioso a-la-page. La donna orbetellana decide di esserlo, aperta, perchè qui è cosi che va e non ci sono altre opzioni. Altro che provincia, altro che paesino di mare, altro che Maremma. La donna orbetellana è di mente così aperta da renderle agevole e sopportabile doversi confrontare con mentalità e stili di vita, come quelli di chi scrive, che non potrebbero essere più distanti da lei, e trovarlo pure utile e gradevole. Rispetto.

lunedì 5 marzo 2012

In risposta a Angela Vitaliano sul Fatto Quotidiano blog

Sottolineare che a un eterosessuale non sia richiesto "sventolare" è furbetto e fuorviante, a conferma di una beatitudine, quella di Dalla, che già gli avete conferito ma che sotto questo particolare aspetto a mio avviso è tutt'altro che meritata. Non mi sembra esattamente la stessa cosa la posizione di un gay potente, talentuoso e ossequiato rispetto alla vita privata di "qualsiasi" altro eterosessuale. Di sicuro non per gli adolescenti gay, non per la situazione dei conviventi gay, non per l'omofobia. Cause alle quali Dalla si è guardato dall'immolarsi. E per carità, chi lo obbligava.
Lucio Dalla non ha fatto outing perchè non poteva farlo, perchè noi per noi caso mai facciamo coming out. L'outing per Dalla e tutto il conclave dei pavidi dello showbusiness avremmo dovuto farlo noi, possibilmente con più chiasso di quanto in Italia non ci siamo mai presi il disturbo di fare. Perchè a prescindere da tutte le chiacchere di voi anime belle su riservatezza e "esibizionismo" (sic) chi tace e fa l'indiano avvelena anche te. Digli di smettere.
Ps: "..non affermando ne negando..". Ma vai via..

lunedì 27 febbraio 2012

" WIDG – LA TV CHE VORREI. PERCHÉ SÌ" Nel nostro piccolo anche noi di Talk!

PER ADESSO ADERIAMO! E pian pianino cominciamo a organizzarci. Anche e soprattutto per lei: la divina dell'Etere Katerina Kazzo Kollovati (scherzo. Facciamo i seri una volta..)

venerdì 24 febbraio 2012

sabato 18 febbraio 2012

La strafattona.


Mentre si svolge il rito funebre per Whitney, mi viene in mente un episodio di alcuni anni fa. Arrivò come una mega star, fra gli ospiti d'onore. Eppure aveva registrato un solo album. Il successo del quale però fu tale da sbaragliare ogni precedente record di vendita per un album di esordio. A San Remo cantò e cantò dal vivo: il successo fu tanto e tale che Pippo Baudo, da grande intrattenitore qual'è, prese una decisione senza precedenti. Chiese a Whitney un bis: lì, su due piedi. Lei sorrise, e da grande professionista, ricantò di nuovo la canzone. L'Italia intera (l'unico paese che ancora non era capitolato alla nuova star) quella sera s'innamorò di quella giovane, bellissima diva americana dal talento immenso. Quel momento fa indelebilmente parte della storia del festival. Io credo che in questo festival ci sia stato un attimo di silenzio assordante, sfuggito ai più: il mancato tributo a quella signora. I dirigenti mezze calzette Rai hanno forse ritenuto opportuno non omaggiare una strafattona. Senza considerare che quel festival è una manifestazione MUSICALE. E, parlando di musica, se prendessimo TUTTI quelli che sono passati da quel palco in queste sere e li mettessimo dentro un contenitore e scecherassimo ben bene, non otterremmo un centesimo del talento della strafattona. Dolcecazzonera docet. RIP Whitney


su Facebook: " Sei sempre capace di scuotere i nostri animi con parole straordinariamente sensate....bravo Dani, mi hai fatto venire il magone..."
Grazie Ale.

giovedì 16 febbraio 2012

Twitter? Rimandati a settembre..


Nei tg, sui giornali, nei talk, OVUNQUE, si fa un gran parlare di questi benedetti Tweet: un programma non ha successo se non lo si commenta con i tweet, Madonna al Superbowl record di tweet, la "crème de la crème" (sic) dell'Italia che conta segue si San Remo, ma per commentarlo con i tweet. Scandali, manifestazioni, eventi, trend: tutto deve essere amplificato dai tweet, sennò praticamente non esiste. Ho detto, tempo fa che ho un po faticato a "ingranare" con Twitter ma che poi l'ho trovato molto intrigante, molto coinvolgente. IL 50% dei miei post arrivano direttamente da Twitter: sono arrivato pubblicare notizie praticamente in presa diretta grazie alle agenzie che seguo su Twitter (un esempio? Purtroppo la Concordia, ma anche la "farfalla" di Belen..). Poi però tra un vip, un'agenzia, un politico che ammiro, un Adrea Scanzi e un'Emergency, tra un Nicola Savino e una Lady GaGa, la verità è che non seguo e non sono seguito da praticamente nessuno DI QUI, delle nostre parti, se non uno sparutissimo gruppettino che si conta sulle dita di una mano. I tg parlano di Twitter, non di Facebook, per esempio. Anzi, diciamocelo: Facebook sul web adesso ha un pò la fama del social dei ragazzini e delle squinzie. Non è vero, per carità. Ma questa è l'impressione che si ha, qui sul web. E allora perchè dobbiamo essere gli ultimi? Perchè dobbiamo per forza fare sto sfoggio di "provincialismo telematico"? Su: fatevi un account, imparate a usarlo (non è subito facile, ma se l'ho fatto io..): il trucco è twittare e soprattutto RETWITTARE e rispondere ai tweet, sennò non ti si fila nessuno, e il gioco è (più o meno) fatto. Perchè certo mi fa piacere che, che so, Wikileaks e Francesco Facchinetti, Il Popolo Viola e Chi Chi La Rue seguano Orbetellove. Mi farebbe però più piacere che questi e tanti altri seguissero Orbetello. Love o non love.

@Innocenteventi orbetellove

mercoledì 15 febbraio 2012

Katerina Kazzo Kollovati colpisce ancora.

Katerina Kazzo Kollovati oggi non è esperta di navigazione, ma esperta di musica. Puntualissima nella quotidiana apparizione fiume nel pomeriggio di Rai 2 non abbiamo capito a quale titolo, oggi distribuisce perle di acume e saggezza sul Circo Equestre San Remo. Lei commenta tutto e tutti. Con i nostri soldi. E' fantastica.

RAI 2: l'invasione degli ultra-corpus domini

Naturalmente su Rai2 uno spiegamento MILITARE di preti, semi-preti e compagnia pontificante, sull'attacco che Celentano ieri sera pare (non l'ho visto e non ho avuto nemmeno il dubbio..) sferrato contro Clero e dintorni. Con tanto di collegamenti video e audio. Una roba credo simile a quello che succede sulle tv dei paesi islamici e un tantino integralisti quando qualcuno parla troppo o a sproposito dell'Islam. Peccato però che a regola di bazzica noi siamo uno stato LAICO (sic..) e francamente a me del parere di parrocchiani e perpetue non me ne strabatte un cazzo. Eppure io il canone lo pago e sta schifezza va in onda credo pure coi miei soldi. Si affanna tanto sul come fare per sfilare la Rai dalle grinfie della politica. Non ci riusciremo mai. Ma soprattutto non riusciremo mai a sfilarla dalle grinfie ingorde e arraffone del Vaticano. E questo, ahimè, è un fatto. Una di questi (non so a quale titolo parlasse) ha detto: io ho cambiato canale. Bè, non in molti visti, ahimè, gli ascolti record. E anch'io vorrei cambiare canale. Senza però correre il rischio di imbattermi ovunque e in ogni dove in anime pie e chierichetti che farneticano sulla TV PUBBLICA di una religione con la quale io ho IL DIRITTO di non voler avere niente a che spartire. Con rispetto.

martedì 14 febbraio 2012

PETIZIONE PER LE DIMISSIONI DI UN OMOFOBO. (Con un click..qui!)


CLICCA NELLA FINESTRA PER FIRMARE LA PETIZIONE CHE CHIEDE LE DIMISSIONI DI UN ALTRO STRONZO OMOFOBO DA CUI L'ITALIA SERIA HA VERGOGNA DI ESSERE RAPPRESENTATA

lunedì 16 gennaio 2012

Concordia è la parola giusta.


Una di quelle sciagure importanti, che fanno il giro del mondo, di cui i media si occupano per giorni, una di quelle che siamo abituati a vedere in tv stavolta ci ha riguardato molto da vicino. Al momento in cui scriviamo questo post, non c'è purtroppo molto da aggiungere. Solo una cosa, con sincerità e senza la retorica che, ne converrete, non ci appartiene e che lasciamo volentieri ad altri. Ci rendiamo portavoci, siamo sicuri, del sentire di tutti esprimendo un grande, grandissimo grazie alla gente del Giglio, di Porto Santo Stefano (del cui sindaco, però, non abbiamo amato la spocchia fuori luogo nelle interviste tv ("..ho allertato il MIO staff, quelli SOTTO di me.." senza uno straccio di grazie a chicchessia..)e anche di Orbetello, che hanno dimostrato una instancabile solidarietà e operosità che ci rendono assolutamente fieri.
Sentiamo dire di medaglie al valor civile che ci sembrano appropriate a prescindere dall'emotività del momento. Ma quella superlativa imbarcazione, la Costa Concordia, non poteva avere un nome più appropriato al suo destino: concoUn abbraccio ai nostri due paesani Giovanni e Solidea, coinvolti loro malgrado in questa tragedia, con l'augurio che il tempo li aiuti a rasserenare il ricordo di quei momenti veramente spaventosi, e un appello a chiunque possa raccoglierlo: sentiamo parlare di post Facebook nei quali si preannunciava il "saluto" ravvicinato della Concordia, anche se poi abbiamo assistito a questo brutto cascare dalle nuvole da parte di praticamente chiunque: fate chiarezza, in modo che non succeda più.rdia. Ne abbiamo vista veramente tanta. Una comunità così piccola, quella gigliese, così impreparata soprattutto in questo periodo dell'anno a fronteggiare un'emergenza di simili proporzioni, che invece ha tirato fuori il meglio del meglio di sè, facendo e facendoci fare un figurone agli occhi del mondo, dopo giorni e giorni di giornali e tv impestati di spazzatura tipo vacanze a scrocco nell'hotel da nababbi e atterraggi belneari spericolati che nemmeno l'Isola dei Famosi da parte di degni rappresentanti della parte più cafona e impresentabile del nostro paese.

lunedì 2 gennaio 2012

Gli unici senza una festa. CHE TRISTEZZA..

Probabilmente sarà proprio così. Forse siamo gli unici che non potevano permettersi uno straccio di festicciola in piazza, la notte di San Silvestro. Probabilmente era questo il segnale da dare: vi stiamo chiedendo tanti, tanti sacrifici ( e il bello ha da venì) e in cambio il nulla cosmico,
neanche due cazzi di focherelli d'artificio o un po di musica, cioè, non una roba da decine di migliaia di euro che nessuno chiede, ben inteso, bensì anche solo un pretesto per dire "andiamo in piazza" perchè bambole, non c'è una lira. Non ci sono soldi: quest'anno abbiamo risparmiato persino sul pranzo di Natale, cosa che gli italiani non erano proprio avvezzi a fare (ma i dati rilevati sono raggelanti: sino al 35% in meno rispetto agli scorsi anni!), grasso che cola se ci possiamo permettere un cenone o un salto al ristorante. E poi? Se non si è giovani o adulti abbastanza da andare a Roma, o in una discoteca, cosa? Niente. Ognuno a casa sua e chi vuole Cristo se lo prega. Peccato: per la prima volta da anni a questa parte avremmo imbroccato una bellissima nottata: fredda, calma e stellata. La perfetta notte d'inverno.
Ci sono le risorse locali, senza stare a scomodare le agenzie che per quella notte ti spennano più di quanto già non facciano di solito: ci sono i dj, i musicisti, i bar e i ristoranti, la radio, presentatori e conduttori. Abbiamo tutto quì. Bastava una chiamata a raccolta, e l'appello a muoversi un pò per Orbetello e gli orbetellani senza richieste esose. Non credo che sarebbe caduto nel vuoto. Chi avrebbe dovuto pensarci? Associazioni? Pro-loco? Assessorato? Non lo sappiamo e neppure ce ne frega granchè. Di fatto, dai risultati si direbbe che nessuno si sia preso troppo il disturbo. E credo che questa sia l'unica spiegazione per quella che è una delle notti di San Silvestro più tristi dell'Italia centro-peninsulare, cioè la nostra. E spero che la spiegazione sia proprio sta distrazione, st'amnesia di tutti. Perchè alla storia dei soldi, cioè che i soldi per raffazzonare un cazzo di festa mancavano SOLO a noi, bè: a questo, per quanto mi sforzi, continuo proprio a non crederci.