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lunedì 16 gennaio 2012

Concordia è la parola giusta.


Una di quelle sciagure importanti, che fanno il giro del mondo, di cui i media si occupano per giorni, una di quelle che siamo abituati a vedere in tv stavolta ci ha riguardato molto da vicino. Al momento in cui scriviamo questo post, non c'è purtroppo molto da aggiungere. Solo una cosa, con sincerità e senza la retorica che, ne converrete, non ci appartiene e che lasciamo volentieri ad altri. Ci rendiamo portavoci, siamo sicuri, del sentire di tutti esprimendo un grande, grandissimo grazie alla gente del Giglio, di Porto Santo Stefano (del cui sindaco, però, non abbiamo amato la spocchia fuori luogo nelle interviste tv ("..ho allertato il MIO staff, quelli SOTTO di me.." senza uno straccio di grazie a chicchessia..)e anche di Orbetello, che hanno dimostrato una instancabile solidarietà e operosità che ci rendono assolutamente fieri.
Sentiamo dire di medaglie al valor civile che ci sembrano appropriate a prescindere dall'emotività del momento. Ma quella superlativa imbarcazione, la Costa Concordia, non poteva avere un nome più appropriato al suo destino: concoUn abbraccio ai nostri due paesani Giovanni e Solidea, coinvolti loro malgrado in questa tragedia, con l'augurio che il tempo li aiuti a rasserenare il ricordo di quei momenti veramente spaventosi, e un appello a chiunque possa raccoglierlo: sentiamo parlare di post Facebook nei quali si preannunciava il "saluto" ravvicinato della Concordia, anche se poi abbiamo assistito a questo brutto cascare dalle nuvole da parte di praticamente chiunque: fate chiarezza, in modo che non succeda più.rdia. Ne abbiamo vista veramente tanta. Una comunità così piccola, quella gigliese, così impreparata soprattutto in questo periodo dell'anno a fronteggiare un'emergenza di simili proporzioni, che invece ha tirato fuori il meglio del meglio di sè, facendo e facendoci fare un figurone agli occhi del mondo, dopo giorni e giorni di giornali e tv impestati di spazzatura tipo vacanze a scrocco nell'hotel da nababbi e atterraggi belneari spericolati che nemmeno l'Isola dei Famosi da parte di degni rappresentanti della parte più cafona e impresentabile del nostro paese.

lunedì 2 gennaio 2012

Gli unici senza una festa. CHE TRISTEZZA..

Probabilmente sarà proprio così. Forse siamo gli unici che non potevano permettersi uno straccio di festicciola in piazza, la notte di San Silvestro. Probabilmente era questo il segnale da dare: vi stiamo chiedendo tanti, tanti sacrifici ( e il bello ha da venì) e in cambio il nulla cosmico,
neanche due cazzi di focherelli d'artificio o un po di musica, cioè, non una roba da decine di migliaia di euro che nessuno chiede, ben inteso, bensì anche solo un pretesto per dire "andiamo in piazza" perchè bambole, non c'è una lira. Non ci sono soldi: quest'anno abbiamo risparmiato persino sul pranzo di Natale, cosa che gli italiani non erano proprio avvezzi a fare (ma i dati rilevati sono raggelanti: sino al 35% in meno rispetto agli scorsi anni!), grasso che cola se ci possiamo permettere un cenone o un salto al ristorante. E poi? Se non si è giovani o adulti abbastanza da andare a Roma, o in una discoteca, cosa? Niente. Ognuno a casa sua e chi vuole Cristo se lo prega. Peccato: per la prima volta da anni a questa parte avremmo imbroccato una bellissima nottata: fredda, calma e stellata. La perfetta notte d'inverno.
Ci sono le risorse locali, senza stare a scomodare le agenzie che per quella notte ti spennano più di quanto già non facciano di solito: ci sono i dj, i musicisti, i bar e i ristoranti, la radio, presentatori e conduttori. Abbiamo tutto quì. Bastava una chiamata a raccolta, e l'appello a muoversi un pò per Orbetello e gli orbetellani senza richieste esose. Non credo che sarebbe caduto nel vuoto. Chi avrebbe dovuto pensarci? Associazioni? Pro-loco? Assessorato? Non lo sappiamo e neppure ce ne frega granchè. Di fatto, dai risultati si direbbe che nessuno si sia preso troppo il disturbo. E credo che questa sia l'unica spiegazione per quella che è una delle notti di San Silvestro più tristi dell'Italia centro-peninsulare, cioè la nostra. E spero che la spiegazione sia proprio sta distrazione, st'amnesia di tutti. Perchè alla storia dei soldi, cioè che i soldi per raffazzonare un cazzo di festa mancavano SOLO a noi, bè: a questo, per quanto mi sforzi, continuo proprio a non crederci.