LABELS

ALTROVE (587) UN ALTRO GIORNO (187) QUI E ORA (94) NOTE (8)

martedì 23 maggio 2017

fatene meno fratelli..

io fossi in voi, tutti voi, la farei meno lunga con questa cosa dell'Islam. 
Mi ripugna persino un po stare qui a fare il difensore di una qualsiasi delle grandi religioni organizzate che per me sono il vero cancro dei tempi moderni (ma questa è una mia opinione). Però su, onestamente. Non fosse che poi puntualmente, due volte su tre, salta fuori che si tratta di qualche imbecille esaltato, magari cani sciolti (anche se quei paraculi dell'isis puntualmente prendono la palla al balzo e rivendicano attentati di cui in realtà non sapevano assolutamente un cazzo sino a un istante prima che succedessero), magari marchettari drogatelli che di certo non prendono per oro colato i dettami del Corano, diciamo così. 
Direi più verosimilmente che ciclicamente nella storia alcuni fattori generano fanatismi, e di essi si nutrono e su di essi proliferano e fanno proselitismo. Una volta di stampo religioso, un'altra di stampo politico, a volte sociale, etc. Non fossimo proprio noi il continente che il fanatismo criminale e stragista lo ha conosciuto e patito in tutte le salse, a partire proprio da noi italiani con le nostre belle piazze gremite e treni affollati che zompavano per aria come petardi (a proposito, chi è stato? E chi li ha mandati?) o magari l'Eta in Spagna, l'Ira in Irlanda, la Germania con la Baader-Meinof etc. E allora cosa: Italiani tutti terroristi? Spagnoli tutti terroristi? Irlandesi, tedeschi etc tutti terroristi? No. Solo pochi imbecilli esaltati che però, dall'alto della loro incomprensibile impermeabilità all'orrore e alla sofferenza persino dei bambini, sono riusciti per anni e anni a tenere per le palle alcuni stati po-ten-tis-si-mi. 
Ma tranquilli: so benissimo che a sta cazzata degli islamici terroristi non ci credete nemmeno voi. Proprio come l'Isis, anche voi semplicemente prendete la palla al balzo per sguinzagliare, sdoganare, sfogare come un rutto liberatorio dopo una pinta di Lager tutto il vostro sudiciumaio di razzismo, quello che rende il vostro animo lercio in modo non tanto dissimile da quello dei fanatici di cui sopra, quello che divide, che semina odio, che sporca che, appunto, crea fanatismo. E vi fa vivere incarogniti (e almeno di questo godo immensamente). Insolita da parte mia anche la lezioncina storico-teologica: ma magari tra una boiata e l'altra su Facebook, andatevi a dare una ripassatina a quante (e quali) ne ha combinate il cristianesimo, che arrostiva vive le donne come noi arrostiamo salsicce nella scampagnata di pasquetta (in seguito avremmo compreso più nitidamente questa foga nel far fuori la concorrenza) e che, peggio ancora, al suo interno le tratta tutt'oggi come sguattere pulisci-culo di vecchio nei prezzolatissimi ricoveri di loro proprietà, senza diritti, senza identità, senza sessualità, senza possibilità alcuna di elevazione gerarchica: zombie, fantasmi, nullità, ectoplasmi (Gesù che orrore queste musulmane col velo), alle stragi che loro hanno perpetrato e mica tanto in là nel tempo, basti pensare al loro criminoso disincentivare l'uso della contraccezione nel continente africano, in piena esplosione di AIDS con tutto l'inimmaginabile che ciò ha comportato: non esattamente schicchere. 
Dispiace solo che il sangue di quei poveri ragazzini debba essere insudiciato, lordato dal vostro odio, che è identico a quello di chi li ha massacrati. 
 Ps: il signore nella foto è Papa Bergoglio e quello che sta baciando è un Corano. 
 Voi state allo spirito cristiano come io alla sfarfalleggiante fregna di Belen Rodriguez.


domenica 21 maggio 2017

Enrico alè

"non avete mai mosso un dito contro mafiosi e camorristi, poi però per voi la vergogna sono quei manifestanti di Milano". 
Una piccola considerazione di Mentana sul paese che sta diventando uno dei posti più di merda al mondo.


Donalduccio d'Arabia

oggi Donalduccio Trump, quello che ha cercato di impedire l'ingresso negli USA a tutti i musulmani per il semplice fatto di essere musulmani, è in Arabia Saudita col cappello in mano, ad elargire parole di amore e fratellanza universale (o più semplicemente a battere cassa) ai leader di un'area rinomata per il rispetto dei diritti umani (specie delle donne) e per niente incline a finanziare terroristi di qualsivoglia risma. Continuiamo a consolarci. C'è chi sta messo veramente peggio di noi. Vero America darling? 
ps: il cappello è meglio che lo metti in testa, tesò. Così occultiamo quella Babele di parrucchini e tinte da discount che hai sulla capoccia. Non esattamente uno spettacolone.


mercoledì 17 maggio 2017

scemi scemi scemi scemi scemi

giornata mondiale contro l'omofobia. 
 Intanto l'Europa s'è incazzata di nuovo con l'Italia e con quei (pochi) paesi che non hanno ancora legiferato contro i crimini d'odio per orientamento sessuale. Ma, a corto di argomenti anche solo vagamente plausibili, perchè chi cazzo potrebbe mai essere ragionevolmente contrario a una legge che punisce odio e violenze, i soliti detrattori (ormai, poracci, detrattori della storia, non delle leggi anti-omofobia) usano più o meno sempre questo argomento: non c'è bisogno di una legge specifica, anzi sarebbe come discriminare i gay dato che la legge già punisce chi si macchia di un reato violento. Perciò perchè creare questa specie di ghetto legislativo? Scemi scemi scemi scemi scemi scemi scemi, bigotti, baciapile, incapaci, cavernicoli Wilma dammi la clava, e ancora scemi scemi scemi scemi scemi. Perchè noi stiamo ancora attendendo diligentemente che ci mostriate i dati che attestano la casistica di persone aggredite, pestate, ingiuriate, offese, bullizzate, discriminate, uccise per il solo fatto di essere eterosessuali. 
 Scemi scemi scemi scemi scemi scemi scemi scemi, baciapile. servi dei cardinali. Con il PD favoloso capoclasse, che spadroneggia da anni al governo in beata maggioranza senza muovere un solo cazzo di dito a questo riguardo.


martedì 16 maggio 2017

lezioncine.

Prendo nota. Nel giro di un paio di giorni:
lezioncina sull'inadeguatezza alla genitorialità dei gay da parte di quella deformata col culo di una scimmia urlatrice del Borneo al posto della bocca di Nina Moric. 
Lezioncina sulla mancanza di decoro del gay Pride da parte di quel troione in disarmo di Marina Lante Mazzanti Viendalmare o come cazzo si chiama. 
Che pazienza.


granate o minchiate

Ho trovato entrambi i pezzi sanremesi di Gabbani molto buoni, sono stato contento di entrambe le vittorie (specie della seconda quando come favorita veniva data quella biobba vetusta della madre badessa dei radical-chic fuori tempo massimo Fiorella M'annoia); non ho fatto mistero di tifare per lui all'Eurovision e sono rimasto deluso dal flop con annesso il tradimento elvetico-sanmarinese (due popoli che in effetti non perdono un'occasione per rendersi simpatici). Sono ovviamente felice del suo annunciato arrivo a Orbetello, trattandosi di un nome realmente di grosso richiamo in questo momento a differenza di, facciamo un esempio a caso (o a cazzo) quella miracolata di Dolcenera delle cui canzoni sanremesi invece non si ricorda anima viva nella galassia, etc. etc. etc. Poi il risveglio. 
Sento il nuovo singolo di Gabbani alla radio e realizzo con sgomento trattarsi di una delle cose più brutte mai sentite dai tempi di Laura Luca. Ma vabbe'. Anche i Beatles hanno fatto Obladi Oblada. 
O forse l'ho presa un po larga col paragone?




lunedì 15 maggio 2017

il non timoratissimo

nel solito lerciumaio di mangia-mangia sulla pellaccia dei disgraziati emerso oggi in Calabria, spicca la figura di don Edoardo per il quale risultano qualcosa come 130.000 euro di benefit per "assistenza spirituale" (caruccia, ma che vuoi fà? Vorrai mica lasciarli senza?). L'anima pia per fortuna è finito al gabbio. 
Otto per mille? Chiedilo a loro. Ma anche no.


venerdì 12 maggio 2017

eurodiversi

C'è il Robbie Williams dei poveri, le Destiny's Child versione discount, il gemellino abortito di Justin Bieber, alcuni momenti di puro orrore trash (tipo il croato chiattone che duetta con se stesso girando la faccina di qua e di là, alternando una voce alla Meat Loaf in inglese e un raccapricciante tenore in Italiano, o il romeno che fa il rap cafone insieme a una cantante di jodel. Giuro.) e pezzi e personaggi fortissimi (la giovane cantautrice belga con micidiale registro vocale basso). La maggior parte si esibiscono in inglese (fino al 99 era obbligatorio) con poche eccezioni (tra cui, apprendo, il nostro Gabbani che canta in italiano, ma non l'ho ancora visto). 
I tre host bonazzi di brutto (target centrato: l'evento è una specie di istituzione gay), in particolare stasera in tuxedo blu elettrico, tecnicamente e scenograficamente perfetto, e io mi sto decisamente divertendo un sacco a seguire l'Eurovision Song Contest. Naturalmente non gli ho sacrificato Chi l'ha visto (mai!), ma lo seguo più che posso, di sicuro per imperdibili perle tipo il checcone (termine orribile e omofobo volutissimo) col treccione samurai, tamarro e stonato che nemmeno Scialpi dei tempi d'oro, proveniente da non so quale repubblichetta ex sovietica che l'unica volta che hanno dei buoni motivi per carcerare un gay non lo fanno, ma anche perché si tratta di uno show che chi ama il mondo del pop e dell'intrattenimento come devotamente io lo amo non può assolutamente perdere. 
Peccato i commentatori italiani fuori campo (e fuori dalla grazia di Dio) Diego Passoni e non so quale imprecisata (e anonima) voce femminile radiofonica, petulanti fino all'inverosimile, uno svarione via l'altro, che si sforzano fino a cagarsi sotto di essere ironicissimi e cool, non riuscendoci neppure per sbaglio, con uscite di puro genio tipo "lei somiglia a Luisa Corna" o "lui canta è balla con degli amici carini" (ma per la finale di sabato arriva Insinna) e thumb up invece per il bellissimo slogan scelto dalla capitale ospitante, Kiev, ovvero "Celebrate diversity".
Già. Festeggiamola tantissimo. Che male non fa. Di sti tempi poi.


Comaschino e il lupo

L'assessore della Regione Toscana Remaschi torna a invocare la caccia ai lupi bocciata dalle altre regioni (oltre che da una specie di insurrezione popolare).
Il giapponese sull'Isola. 
O il solito imbecille incapace del PD, nei secoli dei secoli a pecorina al cospetto della potentissima lobby toscana dei cacciatori.


mercoledì 10 maggio 2017

quelli degli sfracelli.

avevo deciso di sorvolare su quella boiata sparata da Repubblica in doppia pagina sul presunto "flop" numerico delle unioni civili ad un anno dall'entrata in vigore della legge; avevo deciso di sorvolare sui toni con cui la questione è stata posta da un quotidiano che ultimamente le spara spesso grossissime, forse in un disperato tentativo di fronteggiare l'impietosa concorrenza dell'informazione on line. Ma visto che persino persone per cui nutro stima sincera indugiano su sta spazzatura, allora vediamo. 
Io non sono fortissimo con la memoria, ma a me sembra di ricordare che foste proprio voi a vaneggiare degli sfracelli che avrebbero colpito l'italia e la famiglia italiana con l'arrivo delle unioni civili. Non noi. Trovo un tantino eccentrico il fatto che adesso sventoliate orgogliosi i dati che affermano l'esatto contrario, e cioè che non è successo assolutamente un cazzo di tutto quello per cui vi siete agitati tanto, un Family Day via l'altro. E poi, qualcuno ricorda di orde di donne scapicollatesi in massa ad abortire quando in Italia è diventato legale poterlo fare? O di risse e spintoni davanti agli studi legali per divorziare? Ovviamente no. Temo che non sia richiesto particolare acume per capire che, al di là dei pur non secondari risvolti "pratici", ciò che con quella legge si volesse sancire fosse il diritto di scelta di ogni cittadino, e intendo ogni: niente categorie, niente più serie A e B. Non è difficilissimo da comprendere. C'est ne pas? 
Piuttosto, perchè non chiedere a Repubblica un paio di paginate sullo stato di salute in cui versano l'istituzione del matrimonio e la famiglia in Italia? Perchè ho cattive notizie. In Italia ci si sposa poco, si figlia pure meno, si divorzia assai. E perciò flop ante-litteram? 
Non sarebbe stato un filino più intelligente sottolineare invece uno in particolare tra i numeri diligentemente scodellati dal giornale, e cioè il mostruoso gap numerico tra unioni civili contratte al nord e quelle contratte al sud, con un paio di regioni del nostro meridione che di unioni civili in questo primo anno ne contano sulle dita di una mano (e mi tengo largo)? Che dite, questo fa venire il sospetto che costituire una coppia gay, o anche solo essere gay, in una cospicua porzione del nostro paese sia ancora immensamente problematico oppure no? E che se non lo fosse, magari le unioni civili sarebbero molte di più. Oppure pensate che i gay al sud siano tutti degli scapoloni farfalloni impuniti? E questo, anche solo in termini di civiltà (che non è esattamente merda di piccione) non vi fa riflettere? Non vi fa crucciare per il fatto che il nostro/vostro paese lanci ancora segnali di arretratezza degni di un sultanato arabo? 
Se faccio uno spettacolo e a vederlo vengono quattro stronzi è un flop. Se scrivo un libro e non se lo caga anima viva è un flop. Ribadire (con gravissimo, colpevolissimo ritardo e con una legislazione monca) che al cospetto delle leggi di questo Stato abbiamo tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri non è un flop. E' un trionfo. 
E meglio tardi che mai.



martedì 9 maggio 2017

tutti a terra parla Freccero

ma quante cazzo di stronzate riesce a sparare Carlo Freccero senza che nessuno gli tiri una sedia sulla mandibola? 
Io su questo grande guru della comunicazione di sta ceppica di minchia, scialinguato, che non sa parlare, che secondo me è il primo a non capire un cazzo delle stronzate deliranti e indecifrabili che riesce a infilzare, ho sempre avuto qualche perplessità. Diciamo così.

san Francesco

stasera prende il via l'Eurovision Song Contest, uno spettacolo che per noi che siamo abituati a quel carrozzone tetro e soporifero di San Remo è una roba di un altro pianeta. E io tifo sfegatatamente per Francesco Gabbani (dato tra i favoriti per la vittoria, ma vediamo di non portargli sfiga), di cui per inciso non me ne può fregare uno stracazzo, ma che finalmente rappresenta l'Italia con una signora canzone pop (anche se per me ha un grosso debito di riconscenza con "Run to me" di Tracy Spencer ma va bene, una scopiazzatina qua e là l'hanno data anche i grandissimi, e se lo sa fare bene allora ok) che se non altro ha il pregio di non sembrare scritta nel 1971 per Marisa Sannia come quella biobba da ernia inguinale con la quale quella nullità cosmica della Michelin (chi?) è stata capace lo scorso anno di arrivare sedicazzocesima, dietro a Lettonia, Lituania e Armenia, cioè la feccia della feccia del pop europeo di quarta categoria. Una canzone, "Occidentali's Karma", che appare comunque anni luce avanti a moltissime delle cose che ci hanno rappresentato negli anni addietro, puntualmente dissonanti con l'andazzo generale dell'Eurovision che è quello di un pop marcatamente moderno, radiofonico, vivace, ben prodotto, dove persino la Romania riesce a farci sembrare un paese (musicalmente) del terzo mondo, grazie al prezioso apporto di robe tipo i protegeè sfigati e depressi della scuderia Caselli. Perciò si, tifo Gabbani, tifo per il pop italiano quando si fa elegante, attualissimo, ironico, intelligente, che spero nel frattempo abbia anche avuto anche la funzione di dare la sveglia al patetico mondo della discografia di casa nostra, ormai totalmente ammorbato dalle canzonacce mielose e fuori tempo massimo di quei colossi di talento che sono le fuoriuscite dal circo Barnum della De Filippi dove, tanto per dire che aria tira, è persino stato possibile assistere a robe tipo quell'incapace miracolato di Rudy Zerbi che fa le predicozze col ditino puntato, non avendo un cazzo di titolo al mondo per poterlo fare dato che a tutt'oggi non è dato sapere intanto che minchia di mestiere sappia fare lui, oltre a farsi piazzare in postazioni altisonantissime per meriti che definire ignoti è un eufemismo bricconcello, grazie a qualche spintarella qua e qualche spintarella là. Vai Francesco.
ps: se poi come si vocifera c'ha pure il pisellone, anche meglio.


domenica 7 maggio 2017

gang bang

sta roba sulla legittima difesa partorita dal governo a maggioranza PD è una tale scemenza che al confronto Salvini è Winston Churchill. 
Evidentemente il PD spara senza aspettare il crepuscolo. Stronzate.


Selenamente

Selen: "il porno all'inizio era frivolezza. Poi però sono stata costretta a fare film pure quando volevo smettere". Costretta? E da chi, dalla banda della Maglianal? A proposito: ora si è convertita allo sciamanesimo. 
Tutto chiaro ora?


la regina dei manicaretti fu megastar del porno Selen

mercoledì 3 maggio 2017

fakezie

il New York Times muove un appunto al Movimento 5 Stelle sulla faccenda dei vaccini e a stretto giro posta arriva la risposta di Grillo: "é una bufala. Fake news internazionali" (e a proposito, notizie false è troppo difficile da dire?). Cioè, chiunque non scriva quello che cazzo pare a lui scrive bugie. Chi lo vuole un governo telecomandato da questo qui? Io passo.


martedì 2 maggio 2017

voi e Caterina..

La prossima rivoluzione che investirà il mondo del lavoro già per coloro che adesso sono bambini è la robotica, e non solo per le mansioni che non richiedono intelligenza, dato che già esistono macchine che ad esempio sanno scrivere un articolo per un giornale o insegnare. 
Ed è appunto questione di pochi anni, non di quando sbarcano gli alieni. E perciò tranne, che so, che per alcuni parlamentari che per schiodargli il culo da quelle sedie ti ci voglio, e le troie, che ho capito che i maschi eterosessuali basta che non li vede nessuno e si trombano pure i barattoli dei pelati ma insomma anche un po di sex appeal aiuta, per tutti gli altri sono cazzi. 
Ma stavolta vostri, pargoletti cari.


mercoledì 26 aprile 2017

buonanotte fiorellino

Silvia, moglie di quel bell'ometto di Adinolfi (già, tutte le botte di culo agli altri): "ogni tanto gli do qualche ceffone. A volte anche per gelosia". 
Per quanto riguarda gli schiaffi, vai così. Qualcuno anche da parte nostra, grazie. Per la gelosia invece, be'. 
Dormi tranquilla cara.


martedì 25 aprile 2017

25 aprile

La totale libertà del mio pensiero, la libertà di esprimerlo se e quando lo ritenga opportuno, la mia libertà e indipendenza come uomo per me sono requisiti indispensabili, vitali, e al numero uno della scala valori della mia stessa esistenza. Come l'acqua, come il pane, più della stabilità economica, più delle certezze affettive. 
Per questo sono riconoscente ogni giorno a chi ha lottato per permettermi di nascere e vivere in un paese che mi riconosce costituzionalmente queste libertà. 
 E ancora incazzato furibondo con chi li ha costretti a dover lottare, e morire, per quella che dovrebbe essere condizione universale e inalienabile: quella di uomini liberi.


lunedì 24 aprile 2017

gli amori proibiti di Emmanuel

mica posso esimermi da una seria e profonda analisi socio-politica sul vincitore delle elezioni francesi Emmanuel Macron. 
Sicuramente innamoratissimo della bella babbiona Brigitte addirittura da quando (lui studentello in piena deflagrazione ormonale e lei professoressa in fregola pre-senile) aveva 16 anni (e lei solo 41) e con cui siglò la rinomata promessa da telenovela hondurena "tornerò a prenderti e ti sposerò" (promessa mantenuta, state sereni) sarebbe marito devoto e fedele, come si è visto anche ieri sera sul palco in occasione della vittoria elettorale, se non ci fosse il solito ma (c'è sempre un ma, sennò che gusto c'è). 
Sembrerebbe infatti (e sembrerebbe tantissimo, a sentire i soliti bene informati) che il bel mandrillo non si accontenti di quel monumento alla menopausa che si porta appresso ma abbia anche altri tipi di appetiti sessuali. Cioè, un colpo alla botte (in questo caso bottino) e uno al cerchio. E il cerchio avrebbe anche un nome e cognome: Mathieu Gallet (tutte le fortune agli altri cazzo), direttore di Radio France. Lo dicono proprio in tanti, tra cui il solito Assange di Wikileaks che su questo argomento sarebbe pronto alla smerdata planetaria, sport di cui è campione assoluto, lo dicono i soliti hacker russi a loro volta munitissimi di prove concrete della versione Vache Meurtrière (Mucca Assassina, te prego) del bel (probabile) presidentino, e trapelerebbe dal supporto sperticato e un po sospetto di Pierre Bergè, compagno del leggendario Yves Saint Laurent, a capo della solita ricchissima e potentissima lobby gay che supporterebbe Macron senza lesinare sforzi e risorse. Una goduria sfrenata. 
Al confronto di sta roba i pompini clandestini di Holland e tutti i "je suis Carlà" di Sarkozy sono robetta da principiante. Non ci resta che tifare per Emmanuel e attendere gli sviluppi. Altro che quel sanbruttorio lugubre della Le Pen. Anche perchè quella chi cazzo se la tromba? Chi è sto buongustaio?
Quanto mi piacciono ste cose. Pour parler, ca va sans dir..


il diavolo fa Le Pen tole

Era mesi che sentivo e leggevo nient'altro che di sta Le Pen, nelle mani della quale giaceva il destino non solo della Francia ma dell'Europa tutta. Negli approfondimenti se ne parlava quasi di più che delle magagne di casa nostra e un paio di personaggetti della politica italiana ci avevano puntualmente inflitto la loro patetica svolta in chiave lepenista all'amatriciana (i sovranisti, sic) e poi eccoci qua, col risultato che era facilissimo da prevedere, con la Francia che in grandissima maggioranza è tutt'altro che lepenista, con la destra letteralmente al tappeto e l'elettorato giovane che addirittura regala la percentuale top al candidato più a sinistra, persino nella Parigi degli attentati. 
Quattro proposte politiche che alla fine ti fanno riflettere sul fatto che dei fenomeni da baraccone della destra più estrema si parla si parla ma poi, almeno qui in Europa, si parla e basta, e che i loro ringhianti programmi politici li si sostiene molto sui social ma molto meno nelle urne. Ma perchè se ne parla così tanto se puntualmente i risultati sono da "tutto qui"?
Adesso attendiamo fiduciosi la svolta codinafralegambista di quel clown di Salvini e quella abbassaitonimbecillista del fuoriclasse Di Maio. Scommettiamo? 
Ps (postilla sociopolitica): il probabile futuro presidente è pure discreto. Insisto: i cessi tutti a noi?