LABELS

ALTROVE (707) UN ALTRO GIORNO (239) QUI E ORA (103) NOTE (8)

mercoledì 17 ottobre 2018

..cerco un centro d'impiego permanente..

gli assessori regionali con competenze al lavoro fanno sapere che questa cosa dei centri d'impiego (al momento pochi, carenti di personale, letteralmente inutili) che a sentire Di Maio entro marzo prossimo saranno lì tutti belli pimpanti, con personale raddoppiato e specializzato, pronti ad elargire a milioni di cittadini ben tre proposte di impiego (dopo che per decenni non ne hanno tirato fuori uno che è uno), a formarli professionalmente, o in alternativa ad organizzarne e formarne a centinaia di migliaia per lavori di volontariato o socialmente utili, con l'intero iter completamente informatizzato e digitalizzato, e a certificare l'oceano di controlli e verifiche per attestare la veridicità dei requisiti indispensabili all'erogazione, albergano solo tra le scie chimiche della sua testolina new age che in passato è riuscita al più ad ottimizzare la rendicontazione delle Fanta e le Pepsi da distribuire in curva sud al San Paolo. Tutto qua.


Europa? Forse no ma anche si.

perciò secondo questo sondaggio siamo i più contrari (insieme alle repubblichette ex sovietiche con cui ormai facciamo capannello, questa specie di imperino romano-austro-ungarico de noantri) alla permanenza dell'Italia in europa, ma al contempo siamo i più favorevoli all'euro. 
Cioè, ma quali cazzo di euroscettici? Ma quali sovranisti? Ma quali populisti? Secondo il mio personalissimo sondaggio siamo semplicemente e sempre di più, oggi più di ieri e meno di domani, il paese degli analfabeti (dis)funzionali che ripetono a pappagallo le favate di bufale che leggono su Facebook ma non ci capiscono veramente un remotissimo cazzo di un cazzo di niente. 
Cristo santo che vergogna.


domenica 14 ottobre 2018

guardale

guardate questi volti (tutte donne!), memorizzatene i nomi, tenete a mente queste monnezze umane che sfregiano, umiliano, sporcano sedi e ruoli istituzionali, trascinandoci in un vortice d'arretratezza e miseria culturale mai registrato nella storia dell'Italia repubblicana. Neppure in quella semianalfabeta del dopoguerra. 
Ricordateli. Perchè prima o poi di tutto questo ci sarà da chiedergli conto. 
E io penso, contro ogni evidenza, che il vento abbia già cominciato a soffiare in un'altra direzione. E che tutto questo sia veramente troppo pure per gli italiani imbecilli che a ste spazzature hanno voluto regalare questi quattro momenti di gloria per i quali ci stiamo giocando quel poco che rimaneva della nostra credibilità internazionale.


mercoledì 10 ottobre 2018

vammorìammazzato

Oggi è la giornata mondiale contro la pena di morte. Che è merda. 
E merda della peggiore specie: barbara ed inutile che, studi e statistiche alla mano, non ha mai scoraggiato un cazzo di nessuno dal delinquere, che sempre troppo spesso uccide innocenti per false testimonianze, prove farlocche, errori giudiziari. 
Uno Stato sano, efficiente e civile non si vendica, non castiga, non annienta ma punisce, anche molto severamente e, laddove è possibile, rieduca. O comunque ci prova. 
Stiamo vigili. Qualcuno smania, fra le tante puttanate demagogiche alle quali purtroppo ci stiamo abituando, di sparare anche questa di stronzata. 
Stiamo pronti a rispondergli con un oceanico vaffanculo.


re(di)vival

"l'aborto è come affittare un sicario". 
Ovviamente credo anch'io che non sia la cosa più favolosa che Papa Bergoglio abbia detto. Ma che qualcuno che è la personificazione di un credo dai modernissimi (sic) dogmi plurimillenari che fra l'altro ha sempre considerato la donna una specie di ricettacolo di spermatozoi a fine riproduttivo, o un Vaticano che delle donne ha una concezione così sublime da relegare le proprie  al ruolo perpetuo di pulisciculo di prelati agè, spari simili minchiate ci può pure stare. Sia chiaro, non va bene. Ma ci può stare. 
Ma perché tutto sto stuporone quando solo pochi giorni fa l'amministrazione di una moderna città del nostro nord "ricco e produttivo" (Verona) in pieno 2018 (non 1918) ha partorito (mi vorrebbe da dire abortito) una monnezza di mozione oscurantista e medievale anti-abortista con la gagliarda sottoscrizione di una capogruppo del PD, come una Polonia qualsiasi? 
Dov'era tutto sto trasecolone quando zitti zitti, quatti quatti si cercava di sdoganare, aridanghete, il concetto vecchio e merdoso che politica, Stato, chiese e chiesette potesser sentirsi autorizzati a piazzare le loro mani lorde sul corpo delle donne, concetto che questo paese ha fieramente (e con un plebiscito) asfaltato qualche decennio fa quando a legiferare non c'erano i punkabbestia dei centri sociali ma i vecchi cari timorati di Dio della Democrazia Cristiana?


martedì 9 ottobre 2018

XSfratto

stavo guardando sto spezzone di un video che stava lì sulla homepage di un quotidiano a cui davo una sbirciata mentre mangiavo. 
XFactor prima puntata, i bootcamp o qualcosa del genere, canta la ragazza di colore. La regia indugia sulle facciotte pervase di stuporone dei giudici che di musica non capiscono un assolutissimo cazzo e che non si saprà mai perchè al mondo dovrebbero stare lì a giudicare chicchessia, come se a me fosse chiesto di giudicare un test di micro-chirurgia neurologica, nella fattispecie: Asia Argento che non capisce un cazzo di recitazione che è (o almeno dovrebbe essere) il suo mestiere figuriamoci di discipline altre varie ed eventuali; il solito rapper a la page che di musica non può capire un cazzo perchè nel rap, un genere che da almeno 30 anni sta alla musica come il wrestling WBA sta allo sport, di musica non se ne fa, cantare non si canta e perciò non è dato sapere in base a quale cazzo di criterio dovrebbero stare lì a giudicare anima viva; Mara Maionchi che è pure recidiva, nel senso che, non si è capito bene per colpa di chi, ma comunque fa pur sempre quel mestiere da centododici anni e ancora non ci capisce un remoto cazzo neppure per sbaglio, e Manuel Agnelli che invece di musica se intende, anche se con le sue idee e i suoi crismi, che di voce ne ha da vendere e pure bella, ma che evidentemente non capisce a sua volta un cazzo di voci femminili perchè si commuove e frigna mentre la ragazza di colore di cui sopra canta la solita canzone di Beyoncè con il solito timbro-minimo-sindacale di ogni ragazza di colore al mondo che la domenica canti in chiesa (passatemi il clichè), senza un guitto, una qualche caratteristica, una peculiarità, una remota traccia di personalità e originalità, con i soliti gorgeggini precotti sottovuoto spinto che sono sempre quelli dal quel lontano1985 anno della pubblicazione dell'album di esordio di Whitney Houston (e perdonatemi se anche solo avendola menzionata in questo contesto tera tera vi ho fatto venire il singhiozzo per lo spaglio), con un'estensione così e così, un linguaggio così e così, ma un'intonazione talmente traballante che pietosamente mi auguro (per lei) essere dovuta a qualche problema con gli ascolti (cosa tecnica di cui ovviamente alcuni di voi non sanno, ma che può seriamente compromettere una performance vocale dal vivo). 
E perciò niente di nuovo sul fronte occidentale. L'ormai asfittico teatrino dei talent, che vanno benissimo se si vuole passare un'oretta di scazzo, scommettere un gin tonic con tua cognata sull'esito di una votazione, tifare con la bava alla bocca per questo o quel giudice mentre litiga furiosamente con l'altro giudice sperando che finalmente gli spari un fischione in bocca a prescindere da chi lo spari a chi, così, giusto per, tanto perchè prevenire è sempre meglio che curare, senza però pretendere che chi deve cantare canti e chi deve giudicare giudichi. 
O perlomeno non a cazzo di cane.


domenica 7 ottobre 2018

humanos si que valen

A volte quando il sabato sera sono in casa mi capita di buttare un occhio su "Tu si que vales" (ma anche "Italia's got talent", dirottato su una rete minore). Guardo volentieri, mi diverto, e alla fine traggo sempre la stessa conclusione, che poi ti dico. 
Quello che mi colpisce è il fantastico crossover fra le varie discipline: danzatori che sono anche acrobati, ginnasti che sono danzatori, equilibristi che fanno anche scompisciare dal ridere, e comici del paradosso, divertenti, perfetti per i bambini ma a un soffio dal teatro più raffinato, spesso dalla poesia, dalla mimica nobile; prestidigitatori strabilianti e mentalisti che inquietano; la giocoleria di ultima generazione, pazzescamente innovativa e creativa, i trasformisti, i musicisti, alcuni meravigliosi artisti di strada e potrei continuare. Performer giovanissimi, o di esperienza, italiani o internazionali, supportati dalle nuove tecnologie che rendono luci, suoni ed effettistica arte nell'arte, spettacolo nello spettacolo, perché i vari Cirque du Soleil e Momix ormai fanno scuola da un paio di decenni. 
Tanti, tantissimi, di puntata in puntata, di stagione in stagione, perfetti per ogni tipo di pubblico, grandi e piccini, quelli più accorti culturalmente e quelli che vogliono intrattenimento puro e semplice. La conclusione? 
Che non ha piu un cazzo di senso al mondo quella mostruosità che è lo sfruttamento degli animali nei circhi. 
Ammesso che ne abbia mai avuto.


venerdì 5 ottobre 2018

(im)moral majority

quanto è immorale l'acquisto di un fornetto a microonde?
Quanto è immorale l'acquisto di un pacchetto di sigarette su cui lo Stato lucra in modo immondo andando a colpire sempre lì coi rincari ogni volta che c'è da battere cassa?
Quanto è immorale non sapere più che cazzo inventarsi per ridurre all'osso una demagogica promessa elettorale dopo essersi accorti di averla abbondantemente fatta fuori dal vasino?

giovedì 4 ottobre 2018

Salamella strikes again

Selfini a Mattarella: "la Costituzione italiana è italiana. Prima gli italiani". 
No ignorante di merda: la Costituzione italiana è "Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza (oggi diremmo etnia), di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". 
Prova a farti un ripassino, fra una salamella e una direttina Facebook, troglodita.


domenica 30 settembre 2018

working class hero

ad anni luce da quel particolare contesto socio-culturale, da quei tempi nevrastenici e utopistici ma allo stesso tempo pazzescamente pulsanti e creativi, dall'esplosione di quei nuovi costumi e nuove vibrazioni che così bene rappresentavano le turbolenze di ciò che stava diventando la società moderna che poi noi ci saremmo ritrovati in dotazione, a un'intera epoca di distanza, dicevo, alcune delle sue magnifiche canzoni quasi mi sembrano provocatorie, tali l'ingenuità e la retorica che le infarciscono, piccoli grandi concentrati di delirio mistico-pacifista ("chanting the mantra, peace on earth") che sarebbero apparse come delle sonore scemenze in bocca a chiunque altro, ma che assumevano la potenza deflagrante di vere e proprie cannonate in bocca ad un uomo che invece era terreno come pochi altri, spigoloso e algido come pochi altri e che, avremmo poi saputo, nella vita reale di sicuro tutt'altro che quel concentrato di fratellanza e amore universale di cui in esse farneticava, che al suo amico d'infanzia e partner in crime Paul Mc Cartney non avrebbe "fatto i complimenti se non una sola volta (per "Here, there and everywhere" poi inclusa in "Rubber Soul"), che si vantava che i Beatles fossero "più famosi di Gesù" e a cui abbiamo dovuto perdonare proprio tutto, dal raccapricciante periodo Maharishi all'asfissiante presenza di quella donna che lui e solo lui amava in modo viscerale e che invece agli occhi del mondo intero appariva sgradevole e inutile per usare un paio di eufemismi, con la quale ci avrebbe regalato quel "Double fantasy" con le sue ultime creazioni, piccoli capolavori (e capolavori per davvero, non per modo di dire) di melensaggine, semplici, geniali e contagiose come lo erano quasi tutte le sue canzoni, non fosse per dei testi stavolta esclusivamente sentimentali, amorosi (e non uso questo termine a caso) di una banalità quasi offensiva e di una bellezza altrettanto offensiva, ma ahimè, appunto, alternate alle mezze porcate scritte dalla sua amata e da lei cantate con quella voce che riusciva a risultare persino più sgradevole della sua spocchia, ai tempi in cui non esisteva neppure il tasto skip per levarsele dai coglioni rapidamente ed ascoltarsi in pace solo quelle di lui, quelle di quell'ex giovanotto di Liverpool che, tra una droga e l'altra, tra un'orgia e l'altra, tra una seduta di meditazione e l'altra si sarebbe preso il disturbo di cambiare i connotati alla musica contemporanea come un Mozart qualsiasi, con in mano una bacchetta virtuale con cui avrebbe diretto l'orchestra dei tempi moderni, spingendoli in una direzione tutta nuova, per poi decidere all'improvviso, in una fredda mattina di un dicembre newyorkese, di piantarci una coltellata tra le scapole facendosi uccidere dal primo imbecille di passaggio. Così ora al mondo non resta che festeggiare, tra qualche giorno, il suo compleanno. 
Senza l'invitato più speciale.


domenica 23 settembre 2018

resti fra noi

Rocco Casalino, dall'alto della sua prestigiosa formazione professionale affilata tra le mura di cartongesso del Grande Fratello, schecca e minaccia alcuni tecnici del Tesoro con toni che ricordano giusto le miserabili esternazioni da confessionale di un reality di quarta categoria se non, ahimè, la persino più tragica epoca delle purghe, in un messaggio destinato a due giornalisti (perciò a tutti gli effetti un comunicato del portavoce del Primo Ministro della Repubblica da diffondere a mezzo stampa). Ma secondo l'altrettanto blasonato premier il messaggio non sarebbe altro che un' "opinione personale" (prego? Fammi capire, noi sborsiamo 170.000 euro l'anno per un "opinionista"?) illecitamente estorto e divulgato (ma nell'audio della registrazione si capisce benissimo che è proprio il guru della comunicazione trash, ex punta di diamante delle notti trasgre del Mucca Assassina, a intimare ai giornalisti massima diffusione, com'è ovvio che sia).
Se vuoi che Rocco lasci la casa chiama il numero in sovrimpressione e digita 1 vale 1. Anche se, bene saperlo, vista la caratura dei personaggi, il rischio è che a subentrargli sia Floriana.

sabato 22 settembre 2018

i favolosi anni 80. Pardon, 80 anni.

Complotto un cazzo. Magistratura politicizzata un cazzo. 
La Lega quatta quatta si è accordata per una rateizzazione del maltolto. Avrà 80 (intendo ottanta) favolosissimi annucci per restituire il malloppo rubato agli italiani (perlomeno quello che si è riusciti a rintracciare). 
Mi chiedo cosa sarebbe successo a me se avessi ciulato lo Stato per 49 milioni di euri.


Bufala Bill

e così questa figura di immensa caratura culturale, il troll fascioleghista spacciatore di bufale Foa è stato designato presidente della Rai, circostanza questa resa di nuovo miracolosamente possibile (dopo una prima clamorosa trombatura) dopo la ormai leggendaria cenetta pane e salame di Selfini a casa di Burlesconi. E questo dopo che Di Maio ha scavecciato i coglioni per anni e solo fino qualche settimana fa sui partiti che dovevano essere immediatamente cacciati dalla TV pubblica. 
Che questo governo sarebbe stato una tragicomica farsa da operetta una mezza idea ce l'eravamo fatta. Ma sta roba va ben oltre le più rosee previsioni. Aridatece Cencelli, buffoni.


martedì 18 settembre 2018

datemi un martello

Tutti a sfracellare i coglioni con la macellazione rituale, sti quattro bottini razzisti, e poi come riesci a infiltrare una telecamera in qualche allevamento italiano scopri i maiali uccisi a martellate. Cos'è, Prosciutto di Parma è un azienda gestita da musulmani? Ah, no. Italiani buoni cristiani. 
Sudici delinquenti. Spero che a quelli che lo comprano gli venga il cacarone invalidante per 6 mesi.


mercoledì 12 settembre 2018

omo de panza, omo de coerenza..

hai capito quel grande statista di Selfini? Sta sempre a scavecciare la fava con l'Europa che non ci aiuta con i migranti, poi però vota contro le sanzioni a quel grandissimo bottino di Orban che non è disposto a levarcene dai coglioni neppure uno. 
Ma vainnelculo te e i bifolchi che ti votano..


lunedì 10 settembre 2018

dalla Cina col furgone. Carico.

Pechino stanzia 1000 miliardi di dollari per l'espansione commerciale della Cina in l'Europa. Prestano soldi a pioggia ai governi per poter entrare nelle infrastrutture di Stato. Come? 
Percentuali da capogiro in molti paesi europei, ma anche in Italia no si scherza: la Cina controlla ad esempio il 40% del Porto di Vado Ligure, e sono in corso grandi manovre per mettere le mani sul porto di Trieste (posizioni estremamente nevralgiche per il commercio nel Mediterraneo). 
Ovviamente prestano, prestano, prestano. E quando i soldi non rientrano, allora c'è l'ingresso nelle infrastrutture nel sistema industriale pubblico. 
Decine di container sempre più carichi arrivano nelle nostre strutture portuali e ripartono vuoti. Cioè vendono, e praticamente non comprano. 
L'Europa, e l'Italia, cedono pietosamente in politica e geopolitica al gigante della concorrenza spietata e priva di regole, della negazione sistematica dei diritti dei lavoratori ma anche semplicemente di quelli umani. Perchè ovviamente di questo stiamo parlando, non della Danimarca, come ha appena rivelato la Gabbanelli in una delle sue "pillole" di inchiesta fresche di inaugurazione all'interno del lunedì del tg La7. 
Ma per questi quattro raccattati che ci governano, la minaccia alla nostra economia, alla nostra sicurezza e alla nostra cultura sono sti quattro disperati che scappano da quell'abominio di Dio che è l'Eritrea di oggi. 
Questo è.


il maitre a penser

è tutto un fiorire di interviste-monologo, in praticamente tutte le testate di informazione e approfondimento, a questo signor Di Battista dal suo esilio-vacanza in Equador o non so dove in culo al mondo (beato lui, io proprio non posso). 
A quale titolo le perle di saggezza di questo grande, irrinunciabile pensatore (che al momento non ricopre alcun tipo di incarico istituzionale o politico) ci venga elargito con tanta generosità in ogni dove e per giunta senza mai un cazzo di contraddittorio, non è dato sapere. Ma si sa, secondo i grillini l'informazione in Italia è corrotta, assoggettata e venduta alle lobby, a Soros, ai Benetton, ai poteri forti, all'establishment, alla strega di Biancaneve e tutti gli altri fantomatici nemici della libertà di stampa che sono sono sempre lì a gombloddare, per coincidenza proprio quando sti scappati di casa non ne azzeccano una nemmeno per sbaglio. Cioè praticamente sempre. 
E io mi chiedo quanti cazzi di interviste-sproloquio e dirette Facebook a panza all'aria ci toccherebbero in ogni singola cazzo di tv senza il misterioso intervento censorio delle lobby cattivone.


senza fine..

la Crawford è così tirata che se ci passi un archetto sopra suona.


lezioni di poraccitudine

e così siamo attenzionati dall'Onu.
Per razzismo.
E subito il solito rispostone di quel grande statista di Salvini: "non prendiamo lezioni da nessuno".
Che palle, tesò. Ma oltre a ste quattro stronzate poverelle, sempre quelle, sai dire anche altro? Perché guarda che del fatto che tu di "lezioni" debba averne prese proprio pochine una mezza idea ce l'eravamo già fatta.
Attenzionati dall'Onu. Come lo Yemen. O lo Zimbabwe. Che tragicomica figura di merdissima.

le tagliatelle di nonna Luiggina

Con i centri commerciali chiusi di domenica, Di Maio è riuscito a spararne una più grossa di quelle di Salvini. Così per un giorno gli ha rubato i riflettori. 
Ne sparano una più grossa dell'altro a giorni alterni per aggiudicarsi le prime pagine. 
Sembrano Mina e la Carrà a Studio Uno (seh, magari). 
Che poi, se è per "riunire le famiglie", mi chiedo che casino di famiglia debbano avere che so, i carabinieri, i metalmeccanici, i pompieri, gli infermieri, i ferrovieri. Che sono abituati a lavorare di domenica, di notte, a Natale etc. 
A quando un bel decreto per l'obbligo di farle in casa, le fettuccine?