LABELS

ALTROVE (766) UN ALTRO GIORNO (252) QUI E ORA (106) NOTE (8)

lunedì 29 febbraio 2016

e allora tutti a festeggiare con un altro bel Family Day...

Certo che mi fa piacere l'Oscar a uno dei miei idoli di sempre, Ennio Morricone (in tempi molto remoti io ho fatto un disco proprio con una sua canzone..). Era ora. Ma soprattutto sono strafelice (così, tanto per parlare alla Renzi, cioè a cazzo) dell'Oscar a "Il Caso Spotlight" ovvero (cito Il Fatto Quotidiano) "il serissimo, potente, documentato j'accuse della (schifosa, questa è mia) copertura delle alte sfere della chiesa cattolica americana, ma non solo, all'infetto bubbone della pedofilia proliferata e coperta nei decenni". So per certo che prima della nomination si era già messa in moto la potentissima macchina mediatica manovrata chissà da chi (toh, chissà?) per osteggiare o almeno far passare quanto più in silenzio questo film. E ora, cari frateli e sorele, attaccatevi al cazzo.
Ps: l'Oscar a Leonardo di Caprio credo che sia delle tre cose di cui me ne frega di meno in assoluto nella storia dell'umanità, e perciò trasecolo davanti a tutto questo tripudio social. 
Ma questa è un'altra fregna.


domenica 28 febbraio 2016

sulle adozioni. Tutte le adozioni.

sono favorevole a quella cosa che solo gli imbecilli possono chiamare utero in affitto, cioè la maternità surrogata. Se puoi donarmi un rene o il midollo per salvarmi la vita, perchè non puoi prestarmi l'utero per crearla, una vita? Certo, lo spettro del mercimonio più bieco e dello sfruttamento è reale. Ma non è così anche per le adozioni? Vogliamo dire che non esiste un mercato nel mondo delle adozioni? Vogliamo credere anche a Babbo Natale oltre che a sta stronzata? L'importante è che si attivino tutti i meccanismi per contrastare lo sfruttamento, soprattutto della donna, che deve decidere di portare in grembo il bimbo di qualcun altro, non esserne obbligata da un racket o dalla disperazione (a parte che anche l'idea che questa pratica possa aiutare economicamente qualche donna in difficoltà non mi dispiace, purchè appunto a decidere sia lei). 
E non solo sono favorevole alla stepchild adoption ma pure all'adozione pura e semplice da parte di coppie gay. A parte che qualsiasi posto è meglio del posto dove quei bambini si trovano adesso, l'importante è che si acclari che chi adotta abbia i requisiti morali, sociali ed economici per farlo. Ma non è così anche per le coppie etero? E allora dov'è il problema? 
Il problema è che chi è contrario semplicemente ritiene i gay meno degni, per motivi che sfuggono non solo a me ma a tutta la moderna psichiatria, ad esempio. Mentre sono degnissimi quei genitori eterosessuali che, in percentuale considerevole, "riportano indietro" i bambini adottati perchè difficili. Capito cosa? Li riportano indietro: soddisfatti o rimborsati. Può pure starmi bene che "un bambino ha bisogno di un padre e una madre". Benissimo: peccato che in un befotrofio non ve ne sia traccia. E che magari invece vi sia traccia di qualche religioso dalle mani lunghe (in tutti i sensi, e certo non sto parlando di fantascienza, purtroppo). 
A me non interessa cosa pensa la maggior parte degli italiani: non viviamo in una repubblica plebiscitaria. Non oso pensare, per esempio, cosa salterebbe fuori se gli italiani li interpellassimo sulla pena di morte, sul linciaggio dei pedofili, sulla libertà di sparare a chiunque si avvicini a casa tua come nel far west. Meglio lasciar perdere. Su certi temi è (pardon, dovrebbe essere) la politica, lo Stato a guidare, educare, dare indicazioni sane e far comprendere. Se solo serve a rendere questa società più civile. 
E pensa: è un problema che non mi tange minimamente, di cui in termini pratici non me ne frega una beatissima mazza: io sto ai bambini come Katia Ricciarelli sta al reggaeton. Tutto il mio istinto paterno o materno o qualsiasi cazzo di cosa sia lo riverso sui gatti randagi, mi basta e avanza, a ognuno il suo, e più i bambini mi stanno alla larga e meglio mi sento. E mi si perdoni la franchezza ma è una cosa innata: se ripenso a quando ero piccolo mi sta sul cazzo pure quello di bambino. Figuriamoci gli altri. 
Ma questo non mi esula dall'avere un'opinione. Soprattutto dopo tutto il vomitevole dibattito (che definire tera tera è un eufemismo mattacchione) che è volato in queste ultime settimane, da parte di una classe politica di livello talmente basso (la banda dei trolley) che a mio avviso non dovrebbe poter decidere nemmeno sulle regole di un torneo di biliardino al villaggio vacanze, figuriamoci su temi di questa delicatezza. Perciò, dicevo, ho un'opinione. E la mia opinione è questa. 
Sapendo che è pacifico che non gliene freghi un cazzo a anima viva.


giovedì 25 febbraio 2016

evviva..

la cosa che mi fa più inorridire è che per questo piattino degli avanzi che oggi ci è stato fatto scivolare dal retro-cucina c'è chi ringrazia. Nella fattispecie, anche gay e persone che in teoria dovrebbero essere di sinistra. 
Cioè: per quest'immondizia di legge approvata grazie a Half-ano e i suoi boys (neppure il 2% alle urne) e Verdini (questo non lo commento proprio), le piroette carpiate dei grillini e il plotone di baciapile del Pd, che ha comportato lunghissime e snervanti trattative persino notturne per lo stralcio del DOVERE DI FEDELTA' (ti rendi conto cosa? Ti rendi conto o no?) dovremmo fare i salti di gioia. 
Io i salti li farei fare si, ma dal cavalcavia, non a quel poveraccio ignorante miracolato che ormai è acclarato essere l'unico ministro della storia che non ne ha azzeccata una neppure per sbaglio, ma proprio ai gay (per fortuna non tanti) e alle Paole Conce (tante, e tanto tanto conce) che stasera esultano.


mercoledì 24 febbraio 2016

Dolcenera chi?

Dall'alto dei suoi innumerevoli trionfi discografici adesso Dolcenera fa la coach a The Voice. 
Poi magari questo pacchettone raccomandato ci spiegherà chi ha fatto da coach a lei per questa gloriosa carriera di nulla cosmico.


il poro like

il simbolo non di un social network, bensì l'icona di un tempo. Dei nostri tempi, della nostra storia recente.
 Oggi di fatto è morto il like di Facebook. Che proprio da oggi non sarà più l'unico strumento per dire "ho visto", "ho preso visione", "ho gradito" oppure appunto semplicemente "mi piace".
 Ora oltre al già leggendario pollicione potremo esprimerci con un "trottolino cuoricino" o con un "bada che faccina truce" o ancora "beccati sto stuporone", "piango ma te pure non ridi" e "me piscio sotto dalle risate" e ce n'era pure un altro, questo "yay" che da noi avrebbe dovuto significare "teggiuro! Nun ce credo! Te prego!" ma che misteriosamente defunse ancor prima di vedere la luce.
Yup.

la legge Innocentà

pensierino della notte:
a volte mi do un pizzico e mi dico: ma com'è che ti accalori tanto su sta cagata troglodita di legge Cirinnà, sto capolavoro d'arretratezza, ovvero una legge che ribadisce ancora e con forza che non tutti i cittadini italiani sono uguali davanti ad essa? Perchè "intanto è già qualcosa"? Perchè "è meglio di niente"? Perchè l'Italia "non è pronta per qualcosa di più (aaaaarrrgghhh!)?
 E allora mi dico, su Dani: scrivi la tua. Via la Cirinnà e vai con la Innocentà.
Ok, mi rispondo: eccola.
Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla Legge in tutti i doveri e in tutti i diritti compreso quello di contrarre matrimonio civile con conseguente accesso alle adozioni, italiane e internazionali.
Passo e chiudo.
Con giusto un cangurino di postilla, più o meno così:
a te non piace? Pazienza.

i patrioti a targhe alterne

dall'Egitto continuano ad arrivare deliranti ipotesi su autori e movente dell'omicidio di Regeni (oggi se ne sono venuti fuori con l'esilarante, se non ci fosse da piangere, patacca della "vendetta personale". Cioè, oltre tutto pigliano pure per il culo). La cosa che balza all'occhio è il raggelante silenzio di tutto il fascistume che ormai da anni ci batacchia i coglioni con i marò. 
Ma com'è, un brillante giovane ricercatore sottoposto a giorni di inimmaginabili torture prima di essere ucciso e scaricato in uno sterrato come un sacco di merda è meno italiano di due militari prezzolati pur sempre accusati di omicidio? Trasecolo. 


martedì 23 febbraio 2016

tesoro mi si è ristretto il pisello

Cioè, ricapitolando: questo studio affermerebbe che negli spogliatoi delle strutture sportive sarebbe subentrata una certa ritrosia da parte dei maschi nel mostrare i gioielli di famiglia. Cioè: bu bu bu, sono maschio solo io, guarda che addominali, beccati st'esplosione di testosterone, aspetta che do una ritoccatina alla barbetta garibaldina salvo che poi, quando c'è da estrarre la mercanzia, è un fuggi fuggi generale, e vai di doccia con la mutanda.
Di che si tratterebbe? Di un rigurgito di pudicizia di primi novecento? Di un epidemia di timidezza neo-romantica? Macché: molto più banalmente della conseguenza del dilagare della pornografia sul web, perciò estremamente accessibile e facilmente fruibile (e infatti fruitissima), e dei modelli di accentuata esuberanza genitale, mettiamola così, che essa divulga con il conseguente timore di una comparazione che inevitabilmente risulta ingloriosa. Cioè, come se avere una rocchia di pisello da sturbo fosse la cosa piu normale del mondo (ahimè no).
Allora frate': è vero che il pisello ci piace, ma in genere diamo un'occhiatina anche all'impalcatura spensola. Intendo: pensa te, riusciamo persino a non farne sempre e necessariamente una misera questione di metraggio. Meglio ora?
Ps: ma davvero non hanno niente di meglio su cui fare studi? E davvero è questo di cui mi occupo mentre aspetto che sti cazzi di gatti finiscono di mangiare?

Half-ano rules

cioè, ho capito bene? La fisionomia di una legge di portata storica in Italia deve disegnarla un partito, quello di Alfano, che sondaggi alla mano non raggiunge il 2% e che risponde a Bagnasco assai di più che alle esigenze dei cittadini. 
Complimentoni a tutti coloro (PD e M5S) che hanno permesso che le cose andassero esattamente così. Alle prossime elezioni (ma pure quelle dopo) ci ricorderemo di voi.


venerdì 19 febbraio 2016

cristiano a chi?

mi chiedo cosa ne pensino gli infervorati d'accatto delle "radici cristinane", le sentinelle plurimaritate dei Family Day, i difensori d'ufficio di crocefissi e presepi, i luminari di pirelloni e piselloni (del convivente, sia chiaro) del fatto che Papa Bergoglio sostiene che "chi erige muri non è un cristiano".


il rispetto

A volte mi chiedo quanto rispetto riusciamo ad avere per un habitat che è sicuramente uno dei tratti distintivi della nostra città, della nostra zona. Un fiore all'occhiello. Un vanto assoluto. 
Mi chiedo se quello che abbiamo, di rispetto, sia sufficiente. 
 E mi chiedo anche se per caso non diamo un po' troppo per scontata l'opportunità di trovarci così, quotidianamente, nel tran tran di tutti i giorni, faccia a faccia con aironi, fenicotteri, cavalieri d'Italia come se fosse la cosa più scontata del mondo, appunto. Senza dover andare in un'oasi faunistica, senza appostarci in un sito di bird-watching, ma semplicemente andando al mercato o raggiungendo il posto di lavoro. 
Mi chiedo quale prezzo possa avere lo svegliarsi, aprire la finestra e trovarsi circondati da questa meraviglia di presenze silenziose, discrete, belle ed elegantissime. Così, giusto per capire. 
Per capire perchè questa cosa che ci è toccata in dotazione, quasi un dono del fato, quasi un regalo del destino, quella di vivere in un posto di tale bellezza ma dagli equilibri non proprio robustissimi, noi ci apprestiamo invece a festeggiarla con dei fuochi d'artificio che definire non indispensabili è un eufemismo. E poi i botti. E poi le frecce tricolori. E perchè non una telefonatina a King Jong-un per sentire se per caso non voglia accomodarsi per un paio dei suoi deliziosi esperimenti atomici. 
Certo, nella regione dove le regalie ai cacciatori, considerati un bacino di voti dall'appeal quasi orgasmico, sono all'ordine del giorno, si può intuire che di queste presenze non si capti l'importanza, l'unicità, l'incanto quasi mistico. Peccato solo che tutto ciò sia una stronzata clamorosa. 
Perchè il giorno che Orbetello non dovesse più essere circondato, ma addirittura pervaso, da tanta bellezza di habitat e fauna, mi chiedo se per caso i visitatori continuerebbero a venire giusto per vedere le nostre belle facce e per farsi levare pure i peli del buco del culo. 
Un religioso rispetto. Ecco cosa dovremmo a questi aironi. Altro che fuochi d'artificio di sta ceppica di cazzo. 
ps: messaggino all'associazionismo ambientalista: cucù, c'è nessuno in casa?



originariamente su Orbetellove

martedì 16 febbraio 2016

i cattodem(enti) smaneggiano e gli adepti verginelli dei Mamma Ebe bros abboccano. Wow: questa si che è politica.

certo che i grillini hanno dato grande ennesima prova della loro consueta affidabilità (tranquilli, cari: la maggior parte dei milioni di gay e bisessuali italiani oggi ha visto, sentito e preso nota). E ben gli sta a quegli imbecilli che pensavano che con gli adepti dei Mamma Ebe 2.0 sarebbe andata diversamente. Rimane il fatto che la fragilità di questa legge Cirinnà (che stiamo tanto incensando e che invece sarebbe appena lo stretto indispensabile per non far più tuonare contro l'italia la Corte dei Diritti Umani di Strasburgo) sta tutta nel meteorismo interno al PD. Non facciamoci infinocchiare: il problema è tutto li. Che questa legge (e questi diritti) non li vogliono un nutrito, minaccioso, ringhioso contingente interno al principale partito di governo. Tutto il resto sono cazze. E state tranquilli anche voi, cattodem di sta ceppica di minchia: affossate il percorso di questa legge e poi di quanti siamo realmente ve ne daremo voltentieri tangibilissima prova presto su questi schermi (certo che si: prima delle elezioni).


venerdì 12 febbraio 2016

Patty chiari amicizia (troppo) lunga.

Ammazza che palle Patty Pravo. Un anticume tale che se si chiamasse Patty Lateranensi ci sarebbe da rispondere "fuochino"..

Chi fermerà la musica? L'INPS?..

poi però qualcosa me la vado a riguardare. Non voglio neppure sentir parlare di quel mastodonte stanco, sfiatato e fuori dal tempo che è il Festival nel suo insieme, dei cerimoniali caramellosi, dei tempi incubus che ai giorni d'oggi non hanno più ragione di esistere (e che infatti non esistono più in nessun altra grande manifestazione analoga), dei personaggi talmente improbabili se non realmente grotteschi come quel mezzo analfabeta semi-mummificato di Gabriel Garko, uno che veramente non sa ne parlare ne stare zitto (nel vero senso della parola: un disastro totale in entrambe le circostanze) di cui qualcuno prima o poi si premurerà di spiegarcene la necessità (che a me in questo momento sfugge), etc. Ma qualche momento, dicevo, me lo vado a riguardare. Tipo quella fuoriclasse della Raffaele, un vero colosso della comicità italiana (altro che quel capolavoro di sopravvalutazione radical-chic di Crozza), e qualcosa di prettamente musicale. I Pooh, per esempio. Gioia pura. Lungi dall'essere un loro fan (tutt'altro), ho trovato la reunion di ieri sera bella e sensata, e veramente contagiosa da un punto di vista comunicativo. Un Riccardo Fogli (affatto simpatico, e lo dico per esperienza personale), che cazzo se è in grande spolvero, con una voce che bella era e bella (tutto sommato) rimane, e un paio di signore canzoni ("Tanta voglia di lei" e quel capolavoro assoluto di "Noi due nel mondo e nell'anima") snocciolate ad arte, nonostante gli aggiustamenti di tonalità a volte persino imbarazzanti e delle voci che non possono essere quelle di 40 anni fa, ma che tutto sommato tengono botta. Io penso che nessuno dovrebbe fare musica pop a 70 anni (ma questo vale anche per Elton John), ma se proprio questi decidono di continuare a portare a spasso la loro stessa reliquia sui palchi italiani e internazionali perchè comunque ancora esistono dei fans-feticisti disposti a prestare ascolto, beh, quella dei Pooh me s'embrata una riesumazione affatto male. Persino meno lugubre di alcune con le quali si è intasato il già delirante traffico romano nei giorni scorsi.

giovedì 11 febbraio 2016

pensierino della notte

nel giorno in cui le cronache sono di nuovo (e di nuovo, e di nuovo, e di nuovo) intrise di storie di sacerdoti e marchettari ultra-minorenni, è proprio sicuro, gentile signor Bagnasco, di non avere altre cose di cui occuparsi che non le modalità con cui questo paese legifera?
Le auguro di dormire bene stanotte. E qualcosa mi dice che andrà proprio così.

martedì 9 febbraio 2016

Sid & Nancy

ho intercettato l'intervista di Floris a Corrado Augias e all'antropologa Amalia Signorelli e me ne sono rimasto lì ammutolito ad assistere alla lezione di modernità, lucidità, profondità e capacità d'analisi di due "nonnetti" che, sollecitati su temi come famiglia, adozioni e religiosità, al confronto di tutto il ciarpame che ho sentito vaneggiare in queste ultime settimane mi sono sembrati Sid Vicious e Nancy Spungen.

la ghenga di Crocodile Scrock

è tutto il giorno che leggo e sento commenti di sti poracci sull'ospitata di Elton John a San Remo. Politicucci piccoli piccoli, il cui credito ammonta più o meno a quello di cui godo io come frequentatore di prostitute: mezze calzette, fascistelli da 4 soldi, miracolati dal puttaniere pervertito, ignoranti fanatici timorati di Dio, vagabondi che non hanno lavorato un giorno che è un giorno in vita loro: ecco, questa bella feccia impresentabile, questo circo Barnum, questi freak della politica, queste suffragette della famiglia tradizionale alla amatriciana si rimpastano il coraggio di sindacare su Elton John, un artista che al confronto di tanta miseria umana oggi mi appare immenso, persino più grande di quanto non già non sia.
Cos'è, tesori: doveva venire ospite (onorando, e sottolineo onorando quella gazzarra invereconda di Brocchi Horror Picture Show che chiamate festival) fingendo di essere un puttaniere impenitente che ha seminato figli in ogni porto? Avrebbe dovuto venire fingendo di non essere gay, sposato e padre adottivo? Oppure non sarebbe dovuto venire affatto per compiacere voi poveri piccoli miserabili che nessuno s'incula neppure di striscio a sole 4 spanne dai confini di questo paese da operetta fuori dal tempo e dalla realtà in cui cercate disperatamente di tramutare l'Italia?

no, grazie.

mettiamoci subito d'accordo. Non intendo sprecare un solo cazzo di minuto con San Remo, perciò siate carini e non scassatemi la minchia chiedendomi un parere su questo o su quello. Non riesco neppure a capire di cosa cazzo si tratti realmente un carrozzone costruito attorno a una "gara" tra colossi del calibro di Clementino, Rocco Hunt, Annalisa e Lorenzo Fragola (ma chi cazzo so'?!?) in alternanza al cerimoniale di resurrezione delle salme di Ruggeri, Patty Pravo (brava eh, ma basta), gli Stadio, a proposito di stadi quello strafattone all'ultimo stadio di Morgan e naturalmente la solita Dolcenera che ormai stento a capire come, da donna adulta, non si vergogni neanche un po' a farsi scongelare come un merluzzo solo e esclusivamente in occasione di questo abominio trash, per poi essere di nuovo ibernata il giorno dopo, senza che la sua apparizione celestiale lasci mai un cazzo di traccia appena appena percettibile. 
Chi mi conosce sa quanto io ami la musica pop. E sa quanto della mia vita io abbia dedicato alla musica pop. E questo è semplicemente il motivo per cui non voglio neppure parlarne, oltre al piccolo dettaglio che (come organizzatore di spettacoli, nel mio piccolo infinitesimale) se anche solo provo accostare sta spazzatura ai grandi show analoghi (su tutti l'European Song Contest) ho un attacco di angina pectoris dalla disperazione. Punto. Argomento chiuso. 
Ps: solo una curiosità: ma perchè quest'anno le signore che affiancano il conduttore sono tre?


lunedì 1 febbraio 2016

amici de las noches..

E oggi invece apprendiamo che l'inchiesta di Formigli sulla vergognosa mancanza di educazione affettivo-sessuale nelle scuole di cui parlavo giusto ieri sera, che era prevista nella prima parte del programma, cioè in prima serata, è stata spostata nella seconda parte su precisa richiesta dei piani alti della Rai, con farneticanti motivazioni riguardo fantomatici contenuti inadatti ai minori (o sgraditi a cardinali, vescovi e tutto il resto del cucuzzaro?).
L'iranizzazione di questo paese prosegue felice e beata e gli ayatollah portano a casa un altro bel punto.