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domenica 30 dicembre 2018

botti e skianti

Quando sparate i botti non vi sentite un po' come le vecchie impellicciate?
Con gli altri che vi guardano pietosi e pensano "per fortuna so' le ultime. È quasi finita''.

un rovescione di merda al giorno leva il medico di torno

il ricchissimo sito aziendale (chiamiamo le cose col loro nome, prego) spara le solite cannonate di miserabile merda populista tipo "democrazia sotto attacco, terroristi, lobby" e tutto il solito imbecillario quotidiano, salvo stavolta farlo a riguardo di quella che in ogni paese civile è pura e semplice vita democratica, ovvero delle opposizioni che si oppongono come possono (pateticamente, a mio avviso) a uno stravolgimento delle regole che, in questa specifica occasione, quella della fantomatica manovra economica (quella che tassa le onlus no profit e le vittime di femminicidio, per capirci), ha raggiunto livelli di arraffazzonamento e principiantesimo senza precedenti (e si che in passato non ci siamo privati di niente) scandita dalle imbarazzanti, raggelanti dichiarazioni in aula di appartenenti a quel caravanserraglio di inciucione ingordo che è questa maggioranza per metà ignorante e incompetente, per l'altra metà ignorante e ladra, che ci hanno consentito finalmente di conoscere in viva voce alcuni personaggi di un calibro così infido (perchè se i leader sono quelli, puoi immaginare cosa può nascondersi nel resto del concone?) che non ci condividerei un pisciatoio pubblico figuriamoci le sorti del mio paese, che ancora farneticano di "lobby" salvo farlo telecomandati a distanza da una srl quando va bene, altrimenti da luminari del calibro di Rocco Casalino nell'ipotesi pure migliore, senza facoltà alcuna di opinione e dissenso, pena sanzioni (aziendali) da nababbi arabi, e che dopo aver fatto trasalire gli osservatori e le agenzie dell'intero stivale farneticando di "democrazie sotto attacco", esattamente come dei Pierini ritardati, si accorgono di averla fatta abbondantemente fuori dal vaso e abbuiano il famoso sito (sempre) aziendale per farlo riapparire solo un istante dopo senza il rovescione di merda pubblicato poc'anzi. 
Cioè la solita cacca mesta e rimesta, i soliti ringambi, le solite farneticazioni da setta nell'entroterra calabro. Salvo che stavolta loro sono il governo, loro sono le istituzioni, loro sono il potere, loro sono le lobby, mica un gruppo di universitari sgaruffati. 
Ma se è ovviamente una pietosa, patetica minchiata da grillini qualsiasi (o macchiette alla Village People scrocconi e inconcludenti) il fatto che con il normale gioco dell'opposizione non si tratti di "attacco alla democrazia" (con il loro stesso imbarazzatissimo Fico costretto a ricordarglielo), è altrettanto vero che non lo è neppure il fatto che questi governino e lo facciano come sanno farlo (cioè così). Com'è democraticamente giusto che sia. 
Perciò il mio augurio invece va agli italiani di merda che, non paghi di essersi appena lasciati alle spalle (pur con l'abissale strascico di ignoranza e arretratezza culturale da ex repubblica sovietica) lo scandalo inaudito di quasi un ventennio di leggendaria, mitologica, surreale parabola berlusconiana, sono stati capaci di farci inabissare in questo cloaca di pressappochismo. 
Ecco, il mio augurio per questa Italia di merda, arretrata e drogata di catene di sant'Antonio Facebook, semianalfabeta e credulona, auguro di cuore che questi restino, resistano e insistano. Tanto. A lungo. Per almeno altri 20 anni. 
Perchè questa Italia di merda li merita.



giovedì 27 dicembre 2018

cattivoni!

Tolleranza zero, starnazza la solita Figc! 
Ooh, che paura. Si ferma finalmente il campionato, visto che in ballo c'è tutto il solito anghingò di morto, feriti e cori trogloditi? Macchè. 
Primi provvedimenti severissimi: schiaffetto sulla mano a qualche decina di ultras strafatto-fascisti e obbligo di sciarpette monocromatiche per tre turni. E passato sto gran puzzo, si ricomincia come prima. Più di prima. Come sempre.
 Lo sport e lo spirito sportivo abitano a qualche galassia di distanza da qui. Questa è merda. Pura merda.



dittatura cafonal

La perla del giorno la sgancia quella personcina gradevole di Briatore, che ci informa che in base alla sua illuminata opinione l'Italia avrebbe bisogno di un po' di dittatura. 
 Può darsi. 
Io penso invece che quello di cui l'Italia ha impellente bisogno è che lei se lo vada a piglia' in culo con a seguito tutta la carovana di carrozzoni che gliela danno per un amore che per nessun motivo al mondo dubiterei essere vero e sincero.


lunedì 24 dicembre 2018

profumo di donna

Se nello spot un gruppo di donne sviene alla vista del bellone che si profuma il pisello, allora il profumo di Paco Rabanne deve essere antico come lo spot che lo pubblicizza. 
Nemmeno quella nevrastenica della Gabbana è riuscita a fare di peggio riciclando per il diciassettesimo anno consecutivo il tamarro in brache bianche che si tuffa dai Faraglioni e che nella vita reale ormai probabilmente è un dirigente di bocciofila.


merda natalizia

buon natale al popolo di merda che siamo diventati, all'ignoranza che ci si magna vivi, alla cloaca di arretratezza nella quale sguazziamo felici e beati in un periodo storico di bruttura e oscurantismo come pochi altri prima, e ai presepini delle radici cristiane che vi inventate a cazzo di cane in base alla centrifuga a cui sentite di dover sottoporre il sudiciume della vostra coscienza. Non sono esattamente un esperto in materia, ma in base a quel poco che ricordo dei basilari rudimenti cristiani che mi sono stati insegnati (pure senza chiedermi il permesso ma vabbè), se il vostro Gesù fosse qui, e fosse qui ora prenderebbe a zampate in culo la merdosissima maggior parte di voi che vaga inebetita e indifferente, sepolta sotto una pila di pacchetti e pacchettini di una cafonaggine e idiozia offensiva per la decenza della dignità umana, facendovi probabilmente fare la fine dei banchi del mercato nel tempio, in Jesus Christ Superstar. Orgogliosissimo di essere tutto quello che sono, magari pure una brutta persona. Ma di sicuro non un razzista di merda.