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domenica 18 agosto 2013

il clan dei maneggioni

Fino a che il gotha della politica ialiana e le più alte cariche dello Stato continueranno a mobilitarsi militarmente per il meeting di quel potentissimo clan di trafficoni maneggioni (Comunione e Liberazione) dove per intenderci Formigoni è regolarmente accolto come una star, in questo paese ci sarà sempre qualcosa di losco, di poco trasparente, di torbido, di sudicio. Facciamocene una ragione.


lunedì 12 agosto 2013

14 anni

E' sempre una brutta giornata per ognuno di noi (intendo noi) quella che si chiude con la consapevolezza che un altro non è riuscito a superare quella fase un pò bellissima e un pò terribile che è l'adolescenza, e che bella e terribile lo è sempre, per chiunque, figuriamoci se sei gay e per giunta circondato da imbecilli.
E' sempre traumatico prendere confidenza con quella cosa strana che diventiamo giorno dopo giorno subito dopo essere stati bambini. E' troppo rapido, forse, il passaggio dal correre a cercare la mano della mamma per stringerla, al trovarsi da soli là fuori a combattere con chi non ci ama come ci hanno amato e coccolato le poche persone che abbiamo frequentato sin lì, e che magari poi ci deridono perchè troppo magri, troppo grassi, troppo peticellosi, troppo rosci, troppo tettone, troppo un sacchissimo di cose di cui fino a un attimo prima sembrava non interessare assolutamente nulla a coloro che ti amavano e ti coccolavano, che poi però non sempre riescono a loro volta a capire la persona completamente nuova che stai diventando, tipo un papà che ti vuole a tutti i costi l'ometto che tu non hai fretta di diventare e una mamma che non riesce a smettere di considerarti il suo bambino sotto la sua ala protrettrice. In conflitto tra loro, in conflitto con loro e, oops, pure un problemino in più: le prime cotte, i primi turbamenti che però capisci di non riuscire a dirigere nella "giusta direzione" (fra virgolettissime).
 St'arrapamento costante, implacabile, che hai vergogna a mostrare alle persone con cui ancora vivi, fratelli sorelle genitori, ma che ogni giorno di più ti monta dentro e rischia di esplodere e schizzare in piena faccia a chi ti è vicino..
E' dura, durissima per chiunque ma di più per te che non riesci a distogliere il pensiero, di notte, da quei polpacci belli e già teneramente virili, già leggermente coperti di peli. Oddio: ti piacciono i ragazzi. E prima o poi se ne accorgeranno, e arriveranno gli insulti (che fanno male ogni volta, a cui non ti abitui mai), le botte, le figure di merda proprio davanti a lui che non può schierarsi dalla tua parte anche se lo vorrebbe da morire ma finisce pure lui un attimo dopo a sbeffeggiarti a sua volta e a chiamarti frocio, checca, finocchio perchè nel branco si fa così, quando magari l'unica cosa che vorrebbe dirti è "ciao: andiamo a fare due passi?" come invece  disse a me il biondino, dall'alto del suo coraggio veramente grande. E se a questo aggiungi gli sberleffi sui social network, le umiliazioni, le mortificazioni, e il giorno dopo a scuola le risatine, le gomitatine, gli sguardi pietosi, bè, si fa seria.
Io ero fortissimo. Tutto questo mi faceva male, mi devastava, ma io ero fortissimo. E figuriamoci se non lo sono stato ancora di più quando nella mia vita sono entrati gli amici, quelli veri, quelli aperti, quelli difronte ai quali non ti avrei consigliato anche solo di guardarmi storto. Forte io, forti loro. E ci siamo cresciuti assieme. E ci siamo estratti dall'involucro dell'adolescenza l'un l'altro, tirando io te e tu me. Ed eccoci qui.
Ma Andrea, il 14 enne che si è ucciso oggi (nome falso) evidentemente non era forte come me e sopratutto non lo erano gli sfigati che lo circondavano, che invece di adottarlo come amico un pizzico più vulnerabile a cui sussurrare "ehi" all'orecchio nei momenti di sconforto hanno a loro volta cominciato a escluderlo, a deriderlo, a chiamarlo con quei nomignoli che fanno male al cuore, che te lo scalfiscono per tutta la vita, talmente fanno male. E che si è fregato giù dalla finestra.
Che giorno triste. Non per la morte stessa di Andrea a 14 anni che pure fa male. Ma per aver di nuovo tutti noi sbattuto il muso contro questo pilone di merda cementificata, incancrenita nei secoli che proprio non riusciamo a sfondare, a oltrepassare. Il muro dell'ignoranza, della virilità da quattro soldi, da saldi di fine stagione, talmente miserabile da spingere qualcuno ai salti di fine vita.
 Io ce l'ho fatta, con quella mamma e quegli amici. Lui, da solo in una bella giornata d'agosto, no.




lunedì 5 agosto 2013

giovani si, giovani no..

Sono commosso quasi sino alle lacrime per i ringraziamenti ai "giovani" apparsi stamani sulla pagina del Comune di Orbetello. E so esattamente dove si volesse andare a parare. Capisco perfettamente il senso degli elogi a orologeria. Siamo tutto quello che volete, ma grazie al cielo non scemi. Ma non è un po da paraculi attribuirsi la paternità di situazioni vincenti (più o meno) e glissare sulle fetecchie?
E capirai se mi sposto di un millimetro dal sospettare che esistano eventi che godono di un credito (e chissà perchè) e altri che godono di tutt'altro credito (e chissà perchè). Tanto per cambiare gli unici a non essere stati onorati di tutti sti ringraziamenti sono, oops,  le centinaia di ragazzi che hanno partecipato a Laguna Trend. E non è sospetta sta dimenticanza visto che chi ha scritto il post il pro-memoria ce l'ha giusto in casa?
Facciamo a spiegarci e magari per l'ultima volta, spero. Delle due l'una: se il 5 agosto stiamo ancora aspettando l'autorizzazione per procedere con l'allestimento di Laguna Trend 2013, c'è da augurarselo che si tratti di ostracismo. Perchè se non è ostilità allora è incapacità pura e semplice. E allora stamo freschi.
Quello che si sta cercando di fare (per pura ritorsione) è mettere in giro la voce che io ce l'abbia con Park Fiction (qualcuno me l'ha pure sibilato con tono un po inquietante: "non farteli nemici". Sic): bersaglio mancato, belli. Io avevo le mani in pasta nell'organizzazione del primo rave (con morto) italiano. Io della vita notturna ne ho fatto non solo uno stile di vita, ma pure un mestiere, l'unico che abbia mai fatto in vita mia (e ancora quello indicano i miei documenti, alla voce "professione"). Figuriamoci se ci formalizziamo davanti ai ragazzini ubricachi. Quello che mi insospettisce è il reputare i "miei" ragazzini frivoli, inoppurtuni, diseducativi, e quelli che frequentano quel tipo di feste profondi e adeguati. C'è una tale discrepanza di parametri che spero salti agli occhi anche agli stessi ragazzi dell'Idroscalo. Non barate: io i complimenti e i ringraziamenti ai ragazzi di Albinia En Tour e alle loro strepitose capacità organizzative (le loro, non quelle di tutti gli altri) non gliel'ho fatti stamani, ma all'indomani di ogni loro festa. Pure quando appendersi al petto la coccardina di Albinia En Tour non era ancora lo sport nazionale.
Sai quanto mi faccio commuovere dal fatto che a questi eventi sia stato garantito il minimo sindacale in termini logistici (e ci mancherebbe) e di sicurezza (e ci mancherebbe). Fare il processo alle intenzioni non è carino: ma qualcosa mi dice che se non fosse per l'iniziativa di alcuni, saremmo ancora ai cori sardi nei rutilanti weekend di agosto. E basta. 
E già che entrate in tema: noi i carabinieri e l'ambulanza li abbiamo sempre invocati a gran voce, dato che si trattava  di un evento che radunava una grandissima quantità di gente (duecento seduti ma centinaia e centinaia  in piedi accalcati col caldo) in una piazza tutto sommato piccola e le cui vie d'accesso risultavano congestionatissime: qualcuno l'ha mai vista st'ambulanza? Io no.
Vorrei poter ringraziare anch'io forze dell'ordine e Croce Rossa. Ma temo che nessuno li abbia mai convocati per Laguna Trend. Perchè evidentemente sentirsi male nella calca di Laguna Trend è più frivolo che altrove.
Va tutto benissimo, e comprendo tutto. Ma se qui qualcuno ha voglia di farsi prendere per il culo dalla presidentessa di quella "gioiosa macchina da guerra" che è la Pro Loco Lagunare, si accomodi pure. Noi anche no. Dia retta a me, dottoressa, e glielo dico in modo che forse a lei risulterà ancora più chiaro: cà nisciun'è fess.