LABELS

ALTROVE (766) UN ALTRO GIORNO (252) QUI E ORA (106) NOTE (8)

sabato 24 marzo 2018

mammina carissima

non appena posò le blasonate terga su una poltrona ne approfittò per piazzare la figlia (che non era morta come la sorella della Boldrini ma viva e vegeta) a capo di una segreteria. 
 Quando la legge dello Stato dichiarò colpevole Berlusconi, lei con grande rispetto per le istituzioni parlò di golpe. 
E a proposito di legge, è stata infaticabile nel sostenere e promuovere tutte quelle leggi merdose passate tristemente alla storia come "ad personam", con cui abbiamo fatto scompisciare dalle risate l'intero pianeta. 
La vecchia stronza ponfa di botox ha pure contrastato in ogni modo possibile e immaginabile la legge sulle unioni civili, spingendo invece per un bel triplo carpiato avvitato verso il terzo mondo. 
Ora questa grande statista ricopre la seconda più alta carica dello Stato. 
Ma andate affanculo, imbecilli. Voi sta spazzatura ve la meritate.


mercoledì 14 marzo 2018

non restare chiuso qui, pensiero..

il web è letteralmente inondato dal cordoglio per Stephen Hawking. Ovunque. Su ogni sito, in ogni social. Lo Zenith suTwitter.
Tutti, da la creme de la creme della cultura e dello spettacolo all'ultimo dei nerd pipparoli, a dedicargli una riflessione, un pensiero, un semplice rest in peace o qualche bella frase. Una particolarmente bella, che qui in Italia credo assuma pure una lieve sfumatura politica: uno non  vale uno.
C'è solo un piccolo problema.
Fino all'istante in cui ieri sera Mentana ha dato grande risalto alla notizia nel suo tg, io non avevo la più pallida idea di chi cazzo fosse. Dall'alto della mia abissale ignoranza, non ne sono mai venuto a conoscenza. Mai. E di sicuro non ne vado fiero.
Io, a differenza di tantissimi atri che sventolano la propria troglotitudine come una bandiera, non ne vado affatto fiero. Vorrei aver saputo di più, avrei voluto saper fare di più quello che ho saputo fare.
Per l'ignoranza, l'indulgenza deve essere al minimo sindacale. Anche la propria. O soprattutto.
Il rischio è quello di non venire a sapere di una mente sublime come questa, di non osservarla, di non spiarla, di non trovare in essa lo stimolo a fare un po meglio nella nostra esistenza, a pretendere di più da noi stessi, a valere di più.
Il rischio è di non rinfrancarsi dalla certezza che grazie al cielo la razza umana ha ancora qualche scusante, perchè ci sono gli Stephen Hawking.
Che mentre io ero tutto indaffarato ad ignorare, era invece tutto indaffarato a non permettere a un destino infame di impedirgli di essere un gigante della scienza e del pensiero.

foto pubblicata da Nile Rodgers nel suo Twitter

lunedì 12 marzo 2018

vai avanti tu che mi vien da ridere

Quello che invece secondo me traspare anche dalle parole del rottamabilissimo rottamatore Renzi di stamani al Corriere, ma un po' di tutta la sua corte dei miracoli fresca di contrizione fuori tempo massimo, è lo spingere fortissimamente in direzione di un accordo Cinque Stelle-Lega per quella che sembra una missione insidiosissima vista la situazione, perciò per motivazioni un po' meno immacolate di quelle sventolate, con la stuzzicante prevedibile ipotesi delle due primedonne Di Maio e Salvini indaffaratissime a scannarsi sotto i riflettori nel tentativo di barcamenarsi in questo casino, con l'inevitabile ritorno di consensi che in genere tocca a chi sta alla finestra a ciabare sulle comari che si accapigliano nell'aia, sport peraltro praticato proprio da Lega e Cinque Stelle con risultati da medagliere olimpico. 
Cioè il caro vecchio "tanto peggio tanto meglio" (per loro, non per noi). 
Però boh. Forse è questo tempo di merda a oltranza che mi rende maliziosetto. No?


domenica 11 marzo 2018

mille giorni di Xi e di te

Con un colpetto di emendamento alla costituzione il parlamento cinese ha tolto il vincolo dei due mandati, proclamando di fatto imperatore a vita l'attuale presidente.
E se oggi sei alle prese con l'ennesima giornata di merda, per giunta domenica, e il tuo grado di serenità e buonumore oggi è da accerchiamento da forze aliene fresche di sbarco, ricorda che ci sono due membri (su 3000) del parlamento cinese che quell'emendamento non l'hanno votato.
Voglio dire, c'è chi sta peggio.

agenti maledetti

Con la prima parte dell'intervista fiume a Sabrina Misseri (ma anche alla madre Cosima) la Leosini arzigogola, sovrastruttura delle semplici domande tecniche facendo loro intraprendere voli pindarici che sfiorano la nevrastenia, sferra dei fendenti improvvisi con quella espressione distante e paracula al contempo, e sostanzialmente conferma se stessa: stucchevole, accuratissima e pertinentissima, molto, e sottolineo molto brava; iconica. 
E a sua volta Rai Tre si conferma fuoriclasse nell'imbastire raffinatissimi programmi su fatti di cronaca noir e dintorni che non di rado rasentano, nel loro genere, la perfezione. Ed essendo questo "Storie Maledette" realizzato esclusivamente da risorse in squadra Rai, rende non solo superflue e petulanti tante delle cazzate e dei cliché che riguardo la Rai si vomitano spesso e volentieri, che a me fanno invece sospirare all'idea di cosa sarebbe la nostra televisione pubblica se fosse ancora più pubblica, con meno format ultratrash esterni che fanno il gioco (e il conto in banca) di gruppi e gruppetti, lobby e lobbyne (politica compresa) e quella vera peste bubbonica dei potentissimi "agenti dei vip" che in cambio delle prestazioni di un fuoriclasse che hanno in scuderia, ti impongono di piazzare in programmi creati quasi esclusivamente alla bisogna l'imbarazzante caravanserraglio dei morti di fama raccomandati, incapaci, famosi solo per essere famosi in quei programmi. Peccato. 
Fantastica Franca. Fantastica Federica. Fantastica Veronica. Fantastico Pino. Fantastico Ezio.  Fantastica Rai. 
Questa Rai che sa fare da se. E lo fa come pochi altri.


mercoledì 7 marzo 2018

Così imparano.

l'ultimo capolavoro che è lecito aspettarsi da questo PD Waterloo Edition è che per puro bellafighismo (o peggio angora per smania di vendetta del rancoroso piccolo podestà della catastrofe) consegni il paese a M5s e destra in un sol colpo.
Dopodichè le ha fatte tutte.


lunedì 5 marzo 2018

forza Chicco

c'è pure qualcosa che non mi piace. Tipo il modo sgarbato, quasi vessatorio, con cui tratta i collaboratori (e questa impressione la traggo da quello che vediamo. Non oso pensare a quello che non vediamo), e un certo snobismo nei confronti di alcuni tipi di notizie. 
 Ma ho stima di Enrico Mentana. Lo considero preparatissimo e cazzuto. Ho stima della passione professionale che trasuda da ogni parola che pronuncia. E non ho la più pallida ombra di dubbio sulla sua onestà intelletuale.
Da quest'uomo acquisterei una macchina usata.


nero di seppia

intanto parliamo un attimo di sta barzelletta di "onda nera" che dall'importanza che gli si da sui media e sui social, sembrava che domattina toccava mettere la divisa da giovane balilla e andare a marciare su Roma, quando in realtà, stando così le cose, le percentuali sono così patetiche che probabilmente avrebbe fatto di meglio il Club Italiano Uncinetto Creativo. 
Prego non dimenticare che in altri paesi questi hanno portato a casa risultati importantissimi. 
Qui siamo a numeri da termometro di Campo Felice a inizio gennaio. Cioè, una mezza farsa. Una burletta. La Lorenzin al confronto è Golda Meir.
Ora, io mi auguro per loro che con l'evolversi della situazione le cose cambino. Perchè altrimenti sarà urgentissimo che cominciamo tutti a dare a sti quattro raccattati l'importanza che gli italiani gli hanno dato nelle urne. Cioè alcuna.
 ps: qui abita un antifascista. Ma evidentemente non solo qui.


sabato 3 marzo 2018

Ma grazie no.

in inglese si dice better the devil you know, ovvero, se proprio deve toccarti un diavolo, allora meglio un diavolo che già conosci. Ma grazie no. Stavolta no.
Non ho mai perso una singola occasione per manifestare la mia sconfinata simpatia per il movimento degli scappati di casa senza arte ne parte telecomandati da una Srl di grido per bocca di quel monumento nazionale allo squallore che è l'ex gieffino Rocco Casalino, quel maschione che all'interno della casa si prodigava in racconti erotici su improbabili partouze con orde di giapponesine infoiate, giusto un attimo prima di diventare la reginetta delle notti al Mucca (questo più o meno il livello di credibilità), e modalità che a me ricordano tanto cose bruttissime come Scientology. 
Ovviamente voto altro, e quello che voto io non interessa a nessuno. 
Ma se proprio dovessimo fare il giochino della cacca che puzza meno, non ho la più pallida ombra di dubbio. Meglio gli scappati di casa della grottesca armata Brancaleone grazie alla quale abbiamo già abbondantemente fatto ridere il mondo e rischiato la bancarotta di Stato, oltre ad un imbarbarimento culturale che ci ha riportato indietro di decenni. 
Meglio il democristianuccio piccolo piccolo col completino della Rinascente che inciampa sui congiuntivi e fatica a cimentarsi nelle giravolte spericolate che gli vengono suggerite in cuffietta dalla regia, come a Ambra dei tempi d'oro, del trucidume che va col piattino in mano in quel buco di culo nero dell'Europa che è l'Ungheria, dove il problema principale è ancora riuscire capire i più elementari rudimenti della moderna democrazia, figuriamoci progresso e benessere. 
 Ovviamente darò il mio contributo perchè il risultato elettorale indichi altro. Ma nella peggiore (e per me davvero peggiore) delle ipotesi, better the devil you know un beatissimo cazzo.


4 marzo: vai col casting..

più d'uno ha male interpretato un mio post Facebook di un paio di giorni fa in cui parlavo del malumore di dover andare a votare senza neppure la possibilità di avere poi un premier come Justin Trudeau. 
Temo che a volte mi si prenda un po troppo sul serio. 
I canadesi sono sufficientemente fortunati da avere un premier giovane e bello, oltre che assolutamente gagliardo, e beati loro. Ma ovviamente la mia era solo una battuta. 
 Certo che vado a votare. L'ho sempre fatto. E di sicuro non in base a canoni estetici (in base ai quali, per giocare un po, l'unico che voterei è Fratoianni, o magari anche Furfaro, e chissà, forse neppure per soli criteri estetici). 
E anzi, a dirla tutta, trovo l'astensione una cosa di cui doversi vergognare. Sia chiaro, non trovo vergognoso non avere individuato qualcuno in cui riporre la propria fiducia. Dopo una campagna elettorale repellente come questa, la possibilità è tutt'altro che remota. Ma pure in quel caso a votare ci si va, semplicemente annullando la scheda, che è sempre una cosa più onesta da farsi che votare a cazzo, senza essersi sufficientemente informati, o essendosi informati solo con le miserabili favate che mulinellano quotidianamente su Facebook, o in base a qualche pulsione farlocca che somiglia più alla tifoseria che a una vera convinzione politica. 
Ma ci si va. Troppo alta la posta in palio, bellini. Troppo alta. 
Troppo alto il prezzo che è stato pagato perchè noi ci si trovi anche domenica prossima con una scheda spiattellata sotto il naso, pur farcita di merda. 
Perciò io ho scherzato sulle mie crisi d'astinenza da premier bonazzo, ma è l'unica cosa su cui sono disposto a scherzare parlando di elezioni, di diritto al voto, di dovere di voto. 
Chi non vota non c'è. Non conta. Non sussiste. 
E chi cazzo vuole essere così?


venerdì 2 marzo 2018

vecchia sudiciona di un'Elsa

Salvini ha impiegato un po del tempo di un suo comizio a spiegarci che non va bene che Elsa di Frozen (giuro, non scherzo) nel sequel previsto per il 2019 abbia una specie di relazione gay (capirai, un film Disney: immaginati il tasso di furore erotico); cioè in poche parole, che la protagonista di un cartoon abbia caratteristiche che la fanno somigliare alla vita vera e non ai vaccari avvinazzati e semianalfabeti che affollano i suoi comizi.
 Questo dal leader del partito la cui iniziativa culturale di maggior spessore a tutt'oggi risulta essere l'elezione di Miss Padania alla sagra dello spezzatino in umido di Belluno.