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mercoledì 26 ottobre 2016

tutti in vacanza a Gorino, il posto più schifoso d'italia

"una è incinta? Non mi frega un cazzo". 
Ora che siete conosciuti come il posto più schifoso d'Italia il turismo, in nome del quale accampate qualche patetico tentativo di giustificare il vostro razzismo da epoca dei cotonifici, registrerà senz'altro un incremento boom.. 
 Qui sul web vedo un sacco di gente, ma veramente tanta, prenderla alla larghissima per dire quello che invece il cuore suggerirebbe di dire chiaro e tondo: siete la feccia assoluta.


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sabato 22 ottobre 2016

in ginocchio da te..

Madonna, ormai discretamente alla frutta, promette pompini a tutti coloro che voteranno Hillary Clinton, più che altro direi ai patiti del gusto forte (categoria You Porn: "old slut", vecchia baldracca), e il solito Adinolfi interviene e non ci priva della sua ennesima non richiesta perla di saggezza: secondo il pingue paladino della famiglia tradizionale e della trombata al solo scopo procreativo alle donne non piacerebbe spompinare, trattandosi in realtà di vera e propria sottomissione al fine di compiacere il maschio. 
Adinolfuccio, tesoro: parla per te. Persino la più fervente paladina (o paladino) della pompa selvaggia ha un moto di orrore splatter all'idea di farlo a te, un soffocone. Ma altrimenti, mediamente, è una cosa che la donna (ma non solo) fa anche per proprio piacere, dato che abbiamo già stabilito secoli fa che il contatto, qualsivoglia, con i genitali del partner sia appunto un appagamento e non proprio una pratica catastale da sbrigare. 
Capisco che l'immagine di Madonna che ciuccia una bottiglia, che sui siti del mondo correda la notizia della sua delirante promessa (di cui deduco saranno contentissimi i figli), peraltro non priva di dettagli tipo l'happy ending con ingoio, suggerirebbe di consigliarle di posarla in tutti i sensi la bottiglia. Ma se alla tua fortunata consorte non piace genuflettersi al tuo cospetto, diciamo così (sto per vomitare), questo non significa che lo stizzimento nei confronti del soufflè sia sentimento generale e diffuso. Ma solo che, appunto, te fai schifo al cazzo.


mercoledì 19 ottobre 2016

obietta sto cazzo.

se vivessimo in un paese anche solo remotamente normale questi delinquenti sarebbero invitati ad andare a fare in culo e obiezione di coscienza nelle cliniche private, e al posto loro negli ospedali pubblici ci sarebbero medici che intendono attenersi alle leggi di questo Stato grazie, se non è troppo disturbo, specie se scaturite da un vero e proprio plebiscito popolare. 
Questa cosa dell'obiezione sull'aborto, ennesimo tra gli ennesimi regalini a quelle anime candide del Vaticano, sarebbe una burletta da repubblica delle banane se non fosse uno sfregio e un'offesa costante, quotidiana, reiterata alle donne e al loro insindacabile diritto di scegliere.
Polacche a chi?


giovedì 13 ottobre 2016

un soffio nel vento

Mi dispiace che per un soffio non ce l'abbia fatta. Dario Fo sarebbe stato felicissimo di condividere l'onore del Nobel per la letteratura con Bob Dylan. 
Ne sono sicuro.


mercoledì 12 ottobre 2016

cazzo cazzo cazzo

bensì forma dell'espressività letteraria e popolare e non propriamente sinonimo del termine anatomico pene, pur con significato ugualmente riferito all'organo genitale maschile, cazzo è a tutti gli effetti una parola della lingua italiana. Di registro colloquiale basso, ma pur sempre una parola. Non (o almeno non più) una "parolaccia". 
 Perciò non mi scassate il cazzo, appunto, co sta cosa delle parolacce.


lunedì 10 ottobre 2016

c'è ben altro..

Alain Elkann a Coffee Break: "dibattiti in cui si parla di sesso, di cose private anziché di politica e programmi.." (cito a memoria, parola più parola meno). 
Vede gentile signore, l'opinione di chi le donne è abituato a comprarsele coi soldi o comunque crede che farlo sia la cosa più normale del mondo, è politicamente rilevantissima. Specie se a pensarlo sono uomini che occupano o si candidano ad occupare posizioni di enorme potere. E io, ma per fortuna mica solo io, penso che a qualcuno con una simile mentalità non farei presiedere neppure una gara cinofila, figuriamoci un paese. 
 Ps: il fatto che nei paraggi di casa sua le donne si acquistino a prescindere se siano vere o presunte non cambia di molto il concetto. Ma questa è solo una battuta. Pure brutta. Non ho saputo resistere.


sabato 8 ottobre 2016

loro si che valgono.

Mi capita spesso di buttare un occhio su "Tu si que vales" (e ancora prima "Italia's got Talent"). Quello che vedo è una serie praticamente infinita di talenti, di atleti, di artisti che sinceramente non è difficile immaginare in un contesto circense.
 Devo dire che non è arduo lasciarsi sedurre: tante, tantissime esibizioni di livello elevatissimo, che poggiano, oltre che sulle strabilianti abilità dei protagonisti, su idee diverse: originalissime o di stampo più tradizionale, alcune divertenti, spasso allo stato puro, alcune più contemplative, altre romantiche, altre ancora di grande suspance (tipo uno che fa il giocoliere con i fulmini, e intendo veri fulmini, prodotti da apposite apparecchiature, in un contesto sceno-coreografico mozzafiato). Danza che sfiora il contorsionismo, equilibrismi che sfiorano il teatro-danza, costumi, luci, effettistica, tutto molto ricercato e soprattutto originalissimo, ognuno con la propria idea, con la propria creazione, che spesso rasenta il geniale. E mi risulta che ci sia un vero e proprio network a giro per l'Italia e per il mondo di questo tipo di artisti, che tra l'altro è possibile vedere esibirsi in format gemelli appunto un po ovunque e che io definirei i nipotini (talentuosi) di Momix o Cirque de Soleil, per intenderci. 
Quello che voglio dire è che questi programmi vengono trasmessi solo dalle reti tv più importanti nelle fasce di maggiore ascolto e che sono perciò reputati (e gli ascolti non smentiscono) papabili per un pubblico vasto, di ogni genere e ogni età, compresi i bambini. Ogni nuovo numero, ogni altra esibizione che vedo mi convince un po di più di quanto non ci sia veramente più bisogno di quell'immondezzaio di circo come lo conosciamo noi, nella fattispecie quello con gli animali imprigionati, torturatati, ridotti alla schiavitù. Per una vita intera. 
Perchè spesso l'alibi di alcuni, ma permettetemi soprattutto di molti genitori facilotti e temo non troppo attrezzati per quel difficile mestiere, è proprio che piace ai bambini. Evidentemente ai bambini piacciono tantissime altre cose, che non richiedono la sofferenza perpetua e la schiavitù di nessuno, ma solo il talento, l'impegno, la sfida, l'estro, il genio che tra l'altro sono valori che se fossi un genitore considererei obbligatorio, non opzionale, trasmettere ai miei figli. 
Specie quando il compito di farlo è reso più semplice e gradevole dall'incanto e dalla bellezza di quelle performance.



mal comune un cazzo.

premetto che non credo che verrà eletto presidente. Resta il fatto che il mondo civile, e io pure, si chiede allibito come quel buffone puttaniere bugiardo patologico maxi-evasore omofobo e misogino col nido di quaglia in testa possa comunque essere arrivato al punto in cui è arrivato. E l'unica risposta che mi viene in mente è che fatalmente i cari amici americani, dall'alto del loro senso di superiorità planetario (che a sto punto mi chiedo da dove cazzo gli sia piovuto) non perdano occasione per dimostrare al mondo che razza di retrogradi ignoranti trogloditi riescano ad essere. Non tutti, parentesi politically correct: ma evidentemente una considerevole parte. Assai considerevole. Troppo, temo. 
E volendo essere fiscali, io aggiungerei pure che questi milioni di pirla smaniano di tuffarsi tra le braccia di questo poveraccio giusto dopo che un presidente (che passerà alla storia perchè è stato uno dei migliori presidenti ever, non certo e comunque non solo perchè il primo afroamericano) che otto anni fa ha raccattato l'america in condizioni pietose, riuscendo a compiere un vero e proprio miracolo economico e occupazionale, arrivando tra le altre cosucce a garantire la copertura sanitaria a decine di milioni di cittadini in un paese dove se hai i soldi ti curi altrimenti te la pigli ar culo e schiatti (e davvero, non per modo di dire), tra i tiri incrociati di lobby di ogni genere: quella delle armi, quella delle industrie farmaceutiche, quella petrolifera, e quelle che fanno testa a razzisti e fanatici religiosi di ogni ordine e grado. 
Pensavamo davvero che il fondo del barile l'avessero raspato con le varie Sara Palin e i tea-party. Ma evidentemente anche da quelle parti, e qui un pochino verrebbe da dire mal comune mezzo gaudio, non c'è mai fine al peggio. E con peggio intendo la peggio gente, la peggio ignoranza, la peggio arretratezza, la peggio miseria culturale. Del mondo. 
E visto l'influenza che sul mondo riescono comunque ad esercitare, gaudio un cazzo.


martedì 4 ottobre 2016

si impara sempre qualcosa di nuovo..

Stefano Cucchi è morto di epilessia.
E  io frequento regolarmente le troie del night.

cerume di martedì

povero Floris, che per un paio di punti di share è costretto a dedicare metà programma al terrorismo batteriologico (ma quello delle massaie armate di Lysoform, non quello dei terroristi) e a cerume, merda di gabbiano (che a sentire i suoi esperti ci manca che contenga scorie atomiche) topi che sbucano a frotte dai water, alitosi, spazzolino del water, zecche, per giunta facendolo con lo stessa espressione schifata, appena camuffata dal quel bel sorriso finto che ha già abbondantemente perfezionato con anni di interventi di Crozza, il secondo più divertente dopo il presidente Mattarella. Una volta faceva programmi di approfondimento politico.


Very Imbecil People

nelle pause pubblicitarie di solito, se ci riesco da sotto la massa informe di gatti sotto la quale finisco sepolto ogni volta che piazzo il culo su una poltrona, sfruzzico un po sui social. Come fanno molti, del resto. E stasera soprattutto su Facebook e Twitter era tutto un florilegio di commenti sul Grande Fratello Vip (vi prego, solo il nome. Per vip credo si intenda quella combriccola di reduci o aspiranti non si sa cosa, probabilmente nulla, il vero pezzo grosso (molto grosso) dei quali essendo Valeria Marini, ovvero colei che sospetto essere l'unico personaggio al mondo che non solo si è ritrovata catapultata nello show business nazional-popolare per nessun altro motivo se non un paio di palpate di culo ben piazzate di Pingitore senza saper fare un cazzo che è un cazzo, ma che oltretutto non è neppure riuscita a imparare a fare un cazzo che alla fine, intendo, picchia e mena, col passare degli anni, qualche prodezza riesci a farla fare pure ai barboncini nani, ma evidentemente non a lei che nonostante le decennali frequentazioni, persevera nel non saper fare beatamente uno stracazzo di niente esattamente come e possibilmente pure meno di quando esordì, ai bei tempi in cui se non altro non sembrava un mascherone del carro di Viareggio). 
Alcuni dei commenti erano assolutamente entusiasti; molti che si azzuffavano sul dilemma sociologico-antropologico Ilary o Alessia? (potevate chiedere a me che sono un po del mestiere: bel derby, vi avrei risposto), e poi i commenti dei soliti detrattori sarcastico-ironico-caustico e un sacco di altre robe che finiscono per ico, che poi più qua con calma ci spiegheranno perchè stanno lì paralitici a ciucciarsi i San Remi, i Grandi Fratelli, le madri-nature di Ciao Darwin (ciaone..), se li trovano tanto orribili. 
Intendo, puntate e puntate di commenti sui social, giuro (guarda che vi tengo d'occhio. Non ci provate con me) per dire che è brutto, tutto brutto, tutti brutti, tutto. E quante cazzi di ore ti ci vogliono per arrivare a questa algebrica conclusione, dato che per tutti noi altri poveri mortali anche solo un paio di fotogrammi statici e muti apparsi a sorpresa tra le pagine di una rivista o su un sito di notizie, si sono rivelati più che eloquenti per capire l'esatta misurazione dei metraggio calcolabile in piani di merda che seppelliscono una parte dell'Italia per 4 ore e passa il lunedì sera e, per i tossici all'ultimo stadio che proprio non possono fare a meno della dose quotidiana di Costantino e del pugile scemo neppure per un nano-secondo, perfino non stop su qualche altro canale che non stacca mai da Laa Casaaa, pronunciata sempre con le vocali spasmodicamente aperte come se si fosse affetti da stomatite. 
Ma mi allungo sempre un po troppo nel preambolo, perchè in realtà quello che volevo dire è piccolo e semplice, e cioè che questo è veramente too much. Decisamente too much. Questa è una cosa che, non fatemi essere più sgradevole di quanto vorrei tantissimo essere, credo abbia a che fare con quanto rispetto abbiamo di noi stessi, della nostra intelligenza, della nostra dignità. E di quali siano con esattezza scientifica i disturbi neuro-vegetativi che ti spingono a volertici immergere in quei piani di morbidezza si, ma morbidezza perchè è merda, non carta igienica a quattro veli. Io non ho problemi col trash, per tirare in ballo un termine un pizzichino abusato, usato a sproposito e usato a cazzo, per capirci. Sono un fan di veri e propri monumenti del trash. E del termine "volgare" poi non sono addirittura proprio riuscito a capirne il significato nonostante in questi tanti lunghi anni io con i significati pur reconditi della mia amata madrelingua ci ho flirtato al punto da farne una professione. Ma quel volgare là credo che significhi più o meno "ho argomenti così di merda, così imbecilli che dico volgare e non dico un cazzo ma tutti sono d'accordo", ed è tutto un "oh signora mia: ha visto che volgarità?"..". 
Ma sta zozzeria è una roba che dovrebbe offenderti. Offenderti se sei donna per come le donne sono rappresentate. Offenderti se sei uomo, dato che in quella cloaca maxima sei impersonato da Bettarini (e facciamo che per pietà cristiana mi fermo qui: ok?), se sei gay, se sei transessuale, se sei gemello siamese, se sei una clausuranda o un troione da Grande Raccordo Anulare. 
Qualsiasi variante della natura umana, per il semplice motivo di essere umani, appunto, con un'intelligenza e una dignità, che quella schifezza offende indistintamente nel ruolo che ci sforziamo di ricoprire di persone adulte e consapevoli. Altro che Ilary o Alessia. 
 Aridatece Protestantesimo.