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martedì 9 ottobre 2018

XSfratto

stavo guardando sto spezzone di un video che stava lì sulla homepage di un quotidiano a cui davo una sbirciata mentre mangiavo. 
XFactor prima puntata, i bootcamp o qualcosa del genere, canta la ragazza di colore. La regia indugia sulle facciotte pervase di stuporone dei giudici che di musica non capiscono un assolutissimo cazzo e che non si saprà mai perchè al mondo dovrebbero stare lì a giudicare chicchessia, come se a me fosse chiesto di giudicare un test di micro-chirurgia neurologica, nella fattispecie: Asia Argento che non capisce un cazzo di recitazione che è (o almeno dovrebbe essere) il suo mestiere figuriamoci di discipline altre varie ed eventuali; il solito rapper a la page che di musica non può capire un cazzo perchè nel rap, un genere che da almeno 30 anni sta alla musica come il wrestling WBA sta allo sport, di musica non se ne fa, cantare non si canta e perciò non è dato sapere in base a quale cazzo di criterio dovrebbero stare lì a giudicare anima viva; Mara Maionchi che è pure recidiva, nel senso che, non si è capito bene per colpa di chi, ma comunque fa pur sempre quel mestiere da centododici anni e ancora non ci capisce un remoto cazzo neppure per sbaglio, e Manuel Agnelli che invece di musica se intende, anche se con le sue idee e i suoi crismi, che di voce ne ha da vendere e pure bella, ma che evidentemente non capisce a sua volta un cazzo di voci femminili perchè si commuove e frigna mentre la ragazza di colore di cui sopra canta la solita canzone di Beyoncè con il solito timbro-minimo-sindacale di ogni ragazza di colore al mondo che la domenica canti in chiesa (passatemi il clichè), senza un guitto, una qualche caratteristica, una peculiarità, una remota traccia di personalità e originalità, con i soliti gorgeggini precotti sottovuoto spinto che sono sempre quelli dal quel lontano1985 anno della pubblicazione dell'album di esordio di Whitney Houston (e perdonatemi se anche solo avendola menzionata in questo contesto tera tera vi ho fatto venire il singhiozzo per lo spaglio), con un'estensione così e così, un linguaggio così e così, ma un'intonazione talmente traballante che pietosamente mi auguro (per lei) essere dovuta a qualche problema con gli ascolti (cosa tecnica di cui ovviamente alcuni di voi non sanno, ma che può seriamente compromettere una performance vocale dal vivo). 
E perciò niente di nuovo sul fronte occidentale. L'ormai asfittico teatrino dei talent, che vanno benissimo se si vuole passare un'oretta di scazzo, scommettere un gin tonic con tua cognata sull'esito di una votazione, tifare con la bava alla bocca per questo o quel giudice mentre litiga furiosamente con l'altro giudice sperando che finalmente gli spari un fischione in bocca a prescindere da chi lo spari a chi, così, giusto per, tanto perchè prevenire è sempre meglio che curare, senza però pretendere che chi deve cantare canti e chi deve giudicare giudichi. 
O perlomeno non a cazzo di cane.


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