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lunedì 2 maggio 2016

c'è un grande parco verde..

Tg, siti, giornali e programmi tv sono letteralmente infarciti dei risvolti giudiziari riguardo la morte della piccola Chicca, e della sequela di situazioni da film horror, e intendo veramente da film horror, che si svolgevano mi sembra di capire con drammatica quotidianità in quell'agglomerato di appartamenti a Caivano chiamato Parco Verde (nome che stride un po, diciamocelo, con il sudiciume che è venuto fuori) e che sono finite sotto le luci della ribalta (e lo dico con rispetto per le piccole vittime) solo perchè loro stesse, le piccole vittime e solo loro, hanno parlato. 
Parlato di abomini che si perpetravano nel silenzio e nell'indifferenza di tutti, con gentili vicine di casa che si premuravano di far sparire scarpette così, giusto per non avere rogne. E di grazia, dov'era tutto questo interesse dei media per una situazione che io per esempio conosco benissimo da tempo, mentre tutto questo continuava ad accadere? Tutto questo interesse  sino ad ora chi l'ha visto
Già: ecco perchè io sapevo tutto. Perchè quel programma, e solo quel programma, ne ha sempre parlato, ha sempre denunciato, ha attirato l'attenzione degli inquirenti, ha fatto il rumore necessario affinchè chi di dovere drizzasse finalmente le orecchie. Ma c'è un'altra cosa di cui nessuno parla, ops, un altro ingombrante fagottino: il piccolo Antonio (quattro anni), volato a sua volta giù dalla finestra giusto un anno prima. Davvero solo Chi l'ha visto aveva capito che in un condominio dove volavano giù bambini dalla finestra con macabra cadenza annuale potesse esserci qualcosa che non andava? Solo Chi l'ha visto pensava che, pur volendo credere alle coincidenze, c'era qualche bambino volato dalla finestra di troppo? 
Eppure si. E' stato così per anni (Antonio è morto nel 2013). Un grande programma, fortissimo nel giornalismo d'inchiesta e investigativo che ha fatto venire alla luce dozzine di casi che altrimenti sarebbero finiti nel dimenticatoio, senza traccia di giustizia (solo nella scorsa puntata si trattava ancora della morte di Willy, un ragazzino di 13 anni trucidato trent'anni fa da aguzzini pedofili che probabilmente in questo momento si stanno gustando un gelato in una bella piazzetta di Correzzola: la Sciarelli non molla), e che ad esempio ha strenuamente condotto una fortissima battaglia per l'introduzione del reato di omicidio stradale che finalmente è stato ottenuto, e che non ha mai, e dico mai, per un pregiudizio che si trascina dalle prime lontanissime puntate, ancor prima della leggendaria e compianta Donatella Raffai, ricevuto la dovuta credibilità e il dovuto rispetto, a colpa dei soliti tromboni (incluso qualche politico, uno a caso, proprio in tempi recenti) che ancora continuano a considerarlo il programma di chi non si fa i cazzi suoi e vuole sapere tutto sul povero vecchietto desaparecido che probabilmente sta semplicemente girando in lungo e in largo nel vicinato in balia dei suoi favolosissimi deliri, e che continuano a sparare merda ogni volta che anche solo sfiorano l'argomento senza avere neppure l'accortezza di contare fino a dieci.


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