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domenica 11 giugno 2017

a mostrà le chiappe chiare..

Ci sono oceani di culi nei fantastici carnevali brasiliani e caraibici, ci sono orde di culi nei virilissimi Kanamara Matsuri giapponesi, ci sono culi (magnifici) negli spettacoli dei danzatori polinesiani, ci sono culi in praticamente ogni cerimoniale tradizionale in Africa, sono tutti a culo all'aria nelle minacciose danze Maori per non parlare dei leggendari rituali Rapa Nui, e per zompare allegramente dalle stelle alle stalle, sono spesso a culo all'aria persino quelle trasgressivissime mammole che ballano per la De Filippi in quella miseria di programma del quale non vi private nemmeno pistola alla tempia (che culo, giusto per restare in tema) tutti insieme appassionatamente, grandi e piccini.
Ma ciclicamente e senza possibilità di salvezza arriva giugno e ariecco i paladini anti-culo del Pride, che è volgare (non è dato sapere che cazzo voglia dire di preciso), che è esibizionista, che turba i bambini (oh please) e via con un sussulto di stuporone indignato dopo l'altro.
 Sommessamente però vorrei ricordare che ci sono tanti culi abominevoli, flaccidi, sfatti, cellulitosi, rosolati a puntino in tutte le variazioni cromatiche del porchetta pink e strippati in poveri costumini audacemente sottotaglia che a guardarli fanno tenerezza, panze strabordanti, schiene pelose, tette smagliate sottovuoto spinto in decolletè che gridano vendetta, etc etc etc, su ogni cazzo di spiaggia affollata. E che anche in questo caso non si tratti esattamente di uno spettacolo di sublime raffinatezza e compostezza.
Solo che noi non vi chiediamo di rivestirvi. Non ce ne frega un cazzo, e anzi ci state pure simpatici in quelle condizioni ingloriose. Così, giusto per ricordarlo. Ps: avete problemi con qualche bel ragazzo a dorso nudo e un paio di drag perizomate? Siete tristissimi. Peccato.

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